﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Redazionali &#8211; Milan Night</title>
	<atom:link href="https://www.milannight.com/redazionali/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.milannight.com</link>
	<description>Sempre all&#039;attacco</description>
	<lastBuildDate>Tue, 01 Sep 2026 20:31:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1</generator>

<image>
	<url>https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2018/12/cropped-88D86E25-E433-4B9B-A77B-3B780A37988A-1.jpeg?fit=32%2C32&#038;ssl=1</url>
	<title>Redazionali &#8211; Milan Night</title>
	<link>https://www.milannight.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">14615675</site>	<item>
		<title>La pietra tombale</title>
		<link>https://www.milannight.com/redazionali/sguardi-rossoneri/la-pietra-tombale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-pietra-tombale</link>
					<comments>https://www.milannight.com/redazionali/sguardi-rossoneri/la-pietra-tombale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[seal]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 05:30:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi rossoneri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.milannight.com/?p=40671</guid>

					<description><![CDATA[Cardinal Tristezza ancora una volta ce l’ha fatta. Dopo roboanti parole, fiumi di inchiostro, mass media pronti a descrivere i suoi peti come fragranze floreali e account social spuntati come l’amanita falloide per ammaliare con verità alternative che nemmeno sotto lsd, eccoci con la solita immensa tristezza generata da una delle proprietà più insipide e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cardinal Tristezza ancora una volta ce l’ha fatta. Dopo roboanti parole, fiumi di inchiostro, mass media pronti a descrivere i suoi peti come fragranze floreali e account social spuntati come l’amanita falloide per ammaliare con verità alternative che nemmeno sotto lsd, eccoci con la solita immensa tristezza generata da una delle proprietà più insipide e distanti concettualmente dal concetto di vittoria che siano passate da Milano. In poche parole siamo sempre lì: tristezza.<br />
Tristezza perché si pensa di saperla più lunga degli altri, tristezza perché si pensa che allestire una squadra sia cosa semplice, tristezza perché si pensa che sia facile vendere, tristezza perché si pensa che sia facile competere. Qualcuno direbbe beata ignoranza, io dico maledetta supponenza ma andiamo con ordine.<br />
La pietra tombale sulla nostra stagione inizia a materializzarsi con la nomina del “direttore del player trading”, una nomina talmente azzeccata da dare tutti in prestito (!) ricavando due spicci, ma riuscendo nell’impresa di vendere il giocatore di maggior talento alla miseria di 38 mln + percentuale sulla rivendita, una roba che ci riusciva pure “peppino ‘o meccanico” perché l’arte della trattativa che hanno simili figure almstadt mi sa che se la sogna.<br />
Quando questa è la base, la fossa ce la si sta scavando già da soli e difatti il mercato si è totalmente fermato, diciamo proprio morto, altro che <i>gerry ha fame</i>, <i>gerry non ha bisogno di vendere per comprare</i>: cardinal tristezza ha visto il conto ed è sbiancato. Questo è tutto.<br />
Sarà proprio un caso che i giocatori messi alla porta siano per la maggior parte quelli con gli stipendi più elevati così come sarà proprio un caso che senza contare gli ex primavera si arrivi alla miseria di 24 giocatori (portieri inclusi) solo per il reintegro di Tomori su cui tornerò più tardi. Se sulla prima credo che tutti capiscano il motivo di una tale scelta, sulla seconda qualcuno potrebbe nutrire qualche dubbio ma nel caso ve lo tolgo subito. Immaginate di non riuscire a vendere nessuno, immaginate di dover dare tutti o quasi in prestito con un semplice diritto, ora immaginate che questi rientrino, che si fa? Ci si ritrova con una squadra con 30 elementi. Questo implica che se anche avessimo soldi da spendere (ahahahahahah) rischi di trovarti a giugno prossimo con una rosa sui 35 elementi e tutto questo perché il direttore del player trading non ha fatto player trading. Una bella pietra tombale sulla stagione firmata cardinal tristezza e dirigenza.<br />
Veniamo ora ai casi Tomori e Bondo, partendo da quest’ultimo. Da quanto risulta l’analcolico bondo era in trattativa con squadre straniere, peccato che avendo imbastito la trattativa Fofana il Milan avesse esaurito gli slot per i prestiti all’estero quindi al massimo il prestito poteva avvenire in Italia. Si potrebbe parlare di improvvisazione, con la ciliegina di Youssouf rimasto da noi a rendere la situazione ancora più grottesca. La vicenda Tomori se vogliamo è ancora più imbarazzante. Dopo che la società ha fatto sapere del pugno duro è stato reintegrato, ma la cosa più assurda non è nemmeno il reintegro in sé quanto il fatto che il Milan non avesse riempito nemmeno i 17 slot per gli stranieri! Quando non metti gente che ha maturato competenze specifiche in certi ruoli il risultato non può che essere questo: casini, squadra incompleta e rosa non all’altezza. Non parlo di rosa inadeguata per vincere lo scudetto, parlo di una rosa che solo per un miracolo potrebbe arrivare nelle prime quattro cioè l’obiettivo di Gerry. Incredibile pensare come per l’ennesimo anno non sia ancora stato acquistato il centrale che sappia impostare, un terzino sinistro da mettere a tutta fascia e una punta dietro a Ramos con esperienza ma solo un ragazzino di 18 anni con 900 minuti in serie A. Questo però è il meno, perché nell’undici titolare il valore non si discosta molto dalla passata stagione anzi lo ritengo un poco superiore (Gila e Ramos netti upgrade nel ruolo, mentre coi numeri ad oggi la partenza di Leao è un netto downgrade), ma la panchina in certi reparti è da bassa serie A a voler essere obiettivi come dimostra la difesa con terracciano retrocesso in B e diawara preso dalla seconda lega francese.<br />
Se poi vogliamo aggiungere il carico, questa squadra si presenta senza le maglie numero 10 (iconica per eccellenza) e 7 (maglia vestita sempre da grandi calciatori) probabilmente perchè nella loro ignoranza un numero vale l&#8217;altro, ma nel calcio alcuni numeri sono speciali e non averli significa vendere meno magliette. Alla faccia degli uomini di business.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa campagna acquisti è la pietra tombale sulla presunta nuova verginità di cardinal tristezza perché dimostra ancora una volta come non abbia la benchè minima idea di come si gestisca una squadra di calcio non dico per vincere, ma per competere ad alti livelli. Non solo non ha cultura calcistica nel suo bagaglio, ma non si fa affiancare nemmeno da figure che lo possano davvero aiutare con le loro competenze evitando figuracce come quelle di questo mercato dove si fanno i conti senza l’oste (le vendite probabilmente date per scontate e mai avvenute) per poi controllare il borsellino e trovarlo pieno di pagherò. Come al solito le colpe verranno fatte ricadere su mister e giocatori e vista la nascita quantomeno curiosa di numerosi profili social pro società ne leggeremo e sentiremo delle belle&#8230;ca***te.</p>
<p style="text-align: justify;">Che tristezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>P.S: spero di non aver urtato i fan di Harry Potter, l’immagine è giusto per sdrammatizzare un po’ e provare comunque a strapparvi un sorriso altrimenti qui tocca vestirsi a funerale.</em></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.milannight.com/redazionali/sguardi-rossoneri/la-pietra-tombale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">40671</post-id>	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;arte del mercante</title>
		<link>https://www.milannight.com/redazionali/larte-del-mercante/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=larte-del-mercante</link>
					<comments>https://www.milannight.com/redazionali/larte-del-mercante/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[deadoc3]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 06:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AC Milan]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.milannight.com/?p=40667</guid>

					<description><![CDATA[Apro l&#8217;articolo di oggi specificando che l&#8217;arte del mercante non appartiene ai 4 parvenu presenti nella nostra dirigenza\proprietà\gruppo di lavoro. Come volevasi ampiamente dimostrare, il mercato condotto dopo il defenestramento delle posizioni apicali è stato un mezzo disastro. Chiarisco subito il significato di mezzo: è arrivato Gila che sta dimostrando di essere già determinante e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Apro l&#8217;articolo di oggi specificando che l&#8217;arte del mercante non appartiene ai 4 parvenu presenti nella nostra dirigenza\proprietà\gruppo di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Come volevasi ampiamente dimostrare, il mercato condotto dopo il defenestramento delle posizioni apicali è stato un mezzo disastro. Chiarisco subito il significato di mezzo: è arrivato Gila che sta dimostrando di essere già determinante e Ramos davanti qualche speranza la lascia coltivare. Non  mi addentro sui ragazzi arrivati in prestito o a suon di milioni perchè non li ho mai visti giocare e su Youtube sembrano (quasi) tutti fenomeni.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli acquisti sono stati fatti in quelli che l&#8217;allenatore riteneva i punti nevralgici del suo gioco, ma secondo molti pareri, compreso il sottoscritto, la rosa è ad oggi incompleta e\o inadeguata.</p>
<p>Manca sicuramente un centrale di difesa perchè le prestazioni di De Winter sono state ampiamente sotto la sufficienza. Rimane sempre da capire quando tornerà a giocare Gabbia e se Diawara sarà l&#8217;ennesima meteora acquistato per qualche strano motivo estraneo a dinamiche di campo.</p>
