Fermi tutti !

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Fermi tutti, non è successo niente… Abbiamo strappato un punto al Napoli meritandolo tutto nella sfida di campionato nella quale abbiamo giocato alla pari, se non meglio, per almeno un tempo. Abbiamo passato il turno di coppa con una partita cuore e sacrificio più dura di quanto non dica il risultato. Note liete ? parecchie, ma rimaniamo con i piedi per terra. Siamo al quarto posto in campionato ed in semifinale di coppa Italia ma non abbiamo ancora vinto niente ed il quarto posto ce lo dovremo sudare fino in fondo. Nulla è scontato come è giusto che sia. Vedo però una squadra sempre più compatta. I giocatori in campo si aiutano, raddoppiano, triplicano si parlano e viaggiano stando in 25 metri lasciando raramente campo aperto agli avversari. Una squadra tosta dove però qualche individualità di spicco si comincia a vedere.

La crescita di Bakayoko è certamente uno dei fattori. Dopo avere fermato con disarmante tranquillità  tutti i CC e attaccanti che hanno avuto la ventura di passare dalle sue parti (cioè praticamente in tutto il campo piazza Axum compresa) ci hanno provato in sequenza: Hulk, Dart Fener, Ungoliant & Melkor, Thanos, Mefisto, un plotone di Spetnaz, una compagnia di Abrahams che non sono riusciti a scalfirlo nemmeno con una salva di proietti APFSDS M892A2 da 120 mm ad alta velocità ad alzo zero capaci di trapassare corazze in acciaio/ceramica da 670 mm ma che sono rimbalzate sul suo petto come palline da ping pong e, per finire, pure Chuck Norris che però all’ultimo ha preferito cambiare marciapiede per non rischiare. Niente, da li non si passa. Non contento si permette ogni tanto di “strappare” travolgendo con la sua fisicità mezza squadra avversaria. Non chiedetemi perché ma sento che ha in canna anche il golletto, prima o poi arriverà. Da riscattare senza se e senza ma perché stiamo diventando una squadra Bakayocentrica.

Buone notizie anche dalla difesa. Aver concesso due, dicasi due, palle pericolose in 180’ a Milik, quello che ritengo uno degli attaccanti più forti e completi della serie A non è una caso. Capitan Romagnoli sembra sempre più compreso nel suo ruolo e sta crescendo caratterialmente e tatticamente. Con un Romagnoli in grande spolvero ne guadagna anche il compagno e se, oltre a Musacchio comunque positivo, pure Abate riesce a cavarsela egregiamente da centrale (non pensavo l’avrei mai scritto), qual cosa dovrà pur significare. Non dimenticherei Donnarumma. Dopo un inizio così così si sta riprendendo il ruolo di giovane prodigio che ne aveva contraddistinto gli esordi. Non sono solo i miracoli, le paratone spettacolari ed “impossibili” che rimangono negli occhi, è la sicurezza che infonde ai compagni di tutta la difesa facendoli giocare con il cuore più leggero. Non so dire quale di questi elementi sia preponderante, magari come spesso accade è il mix di tutto questo, fatto stà che la lista dei clean sheet si sta allungando. Sarei per il “prima darle”, ma anche il non prenderle aiuta.

Quando penso ad un giocatore brasiliano, un centrocampista di classe che potrebbe giocare anche più avanzato, a tutto penso tranne che ad un fabbro. Per quel poco che ho visto fino ad ora di Paquetà mi colpisce la capacità di sapere sempre dove sta il compagno riuscendo spesso a dargli il pallone anche quando è raddoppiato, la gentilezza con cui tratta la biglia ed il fatto che il numero, nel quale spesso indugia, non è quasi mai fine a se stesso. Se lo rischia è per liberarsi da una marcatura stretta o liberare il compagno. Mai solo per lo spettacolo. Ma che gli piacesse anche smazzolare, correre (anche se non è velocissimo), farsi un culo così e non disdegnasse il contatto fisico anche rude mi ha sorpreso ancora di più e mi piace tantissimo. Chi l’ha definito un Brasiliano molto “Europeo” sapeva quello che diceva. E’ un giocatore completo, è giovane e potrebbe avere un futuro radioso. Allo stesso tempo non è, né sarà mai, un giocatore alla kakà. E’ “solo” Paquetà ma se continua così mi basta ed avanza.

