Impressioni di settembre

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Dopo appena due partite di campionato, causa rinvio del match casalingo contro il Genoa, ecco le nazionali a premere il tasto ‘pausa’ al nostro Milan. Chiudiamo l’impegnativo scorcio agostano di campionato con 3 punti quando il mio pronostico era stato di 4 ma gli sciagurati ultimi 35 minuti della partita del San Paolo hanno rovinato i miei piani.

Mi approccio comunque alla sosta ancora col dolce sapore lasciato dal gol di Patrick all’ultimo respiro di venerdì scorso e mi permetto qualche considerazione sparsa su quanto visto nelle ultime settimane nel mondo Milan e non solo. Insomma qualche impressione di settembre come cantava la PFM.

LA MARMELLATA – ahimè temo fortemente che, come da anni a questa parte, lo scudetto sia già assegnato. E ribadisco il concetto già espresso a più riprese cioè che questo ‘dettaglio’ sia un vulnus quasi insanabile che frena la ripresa del calcio italiano a tutti i livelli. Invito tutti a non illudersi e non ironizzare troppo sulle prime tre scialbe prestazioni di Cristiano Ronaldo con la maglia bianconera: il fenomeno portoghese alzerà presto l’asticella delle proprie prestazioni magari proprio in quei, purtroppo rari, momenti in cui i compagni non riusciranno a sbrigare la pratica.

Dietro la juventus però mi sembra di intravedere, pur basandomi su pochissimi minuti giocati in stagione, una marmellatona da cui potrebbe scaturire praticamente qualunque cosa. L’inter umorale ma talentuosa di Spalletti, la Roma piena di incertezze che cerca di ritrovare nel bailamme di acquisti e cessioni quella scintilla che le ha permesso lo scorso anno di brillare sia in Italia sia in Europa. La Lazio in crisi di identità alle prese con le bizze del suo presidente e il Napoli orfano di Sarri e Jorginho che è fragorosamente inciampato nell’ostacolo blucerchiato rimettendo in discussione l’etichetta, inutile ma che a qualcuno va pure appioppata, di anti juve.

In un contesto di questo tipo un Milan che ha come obiettivo dichiarato una posizione Champions ha il diritto e dovere di provarci, consci che sarà impresa difficile stante anche la palese insicurezza che in tanti frangenti attanaglia i gattusiani. Ma speriamo che vittorie come quella contro i giallorossi e calciatori del calibro di Gonzalo Higuain aiutino la squadra a crescere anche sotto quel punto di vista, regalandoci qualche chance di tornare finalmente a partecipare alla massima competizione europeo, unico reale viatico per tornare a competere ai massimi livelli.

BAKAYOKO – Essendo un estimatore del buon Tiémoué invito a non bocciarlo frettolosamente dopo il disastroso scorcio di Napoli. Come da onesta e apprezzabile ammissione dello stesso Gattuso, l’ex Monaco non è stato esattamente posto nelle condizioni di fare una buona figura a Fuorigrotta. Spero che il tempo lo aiuti a trovare la giusta collocazione nello scacchiere milanista e ad abituarsi al calcio italiano. Rimango fiducioso che il ragazzo ci possa regalare soddisfazioni, sempre che non ci si aspetti dal ragazzo ciò che non è mai stato nelle sue corde. Spero di non sbagliarmi ovviamente!

CHAMPAGNE? – Ho come l’impressione che dalle parti di Firenze e di Sassuolo quest’anno si divertiranno parecchio al di là della posizione in classifica che le due squadre raggiungeranno. La Fiorentina è una squadra giovanissima e strapiena di talento, guidata da quel Federico Chiesa (giocata sublime ieri pomeriggio sul gol di Benassi) che vorrei tanto vedere in maglia rossonera. Dinamici, veloci, entusiasti, con un pubblico che si rende conto di avere per le mani un gioiellino che potrà regalare una stagione elettrizzante. Oltre ad essere un serbatoio che produrrà pezzi da vendere sul mercato, la Viola quest’anno rischia di essere un appuntamento fisso per lustrare gli occhi degli appassionati di calcio.

Anche dalle parti di Sassuolo, dopo una stagione sul depresso andante, hanno ritrovato con la combo De Zerbi- Boateng quello slancio che si era perso con l’addio del profeta neroverde Eusebio Di Francesco. Il tecnico bresciano sta confermando quanto di buono fatto intravedere lo scorso anno nella disastrata situazione beneventana, con un calcio molto organizzato e metodico, dai concetti moderni e articolati. Il tutto innestato su una rosa che, persi due riferimenti come Acerbi e Politano, si sta ritrovando attorno ai concetti di gioco e a nuovi totem come il sopracitato Kevin Prince Boateng, che pare stia vivendo una nuova giovinezza. Vedremo se questa partenza sprint verrà confermata a medio termine ma credo che anche il Sassuolo sarà un bel vedere per tutta la stagione e che De Zerbi si candidi per occupare almeno moralmente il trono di ‘profeta del bel gioco’ lasciato vacante da Sarri.

PANETTONE – Se dovessi giocarmi due Euro sicuri li metterei sul fatto che Pippo Inzaghi non mangerà il panettone sulla panchina felsinea. Voi che dite? Non avendo mai nutrito antipatia per i rossoblu emiliani spero che l’ex bomber rossonero venga defenestrato quanto prima in modo da avere qualche possibilità in più di salvarsi

IL GIRONE DI EUROPA LEAGUE Ieri ho avuto modo di vedere, ammetto per la prima volta in stagione, il Betis. I biancoverdi hanno sconfitto 1-0 il Siviglia nell’infuocato derby andaluso, gol del veterano idolo di casa Joaquin. Non si tratta di una squadra fenomenale ma comunque insidiosa e con buone invididualità (Canales, Bartra, Guardado e compagnia). Bisognerà prestare attenzione soprattutto alla partita all’Estadio Benito Villamarin che riesce a trasformarsi in una autentica bolgia quando serve. Escludendo il Dudelange, la qualificazione si giocherà tra Grecia e Spagna. Non un girone balneare come quello sfangato da Montella lo scorso anno ma neanche impossibile. Soprattutto gli stadi ‘caldi’ di Olympaicos e Betis rischiano di essere un fattore che il Milan dovrà comunque essere capace di gestire ed assorbire se vuole ritrovare quell’approccio europeo che ha perso da più di un lustro. Saranno comunque sei partite utilissime per misurare la nostra forza e accumulare ulteriore esperienza fuori dai confini italici.

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

 

 

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!