“Il maledetto post”

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Classe 1987

Ore 22:01 circa. 10’ ST. Cahla esplode il destro. Ghiacciolo perfetto per gelare Buffon che può sperare di arrivarci solo nei suoi sogni più sfrenati come quando sogna di alzare qualcosa. Un microsecondo che può valere una stagione. Ma la perfezione non è di questo mondo ed il siluro si stampa in pieno sulla traversa che sta vibrando ancora adesso mentre scrivo “questo maledetto post”. E’ l’ennesimo sliding doors di questa stagione ma questo ci gira male. In quel preciso momento il Milan potrebbe finalmente conquistare “l’Ideal Standard Stadium” e la sensazione è che se quella palla fosse entrata ora staremmo parlando di altro. Ma tant’è, è andata come è andata, meglio farsene una ragione e guardare avanti.

Cinque centimetri, solo cinque maledetti centimetri …

Faccio una gran fatica a mandare giù l’amaro boccone e non mi consola il fatto che all’unanimità tutti gli opinionisti di giornali, TV, siti, sitini e sitonzi concedono a questo Milan l’onore delle armi. Tutti, senza nessuna esclusione, hanno dovuto (pur se molti a malincuore) ammettere che il risultato è bugiardo, la sconfitta è bugiarda e, forse forse, anche un pari sarebbe stato un po stretto. Tocca anche ammettere che la Juve non ha rubato nulla. Nel momento topico della partita i cambi hanno fatto la differenza. Un conto è se hai in panchina, tra gli altri, Cuadrado e Douglas Costa un altro se ti giri e ti appaiono Montolivo e Kalinic.  Negli ultimi 20 minuti i bianconeri hanno cercato la vittoria e l’hanno trovata. Niente da dire, questo è il calcio anche quando ti gira male. E stavolta devo ammettere che in campo non ho visto particolari nefandezze arbitrali se non qualche cartellino mancante da una parte ma non è certo questo che ha fatto la differenza. Bisogna saper perdere oltre che saper vincere nonostante, a distanza di due giorni, mi stiano ancora girando vorticosamente. Perdere dopo una prestazione così per 70’ minuti fa male ma  bisogna accettarlo. Dobbiamo ammetterlo. Siamo sulla buona strada ma c’è ancora molto da fare.

Il problema però viene adesso. Perdere a Torino ci poteva stare e, nonostante la speranza di venire via con qualcosa in saccoccia fosse fondata (la partita l’ha ampiamente dimostrato),  lo avevamo messo in conto. Quello che non è possibile prevedere è quale sarà la reazione. Lo scopriremo stasera.

Da una parte una squadra che ha dimostrato di avere trovato una sua identità, un suo gioco, un suo modo di stare in campo e di poter mettere in crisi i bianconeri in casa loro come nessun altro quest’anno ha saputo fare, dovrebbe aver conquistato la consapevolezza delle sue possibilità, dall’altra l’aver perso una partita in questo modo che sa un po di beffa un po di volere avverso del destino, potrebbe ammazzare psicologicamente e mentalmente chiunque. Perdere dopo aver giocato la miglior partita dell’anno (se consideriamo la forza dell’avversario) sa un po di lotta contro l’ineluttabile. E’ difficile da metabolizzare e può lasciare scorie velenose nei neuroni e nelle gambe.

Conto soprattutto in Gattuso che ha dimostrato di saper gestire momenti difficili sapendone uscire fuori tra gli allori, sulla sua capacità di motivare i suoi ragazzi, sulla sua determinazione e la sua voglia di non mollare mai. Conto su un Bonucci sempre più capitano e sempre più rossonero. A Torino ha giocato la sua miglior partita da quando è arrivato a Milano, a mio modo di vedere, di gran lunga il migliore in campo. Non è solo il gol ma la sua capacità di giocare una partita di grandissimo livello impermeabile ad un ambiente vigliaccamente avverso (ma i tifosi bianconeri si sanno distinguere sempre alla faccia dello stile Juve del cazzo che tanto millantano) come se nulla fosse. Dopo Italia Svezia scrissi queste parole: “Stasera l’Italia ci ha rimesso un mondiale, noi ci abbiamo guadagnato un capitano”. Adesso il capitano ce l’abbiamo per davvero. Conto su un Milan che all’ultimo minuto sotto 3 – 1 senza più un briciolo di fiato e di energia in corpo ed a partita palesemente compromessa non rinuncia e ci prova comunque. Perchè se avessero segnato un gol anche all’ultimo secondo sarebbe cambiato molto nella testa anche se non nel risultato. Perché perdere 3 – 2 è differente che 3 – 1 ed è giusto tentare fino all’ultimo secondo.  Non è successo ma il solo fatto che ci abbiamo provato è un segnale confortante.

Nel Derby ci troveremo contro un avversario rinfrancato dalle ultime passeggiate contro una Samp che ha abdicato a qualsiasi velleità (dio non voglia che vadano in Europa e che gli organi preposti mettano il naso nei conti della società) e contro l’Hellas che sta già facendo i conti col paracadute. Dopo aver pianto per due mesi adesso hanno rialzato la testa e si credono nuovamente fortissimi. Questo bipolarismo è tipico dei dirimpettai della sponda sbagliata del naviglio e può essere la loro forza ma anche la loro debolezza. A differenza di altri ritengo che l’Inter sia una buonissima squadra che, Juve a parte che al momento partecipa ed un altro campionato, se la può giocare con chiunque. Ma noi ce la siamo giocata anche contro la Juve e per la proprietà transitiva potremmo anche spuntarla ma non mi fido. I ma, i forse, i se ed i però sono troppi. Si elidono e si confondono tra loro. Sentiremo maledettamente la mancanza di Biglia ed il derby è sempre il Derby e come tale sfugge ad ogni pronostico. Rimane un fatto. Giocheremo due volte in casa. La prima perché così dice il calendario e la seconda perché San Siro è casa nostra anche se il derby lo giochiamo in trasferta quindi, a maggior ragione.

Conto anche sul pubblico delle grandi occasioni nonostante il regolamento, invocato ad arte da coloro a cui faceva gran comodo (ma per la restituzione dei soldi dei biglietti no, guarda caso…), obblighi a giocare in un giorno infrasettimanale e ad un orario in cui molti dovranno rinunciare per banali, quanto importanti, impegni di lavoro e senza contare coloro che sarebbero arrivati da tutta Italia (ed anche dall’estero) che hanno dovuto giocoforza rinunciare.

Da anni non mi emozionavo così per un Derby. Anche se è probabile che comunque vada non cambierà molto in questa stagione per me questo derby vale come quelli nei quali, nel passato, ci giocavamo scudetti o passaggi del turno in CL. Di tante cose che ho sentito dire dal nostro ex presidente ce n’è solo una a cui sono rimasto affezionato e nella quale, come casciavit, mi riconosco. “Contro la sfortuna, contro l’ingiustizia”. Il tributo alla sfortuna lo abbiamo pagato sabato alle 22:01, l’ingiustizia sta nel quando e come ci fanno giocare il derby in barba ad ogni buon senso. Questo è il momento di dimostrare che noi sappiamo andare oltre. Stasera, ore 18:30, Stadio San Siro. e che il prossimo non sia un altro “maledetto post …”

PS. Per la cronaca. Bill Gates ed il sottoscritto messi insieme siamo i più ricchi del mondo. Forse all’UEFA non hanno le idee proprio chiare o forse … anche troppo.

FORZA MILAN, FORZA RAGAZZI !

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.