Griglia di partenza

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Uno dei riempitivi preferiti dei giornali sportivi nella fase finale del calciomercato è quello di stilare fantasmagoriche ‘griglie di partenza’ per il campionato che sta per iniziare. Trattasi di un giochino abbastanza aleatorio (il Napoli lo scorso anno era unanimemente posizionato in terza fila, fate voi) ma che fa emergere qualche spunto interessante e che, rientrando nella categoria dei pronostici, ci fa esclamare che li sbaglia solo chi non li fa.

Da anni ovviamente la juventus occupa la prima posizione, regolarmente e malauguratamente mantenuta a fine stagione. E’ l’inter, regina d’estate come spesso accade, a farle compagnia in prima fila.

E il nostro Milan? Come da quasi due lustri è nelle retrovie, galleggiante tra la quarta (ottimismo) e settima (pessimismo) posizione.

Vi do il mio parere spassionato a 3 giorni dalla chiusura del mercato e spero fortissimamente di toppare: ci collocheremo a fine stagione tra il sesto e quinto posto al massimo. E non faremo più punti dello scorso anno né tantomeno arriveremo ad una incollatura dalla Champions.

Se il mercato estivo dello scorso anno, col temutissimo senno di poi, era mirato a raggiungere il quarto posto tramite calciatori già pronti e maturi e di altissimo livello (Higuain), giovani già esperti di serie A (Caldara), mestieranti che giocano nel Belpaese da una vita (Laxalt) e un centrocampista di livello europeo (Bakayoko). Il tutto condito da una scommessa (Castillejo) e un veterano a fare da chioccia a Gigio Donnarumma (Reina). Sulla carta, e anche nella realtà, una campagna acquisizioni che avrebbe potuto portare la squadra a giocarsi il famoso quarto posto.

Quest’anno, al di là del mio giudizio poco lusinghiero sulle operazioni concluse e sulla rosa costruita, il mercato non mi sembra finalizzato all’ottenimento di un risultato immediato (qualificazione in Champions League). Al contrario è mirato a una crescita nel medio termine e/o ad operazione di ‘player trading’ (come dicono quelli bravi) che sistemino il bilancio in vista di una probabile cessione dal fondo Elliott a un altra proprietà. Anche la scelta di un allenatore dal curriculum mediocre a livello di risultati ma dalla fama di ‘grande valorizzatore di talenti’ sembra orientata in questa direzione.

Bennacer (miglior acquisto di questa tornata) e Krunic vengono dall’Empoli retrocesso e non hanno alcuna esperienza ad alto livello. Rebic è un calciatore che sicuramente potrà essere utile ma è una seconda scelta (Correa inseguito per mesi e mollato sulla linea del traguardo), vede poco la porta e in Italia ha fatto maluccio. Theo Hernandez è uno scarto del Real Madrid reduce da un anno a San Sebastian. Leao è un ragazzino e una scommessona dagli esiti più che incerti nel medio lungo termine. Duarte un riempitivo relativamente low cost arrivato per i buoni uffici di Serginho.

Non discuto quindi tanto il valore in prospettiva dei calciatori acquisiti, quanto la filosofia di fondo se mai ce ne fosse una. Come chiedere a una squadra costruita su queste linee guida di centrare il quarto posto? Che senso può avere sventolare il drappo dell’accesso alla massima competizione europea, per ragioni meramente economiche e di bilancio e non sportive, quando le scelte fatte vanno invece in tutt’altra direzione? Mi pare francamente utopistico e anti logico, oltre a mettere ulteriore pressione indebita su una compagine giovanissima, su un allenatore che è quello che è e su un ambiente teso come una corda di violino.

Può quindi davvero essere un caso che Gattuso, al netto dei suoi enormi limiti, abbia deciso di abbandonare la nave poche settimane dopo aver detto che a questa squadra sarebbero serviti elementi ‘pronti all’uso’, esperti, carismatici e capaci di portare solidità in campo e nello spogliatoio? Il mercato stranamente è andato dalla parte opposta. E, ribadisco, senza entrare in giudizi di merito se sia negativa o positiva, non credo sia mirata a raggiungere subito il bersaglio grosso. Cosa confermata implicitamente anche dall’addio precoce di Leonardo, che pure non ho mai apprezzato.

Vedo davvero complicato che questa squadra riesca andare oltre al quinto posto: juventus, Napoli e inter sono di un’altra galassia. Lazio e Roma, con tutte le loro magagne, le vedo ampiamente davanti. L’Atalanta è uno spauracchio ma è davvero improbabile che non risenta del contraccolpo delle 6 partite di Champions League che la aspettano fino a Natale.

Va da sé che spero, come sempre quando vedo orizzonti grigi davanti al nostro Milan, di sbagliarmi alla grande e di non averci capito una mazza!

Approfitto di questo spazio per fare le condoglianze a nome di tutta la redazione a una leggenda del Milan, Marcos Cafu, che ha perso da poche ore il figlio trentenne, morto improvvisamente poche ore fa.

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!