Game Over

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Game Over, ed anche per quest’anno la girandola del calciomercato è finita. Ora, dopo la sosta per le nazionali, rimarrà solo il campo. Per fortuna perché non se ne poteva più. Nel nostro piccolo, perché di piccolo mercato dobbiamo parlare, abbiamo in ingresso: Leao, Hernandez, Bennacer, Duarte, Krunic, comprati a titolo definitivo, ed il “last minute” Rebic (arrivato in uno scambio di prestiti biennale con Andrè Silva, ma ci torno dopo). Fuori Cutrone (l’unico della prima squadra realmente venduto), Simic (lo segnalo solo perché comunque ha reso una mezza milionata), Djalo (che dovrebbe averne reso altri cinque), Zapata, Abate, Montolivo, Bertolacci, Jose Mauri, (per scadenza dei contratti) Bakayoko, (non riscattato), Strinic (rescisso), Laxalt (in prestito al Toro) e Andrè Silva come ho già scritto sopra a proposito di Rebic. Poi c’è un contorno di operazioni minori, prestiti o cessioni a zero o quasi, per parcheggiare primavera in esubero da una parte e rimpolparla da quell’altra per, si spera, ritornare nella prima serie della categoria.

Volendo fare i conti della serva sono circa 80/90 milioni di acquisti (fonte transfermarkt bonus esclusi), tutti con contratti a cinque anni il cui ammortamento annuo è più o meno equivalente alla plusvalenza ottenuto con la cessione del Cutro, più qualche soldino arrivato qua e là ed i cinque milioni di Djalo  Una riduzione numerica della rosa e del monte ingaggi. Insomma per le informazioni disponibili un ottimo mercato da un punto di vista puramente finanziario. Intendiamoci, non voglio denigrare perché questo è stato un mercato in cui vendere si è dimostrato difficile per chiunque, anche per giocatori famosi e sulla carta concupiti, quindi figuriamoci per giocatori di medio livello come diversi nostri che, per quanto ne sappiamo, i nostri dirigenti avrebbero venduto volentieri. Primi fra tutti Silva (che sono riusciti a dare solo in prestito e contro un altro prestito) e Suso, ma senza dimenticare altri che probabilmente sarebbero stati considerati sacrificabili e facilmente sostituibili ma che di fatto non hanno avuto mercato, non a cifre interessanti per lo meno.

Caro Zorro. ti prendo in parola. torneremo davvero ai vecchi tempi ? tipo questi ?

Che si dovesse fare i conti con l’Oste (sia esso l’FPF o le strategie finanziarie di Elliot o tutti e due messi insieme è ininfluente) lo sapevamo, in fondo ce lo avevano fatto capire, ma rimane un quesito di fondo. Il mercato sarà efficace anche da un punto di vista tecnico? La rosa è migliorata significativamente rispetto all’anno passato? A cosa possiamo aspirare? In soldoni, si poteva fare meglio o è stato fatto il massimo viste le condizioni finanziarie della società e l’andamento di questo calcio mercato micragnoso (e lo è stato, con qualche eccezione, a livello generale e non solo in Italia)? Sono domande a cui solo il procedere della stagione potrà rispondere. L’arrivo sul filo di lana di Rebic ha colmato almeno una lacuna. Andrè Silva, al di là di tutte le considerazioni sul giocatore, era ormai bruciato e sotto un certo punto di vista l’affare è convenuto a tutte e due le società. All’Eintracht che si trova un giovane che se facesse il salto di qualità (anche se dubito fortemente) potrebbe pure fruttare ed al Milan che mette un giocatore che può ricoprire diversi ruoli in attacco, di resa e da sfruttare subito (anche se si mormora sia caratterialmente un bel tanghero…), compatibilmente con l’apprendimento dei dogmi del Giammaestro naturalmente. Diciamo che sulla carta mancherebbe un trequartista di ruolo a meno che Suso non venga illuminato dalla divina provvidenza sulla via di Milanello e non lo credo. E’ possibile che in quel ruolo possano alternarsi Bonaventura e Paquetà (anche se Giampaolo lo vede mezzala) o che il mister non si inventi qualche soluzione alternativa come ha fatto Sabato pur di spostarlo (almeno in parte) verso la sua zona di elezione e pregando il signore che la sua vena non duri il tempo di un amen. Insomma un minimo di senso questa squadra potrebbe pure averla. Potrebbe…