<p>Sull&#8217;out di sinistra si sperava di non vedere più Estupinan ma ce lo dovremo sorbire assieme a Bartesaghi, sperando di vedere più l&#8217;italiano che l&#8217;ecuadoriano. Ci sarebbe anche l&#8217;opzione Moreira, che da esterno di centrocampo ha giocato spesso nella sua carriera, e che a detta di Amorim potrà giocare sia a destra che a sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Sull&#8217;out di destra per ora Chukwueze sta convincendo, ma non abbiamo garanzie sulla sua costanza di rendimento, ammettendo che possa giocarle tutte da titolare. La sua riserva diretta sarebbe Saelemakers, per il quale però Amorim vede un ruolo più vicino alla punta, come secondo trequartista (o come primo casinista, fate vobis). Al suo posto potrebbe giocare anche Moreira, ammettendo che Bartesaghi sia titolare a sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">A centrocampo abbiamo un po&#8217; di abbondanza numerica ed è forse il reparto più coperto, sperando che le prestazioni positive di Musah non siano fuochi di paglia e che magari si possa anche pensare di inserire gradualmente nelle rotazioni Comotto. Rabiot potrebbe sia fare il centrale affiancando Modric, sia fare il trequartista. Rimane da capire quale ruolo abbia Jashari, ad oggi, nella testa del mister.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla trequarti, i due posti di trequartista dietro la punta ad oggi sono stati ricoperti da Cisse e da Loftus-Cheek in attesa che Rabiot entri definitivamente in forma e che anche Pulisic possa essere inserito nelle rotazioni (anche se ho il sospetto che Capitan America il campo lo vedrà poco quest&#8217;anno). In realtà, per la trequarti è stato preso anche Hutchinson che dovrebbe avere parecchie chanches di giocare.</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta più criticata dalla maggior parte dei tifosi, e che invece io trovo l&#8217;unica sensata e con una logica, è quella di rimanere davanti con i soli Ramos e Camarda. Qualcuno sostiene che si sia scelto di rimanere così perchè non ci sono soldi in cassa (e su questo ci torneremo), e potrebbe anche essere così. Volendola però vedere come una scelta ponderata ed in buona fede secondo me è\era l&#8217;unico modo per poter responsabilizzare Camarda e farlo sentire dentro il progetto. Sapere che giocherai sicuramente se dovesse mancare il 9 titolare potrebbe portare il ragazzo ad alzare l&#8217;asticella per farsi trovare sempre pronto. E qualora invece Camarda fallise, rimangono in piedi, anche a detta dello stesso Amorim, le ipotesi Pulisic e Loftus-Cheek (Dio ce ne scampi) nel ruolo di falso nove.</p>
<p>Fin qui ho analizzato il lato tecnico del mercato condotto senza un DS ed affidato completamente alle mani di Mendes.</p>
<p style="text-align: justify;">A voler vedere il lato economico, questo mercato a suon di milioni è stato effettuato grazie ai bilanci in attivo che sono stati ereditati dagli anni precedenti e dal fatto di essere usciti dal Settlement Agreement stipulato con l&#8217;UEFA. Rimangono però molte perplessità sul valore dei cartellini di molti acquisti fatti (Ramos su tutti, Moreira subito a seguire) e l&#8217;idea che si siano spesi malamente i soldi disponibili non è così lontana dalla realtà. Ad oggi, soprattutto dopo aver venduto Leao, non ci sono più risorse per poter investire su nuovi acquisti tanto più che Hutchinson è arrivato in prestito ed a quanto pare la rosa a disposizione di Amorim rimarrà questa.</p>
<p>Il vero tasto dolente, che si ricollega alla questione economica, riguarda però le cessioni. Mentre l&#8217;anno scorso Tare aveva condotto un mercato in uscita da 8, cedendo a titolo definitivo molti esuberi della rosa, quest&#8217;anno senza un DS che avesse rapporti con altre società il nostro mercato in uscita si è rivelato un vero calvario.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo venduto il calciatore più pagato della rosa per 38 milioni di euro + bonus (non ufficializzati, a meno di voler dar retta a qualche pennivendolo vicino alla società) + il 20% sulla futura rivendita. Se veramente Leao era il calciatore  più determinante della rosa, come è stato possibile venderlo a qualche giorno dalla fine del mercato e per di più per una cifra simile a quanto il Milan ha sborsato l&#8217;anno scorso per Jashari (34 milioni di parte fissa + 3-5 milioni di bonus)? Calciatori con status simili, almeno sulla carta, vengono o dichiarati incedibili o venduti a cifra ben superiori.</p>
<p>Volendo superare la questione Leao i nostri mitici eroi sono riusciti nella pur difficile impresa di vendere tutti gli esuberi in PRESTITO. Nkunku, costato circa 40 milioni l&#8217;anno scorso, è tornato al Lipsia in prestito oneroso (3 milioni) con diritto di riscatto. Stessa sorte è toccata a Ricci, il cui prestito (sempre con diritto) ha fruttato 1,5 milioni. Athekame, Gimenez, Odogu, Kostic e pare Fofana lasceranno il club in prestito gratuito con diritto di riscatto. Per liberarsi dell&#8217;ingaggio di Bennacer è stato necessario risolvere il suo contratto.</p>
<p>Tralascio la questione Tomori e la gestione degli esuberi finiti fuori rosa. Una scelta forse sensata, ma completamente sbagliata nei modi e nei tempi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, alla luce di quanto sopra, alcune domande sorgono spontanee:</p>
<p>&#8211; Il Como ha bisogno di acqustare italiani per la questione delle liste; come è possibile che non si sia potuto cedere Ricci a titolo definitivo?</p>
<p>&#8211; Abbiamo speso 74 milioni per Ramos; Il Como ha acquistato Kean per 40 milioni. Sarebbe stato un investimento più sicuro un calciatore che conosce già la Serie A?</p>
<p>&#8211; Come è possibile che Nkunku, Fofana e Gimenez non avessero estimatori in giro per l&#8217;Europa che fossero disponibili ad acquisti definitivi?</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, molte cose assumerebbero un senso se viste nell&#8217;ottica di un progetto: eliminare tutte le prime donne e dare precedenza al gruppo squadra. Cercare quindi di trasformarsi da una squadra Leao centrica in una squadra che fa del gioco e dei movimenti di tutti i calciatori i propri punti di forza. Ma anche in questo caso, quando i meccanismi si incepperanno o non funzioneranno a dovere, in chi dovremo riporre le nostre speranze?</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.milannight.com/redazionali/larte-del-mercante/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">40667</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Chiedimi se sono felice</title>
		<link>https://www.milannight.com/redazionali/voglio-essere-chiara/chiedimi-se-sono-felice/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=chiedimi-se-sono-felice</link>
					<comments>https://www.milannight.com/redazionali/voglio-essere-chiara/chiedimi-se-sono-felice/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 05:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Voglio essere Chiara]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.milannight.com/?p=40658</guid>

					<description><![CDATA[Allora, siete felici, ragazzi? Vittoria con il Venezia. Gonzalo si mangia alcuni gol, ma poi ne fa uno molto bello che sblocca la partita e dimostra di saper giocare a calcio. E, soprattutto, finalmente siamo riusciti a liberarci di Leao. Questo sì che è un colpaccio per molti tifosi con i quali io non ho [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size: large;">Allora, siete felici, ragazzi? Vittoria con il Venezia. Gonzalo si mangia alcuni gol, ma poi ne fa uno molto bello che sblocca la partita e dimostra di saper giocare a calcio. E, soprattutto, finalmente siamo riusciti a liberarci di Leao. Questo sì che è un colpaccio per molti tifosi con i quali io non ho nulla, ma proprio nulla, da spartire. Eh, sì, Gerry ha vinto. E’ un eroe. Ha sbolognato quel fannullone di Rafa. Al contrario del passato è spesso presente a Milano e Milanello. Sì, è proprio cambiato. Merita la massima fiducia. Chissà che fuochi d’artificio negli ultimi giorni di Mercato. E’ così per tanti. Non certo per me. “Chiedimi se sono felice” è il titolo di un film di Aldo, Giovanni e Giacomo. Se tu, tifoso del Milan ebbro di gioia e di speranze per il futuro, me lo chiedi, io ti rispondo senza esitazione: “ No!” Intendiamoci, sapevo perfettamente che Leao se ne sarebbe andato. Che non aveva senso per lui rimanere in questo Milan. La cronaca di un addio annunciato mi ha fatto male. E ho accolto la fine scontata della Storia con un “ Bonjour tristesse. Et Bonne nuit aussi.” Ho pensato a quel che avrebbe potuto essere, se noi avessimo avuto una proprietà normale. Con Maldini e Massara alla guida tecnica, lasciati liberi di fare un minimo di investimenti , ci saremmo risparmiati questi anni schifosi. Con un progetto tecnico credibile, con un ambiente sereno , capace di trasmettere milanismo e privilegiare i rapporti umani, la squadra sarebbe stata competitiva. Paolo sapeva far sentire i giocatori importanti, renderli partecipi di un’idea, di un obiettivo, toccando le corde giuste. I deplorevoli soggetti che hanno preso in mano il Milan dopo di lui, invece… Lasciamo perdere. Delle colonne del mio Milan resta solo Maignan. E pure lui è spesso vituperato da parecchi tifosi. Sono convinta che Theo e Leao avrebbero continuato ad essere la fascia sinistra più forte del mondo. Tonali sarebbe stato il nostro degno Capitano. Anche Kalulu e Tomori furono fondamentali per la conquista dello scudetto. Pierre svenduto alla Juve. Fik reietto e fuori rosa. Fuori rosa pure Fofana e Gimenez. Maledetti!</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-40659 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/08/Leao-saluta.jpg?resize=239%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="239" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/08/Leao-saluta.jpg?resize=239%2C300&amp;ssl=1 239w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/08/Leao-saluta.jpg?resize=334%2C420&amp;ssl=1 334w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/08/Leao-saluta.jpg?w=399&amp;ssl=1 399w" sizes="(max-width: 239px) 100vw, 239px" />Ciao, Rafa. Io ti ho amato e ti amo con i tuoi pregi e i tuoi difetti. Mi mancherai, MVP della stagione 2021/22. Ci hai trascinato allo scudetto con giocate fantastiche, da campione. E molto avresti potuto fare, se gli Indegni non avessero creato un ambiente tossico. Il tuo addio mi riempie di tristezza. Grazie per quel che ci hai dato e anche per quello che non sei riuscito a darci. In un Milan davvero modesto, tu sei stato spesso l’unica speranza di vedere uno squarcio di luce. Ti auguro ogni bene e ti seguirò sempre con affetto. Le 75mila persone sugli spalti non mi hanno dato fastidio, perché si trattava di ricordare Franco Baresi. L’omaggio al Capitano mi ha commosso. Bellissima e struggente l’immagine di Massaro che, dopo il gol di Gonzalo Ramos, bacia la maglia di Franco, piangendo. Dalla retina è passata direttamente al cuore, mentre una lacrima mi scendeva sul viso. Le immagini della partita, invece, mi sono scivolate via senza coinvolgermi particolarmente. Sì, un palpito al gol di Gonzalo l’ho avuto. E mi è piaciuta molto la prestazione maiuscola di Gila. Non so quanti condividano le mie sensazioni. Nonostante l’odio che nutro per questo schifo di Società, non riesco a tifare contro i ragazzi con la maglia rossonera. Non ce la faccio proprio. Andrei contro natura. Sono contenta se vincono. Ma so che non possono essere davvero competitivi. La brutta realtà nuda e cruda è che il Milan non mi emoziona più. E questo è tremendo, perché il mio mantra recita : “Finchè riuscirò ad emozionarmi, saprò che che le delusioni non hanno vinto.” Io mi sento vinta. Ha vinto Gerry. Ha perso il Milan. Sono come un pesce fuor d’acqua. Ce l’ho con i tifosi che supportano chi ha distrutto il Milan. Che credono ancora in Gerry. Che festeggiano la cessione di Leao. Che non si rendono nemmeno conto di quanto sia vergognosa e beffarda l’impunità dei Cartonati. I Prescritti, supportati da Istituzioni calcistiche, giudiziarie, politiche e mediatiche, continuano tranquillamente a spadroneggiare nella Marotta League. E io non lo sopporto. A pensarci bene, sono proprio questi tifosi che mi mortificano più di tutto e di tutti.