7 palle toccate, 4 azioni, 2 tiri 2 gol e tanto lavoro sporco. La capacità di lottare fisicamente su ogni pallone, tenerlo e far salire la squadra, che ci permette (finalmente) di sfruttare anche il lancio lungo. Progressione, tiro, precisione, fisico e tanta, ma proprio tanta, grinta. Una faccetta da bulletto di periferia che non ha paura di niente. Se il buon giorno si vede dal mattino sarà una bella giornata ma non pretendiamo che Piatek spari una doppietta a partita. Spero che ce ne ricorderemo quando steccherà perché capiterà anche a lui. Quello che mi sovviene è che è una prima punta completamente diversa da Cutrone che invece sfodera il meglio dentro l’area grazie ad un grande tempismo ed un ottimo senso del gol oltre alla determinazione. Ci sono partite dove sarà meglio uno ed altre dove l’altro può essere più efficace. Non credo Gattuso cambierà modulo e li farà partire insieme dall’inizio molto spesso ma a partita in corso, quando serve cambiare modulo o bisogna “spingere”, insieme potranno essere la classica “arma in più”. Spero che Patrick non viva le prestazioni di Piantek come quelle di un concorrente ma solo come un compagno utile, tanto quanto lui, alla causa. Sono fiducioso. L’anno scorso si è conquistato il posto a suon di gol e quest’anno non si è fatto intimidire da un certo Higuain arrivato con ben altre aspettative e fama di Krzysztof quindi perché dovrebbe ? Ma sta anche al pubblico di San Siro farlo sempre sentire un beniamino importante e coccolato come lo è stato fino adesso.  Non voltiamogli la schiena solo perché il polacco si è presentato in modo tanto lusinghiero.

In generale tutta la squadra è sembrata fare un passo avanti tanto che in un contesto che comincia a funzionare anche i Borini, gli Abate, i Laxalt, i Castillejo fanno una buona figura. Insomma, comincia ad essere una squadra che può supportare anche giocatori di medio livello se inseriti al posto giusto nel momento giusto. Per fortuna, perché non si possono avere rose composte do soli campioni e fuoriclasse. Ma, nonostante questa serie di buone notizie in questo anno e mezzo è successo troppe volte di male interpretare. Ogni volta che siamo arrivati al salto di qualità siamo caduti e quest’anno sarebbe bastato poco per essere in una posizione più confortevole. Tra infortuni, pentimenti, qualche arbitro che voleva fare il fenomeno e tutto il caos attorno al mondo Milan ci sarebbe anche qualche scusante ma rimane il fatto che o stavolta il salto si fa o si rischia di rimanere nel limbo. Domenica ci aspetta un’altra partita tosta. La Roma non sembra in formissima (7 pere prese sono sempre 7 pere e non si scordano in qualche giorno) ma, specie in casa, è sempre molto temibile. Passare indenni sarebbe l’ennesimo segnale importante. Per la classifica e per l’autostima. Ci darebbe la possibilità di affrontare i prossimi impegni con una convinzione ed un piglio diversi, senza quella sgradevole sensazione da “ultima spiaggia” con la quale conviviamo da mesi. Non oso crederci ma ci spero. Piedi per terra ma, fermi tutti… in fondo siamo sempre il Milan !

PS: quest’anno me la sono presa in più occasioni con gli arbitri che secondo me ci hanno bistrattato a piacimento. Non torno sulle mie posizioni, ne rimango convinto, ma il “mani” fischiato a Fabian Riuz Sabato sera non è giallo (con il rosso conseguente) e nemmeno fallo. Mai nella vita. Eravamo agli sgoccioli e probabilmente è stato ininfluente ai fini del risultato. Non importa, certe cose non le accetto neanche quando a pagare il conto sono i nostri avversari.

FVCR

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.