Il segno di Zorro

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Dopo i mormorii,  le notizie sussurrate, i rinvii e le informalità è arrivato il momento delle “cose ufficiali”. La compagine dirigenziale e tecnica del nuovo Milan targato Elliott è definita. Fino a qualche settimana fa, quando le dimissioni di Leonardo erano nell’aria, sembrava che dovesse essere Maldini il “Deus ex Machina” del sodalizio rossonero ma l’arrivo di Zorro Boban (voluto peraltro dallo stesso Maldini) ha sparigliato le carte. Sarà lui il  braccio destro tecnico/politico di Gazzy con Paolino interamente dedicato alla gestione puramente tecnica ma che al buon Zvonimir farà riferimento. Presto, forse addirittura oggi (ieri per chi legge ndr), l’annuncio ufficiale di Giampaolo nel ruolo di allenatore e di Massara come Direttore Sportivo. Una piramide decisionale complessa sulla cima della quale, a pelare le gatte rognose di questo Milan in divenire, siederà comunque il nostro eroe mascherato.

Boban è un classe ’68 nato a Imoschi in Croazia (ma allora era ancora la Jugoslavia del maresciallo). Il nostro cresce, ed esplode come giocatore, nella Dinamo Zagabria con la quale collezionerà 109 partite diventandone il capitano per poi passare al Milan nel 1991 dove, a parte il primo anno in prestito a Bari, scenderà in campo 251 volte (30 gol) dal 1992 al 2001 per poi chiudere la carriera, un po tristemente, al Celta Vigo. Giocatore delizioso ma anche discontinuo. Uno di quei giocatori che un momento ti fa incazzare e quello dopo ti porta in paradiso. Giocate a ripetizione, controllo di palla, fantasia, visione di gioco ma a volte anche indolente e refrattario ad impegnarsi negli schemi dell’allenatore di turno (Zaccheroni docet). Bravissimo con il pallone tra i piedi, un pochino meno quando il pallone doveva essere riconquistato. Potenzialità da fuoriclasse (averne oggi) ma con qualche limite caratteriale che ne ha impedito la totale consacrazione. Uomo estremamente intelligente e colto (a fine carriera si è laureato in Storia), scafato ed accorto, dopo il ritiro si è impegnato prima come commentatore e poi come dirigente internazionale come vicesegretario generale della FIFA (mica pizza e fichi…) oltre che uomo d’affari ben conosciuto nella natia Croazia.

Fin da giovanissimo ha dimostrato di essere dotato di coglioni ottagonali, realizzati in acciaio al vanadio con annesse lame al nickel-cromo assai affilate. E’ il 13 Maggio del 1990 quando, a soli 22 anni (ma già capitano della Dinamo), pende a calci un agente della polizia federale Jugoslava per proteggere un tifoso durante una drammatica Dinamo-Stella Rossa (degli odiatissimi parenti Serbi di Belgrado) in pieno bordello balcanico post Tito. Riletto a posteriori e conoscendo il personaggio il sospetto che non aspettasse altro (viste le sue idee) per un gesto che sapeva essere eclatante mi sovviene e che sia rimasto un po schiavo del personaggio che si creò in quella occasione pure. Anche nel Milan si contraddistinse per non essere proprio malleabile. Un poco anarchico, soffre la panchina quando gli tocca e non fa nulla per nasconderlo. Contesta spesso, soprattutto con Zaccheroni (i due non si potevano soffrire), ma anche ad altri allenatori non rese la vita facilissima. Conferma un carattere ostico e determinato anche da commentatore dove, unico nel panorama dei media del tempo (Dio lo abbia in gloria per questo), non nasconde tutto il suo disappunto per le scelte scellerate della proprietà/dirigenza del Milan (e non solo del Milan) in termini di giocatori e gestione e senza peli sulla lingua. Anche quando approda alla FIFA (fortemente voluto dal grande capo Infantino) non si fa scrupoli. Le sue recenti inveterate sulla UEFA (in particolare sul FPF) sono famose.

Ricordi dolcissimi …

Insomma un tipo tosto, intelligente, preparato, sfacciato, volitivo e determinato come pochi altri. Ma anche un uomo che conosce profondamente il mondo del calcio e, soprattutto, di quello Italiano che, come ben sappiamo, vive di regole proprie spesso non scritte (i commenti in TV al famoso gol/non gol di Muntari li ricordo ancora). Una persona che per esperienza vissuta può permettersi di camminare nei corridoi segreti della politica del calcio nazionale ed internazionale. Quei corridoi dove persone che hanno l’immagine ed il carisma sono benvenuti. Corridoi nei quali incontri le persone che decidono, con le quali, sempre se sei accettato e rispettato dal sistema, parli, scambi le opinioni, vieni ascoltato più che durante gli incontri ufficiali, mandi messaggi più o meno velati spesso parlando alla suocera per far capire alla figlia. Un uomo che può fare opinione. In poche parole una delle persone probabilmente più indicate per essere a capo del “progetto Milan”, sempre che il progetto ci sia e, seppur nel medio termine, non abbia come unico obiettivo quello del risanamento finanziario perché non credo che lo Zorro che conosciamo avrebbe accettato.

Questo è il segno che intendo…

Come tutte le rose anche il nostro Zvone qualche spina ce l’ha. Le stesse qualità caratteriali che potrebbero renderlo la persona giusta al posto giusto potrebbero rivelarsi il tallone d’Achille. Mi chiedo se un uomo così volitivo riuscirà a mediare le posizioni con Gazidis (in alto) e con Maldini (anche lui non proprio un carattere morbido), Massara e Gianpaolo. Credo anche che, alla fine dei conti, sia stato lo stesso limite che ha portato al divorzio di Leonardo (nonostante i modi signoreschi di quest’ultimo). Gente che vuole contare e poter decidere senza troppo dover rendere conto. D’altra parte non si può pensare di avere un’educanda in quella posizione. Confido nella sua intelligenza e nel fatto che non essendo più un ragazzino ed avendo calcato quei famosi corridoi di cui sopra abbia acquisito saggezza e quel poco di diplomazia che gli faceva difetto. Confido anche che Boban sappia lasciare il segno di Zorro sui sederi che lo meritano, all’interno della società, nelle sedi istituzionali (ad esempio con FIFA, federazione e classe  arbitrale) e, ancora più importante, in sala stampa. Non credo che il lecchinaggio gli piaccia. Me lo immagino come una persona che rispetta più chi è capace di fronteggiarlo a muso duro, se ne ha gli argomenti, che i leccapalle per convenienza dei quali, sono certo, è ben conscio che gli girerebbero repentinamente le spalle laddove il vento dovesse cambiare (ogni riferimento è puramente voluto). Non sarà facile neanche per il super Eroe mascherato e come sempre saranno i fatti a parlare. nel frattempo… Bentornato Zorro !

FORZA MILAN

Axel

PS: mi chiedo chi interpreterà il sergente Garcia ed i nipoti di Zorro …

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.