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">Quindi devo pensare seriamente a smettere di scrivere. Non ho seguito i sorteggi della Champions, dei quali ovviamente nulla ci cale. Ma neppure mi sono interessata di quelli della Uefa League, che, invece, ci riguardano. Se sono ridotta così, ragazzi, se così mi hanno ridotta, è chiaro che devo staccare e dedicarmi ad altri interessi. E’ giusto lasciare spazio a chi vede nelle azioni dell’ecclesiastico l’ambizione di un progetto sportivo, portato avanti senza dirigenti minimamente all’altezza, affidandosi a Mendes. A chi, nonostante le esperienze di Kalulu- Emerson Royal, Theo- Estupinan, pensa che Leao verrà sostituito da un grande giocatore. A chi spera in una buona stagione. A chi si emoziona e si entusiasma per questo Milan. Io non vedo nessuna luce in fondo al tunnel. Per me, fino a che resteremo in queste manacce, sarà notte fonda. E questa consapevolezza mi annichilisce. Tu che mi leggi non chiedermi se sono felice. Per tirarmi un po’ su, voglio pensare a una frase di Prévert : “ Anche se la felicità ti dimentica un po’, tu non dimenticarla mai del tutto.” Buon consiglio, Jacques. Cercherò di seguirlo. Quel che non dimentico di certo è che…. Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #ff0000; font-size: 14pt;"><strong>Chiara</strong></span></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.milannight.com/redazionali/voglio-essere-chiara/chiedimi-se-sono-felice/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">40658</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Pagelle Milan Venezia 2-0 del 28 agosto 2026</title>
		<link>https://www.milannight.com/ac-milan/pagelle/pagelle-milan-venezia-2-0-del-28-agosto-2026/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pagelle-milan-venezia-2-0-del-28-agosto-2026</link>
					<comments>https://www.milannight.com/ac-milan/pagelle/pagelle-milan-venezia-2-0-del-28-agosto-2026/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Max]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 22:48:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AC Milan]]></category>
		<category><![CDATA[Pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[Partite]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
		<category><![CDATA[Vado al Max]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.milannight.com/?p=40648</guid>

					<description><![CDATA[&#160; Con parecchia fatica e qualche brivido di troppo il Milan di Amorim vince anche all&#8217;esordio a San Siro, incamera altri tre punti e si porta (molto provvisoriamente) in testa alla classifica. Una serata che inizia con il commosso ricordo del Capitano tra applausi e lacrime di commozione dei 75mila di San Siro e sembra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Con parecchia fatica e qualche brivido di troppo il Milan di Amorim vince anche all&#8217;esordio a San Siro, incamera altri tre punti e si porta (molto provvisoriamente) in testa alla classifica.</p>
<p style="text-align: justify;">Una serata che inizia con il commosso ricordo del Capitano tra applausi e lacrime di commozione dei 75mila di San Siro e sembra incanalarsi fin da subito sui giusti binari, non fosse che Goncalo Ramos, forse un pizzico emozionato per l&#8217;esordio con la nostra maglia alla Scala del calcio, si trovi a cestinare almeno un paio di nitide palle gol.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Venezia, venuto a Milano per giocarsela, mette fuori la testa rinfrancato e crea qualche apprensione alla nostra retroguardia, in affanno soprattutto nella parte centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">La ripresa sembra seguire il copione del primo tempo, con il Milan a pressare alto e a macinare una discreta mole di gioco (alla fine il tabellino reciterà un 60% di possesso con 14 tiri totali di cui 9 nello specchio) ed i lagunari a rendersi pericolosi con alcune veloci ripartenze, finché Amorim non la decide come a Torino con la qualità dei subentranti, nella fattispecie Saelemaekers che rifinisce con qualità entrambe le marcature meritandosi la palma del migliore anche nel vostro sondaggio di fine partita.</p>
<p style="text-align: justify;">In definitiva, è del tutto evidente come si debba parlare di work in progress nella costruzione del gruppo e di un&#8217;identità di squadra, del resto non potrebbe essere diversamente&#8230;intanto però mettiamo in cascina questi primi sei punti e guardiamo con curiosità al prossimo impegno in casa della Juventus, primo vero test probante della nostra stagione.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="alignnone wp-image-26252 size-full" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2022/09/Saelemaekers-premio-salisburgo.png?resize=696%2C672&#038;ssl=1" alt="" width="696" height="672" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2022/09/Saelemaekers-premio-salisburgo.png?w=800&amp;ssl=1 800w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2022/09/Saelemaekers-premio-salisburgo.png?resize=300%2C290&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2022/09/Saelemaekers-premio-salisburgo.png?resize=768%2C741&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2022/09/Saelemaekers-premio-salisburgo.png?resize=696%2C672&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2022/09/Saelemaekers-premio-salisburgo.png?resize=435%2C420&amp;ssl=1 435w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Maignan: 6</strong> Complessivamente poco impegnato perché molti dei tiri veneziani sfilano ai lato della sua porta, attento ed elegante in un&#8217;uscita coi piedi fuori area</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gila: 6,5</strong> Un paio di partite gli sono bastate per imporsi già come il leader della nostra difesa, attento nelle chiusure e con l&#8217;eleganza di un centrocampista nelle ripartenze palla al piede (<strong>Gabbia: SV</strong>)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>De Winter: 6-</strong> Ancora preferito a Gabbia come titolare al centro della nostra difesa, nella prima frazione si rende protagonista di un paio di letture disattente che fanno correre più di un brivido lungo la schiena, cresce un pochino nel corso della ripresa fino a guadagnarsi una sufficienza stiracchiata</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pavlovic: 6+</strong> Primi segnali del Cocainorso della stagione scorsa, corre e randella senza pietà e alimenta anche un paio di buone ripartenze che non finalizza al meglio per eccesso di foga</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chuckwueze: 6</strong> Copre con abnegazione tutta la fascia cercando di interpretare al meglio il nuovo ruolo cucitogli addosso dal Mister, fatalmente tende a spegnersi un pochino nei minuti finali ma in tutta onestà la sua prestazione rimane complessivamente positiva</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Musah: 6,5</strong> Due indizi non fanno ancora necessariamente una prova ma anche stasera la sua partita è degna di menzione, si limita a fare legna e a recuperare palloni nel mezzo ma lo fa con continuità nell&#8217;arco di tutti i novanta minuti, peccato per il gol che si divora sotto porta ma la sua crescita va seguita con curiosità, in fin dei conti ha solo 23 anni e potrebbe crescere, sperem</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Modric: 6</strong> Alle volte denota qualche difficoltà nell&#8217;assecondare il pressing frenetico imposto dallo spartito di Amorim, ma vista la sua classe immensa tendo a pensare che sia più un ritardo di condizione atletica che un decadimento geriatrico (<strong>Jashari: 6</strong> di incoraggiamento perché nell&#8217;azione del raddoppio si fa trovare nella giusta posizione, anche se il tentato scavetto è roba dopolavoristica)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bartesaghi: 6+</strong> Dalla prima da titolare di Sopracciglione arrivano segnali incoraggianti, presidia la fascia di competenza con buona disinvoltura e sbroglia di testa una situazione difficile davanti alla nostra porta (<strong>Estupinan: SV</strong>)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Loftus-Cheek: 5,5</strong> Diamo a Pulisic il tempo di mettere qualche minuto nelle gambe e poi Baloo lo rivedremo forse giusto in Coppa Italia (<strong>Rabiot: 6</strong> Stavolta niente giochi di prestigio ma concretezza ordinata ed applicata)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cisse: 6</strong> Un passo indietro rispetto alla prova di Torino ma da un 19enne all&#8217;esordio a questi livelli non bisogna aspettarsi fuochi d&#8217;artificio in continuazione, in ogni caso gioca con buona continuità e tanta forza nelle gambe, caricando di falli e un paio di ammonizioni la retroguardia dei lagunari (<strong>Saelemaekers: 7 il migliore</strong> &#8211; Entra con l&#8217;argento vivo addosso e crea subito scompiglio nella difesa veneziana, fino al bellissimo assist no look per Ramos che stappa la partita e al lancio in profondità per Jashari che la sigilla)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gonzalo Ramos: 6,5</strong> Nel primo tempo vanifica almeno 3 palle gol evidenti, alimentando battute e preoccupazione tra i miscredenti nella chat di redazione, nella ripresa gonfia la rete con un diagonale da centravanti vero che non ammette repliche, speriamo sia solo l&#8217;inizio di una storia destinata a durare</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allenatore Amorim: 6,5</strong> Sembra avere idee chiare e coraggio da vendere, speriamo riesca a trovare in fretta il giusto equilibrio tra le due fasi ed auguriamoci che nel finale del mercato la società gli metta a disposizione almeno un altro paio di pedine per sviluppare al meglio i suoi principi di gioco</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Max</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.milannight.com/ac-milan/pagelle/pagelle-milan-venezia-2-0-del-28-agosto-2026/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">40648</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il contrappasso del Milan: perchè la mediocrità fa più male a chi ha conosciuto la grandezza</title>
