Il verdetto del campo

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Domenica ore 22:25 circa. A San Siro è appena iniziato il 93° quando Vecino, curato non troppo d’appresso da un Romagnoli fino a quel momento impeccabile, esegue una mezza girata e butta una palla in mezzo alla nostra area. Si, perché è esattamente quello che fa e nulla più tanto che, lo mostrano chiaramente le immagini, mentre tira facendo quel movimento innaturale, stà guardando per terra e non sa nemmeno chi c’è in area ma a volte le grandi giocate accadono per caso e questa è una di quelle volte. Ne scaturisce un cross dalla trequarti quasi perfetto. Quasi però perché la traiettoria, rispetto all’idea che dava nel momento il cui parte il pallone, sembra allungarsi. Un minimo, giusto quel paio di metri. Di per sé non sarebbe un problema tranne che Icardi, da quell’animale d’area di rigore che è, se ne accorge in un millisecondo e cambia istantaneamente la direzione della corsa andando incontro al pallone. Neanche quello sarebbe un problema se Musacchio non se ne accorgesse un minuto dopo o se Donnarumma non ci mettesse ancora di più per decidere se uscire o rientrare tra i pali a coprire la porta. Avesse optato con la stessa prontezza di Icardi per la seconda scelta probabilmente l’avrebbe presa perché l’attaccante ci arriva giusto in tempo e non può metterla altro che lì. Un brutto erroraccio di valutazione ed indecisione non accettabile da un portiere che gioca in seria A men che meno dal chi gioca nella porta del Milan. Rode e parecchio.

Perdere un Derby al 93° fa malissimo, in modo così stupido anche di più e che non siamo proprio fortunati sarebbe anche vero. Sarebbe … perché ad essere sinceri abbiamo meritato di perderlo, addirittura di più di quanto l’Inter non abbia meritato di vincerlo. Non ho visto i nerazzurri sciorinare gioco e dipingere calcio ma è gli bastato poco per tenerci a bada, arrivare costantemente su tutte le palle morte e pilotare la partita senza neanche troppo sforzo e senza praticamente rischiare nulla. Fossero andati in vantaggio prima (e ci stava tutto) non oso pensare come sarebbe finita ed il rischio dell’imbarcata c’era se noi, presi dalla fregola di cercare il pareggio, ci fossimo buttati all’arrembaggio facendo saltare quel minimo di equilibrio tattico che la squadra aveva messo in campo.

Settimana scorsa chiusi un post con queste parole: “proprio perché possiamo anche perderlo perché non giochiamo per vincerlo sto Derby ?”. Il punto a mio parere sta tutto lì. E’ la cosa che mi ha deluso di più perché, per come intendo il calcio, non abbiamo nemmeno provato a vincerla. Mi faccio e vi faccio una domanda. Che erano più forti e che fossero in fiducia era palese e che se avessimo giocato la partita secondo i nostri standard senza provare in qualche modo a sparigliare le carte era probabile l’avremmo persa anche. Non sarebbe stato il caso di rischiare qualcosa di diverso ? Magari rischiare di perderla con un punteggio più pesante ma affrontarla con più coraggio ? insomma, almeno provarci ?

Non ne faccio una questione di modulo (non solo) ma una questione di atteggiamento. Quello di Domenica più che 4-3-3 un mi è sembrato un 4-5-1 o, in alcuni momenti, una specie di 4-1-4-1 figlio della paura con il risultato che il Pipita è sempre rimasto isolato e tagliato fuori, la squadra non è quasi mai rimasta compatta costringendo Suso e Calha a coprire 60/70 metri di campo. Spazi coperti poco e male con il risultato che i nerazzurri, messi in campo molto meglio, arrivavano costantemente prima su tutti i palloni gestendo la partita quasi a piacimento.

La prova che siamo andati in campo con addosso la paura la danno i cambi. Che senso ha mettere Cutrone a fare l’attaccante esterno ? La sue doti migliori sono la capacità di creare scompiglio nelle aree avversarie e l’istinto del gol da bomber di razza. Tiene costantemente sulla corda i difensori avversari perché è adrenalinico. Messo largo ha la stessa utilità della legna fresca per fare fuoco. Tanto fumo e poca fiamma. Non ha il passo, non ha il dribbling, non ha lo scatto bruciante, non ha il cross pennellato, non ha la visione di gioco e non ha l’assist nei piedi. Il resto dei cambi è mancia. Infine, vedere Higuain fare il difensore aggiunto al limite dell’area, per quanto possa apprezzarlo come impegno, lo accetto solo all’ultimo minuto di una finale che stai vincendo 1 -0 e dev’essere una finale importante.

Gattuso ha le sue colpe, in questo caso parecchie, perché non ha saputo leggere la partita. Spalletti, per quanto mi sia antipatico, l’ha tatticamente sovrastato.  Sapeva quello che faceva mentre Gattuso ha solamente subito gli eventi e non ha cercato di cambiare l’andamento di una partita che più di un pari fortunoso non avrebbe potuto produrre. Poteva anche finire con un punto strappato ma non puoi sempre sperare nella divina provvidenza (o in una Pipitata che sarebbe più o meno la stessa cosa). La sensazione è che non si senta per nulla sicuro e per questo si affida a quelle poche certezze che ha. Funziona con squadre che hanno un tasso tecnico palesemente inferiore ma quando giochi contro le prime della classe o quando le partite si mettono male, magari anche solo per un episodio sfortunato, molto meno.

La buona notizia, perché c’è sempre anche una buona notizia, è che non era questa la partita che sanciva il nostro futuro (così come non lo sarà Milan Juve). Sarà molto più importante vincere contro Sampdoria, Udinese e Genoa per poi vedercela nello scontro diretto con la Lazio senza dimenticare il doppio confronto col Betis e sempre sperando che il derby non lasci strascichi pesanti nella testa di tecnico e giocatori. Continuo ad essere convinto che non sia tutto da buttare ma è arrivato il momento in cui ce lo dimostrino. Adesso aspettiamo il verdetto del campo …

FORZA MILAN

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.