La sensazione, mia personale, è che si sia creata (dopo tre mercati e tanti soldi spesi) una base discreta, di buona qualità che potrà solo migliorare nel tempo. Che si sia fatta piazza pulita dei mangiapane ad uffa e di diversi “indesiderabili”. Una squadra che potrà dare anche qualche buona soddisfazione ma soggetta ad essere altalenante, imprevedibile e condizionata “al momento” come lo sono sempre le squadre fatte da giovani e senza una, o più, guide carismatiche in campo. Ecco, se devo trovare il limite più grosso, oltre alla mancanza di un trequartista di ruolo è questo. Non ho nulla contro i vari Bennacer, che mi piace molto, Leao, che ha delle prospettive importanti e degli stessi Krunic e Rebic che sono onesti giocatori. Qualche dubbio l’ho su Duarte, che però non conosco e comunque immagino sarà solo l’alternativa a Romagnoli e Musacchio e, qualora ritornasse in un forma accettabile, Caldara. Quello che manca è il/i giocatori che fanno fare il salto di qualità. Quando hai una buona base, o anche solo discreta, il salto di qualità non lo fai solo sostituendo un giocatore discreto con uno un poco meglio. La fai quando inserisci il/i campioni. Quei giocatori che hanno, oltre al talento ed alla qualità, l’esperienza. Quei giocatori che sanno prendere in mano la squadra nei momenti che contano. Che ti fanno svoltare le partite quando si mettono male o sono “impastate”. Quei giocatori che sanno prendersi le responsabilità, che sanno infiammare il pubblico con una giocata, che si inventano il miracolo quando le pedine in campo sono bloccate, che sanno prendere per mano i compagni (quelli magari buoni ma non campioni) tirando la volata e facendoli rendere al loro meglio dandogli fiducia e certezze. Bene, al momento, nella nostra rosa non ne vedo. Tutto sommato sono discreti, alcuni buoni, alcuni in prospettiva persino buonissimi, ma manca “il campione”. Forse, quando Mirabelli prima, con Bonucci, e Leonardo poi, con Higuain, provarono questo approccio, sulla carta avevano anche delle ragioni. Non voglio scusarli perché c’è stato anche tutto il resto che si è rivelato deludente ma immagino che avessero questo in testa quando fecero queste scelte. Poi non funzionarono ma forse non c’era proprio una base sufficientemente buona per innestarli con profitto. Immagino pure che Maldini e Boban, da uomini di campo più che da dirigenti (ruolo nel quale devono crescere visto che hanno appena iniziato), lo sapessero bene e che se le condizioni lo avessero permesso ci avrebbero almeno provato. Non parlo di giocatori come Mbappè, Hazard o Griezman, questi al momento sono lontanissimi dalla nostra portata, ma l’occasione di un “grande vecchio”, magari verso fine carriera (costoso ma non costosissimo…) ma carico di talento, carisma ed esperienza lo avrebbero preso volentieri. L’intervista rilasciata da Boban giusto lunedì sera lo ha confermato. Manca la ciliegina sulla torta o, se preferite, la torta sotto la ciliegina… Purtroppo i fatti dicono che non è stato possibile quindi si dovrà fare di necessità virtù con quelli che ci sono.

Adesso non resta che sperare che Giampaolo riesca ad assemblarli ed a far giocare la squadra in modo unito e compatto compensando (per quanto possibile) con il collettivo e con il gioco le mancanze della rosa. Prendiamo fiato durante la sosta e prepariamoci. Poi sarà solo campo. Le chiacchere non conteranno più nulla e parleranno solo i risultati.

FORZA MILAN

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.