		<link>https://www.milannight.com/redazionali/il-contrappasso-del-milan-perche-la-mediocrita-fa-piu-male-a-chi-ha-conosciuto-la-grandezza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-contrappasso-del-milan-perche-la-mediocrita-fa-piu-male-a-chi-ha-conosciuto-la-grandezza</link>
					<comments>https://www.milannight.com/redazionali/il-contrappasso-del-milan-perche-la-mediocrita-fa-piu-male-a-chi-ha-conosciuto-la-grandezza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Harlock]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 05:30:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.milannight.com/?p=40613</guid>

					<description><![CDATA[Nonostante il campionato sia già iniziato e la vittoria per 2-1 sul campo del Torino abbia portato i primi tre punti in classifica, il sapore che resta in bocca non è del tutto dolce. Anche dopo un successo scaccia-pensieri in terra granata, ci si ritrova ancora a discutere di come completare una rosa finora rimasta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nonostante il campionato sia già iniziato e la vittoria per 2-1 sul campo del Torino abbia portato i primi tre punti in classifica, il sapore che resta in bocca non è del tutto dolce. Anche dopo un successo scaccia-pensieri in terra granata, ci si ritrova ancora a discutere di come completare una rosa finora rimasta palesemente incompiuta nelle mani del nuovo allenatore. Basterebbe questa immagine per scattare una fotografia fedele del momento: il pallone rotola già, ma i nodi della pianificazione societaria sono ben lontani dall&#8217;essere sciolti. Per capire come si sia arrivati a questo ennesimo vertice di mercato celebrato con colpevole ritardo, bisogna riavvolgere il nastro e guardare la sequenza degli eventi con lucidità.<br />
Tutto comincia con il verdetto del campo e la sfumata qualificazione alla Champions League. La reazione di Gerry è immediata e drastica: azzeramento della catena di comando con l&#8217;esonero di dirigenza e staff tecnico. L&#8217;accusa è chiara, rivolta verso chi avrebbe impedito di operare liberamente, verso un gioco non abbastanza offensivo e verso calciatori ritenuti a fine ciclo. Successivamente, dopo ben venti giorni, viene annunciato Rúben Amorim come prima scelta, nonostante nelle settimane precedenti altri profili avessero confermato trattative in fase avanzata. Poco dopo, il presidente ufficializza il restyling dell&#8217;organizzazione societaria, definendola una scelta ponderata da tempo, pur avendo sondato fino all&#8217;ultimo momento figure d&#8217;area tedesca. Prescindendo dai retroscena e da quanti no abbiano portato a queste decisioni, la domanda resta una sola: come ci si può far andare bene una pianificazione della stagione che nasce con un ritardo strutturale così evidente?<br />
Sul piano strettamente tecnico non giudico Amorim, ma c&#8217;è un elemento che mi sta piacendo in modo chiaro: l&#8217;intelligenza e l&#8217;umiltà con cui si è presentato. Sta dimostrando rispetto e profonda conoscenza della storia rossonera, toccando le corde giuste dell&#8217;ambiente. In un contesto in cui la struttura societaria alle spalle appare spesso fragile e poco presente, credo che l&#8217;atteggiamento dell&#8217;allenatore e la sua capacità di calarsi nel mondo Milan facciano tutta la differenza del mondo.<br />
​Allo stesso modo, credo che il filo conduttore che sta provando a creare tra prima squadra, Milan Futuro e Primavera rappresenti il minimo indispensabile. Una sincronia tattica e metodologica tra le varie selezioni rossonere dovrebbe essere la norma, eppure negli ultimi anni purtroppo non è stata così scontata. Avere una logica tecnica continua in una società che vuole fare le cose per bene è la prima pietra fondamentale per costruire qualcosa di solido.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma veniamo al punto centrale della questione, ​per chi appartiene alla generazione cresciuta vedendo questo club alzare al cielo cinque Champions League, la realtà presente assomiglia a un gigantesco contrappasso. Il Milan non era soltanto una squadra forte: era un&#8217;istituzione capace di incutere soggezione psicologica ancora prima di scendere in campo. Gli avversari sapevano di affrontare un telaio perfetto, costruito per vincere, capace di pesare nei palazzi del calcio, nelle istituzioni e nel panorama internazionale. Si è stati educati alla grandezza e per questo si fa tremendamente fatica ad abituarsi a parametri che un tempo sarebbero stati considerati di ripiego. Si è conosciuto un Milan per il quale arrivare secondo rappresentava un fallimento, mentre oggi ci si ritrova a discutere per mesi di bilanci, sostenibilità, giocatori da piazzare e mercati bloccati. Il problema non è perdere, perché i cicli finiscono e pretenderne la durata eterna sarebbe infantile. Il problema è non riconoscersi più. È aver visto cosa significasse essere il Milan e assistere oggi a una società che cambia continuamente uomini, strutture e filosofie senza mai ritrovare quella continuità che ne costituiva la vera forza.<br />
​Si comprende l&#8217;esigenza guardando indietro, ma bisogna vivere guardando avanti. È proprio qui che comincia la vera condanna del tifoso rossonero: il passato si conosce bene ed è solido, fatto di nomi come Berlusconi, Galliani, Sacchi, Capello, Ancelotti, Baresi e Maldini. Il futuro, invece, è una pagina bianca su cui da troppo tempo si vedono scrivere promesse regolarmente cancellate la stagione successiva. Pretendere di ritrovare identico quel Milan sarebbe un errore, perché il calcio moderno è cambiato e le dimensioni finanziarie impongono altre regole. Questo però non significa che il Milan debba rinunciare a essere grande, ma che debba trovare un modo moderno per esserlo.<br />
Si nota spesso un&#8217;incomprensione di fondo sul calciomercato attuale, figlia di un&#8217;analisi superficiale. A mio avviso il mercato non si giudica contando le figurine, la quantità degli acquisti o facendo la corsa a chi spende di più. Credo che moltissime volte i colpi da svariati milioni di euro non servano a risolvere le cose, ma diventino solo uno specchietto per le allodole utile a nascondere i reali problemi della squadra. La soluzione non sta nella spesa folle, ma negli acquisti mirati e inseriti nel contesto giusto, che vadano davvero a colmare le varie lacune e che siano strettamente funzionali a ciò che chiede il nuovo tecnico. E poi c&#8217;è un aspetto fondamentale a cui siamo sempre stati abituati: prima del calciatore si guarda l&#8217;uomo. La composizione del gruppo e la solidità dello spogliatoio sono le fondamenta indispensabili per ottenere qualsiasi risultato, il primo mattone su cui costruire ogni successo.<br />
​Il parametro corretto per giudicare un mercato è quindi uno solo: il rapporto tra i problemi di partenza di una squadra e la capacità della società di risolverli. Una squadra che aveva due lacune e le ha colmate con gli uomini giusti ha lavorato bene. Una squadra che necessitava di intervenire in quattro o cinque reparti e ne ha sistemati soltanto due resta incompleta, a prescindere dal valore o dal prezzo dei singoli innesti. Gli arrivi di Gonçalo Ramos, Mario Gila e Moreira, sono operazioni importanti e condivisibili, ma la rosa aveva e continua ad avere necessità molto più ampie. Servono un altro difensore centrale adatto ai principi di Amorim, un esterno sinistro di livello, un trequartista capace di dare qualità e fantasia alla manovra e, soprattutto, lo sfoltimento di una rosa appesantita da troppi elementi non funzionali. Le dirette concorrenti stanno progressivamente completando i propri quadri, mentre il Milan, pur con i primi tre punti in tasca presi a Torino, continua a convivere con le medesime carenze strutturali evidenziate già a fine campionato.<br />
Non si sa quanto durerà questo momento. Non si sa se serviranno due, cinque o dieci anni prima di rivedere un progetto lineare e solido, e nessuno può garantire che la strada tornerà presto a essere quella giusta. Si sa però una cosa: aver conosciuto la vetta rende la mediocrità impossibile da scambiare per normalità. È questo il vero prezzo da pagare per chi c&#8217;era: sapere esattamente quanto si è lontani da ciò che il Milan dovrebbe essere, e continuare comunque a guardare avanti, con la speranza che la storia torni prima o poi a incrociare il presente.</p>
<p><em><strong>W Milan</strong></em><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>Harlock</strong></em></span></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.milannight.com/redazionali/il-contrappasso-del-milan-perche-la-mediocrita-fa-piu-male-a-chi-ha-conosciuto-la-grandezza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">40613</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Quello che non ti aspetti</title>
		<link>https://www.milannight.com/redazionali/sguardi-rossoneri/quello-che-non-ti-aspetti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=quello-che-non-ti-aspetti</link>
					<comments>https://www.milannight.com/redazionali/sguardi-rossoneri/quello-che-non-ti-aspetti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[seal]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 05:30:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi rossoneri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.milannight.com/?p=40608</guid>

