Hai visto mai ?

2203

Esco con il cane, tanto ormai è finita e non se ne viene fuori, addio sogni …”. Pare che a queste precise parole abbia risposto, “Si, va bene”, ma non me ne ricordo affatto.
Passano alcuni minuti e la porta di casa si riapre. Siamo nella pausa pubblicitaria del post partita e  mentre il cane (la cane per la verità) entra scodinzolando altre parole mi arrivano in sottofondo: “successo qualcosa ?”. Nei meandri della mente mi rendo conto del ronzio ma non intendo. Mi ritrovo spiattellato sul divano con un sorrisetto ebete stampato sulla faccia incapace di proferire parola. E’ passato solo qualche minuto da quando Andre Silva con un movimento da attaccante vero ha tagliato fuori il marcatore e con una perfetta girata ha trasformato in rete il cross di Suso. Gran gol anche se con un filo di complicità  di Perin. La mia “meravigliosa” (meravigliosa in quanto rossonera fino al midollo e quindi per assioma l’esatto contrario di orrenda) richiama la mia attenzione a gran voce. “Ma ci sei ? allora è finita ? pari ?”. “No” rispondo con un filo di voce. “Ma porca mignotta”, replica lei da quella nobildonna che è, “ce l’hanno messo in quel posto ?”. “no, L’abbiamo vinta. All’ultimo secondo dell’ultimo minuto. Andreino stavolta l’ha messa”. Invece del gridolino di giubilo che mi sarei aspettato parte un’altra imprecazione. “ho sofferto come un animale per più di 90’ e mi sono persa il meglio, ma porca …”. Però mi si siede accanto e ci sorbiamo un dolce dopo partita accoccolati come due fidanzatini manco stessimo guardando Via col vento.

Si può essere professionisti esemplari e rimanere uomini

Passa la serata, che neanche il pari dei nati dopo (e malino) può rovinare, ed una nottata rilassata unita al lunedì lavorativo mi aiuta ritornare con i piedi per terra. A mente fredda mi rendo conto che la partita è stata dura, anzi durissima. Una di quelle che, per come è andata, avremmo anche potuto perdere e senza nemmeno troppe recriminazioni. Come abbia fatto Galabinov a sbagliare quel colpo di testa me lo chiedo ancora adesso ma evidentemente era destino. Forse è vero che la fortuna aiuta gli audaci. Ed audaci, in effetti, lo siamo stati. Non foss’altro che, Rino prima con i cambi ed i ragazzi  in campo poi, hanno comunque  cercato la vittoria, pur rischiando la sconfitta, fino alla fine. Non si sono accontentati di un onesto pari ed  il gol di Silva non è casuale perché  li avevamo chiusi nella loro area provandoci fino all’ultimo secondo. “Chi osa vince”, ed abbiamo vinto.

A chi avesse pensato che avremmo dovuto portarla a casa facilmente, magari di goleada, sottoporrei la seguente sequenza: 5 – 0 – 2 – 8 – 7 – 11 – 3.  Non è la combinazione di un caveau, non è un test del MENSA, né, tanto meno, un messaggio in codice di Radio Londra. Sono i gol presi nelle sette giornate del girone di ritorno (prima di quest’ultima) da: Genoa, Juve, Napoli, Roma, Inter, Lazio e Milan numeri dai quali dovrebbe spiccare che il derelitto Genoa ne ha presi parecchi meno di Roma, Inter e Lazio che stanno parecchio più sopra in classifica. Per inciso, uno di quei cinque è il 2 – 1 con il quale i rossoblu hanno regolato la Lazio stessa ed uno l’hanno preso perdendo di misura con i  carcerati e nobilitando questo scorcio di campionato con la vittoria contro i navigliodiversamentespondati. Ancora sicuri fosse così facile ? Da quando Ballardini ha preso in mano la squadra il Genoa è divenuto compagine ostica e compatta, difficile da maneggiare per chiunque. Mettiamoci che il rischio del contraccolpo derivante dalla sconfitta (brutta per il come più che per il risultato in sé) contro l’Arsenal era tangibile ed il valore di questi tre punti, tanto voluti quanto sofferti, e la loro portata dovrebbe essere chiaro. Non vado oltre ma non posso nascondere che mi piacciono le vittorie conquistate in questo modo. Non è solo l’aver segnato all’ultimo secondo, che sembra davvero un segno del destino e ti fa rimanere a bocca aperta sul divano tra l’incredulo ed il felice facendoti scorrere l’adrenalina nelle vene, ma il fatto che l’abbiamo vinta perché “volevamo vincerla”. Per il mio modo di intendere il calcio è una qualità che non ha prezzo e vale tanto quanto la classe ed il talento che ancora non abbiamo.  Una delle componenti per ridiventare grandi c’è per le altre ci sarà tempo di costruire partendo da una base solida che sta iniziando a dare risposte convincenti.

E’ da un po che ho smesso di fare calcoli. Mi rifiuto di passare notti insonni sull’altalena della classifica. Non che non mi interessi, tutt’altro, ma incaponirmi troppo in previsioni e proiezioni  mi stava togliendo il piacere ritrovato di vedere questo Milan che mi piace anche se ne vedo tutti i limiti. Non è il Milan dei Baresi e dei Maldini, dei Kakà, dei Rui Costa, degli Sheva, dei Van Basten, dei Rivera e di tutti i fuoriclasse che abbiamo potuto ammirare, ma mi coinvolge per lo spirito che sa mettere in campo che sa tanto di altoforno ed officina piuttosto che di salotto buono.

Domani ci aspetta una serata importante al di là del risultato. Il passaggio del turno è al limite dell’impossibile e la partita sarà comunque difficilissima perché gli Inglesi, a casa loro, si sentiranno obbligati fare bella figura con il loro supporters. E’ comunque una di quelle sfide che è bello ed esaltante giocare. Mi auguro che i ragazzi, sapendo di non aver nulla da perdere e liberi da quel peso che sembra aver tagliato loro le gambe a San Siro, se la giochino a viso aperto per il puro gusto di giocare al calcio. Sono certo che la parte delle vittime sacrificali non piaccia troppo ai rossoneri e che gli Inglesi se la dovranno sudare. Usciremo ? Probabilissimo, ma questa coppa è stato bello giocarla.  Vedere il San Siro di giovedì scorso stracolmo di un pubblico commosso e commuovente che ha applaudito la squadra durante tutta la partita e, nonostante la delusione, anche dopo, non ha prezzo. Mi ero dimenticato di quanto fosse bello. Io questo Milan me lo voglio godere fino in fondo. E poi… hai visto mai ?

FORZA MILAN

Axel

PS. Il minuto di silenzio tributato alla memoria di Astori è stato commuovente e sentito. Mi è parso sincero e spontaneo da parte di tutti e credo sia stato il modo migliore per ricordare quel ragazzone sfortunato. Ciao Davide …

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.