Giochiamolo con coraggio

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Dovrà essere una settimana bella e distesa quella che ci avvicinerà al derby, lo dovrà essere perché dopo molti anni ci arriveremo da terzi in classifica, in fiducia, e con la pressione che sarà tutta sulle spalle del nostro avversario.
Ci racconteranno la solita storia ovvero che nei derby è favorito quello meno in forma: balle, non esistono favoriti ma conteranno molti fattori.
Arriviamo da cinque vittorie di fila e l’Inter dai tre punti scontati e sofferti contro la Spal ma a livello di gruppo le differenze mi sembrano notevoli.
Queste cose contano e dovremmo essere bravi a farle contare. La vicenda Icardi non può non minare uno spogliatoio già bello agitato di suo, e di solito questi problemi vengono poi a galla nelle partite importanti.
Giocheremo in “casa”, la spinta del pubblico sarà importante e non facciamo finta di nulla: abbiamo a disposizione due risultati su tre.
Arriviamo da una vittoria contro il rione di Verona, una squadra il Chievo che personalmente detesto ma questo non conta nulla, conta però il fatto che a fine partita ci sono state polemiche da parte loro su una barriera di qualche centimetro più lontana e su un fallo inesistente di Piatek nell’azione del goal.
Non accetto lezioni da chi è già stato graziato a inizio stagione con soli tre punti di penalizzazione quando, per aver contabilizzato nei bilanci plusvalenze fittizie, probabilmente avrebbe meritato pene più severe.
Quel che mi fa sorridere è che quando le “ingiustizie” le subiscono contro una squadra di Torino finisce poi sempre a tarallucci e vino con ringraziamenti del loro portiere pensionato a Cristiano Ronaldo.
Torniamo a parlare di calcio, la nostra è stata una vittoria netta ma poco convincente, come poco convincente fu quella con il Sassuolo peraltro. La condizione fisica non mi pare eccelsa, in alcuni giocatori come Paqueta proprio ai minimi termini. Il brasiliano ha giocato un campionato e ne ha iniziato un altro a gennaio fermandosi un paio di settimane ed è normale e fisiologico possa avere bisogno di riposo.
Baka è stato sostituito in modo impeccabile da Biglia ma contro una squadra fisica come l’Inter non rinuncerei mai al francese e non credo che Rino lo farà. Una soluzione potrebbe essere quella di mettere Bakayoko al posto di Paqueta ma non mi convince per nulla nel ruolo di mezzala e toglierebbe quell’imprevedibilità che solo il brasiliano potrebbe darci.
Per vincere avremo bisogno di un Suso a livello quantomeno decente perché Piatek non può sempre inventarsi i goal dal nulla e soprattutto non può sempre essere il solo a segnare.
Ero molto preoccupato per le partite con Empoli, Sassuolo e Chievo, in altri tempi avremmo fatto massimo cinque punti ma la squadra mi pare cresciuta dal punto di vista mentale, abbiamo solo bisogno di fare il prossimo step, ovvero vincere il derby.
Non si può negare come questa squadra abbia sempre un atteggiamento attendista, che personalmente non condivido, ma che ha funzionato spesso con squadre che vogliono proporre il loro gioco, il primo tempo col Chievo è stato indecente anche e soprattutto perché restavamo dietro e aspettavamo una squadra straultima e straretrocessa che della palla non sapeva cosa farne. In quelle situazioni mi piacerebbe vedere un Milan più alto che pressa ma non credo che con Rino lo vedremo mai.
Ho fiducia però in Rino, il gruppo lo segue ed è unito e compatto. Un derby si vince dal lunedì perché va preparato bene e tenuto l’ambiente carico ma non troppo.
Quello che mi auguro è di non ripetere la partita di andata: si può perdere se l’avversario è stato più bravo di te ma vorrei vedere una squadra che proverà a vincere perché ne abbiamo capacità e possibilità.
Loro sono dietro, la pressione è su di loro: andiamo e giochiamocela.

MattLeTiss

"Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione". Per questo ho amato alla follia Dejan Savicevic e Matt Le Tissier. Milanista da generazioni, cuore Saints grazie a "Le God". Sacchi mi ha aperto un mondo, Allegri me lo ha chiuso. Sono cresciuto col Milan di Arrigo, quello per me era il gioco del calcio, tutti gli altri prendono a calci un pallone.