					<description><![CDATA[Se dovessi riassumere il mio stato d’animo al fischio finale della prima di campionato non potrei che usare le parole del titolo e credo di essere in buona compagnia tra noi rossoneri. Una partita che a tratti potremmo definire sorprendente viste anche le scelte coraggiosissime di Amorim che mi par di capire non guardi in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se dovessi riassumere il mio stato d’animo al fischio finale della prima di campionato non potrei che usare le parole del titolo e credo di essere in buona compagnia tra noi rossoneri. Una partita che a tratti potremmo definire sorprendente viste anche le scelte coraggiosissime di Amorim che mi par di capire non guardi in faccia a nessuno perché al netto degli infortunati (pulisic) ha lasciato in panchina cinque titolari della passata stagione (Gabbia, Rabiot, Modric. Bartesaghi, Saelemaekers), messo due fuori squadra (Tomori e Fofana) e un altro accompagnato alla porta (Leao). Dei titolari dell’anno scorso in campo c’erano i soli Maignan e Pavlovic, rendiamoci conto di cosa significhi. Il gesto più forte? Averlo fatto con soli due dei quattro nuovi acquisti in campo: Gila e Gonçalo Ramos. Qualcuno potrebbe dire che tre di quelli in panchina (subentrati) sono reduci dal mondiale, la realtà è che se avesse pareggiato o perso tutti gli sarebbero saltati addosso perché non ci si può presentare con Chukwueze a tutta fascia, Musah che non lo cerca nemmeno la sua famiglia e così via. Ha voluto correre quello che per noi tifosi è un rischio quasi senza senso: se ti va bene nessuno sottolinea come dovrebbe questi aspetti (mass media) ma se ti va male ti crocifiggono con la scritta “il re dei cretini”.<br />
Premetto che una rondine non fa primavera e non sarà una formazione azzeccata a farlo passare per genio però diamo i meriti che gli vanno dati perché secondo me vedendo in campo contemporaneamente De Winter, Chukwueze, Musah, Jashari, Estupinan, Loftus-Cheek e Alphadjo molti erano già pronti a decretare una sconfitta per mano dell’ex Abate con annessa ira funesta verso quell’incapace del mister. Il portoghese invece ha dimostrato di aver già instillato i suoi principi tattici (da perfezionare) in poco più di un mese, ma cosa ancor più importante il gruppo degli “epurati” e delle riserve crede in lui. Se me lo concedete per certi versi questa partita mi ha ricordato il film “Le riserve” con protagonisti Keanu Reeves e Gene Hackman, se ci aggiungiamo che tre titolari pesanti sono stati accompagnati alla porta il quadro diventa ancora più nitido sulla mentalità di Amorim. Tutto oro quello che luccica? Certo che no, ma non credo che qualcuno potesse immaginare una prestazione migliore di questa, anzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che non ti aspetti è anche un ragazzino che deve compiere ventanni tenere in scacco la difesa del Torino con protezione della palla, tecnica e una corsa instancabile tanto da fargli prendere una marea di falli. Che la difesa del Toro sia decente o meno lo scopriremo col tempo, quel che però sappiamo è che Alphadjo era quasi al debutto in serie A (ha giocato qualche minuto ai tempi dell’hellas) con sola mezza stagione di B all’attivo e un infortunio che lo ha tenuto fuori da inizio febbraio. Quel che abbiamo visto è che tolto lui dal campo la squadra non ha avuto più la capiacità di reggere botta lì davanti. Proprio il Toro lo voleva e Amorim non solo se l’è voluto tenere ma lo ha fatto debuttare immediatamente venendo ripagato nel migliore dei modi. Il ragazzo andrà fatto crescere, gli dovranno essere permessi passaggi a vuoto senza bollarlo come fuoco di paglia perché ha caratteristiche importanti che meritano spazio. Non so cosa ci riserverà questa stagione, ma lui potrebbe essere una luce vera, non una supernova tanto per intenderci.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che non ti aspetti è ciò che avrà pensato anche Rafa Leao vedendo l’ex catanzaro in campo fargli metaforicamente le scarpe con tutto il repertorio che a lui manca: protezione della palla, pressing e gol d’istinto. Quel che non si aspettava è l’essere snobbato da tutti i grandi club di liga, premier e aggiungiamoci pure bundes e ligue1 per ritrovarsi tra proposte turche, arabe o club di premier che con tutta probabilità non ritiene alla sua altezza. Il calcio però è cambiato e se ne dovrebbe fare una ragione perché a differenza di pochi anni fa oggi il mercato è per lo più dominato da giovani che dopo una stagione costano una valanga di soldi e occupano il posto di chi solo qualche anno prima era considerato un astro nascente per poi diventare uno di tanti. Leao a 27 anni è ormai di questa seconda categoria o ci va molto vicino perciò e o prova a rilanciarsi cambiando anche approccio al calcio oppure è destinato ad una nuova doccia gelata. Leao non è scarso, ha caratteristiche importanti ma è indolente, per certi versi un giocatore di altri tempi che dovrebbe capire di giocare nel 2026. Personalmente non gli voglio male, anzi gli auguro il meglio perché veder buttare così una carriera mi dispiace in tutta franchezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che non ti aspetti è anche il completamento della rosa perché con tutta la buona volontà dopo i disastri incredibili degli ultimi due anni del trio Furlani-Moncada-Ibra mettere a posto tutte le magagne in una sola sessione di mercato è ai limiti della fantascienza. Ciò che sarebbe positivo è vedere un nuovo difensore centrale dai piedi educati e un esterno sinistro capace di non far venire i capelli bianchi a ogni tocco del pallone, non dico che sarei soddisfatto però avremmo quantomeno una squadra con una struttura logica.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.milannight.com/redazionali/sguardi-rossoneri/quello-che-non-ti-aspetti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">40608</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il numero</title>
		<link>https://www.milannight.com/redazionali/voglio-essere-chiara/il-numero/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-numero</link>
					<comments>https://www.milannight.com/redazionali/voglio-essere-chiara/il-numero/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 05:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Voglio essere Chiara]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.milannight.com/?p=40597</guid>

					<description><![CDATA[Ed ecco che è iniziato il campionato privo di credibilità. Insomma, che credibilità può avere una competizione il cui calendario è stato programmato dal signor Butti? In tanti avevamo capito che da anni i calendari venivano cuciti a misura di Cartonati. Erano lì a mostrare la loro&#8230; bizzarra benevolenza verso alcuni e la loro acrimonia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size: large;">Ed ecco che è iniziato il campionato privo di credibilità. Insomma, che credibilità può avere una competizione il cui calendario è stato programmato dal signor Butti? In tanti avevamo capito che da anni i calendari venivano cuciti a misura di Cartonati. Erano lì a mostrare la loro&#8230; bizzarra benevolenza verso alcuni e la loro acrimonia verso altri. I sospetti erano certezze per chi avesse un minimo di buon senso. Ma, a togliere ogni eventuale, residuo dubbio, a inchiodare senza scampo Butti alle sue responsabilità, c’è, tra le altre, la seguente intercettazione, in cui la figura istituzionale super partes dice a Rocchi:<strong><span style="color: #ff0000;">“ Basta che non mi mandi più Doveri a fare l’Inter. Porta una sfiga mondiale. Con lui non vinciamo mai.”</span></strong> Com’è possibile che questo personaggio sia ancora tranquillamente al suo posto? Incredibile. Pazzesco. Vergognoso. Per non parlare di Viglione. Caro Dottor Malagò, lei si è sintonizzato sulle frequenze di Gravina. La Figc continua ad essere la Federazione Interista Gioco Calcio. E la Marotta Leaugue continua ad essere una realtà inquietante, con la repellente, servile complicità del Mainstream. Quando si insinuerà una crepa nel muro granitico della disinformazione mediatica e tanti cominceranno a capire come stanno le cose, l’odioso sistema crollerà. E anche lei verrà travolto, Dott. Malagò. Spero che questo possa davvero accadere. A Pitagora si attribuisce la frase “ Tutto è numero”. Secondo lui ogni cosa può essere ridotta a una relazione numerica, dall’armonia della musica  a quella delle sfere celesti. Caro Pitagora, il numero è tutto anche nel calcio. Ma qui non porta armonia. L’esorbitante numero di ultras interisti nelle Istituzioni calcistiche, giuridiche, politiche, mediatiche crea disarmonie che producono beffarde impunità e la Marotta League. Eh, sì, nella fattoria del campionato tutte le squadre sono uguali. Ma ce ne è una più uguale delle altre. Accettare la situazione come ineluttabile e cedere alla rassegnazione non è nel mio carattere. Preferisco combattere anche ad armi impari. Me ne frego se sono un Don Chisciotte. Nella vita bisogna lottare contro le ingiustizie. Lo si deve a se stessi.</span></p>
<figure id="attachment_40599" aria-describedby="caption-attachment-40599" style="width: 168px" class="wp-caption alignleft"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="size-medium wp-image-40599" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/08/Milan-Torino-rigore-negato.jpg?resize=168%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="168" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/08/Milan-Torino-rigore-negato.jpg?resize=168%2C300&amp;ssl=1 168w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/08/Milan-Torino-rigore-negato.jpg?resize=236%2C420&amp;ssl=1 236w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/08/Milan-Torino-rigore-negato.jpg?w=335&amp;ssl=1 335w" sizes="(max-width: 168px) 100vw, 168px" /><figcaption id="caption-attachment-40599" class="wp-caption-text">Come si può non dare un rigore così netto?