Fattore C

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Il fattore C per tutti è sempre e solo lui, Culovic. Chi non lo vorrebbe? E’ il perfetto dodicesimo uomo in grado di cambiare le sorti di una partita con carambole improbabili, sbananate degli avversari o un gol fatto con l’unico tiro in porta. Culovic è tutto ciò a cui ti aggrappi in situazioni sfavorevoli e servirebbe molto a questo Milan, ma il fattore C di cui parlo è un altro e inizia con la coppia Conti-Cutrone.
Andrea Conti è il mio personale beniamino fin dal suo arrivo. Non potete nemmeno immaginare quanto mi sia dispiaciuto per quel “doppio” infortunio che lo ha messo fuori causa per un tempo a me parso infinito. Contro la Sampdoria ha giocato il suo terzo spezzone stagionale da quando è stato dichiarato clinicamente guarito, un minutaggio finora basso ma non sono un medico per potermi esprimere a riguardo. Per me l’importante era rivederlo muoversi con la leggerezza che lo contraddistingueva sulla fascia destra e quella sana voglia di attaccare la profondità e l’area avversaria che gli era propria. “Dai Andrea, torna a macinare quella fascia!”, questo era tutto il mio desiderio, ma mi ha regalato qualcosa di meglio perché Cutrone alza il braccio e lui gli serve un assist al bacio, così, in scioltezza, come se l’infortunio non fosse mai esistito. Gioia doppia. Cutrone ha segnato, ma soprattutto Andrea gliel’ha messa lì come se avesse giocato fino a ieri. Conti e Cutrone, Cutrone e Conti, una coppia che potrebbe fare le nostre fortune soprattutto quando ti ricordi che insieme totalizzano 45 anni.
Conti potrà essere il nostro fattore in più perché la sua attitudine al gol e a far segnare è mancata a questa squadra.Il suo rientro graduale potrà davvero darci una grossa mano perché problemi ne abbiamo parecchi, ma abbiamo delle carte ancora coperte in grado di modificare l’esito della partita.

foto Matteo Gribaudi/Image Sport

Patrick Cutrone invece è lì da vedere da parecchio tempo e ne conosciamo a menadito pregi e difetti. Ti fa incavolare perché non riesce a tener palla, far salir la squadra o cose simili, ma ha una voglia di spaccare tutto molto casciavìt, perché sa di dover lottare per guadagnarsi quello che la sua tecnica non eccelsa gli preclude e lo fa con un senso del gol e una voglia encomiabile. Questo ragazzo di 21 anni appena compiuti, mai dimenticarlo, in un’altra squadra o in un altro campionato avrebbe titoloni a non finire e valutazioni tipiche degli enfant prodige: 70 partite in rossonero per un totale di 27 gol in 3878 minuti per una media di un gol ogni 144 minuti. A 21 anni, in una squadra non esattamente zemaniana.
Questi sono i numeri e da lì non si schioda la valutazione di un attaccante. Si dice sia più efficace quando subentra a partita in corso ma non è così: 13 gol in serie A, 12 da titolare. La verità è che deve essere servito in un certo modo ed un certo tipo gioco è a lui più congeniale rispetto ad un altro. Patrick non saprà tenere un pallone, difficilmente riesce a prendere fallo, ma ha 21 anni ed il tempo per migliorare, perché guardando il resto viaggia già su ritmi altissimi riuscendo a prendere i difensori sul tempo come solo i grandi riescono, perché possono non far nulla per novanta minuti poi i tuoi difensori fanno un piccolo errore, una sbavatura, e te lo vedi già lì che esulta.
Il fattore C per me è anche Mattia Caldara. Altro infortunato di lungo corso come Conti, e come il lecchese, altro giocatore che ho imparato ad apprezzare molto. Ogni anno in tutte le squadre in cui ha militato non è mai partito benissimo ma alla fine ha sempre avuto ragione lui e sono pronto a scommettere sulle doti di Mattia Caldara. Anni 24.
C’è poi quello che sembra un po’ il calimero della situazione, ma che nella rosa ci sta tranquillamente ed è Davide Calabria di anni 22. Non è un fuoriclasse, non ha il fisico che ti aspetti da un terzino, ma durante l’assenza del titolare Conti ha saputo dare un onesto contributo come ogni dodicesimo uomo che si rispetti. Non è un fenomeno, è un ragazzo uscito dalla primavera come Patrick Cutrone, un ragazzo che quei colori li sente.
Infine c’è l’ultimo tassello del fattore C, il Capitano. Alessio Romagnoli di anni ne ha 24, anche lui appena compiuti, ed ha rinnovato il contratto nel periodo più difficile della passata stagione quando tutto sembrava sgretolarsi perché il futuro era indecifrabile. Lo ha fatto e stop, senza tanti casini o giri di parole. Non ha abbandonato la nave, anzi, qualche mese più tardi ha accettato la fascia da capitano in un momento complesso, difficile, ossia dopo la partenza del voltagabbana e anche quest’anno ha suonato la carica più volte come sa fare un vero capitano. E’ buono, forte o fortissimo? Decidete voi, intanto è un capitano come te lo aspetti.
Questo è il nostro fattore C composto da 5 giocatori con una media di 23 anni, ragazzi italiani che potrebbero andare a formare quel nucleo all’interno del club capace di ridarci un futuro nonostante oggi si veda tutto nero. C’è poi Donnarumma che di anni ne deve compiere 20. Sarà perché non trovo una “c” da nessuna parte, ma non riesco a scommettere sulla sua permanenza. Se mi sbagliassi (e lo spero con tutto il cuore) sarebbe il sesto elemento di una base davvero importante perché quando mancano i campioni assoluti il primo modo per crescere è avere a disposizione un blocco da cui partire, un punto di riferimento all’interno di una spogliatoio che quei colori li ha scelti davvero, li ama o li ha voluti sposare anche nelle difficoltà. Poi c’è sempre Culovic e speriamo che stasera giochi con noi!

Forza Milan

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.