</figcaption></figure>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">E io continuo la mia battaglia. Pure contro il nostro schifo di Società che ha un organigramma imbarazzante e ridicolo. Non mi piace essere presa per i fondelli dai vari Gerry, Ibra, Viglione, Butti, Chinè, Malagò. Questo rancore sordo e velenoso che viaggia su un doppio binario fa sì che io sia freddissima e livorosa verso un campionato che considero inquinato. Nessuna pulsione per l’esordio del Milan. I blitz di Gerry, gli incontri “one to one” mi provocano una profonda e disincantata amarezza. Non viene assegnato il numero di maglia a Tomori, Fofana, Nkunku e Gimenez. Che vadano fuori dai piedi questi reprobi. La strategia, oltre che umanamente apprezzabile, è molto astuta. Sarà facile, ora che sono stati messi pure fuori rosa, vendere questi ragazzi in maniera remunerativa nell’ultima settimana di Mercato. Intanto a Torino ci si presenta, schierando come titolari dei fulmini di guerra del calibro di Estupinan, Loftus, Musah. La cosa mi indispone parecchio. Ignoro gli Orrendi. Sento di una vittoria schiacciante, dipinta in toni epici dal giornalaccio rosa e non solo. Fantastico gol di tacco di Pio Esposito, che ora vale miliardi. Intendiamoci, non nego che siano una squadra forte. E mi piacerebbe avere il buon Pio. Ma, nonostante l’abitudine, una narrazione così roboante, sempre a senso unico, mi dà uno stizzito fastidio, condito da un senso di nausea. Il Monza aveva due squalificati. Scommetto che Butti lo sapeva. Poi ci si sono messi anche gli infortuni. Bah! Sorrido amaramente. Qualcuno mi parla di un primo gol irregolare, per la posizione di fuorigioco non passivo di Bisseck sul tiro di Calhanoglu. Il dettaglio è naturalmente ignorato dal Mainstream. Siamo alle solite&#8230; Mi rifiuto di guardare gli highlights. Vado, invece, a vedere quelli di Genoa Napoli. Il gol di De Bruyne, in effetti, non mi sembra regolarissimo. A noi non l’avrebbero mai concesso. Già, noi. Scenderemo in campo tra poco. Io non provo nessun fremito. Guardo la partita da essere apatico, assolutamente privo di emozioni. Lasciare senza numero Fofana, che, per carità, non è un fenomeno, per scendere in campo con Musah ha il sapore di un’idiozia. De Winter non mi dà certo più garanzie di Tomori. Dovermi sorbire Estupinan e Loftus mi pare una crudeltà. Però… Mi arrabbio sullo scandalo del rigore nettissimo che non ci è stato concesso. Quello ha allargato il braccio come Rose, quando si trova insieme a Jack sulla prua del “ Titanic”. Come si fa a non dare un rigore così? Come si fa? Poi… un sussulto sullo splendido gol di Cissé. E pure su quello di Rabiot qualcosina si muove dentro. Robe da poco, per carità. So che non siamo una squadra forte. E che non lo saremo mai con Gerry. Con lui proprietario ogni sogno è precluso. Ma… quando qualcuno con la maglia rossonera gonfia la rete… Eh, al cuor non si comanda. Il numero fatto da Alphadjo ha il sapore della magia. La nostra partita? E’ stata discreta. Nel primo tempo abbiamo tenuto il comando del gioco, pur senza essere davvero incisivi. Chuck il più vivace e insidioso. Al di sopra delle mie aspettative la prova di Musah. Le prestazioni di Estupinan e Loftus? Brutte, more solito. Si è notato un salto di qualità con l’ingresso di Modric e Rabiot. Da dimenticare l’ultimo quarto d’ora, in cui abbiamo smesso di giocare, rischiando di rovinare tutto. Preoccupa l’uscita Di Gila per fastidi muscolari. Cosa si sarà fatto?</span></p>
<figure id="attachment_40598" aria-describedby="caption-attachment-40598" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-40598" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/08/Cisse-gol-Torino.jpg?resize=300%2C200&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="200" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/08/Cisse-gol-Torino.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/08/Cisse-gol-Torino.jpg?resize=630%2C420&amp;ssl=1 630w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/08/Cisse-gol-Torino.jpg?w=678&amp;ssl=1 678w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-40598" class="wp-caption-text">Che magia hai fatto, ragazzo.</figcaption></figure>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">A me i numeri piacciono un sacco. Mi trovo molto bene a trattare con loro. In questo momento ho una predilezione per il 70. Sarà mica perché lo porta sulla maglia Cissé? E’ importante il numero di volte con cui ci si intrattiene con una persona. Da questo si può arguire il tipo di rapporto, più o meno diretto e confidenziale, che si ha con lei. Ma non è sempre così e ve lo dimostro. Sembrandomi piuttosto&#8230; bizzarro che i Prescritti siano usciti come parte lesa dal processo “ Doppia Curva” che profumava di ‘Ndrangheta, sono andata a spulciare le carte. E mi è punta vaghezza di interessarmi anche delle accuse di mafia rivolte nel 2017 alla Juve dalla Procura di Torino. I Bellocco, un clan affiliato alla ‘Ndrangheta, si erano infiltrati nella curva della Juve. Marotta era l’AD bianconero. Gli interessi dei Bellocco negli affari che riguardavano il bagarinaggio sui biglietti dello stadio erano rappresentati dai Dominello. Durante le indagini emerse una foto che ritraeva Marotta e Rocco Dominello fuori da un bar a Torino. Davanti ai magistrati Marotta dichiarò la sua totale estraneità alla malavita. Aveva incontrato Dominello una volta, senza sapere chi fosse realmente, perché lui aveva chiesto di far fare un provino per le giovanili della Juve a un giovane calciatore. Il ragazzo era figlio di Umberto Bellocco, esponente di spicco del clan di Rosarno. Il 22- 10-2018 Report rivela che Marotta ha regalato a Rocco Dominello 5 biglietti della sua riserva personale per una partita di Champions tra Real e Juve. Ecco l’intercettazione tra un intermediario di Rocco Dominello e Marotta riportata da Report.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong> “<span style="font-size: large;">Direttore, buon giorno. Io parto domani per Madrid. Per i 5 biglietti come possiamo fare? Me li lascia lei da qualche parte, oppure ci incontriamo? Veda lei”.</span></strong></span></p>
<p align="justify">“<span style="font-size: large;">Ti ho lasciato la busta al Principi Hotel. Alla reception c’è una ragazza bionda. Li ho lasciati a lei.”</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>“<span style="font-size: large;">Va bene. Grazie mille.”</span></strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">E poi ancora:</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>“ <span style="font-size: large;">Ciao, Fabio. Ci vediamo in sede.Tutto Ok per i biglietti?”</span></strong></span></p>
<p align="justify">“<span style="font-size: large;">Sì, direttore. Grazie. Speriamo bene.”</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>“<span style="font-size: large;">Ok. Mi raccomando. Massima discrezione.”</span></strong></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong> “ <span style="font-size: large;">Come sempre. Nessuno lo sa”</span></strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">Quel “Come sempre” potrebbe far pensare ai malevoli che ci fosse un numero importante di contatti tra le parti. Il numero è tutto, Pitagora mio? Sono solo illazioni. Marotta non venne indagato. Per inciso, Marotta diventò Ad dell’Inter il 13 Dicembre 2018. Anche Antonio Bellocco si trasferì a Milano ed entrò a far parte del direttivo della Nord. Mal gliene incolse, perché il 4 Settembre 2024 venne ucciso da Andrea Beretta, un altro capo ultrà nerazzurro. Certo che il cervello umano è strano. Una ha la mente sui numeri e guarda un po’ dove la portano i suoi pensieri. Tornando a noi, io ho guardato il Milan su Sky. Ho disdetto DAZN. Ma la vedrò ancora per un pochino fino alla scadenza del contratto pagato anticipatamente. Delle mie sensazioni riguardo alla partita vi ho detto. Come pure della mia mancanza assoluta di fiducia in Gerry e dell’assenza di aspettative per la stagione. Cosa dirvi ancora? Solo…. Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: 14pt; color: #ff0000;"><strong>Chiara</strong></span></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.milannight.com/redazionali/voglio-essere-chiara/il-numero/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">40597</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Pagelle Torino Milan 1-2 del 23 agosto 2026</title>
		<link>https://www.milannight.com/ac-milan/pagelle/pagelle-torino-milan-1-2-del-23-agosto-2026/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pagelle-torino-milan-1-2-del-23-agosto-2026</link>
					<comments>https://www.milannight.com/ac-milan/pagelle/pagelle-torino-milan-1-2-del-23-agosto-2026/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Max]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 22:22:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AC Milan]]></category>
		<category><![CDATA[Pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[Partite]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
		<category><![CDATA[Vado al Max]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.milannight.com/?p=40590</guid>

					<description><![CDATA[&#160; Buona la prima. Dopo 3 anni il Milan torna a vincere all&#8217;esordio in campionato e lo fa con una prova tutto sommato convincente su un campo tradizionalmente ostico come quello di Torino granata. Il Toro è apparso ben poca cosa, va detto subito onde evitare di cedere a falsi entusiasmi francamente immotivati e prematuri. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Buona la prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo 3 anni il Milan torna a vincere all&#8217;esordio in campionato e lo fa con una prova tutto sommato convincente su un campo tradizionalmente ostico come quello di Torino granata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Toro è apparso ben poca cosa, va detto subito onde evitare di cedere a falsi entusiasmi francamente immotivati e prematuri.</p>
<p style="text-align: justify;">Però mi è piaciuto l&#8217;atteggiamento e il modo di stare in campo della squadra, il tentativo di tenere in mano il pallino del gioco con i reparti molto corti tra di loro e un pressing alto ben organizzato: l&#8217;idea insomma di provare a giocare a pallone proponendo calcio offensivo, pur con il fardello di portarsi appresso interpreti modesti e inadeguati (Estupinan e Loftus-Cheek su tutti, ma la lista potrebbe continuare).</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri ero a Marassi per Genoa-Napoli e in tutta sincerità di quel blocco basso proposto dai partenopei per 80 minuti non sento alcuna nostalgia, poi saranno come sempre i risultati sul campo a dettare i giudizi definitivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi 10 minuti la squadra è apparsa stanca e dopo l&#8217;uscita di Gila ha concesso ai granata (che fino a quel momento non l&#8217;avevano mai vista) almeno tre nitide occasioni da gol, più per errori individuali di attenzione nella fase difensiva che per un&#8217;errata disposizione tattica, su questo Amorim dovrà lavorare e non sarebbe male se la società gli mettesse a disposizione almeno un altro centrale difensivo di livello.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo però è un post dedicato all&#8217;analisi della partita, di tutto il resto avremo modo di parlare più diffusamente nella nostra Live Invereconda sul canale YouTube domani sera, alla quale vi invito a partecipare.</p>
<p style="text-align: justify;"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-38576 size-full" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/02/Rabiot-Bologna.jpeg?resize=696%2C391&#038;ssl=1" alt="" width="696" height="391" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/02/Rabiot-Bologna.jpeg?w=1200&amp;ssl=1 1200w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/02/Rabiot-Bologna.jpeg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/02/Rabiot-Bologna.jpeg?resize=1024%2C575&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/02/Rabiot-Bologna.jpeg?resize=768%2C431&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/02/Rabiot-Bologna.jpeg?resize=696%2C391&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/02/Rabiot-Bologna.jpeg?resize=1068%2C600&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/02/Rabiot-Bologna.jpeg?resize=748%2C420&amp;ssl=1 748w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Maignan: 5,5</strong> Impreciso in un paio di rinvii e poco reattivo sul gol granata, Adams ha pescato l&#8217;incrocio ma quel pallone sembrava abbastanza lento e tutt&#8217;altro che irraggiungibile</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gila: 7</strong> Esordio convincente ed incoraggiante per senso della posizione, letture difensive e pulizia nell&#8217;uscita palla al piede, speriamo che la sua uscita anticipata dal campo sia stata solo precauzionale (<strong>Gabbia: SV</strong>)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>De Winter: 6</strong> Fa il suo senza troppi problemi, con ordine e sicurezza</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pavlovic: 6</strong> Coprire più campo alle spalle e partecipare di più nella fase della prima impostazione potrebbe non essere pienamente nelle sue corde, ma stasera nel complesso se la cava senza sbavature</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chukwueze: 6,5</strong> Il suo ruolo di esterno a tutta fascia è uno degli elementi di maggiore curiosità di questo inizio stagione, lui si fa trovare pronto mettendo in campo tanta vivacità alternata a qualche passaggio a vuoto, pregevole l&#8217;assist per il raddoppio di Rabiot che di fatto chiude la partita</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Musah: 6</strong> Quando le aspettative sono rasoterra, già la normalità appare come una buona notizia, nel complesso non sfigura</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Jashari: 6</strong> Copia-incolla del giudizio sul compagno di reparto, nulla di trascendentale ma nessun danno evidente (<strong>Modric: 6,5</strong> Mezz&#8217;oretta scarsa per dimostrare chi è il titolare del ruolo, purtroppo le 41 primavere e il doppio impegno costringeranno quest&#8217;anno a dosarne l&#8217;impiego)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Estupinan: 5,5</strong> Ci mette persino impegno, ma i piedi sono quelli che sono e la confusione che alberga nella sua testa non lo aiuta (<strong>Bartesaghi: 6</strong> Più facile che possa ritagliarsi il ruolo di braccetto di sinistra che quello di esterno a tutta fascia, ma rispetto all&#8217;ecuadoriano è comunque un upgrade)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Loftus-Cheek: 5</strong> Inconsistente come al suo solito, unica cosa degna di nota il fallo da ammonizione che ne favorisce l&#8217;uscita anticipata dal campo (<strong>Rabiot: 7,5 il migliore</strong> &#8211; La preparazione la farà strada facendo, intanto gli bastano 10 minuti per indirizzare la partita con un gol e un assist, semplicemente imprescindibile)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cisse: 7</strong> La lieta sorpresa della serata, con la freschezza dei suoi 19 anni mette a perdere Coco e dimostra personalità da vendere tirando tutti i piazzati (spesso con esiti dimenticabili, ma vabbè), ma soprattutto ha il grandissimo merito di sbloccare la partita con un gol di pregevolissima fattura per tecnica e velocità di esecuzione, promosso (<strong>Saelemaekers: 5,5</strong> il solito casinista, con responsabilità evidenti sul gol granata, per me sotto punta non può proprio giocare per passo e caratteristiche, più facile si alterni con Chuku nel ruolo di esterno destro a tutta fascia)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ramos: 6+</strong> Palloni giocabili ne vede davvero pochi ma il lavoro che fa per la squadra è comunque apprezzabile, e la pulizia nel tocco di palla fa ben sperare per quando gli automatismi offensivi diventeranno più consolidati</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allenatore Amorim: 6,5</strong> Fatta la doverosa tara sul livello dell&#8217;avversario, la valutazione all&#8217;esordio è comunque positiva perché la squadra mostra già di aver assimilato principi di gioco radicalmente diversi da quelli del recente passato, coraggioso nel proporre Chukwueze a tutta fascia e Cisse titolare dall&#8217;inizio anche se per svoltare la partita deve ricorrere all&#8217;ingresso dei pochi giocatori di classe a sua disposizione, aspettiamo test più probanti di questo modesto Torino ma l&#8217;inizio è incoraggiante</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Max</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.milannight.com/ac-milan/pagelle/pagelle-torino-milan-1-2-del-23-agosto-2026/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">40590</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Un &#8220;nuovo&#8221; modus operandi</title>
		<link>https://www.milannight.com/redazionali/un-nuovo-modus-operandi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=un-nuovo-modus-operandi</link>
					<comments>https://www.milannight.com/redazionali/un-nuovo-modus-operandi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[deadoc3]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 08:48:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AC Milan]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.milannight.com/?p=40579</guid>

					<description><![CDATA[Alla vigilia della prima di campionato si può cercare di tirare qualche somma per quello che è stato il nostro precampionato (anche se il calcio estivo lascia il tempo che trova, almeno per il sottoscritto) ed il nostro mercato. Partiamo proprio dal mercato e dalla gestione degli esuberi in rosa che ad oggi non sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alla vigilia della prima di campionato si può cercare di tirare qualche somma per quello che è stato il nostro precampionato (anche se il calcio estivo lascia il tempo che trova, almeno per il sottoscritto) ed il nostro mercato.</p>
<p>Partiamo proprio dal mercato e dalla gestione degli esuberi in rosa che ad oggi non sono stati venduti: consultando la lista giocatori che il Milan ha fornito alla Lega Serie A per gli utilizzabili in campionato, risultano esclusi Tomori, Fofana, Bondo, Gimenez, Nkunku e Odogu.</p>
<p>Di questi 6 uno, Bondo, è un esubero certificato già dalla gestione Allegri, 4 sono tutti giocatori che fino a poco tempo fa erano titolari o prime riserve e Odogu l&#8217;anno scorso era stato spacciato per l&#8217;ennesimo fenomeno in erba dai soliti pennivendoli. Per Gimenez ormai si parla da tempo di un accordo in dirittura d&#8217;arrivo con il Porto, mentre per gli altri calciatori ad ora non risultano trattative in essere. Capisco anche il pugno duro ma qualora rimanessero a Milanello sarebbe l&#8217;ennesima dimostrazione dell&#8217;improvvisazione che regna sovrana nelle nostre stanze dei bottoni (ammesso di averne almeno una). Riguardo gli epurati posso capire che si voglia cedere Gimenez per far spazio a Camarda come prima alternativa a Ramos, ma mi lascia perplesso il voler cedere Tomori visto che ha sempre giocato come centrale di pressing e anticipo e penso possa sposarsi bene con le idee di questo allenatore. Nkunku e Fofana probabilmente sono stati lasciati fuori perchè difficilmente collocabili negli schemi di Amorim.</p>
<p style="text-align: justify;">Aver messo il nostro mercato nelle mani di Mendes rischia di essere un&#8217;enorme scommessa con un elevato rischio di fallimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra cosa che è cambiata rispetto ai mercati precedenti è che stavolta non si è aspettato di vendere per poter acquistare. Non sindaco sulle cifre spese, il prezzo del cartellino di un calciatore non può essere fissato attraverso parametri standard. Solo il tempo dirà se le cifre spese sono stati soldi buttati al vento o investimenti che hanno reso quanto ci si aspettava.</p>
<p style="text-align: justify;">Una cosa però mi preme sottolinearla: contrariamente a quanto sostenuto da molte testate giornalistiche che mi è capitato di leggere in questo periodo, i soldi che sono stati spesi non sono di Cardinale ma dell&#8217;AC Milan; di conseguenza si è potuto spendere grazie ai bilanci in attivo degli anni passati e per poter pareggiare quello che è uscito servirà vendere e farlo anche bene. L&#8217;altra strada passa per la qualificazione alla prossima CL come obiettivo minimo di questo campionato. Il bello è che siamo anche in linea per il rispetto dei parametri UEFA per il FFP (tanto al massimo ci toccherà una multa, o non avendo la casacca a strisce bianche e nere magari ci squalificheranno un&#8217;altra volta).</p>
<p style="text-align: justify;">Passando al calcio giocato, da domani si fa sul serio. Ho provato a recupare negli ultimi due giorni quanto mi sono perso durante i mesi di Luglio ed Agosto e da quello che leggo regna un discreto ottimismo. Personalmente, sono alquanto pessimista per diversi motivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Le squadre affrontate nel precampionato spesso hanno giocato con le seconde linee e con i ritmi dettati da condizioni meteo un po&#8217; estreme. Inoltre quelli che domani dovrebbero essere i titolari hanno avuto forse un paio di occasioni per poter testare sul campo quanto provato in allanemento.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche a livello mentale giocare un&#8217;amichevole è diverso dal giocare una gara ufficiale: sicuramente errori come quelli commessi da Terracciano condizionerebbero in modo più marcato una gara con in palio qualcosa. Il Torino di Abate mi sembra una squadra costruita più per non prenderle che per provare a darle. Probabilmente ci aspetteranno nella loro metà campo per poi provare a farci male in ripartenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno schema di gioco che potrebbe andare a nozze con il pressing alto voluto da Amorim e visto nelle gare amichevoli. A tal proposito presumo che Leao sia fuori anche perchè troppo indolente e &#8220;pigro&#8221; per il calcio che vorrebbe praticare Amorim. A tal proposito servirà domani che oltre ad essere attenti a bloccare eventuali ripartenze, ci si muova tutti in coro per evitare anche di lasciare quei buchi o quelle praterie che negli anni ci sono costati parecchi punti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono però, a parer mio, anche alcuni aspetti positivi che vale la pena sottolineare: un Cissè che sembra essere un prospetto adeguato per questa serie A e questo Milan ed un Ramos che a voler essere ottimisti ha fatto intravedere di essere finalmente il 9 che al Milan manca dall&#8217;addio di Giroud. A destra Chukwueze si candida per un ruolo da titolare e da protagonista, ma è nel lungo periodo che dovrà confermarsi. Anche Jashari sembrerebbe essere più in fiducia rispetto a quanto visto fino a qualche mese fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiudo su Leao: da parte mia non c&#8217;è nessuna crociata contro un calciatore che reputo ancora potenzialmente determinante; semplicemente arrivato alla sua età penso abbia ormai pochissimi margini di miglioramento e come nelle migliori relazioni magari è arrivato il caso che per il bene di entrambi ci si separi. Per lui si aprirebbero le strade di un campionato e di un calcio più congeniale alle sue doti, per noi si libererebbe spazio salariale e si potrebbe proporre un sistema di gioco che non dipenda solo dalle sue, va detto ormai sempre più rare, sgroppate sulla fascia.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.milannight.com/redazionali/un-nuovo-modus-operandi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">40579</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Storie di Calciomercato: Il capolavoro di Rizzoli, come il Milan si prese Juan Alberto Schiaffino</title>
		<link>https://www.milannight.com/ac-milan/ricordi-rossoneri/storie-di-calciomercato-il-capolavoro-di-rizzoli-come-il-milan-si-prese-juan-alberto-schiaffino/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=storie-di-calciomercato-il-capolavoro-di-rizzoli-come-il-milan-si-prese-juan-alberto-schiaffino</link>
					<comments>https://www.milannight.com/ac-milan/ricordi-rossoneri/storie-di-calciomercato-il-capolavoro-di-rizzoli-come-il-milan-si-prese-juan-alberto-schiaffino/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Harlock]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 05:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Ricordi rossoneri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.milannight.com/?p=40570</guid>

					<description><![CDATA[&#160; ​Milano, estate del 1954. C’è un’aria strana e carica di attesa in città. Non è soltanto il caldo afoso che avvolge le strade del centro, ma una tensione elettrica che corre tra i bar di San Siro e i tavoli degli uffici di Corso Venezia. Il Milan sta preparando nell&#8217;ombra il colpo destinato a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">​Milano, estate del 1954. C’è un’aria strana e carica di attesa in città. Non è soltanto il caldo afoso che avvolge le strade del centro, ma una tensione elettrica che corre tra i bar di San Siro e i tavoli degli uffici di Corso Venezia. Il Milan sta preparando nell&#8217;ombra il colpo destinato a cambiare per sempre la geografia del calcio italiano ed europeo. Il presidente Andrea Rizzoli ha un&#8217;idea chiarissima in testa: vuole regalarne a Milano e ai tifosi rossoneri il giocatore più forte del pianeta, l&#8217;uomo capace di trasformare una bella squadra in un club da leggenda. Inizialmente il grande sogno della dirigenza si chiama Alfredo Di Stéfano, ma quando la complessa trattativa con il Real Madrid sfuma definitivamente, i rossoneri non si scompongono e decidono di puntare tutto sul bersaglio più grosso in circolazione. L’obiettivo ha un nome che profuma già di storia e mito: Juan Alberto Schiaffino, per tutti semplicemente &#8220;Pepe&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">​Portare Schiaffino a Milano non è una semplice operazione di mercato. È una vera e propria impresa diplomatica, un azzardo finanziario senza precedenti e, soprattutto, un atto di coraggio visionario. Siamo nell&#8217;epoca in cui il calcio sta diventando grande, e Rizzoli pretende che il suo Milan sia il protagonista assoluto di questa nuova era. Ma la domanda che tutti si fanno è una sola: come si convince l&#8217;uomo che ha umiliato il Brasile nello storico Maracanazo del 1950 a lasciare la sua terra per venire a giocare in Italia?</p>
<p style="text-align: justify">La trattativa inizia sottotraccia, lontanissima dai riflettori della stampa. Il Milan ha un piano preciso e sceglie di non muoversi soltanto con la forza dei soldi, ma con l&#8217;arma della persuasione. Il primo fondamentale tassello del mosaico si chiama Héctor Puricelli. L’ex attaccante rossonero, uruguaiano di nascita, conosce benissimo Pepe e inizia un paziente lavoro di avvicinamento psicologico. È lui a raccontare a Schiaffino di una Milano elegante che lo aspetta come un vero e proprio messia, di una squadra ambiziosa che ha bisogno della sua luce per diventare perfetta e di un club che punta ai vertici del mondo.<br />
​Il vero scoglio, però, non è convincere il giocatore. Il muro più difficile da abbattere è il Peñarol. Per il club di Montevideo e per la gente uruguaiana, Schiaffino è un monumento intoccabile, il simbolo di una nazione intera che vive e respira solo per il pallone. Cedere Schiaffino significa affrontare l&#8217;ira popolare e accusare un colpo durissimo sul piano dell&#8217;orgoglio nazionale. Ed è proprio a questo punto che la trattativa entra nel vivo, trasformandosi in un piccolo thriller internazionale.</p>
<p style="text-align: justify">Il Milan decide di giocare d&#8217;anticipo e di non sprecare un solo secondo. Mentre il mondo intero guarda con fiato sospeso i Mondiali in Svizzera del 1954, il dirigente rossonero Mimmo Carraro riceve dal presidente un ordine tassativo: non rientrare a Milano senza la firma sul contratto. Carraro parte e riesce a infiltrarsi nel blindatissimo ritiro dell’Uruguay a Hilterfingen. Sono giorni infuocati fatti di incontri clandestini, messaggi sussurrati nei corridoi degli alberghi e infinite telefonate transoceaniche con la sede rossonera.<br />
​Per convincere i dirigenti del Peñarol a cedere il loro gioiello più prezioso, il Milan decide di far saltare il banco. La società mette sul piatto una cifra che all&#8217;epoca appare del tutto folle: 52 milioni di lire. Per comprendere l&#8217;impatto di quel numero, basta pensare che si tratta del record mondiale assoluto di spesa mai registrato fino a quel momento per un calciatore. Una somma da capogiro, che fa tremare i polsi ai dirigenti uruguaiani e accende improvvisamente le fantasie dei tifosi milanisti.</p>
<p style="text-align: justify">La trattativa non è fatta soltanto di numeri e di assegni. C&#8217;è un fattore umano decisivo: Schiaffino è un uomo colto, estremamente riservato, quasi un intellettuale prestato al gioco del calcio. Non cerca unicamente il guadagno economico, ma pretende un progetto tecnico serio. Il Milan gli offre la chiave di volta dell&#8217;intera squadra, promettendogli che non sarà un semplice tesserato, ma il regista e il direttore d&#8217;orchestra di un gruppo destinato a dominare la scena. Pepe capisce che il treno per l&#8217;Europa passa una volta sola nella vita e accetta la sfida.</p>
<p style="text-align: justify">​A Montevideo, intanto, la notizia del trasferimento ufficiale viene accolta come una tragedia nazionale. I giornali locali titolano a lutto, la gente scende in piazza per protestare contro la dirigenza del Peñarol, accusata di aver venduto l&#8217;onore della patria per pugno di milioni. Ma ormai la macchina rossonera ha chiuso ogni passaggio. Il contratto è firmato, i soldi sono arrivati e Schiaffino sta già preparando le valigie per volare verso l&#8217;Italia. Quando Pepe atterra finalmente a Milano, l’accoglienza in aeroporto è quella riservata ai grandi capi di stato. La folla si aspetta di trovarsi di fronte un colosso fisico, ma si trova davanti un uomo esile, dai modi gentili e con lo sguardo profondo e intelligente. Tra i tifosi c&#8217;è persino qualche scettico che sussurra con diffidenza: &#8220;Ma davvero abbiamo speso tutti quei soldi per un giocatore così magro?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">​La risposta di Schiaffino a ogni dubbio arriva direttamente sul campo, con una semplicità e una naturalezza disarmanti. Alla sua primissima partita ufficiale con la maglia del Milan trasforma il calcio in una forma d&#8217;arte pura: esordisce con una doppietta d&#8217;autore e ipnotizza l&#8217;intero stadio. Schiaffino dimostra subito di non aver bisogno di correre più degli altri, perché pensa semplicemente prima degli altri. Diventa il primo vero calciatore universale del nostro campionato, capace di organizzare il gioco con una precisione chirurgica e di distribuire palloni con la facilità dei grandissimi maestri.<br />
​L&#8217;acquisto di Schiaffino non rappresenta un semplice colpo di mercato estivo. È il momento esatto in cui il Milan sceglie consapevolmente la propria identità, decidendo di puntare sull&#8217;eleganza, sulla bellezza e su una visione di gioco che farà scuola in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify">Quell&#8217;operazione straordinaria, nata tra i corridoi di un ritiro svizzero e chiusa a colpi di diplomazia e milioni, regala al Milan tre scudetti, una Coppa Latina e l&#8217;ingresso definitivo nell&#8217;aristocrazia del calcio continentale. Ancora oggi, chi ha vissuto quell&#8217;epoca racconta quella trattativa come il giorno indimenticabile in cui il Diavolo decise di prendersi il Dio del calcio.</p>
<p style="text-align: justify">Con il racconto dell&#8217;acquisto di Schiaffino si chiude il ciclo dei miei racconti estivi, un modo diverso di vivere il Calciomercato attuale.<br />
Dal prossimo articolo ritorno a parlare di attualità e a quasi bocce ferme, del calciomercato, vi esporrò il mio pensiero sul Milan attuale. Ma se vorrete ritornerò volentieri a scrivere della nostra storia.</p>
<p>&#8220;Ora comandate Voi, ma rispettate la nostra storia&#8221; (Paolo Maldini)</p>
<p><em><strong>W Milan</strong></em><br />
<span style="color: #ff0000"><em><strong>Harlock</strong></em></span></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.milannight.com/ac-milan/ricordi-rossoneri/storie-di-calciomercato-il-capolavoro-di-rizzoli-come-il-milan-si-prese-juan-alberto-schiaffino/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">40570</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
