Facile, troppo facile

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Anch'io vorrei andare oltre. Oltre al giramento di scatole...

Se arrivi in ufficio il lunedì mattina ed il collega Interista, quello con cui discuti spesso, a volte anche aspramente, ti accoglie quasi dispiaciuto e inizia con: “Però a termini di regolamento, il rigore ve lo dovevano dare, ne hanno dati di molto peggio…”, la ferita brucia. La pietà altrui fa male più della sconfitta, più della partita scialba, molle ed inconsistente. La pietà altrui fa male perché certifica che gli avversari hanno capito che non sarai un problema, che anche per quest’anno non sarai un avversario per i posti che contano, perché non avrai argomenti e ti toccherà subire per l’ennesima volta. Questo il rientro al lavoro. Oltre il danno le beffe. Preferivo quando mi rompeva le scatole e cercava, inutilmente, d’inzigarmi con qualsiasi scusa, così è troppo facile.

Il trequartista lo abbiamo visto. Col binocolo…

Il calcio non è un gioco di scacchi. Strategia ? Modulo ? Schemi ? Per carità servono anche quelli, non lo nego, ma contano di più grinta, applicazione, concentrazione, determinazione e velocità. Soprattutto velocità. Puoi fare tutto bene, anzi benissimo, ma se lo fai lentamente e lasci all’avversario il tempo di pensare ti ritrovi come Domenica. Ti infrangi contro una difesa sempre perfettamente schierata con tutti gli spazi intasati e senza possibilità di manovrare davanti all’area per cercare l’imbucata, l’azione ficcante o il tiro da fuori e ti ritrovi a far girare palla (oltre che le palle dei tifosi) dalla difesa né più né meno di come si faceva l’anno scorso. Non è stato lo spostamento di un pezzo sulla scacchiera a fare la differenza, anzi… Certo se hai Messi, Xavi ed Iniesta non c’è difesa schierata che tenga ma con Messi ed i due fuoriclasse spagnoli per allenare basta saper stare compostamente seduti sulla panchina e stare muti, non serve nemmeno conoscere le regole, anzi, non serve nemmeno sapere che si sta giocando al calcio. Contro di noi, all’Udinese, è bastato fare il compitino e nulla più. Si poteva anche non perdere, se kessie non si addormentava o Donnarumma avesse fatto un altro mezzo miracolo, persino vincere se fossimo arrivati agli ultimi minuti sullo zero a zero, quando ai Friulani cominciava a scarseggiare l’ossigeno. Sarebbe cambiato qualcosa ? Si; il risultato, il morale, le certezze che ti danno i risultati positivi ma, volendo essere onesti, la sostanza sarebbe rimasta quella. Iniziare un campionato così è devastante, inutile negarlo, inutile cercare scuse, ma non è un buon motivo per mandare in vacca tutta la stagione senza nemmeno provarci. Rinunciare prima ancora di iniziare è troppo facile.

Se la partita è stata una sofferenza le dichiarazioni del dopo sono state ancora peggio. Vedere Giampaolo che balbetta e tiene gli occhi bassi come un cane bastonato è un brutto segno, per quanto non inaspettato. Se l’allenatore che insegna calcio (lo dicono tutti, o meglio, lo dicevano tutti fino alle 18:00 di Domenica) ripudia il suo modo di giocare e dichiara di fatto che dei suoi giocatori non ci ha capito una beata in due mesi è anche peggio.  Certo che se ci metti due mesi per scoprire che l’uomo sul quale hai basato il tuo gioco non è adatto ai tuoi schemi la faccenda si fa spessa. Non vorrei infierire ma l’endorsement l’ha fatto Lui. E, sempre per essere onesti, mi frega zero se la decisione è stata sua o glie l’ha fatta digerire la società vista l’impossibilità di venderlo per mancanza di compratori. Se accetti il gioco, mi spiace, ma la colpa è comunque la tua. Francamente da questo punto di vista preferivo Gattuso che almeno ha avuto spesso (anche se non sempre) il coraggio delle sue scelte, per quanto a volte sciagurate, e che nelle conferenze stampa si dava di cilicio, ma almeno non smentiva sé stesso, nel bene e nel male. Ma, il pesce puzza dalla testa e, mi dispiace ripetermi, se scegli un allenatore che non ha tradizione, che non ha mai allenato una squadra di prestigio, venendo da esperienze quantomeno altalenanti e che vede il passaggio in un club blasonato, anche se in difficoltà e senza grandissime prospettive a breve, come l’occasione della vita è chiaro che hai cercato uno disposto a sposare le tue scelte, gli piacciano o meno. Questo hanno voluto e questo hanno ottenuto. Adesso che facciano di conseguenza; voltarsi dall’altra parte sarebbe troppo facile.

Pregiamo il nostro Dio che sia buono, per davvero…

Ho voluto fidarmi di Zvone e Paolo. Soprattutto di Boban per la verità. Non perché è un ex, anzi, la storia del Milan ai milanisti mi avrebbe abbondantemente scardinato gli zebedei, ma perché lo ritengo un uomo di grande intelligenza, carisma e determinazione. Anche con le palle ben temprate per la verità. Pure di “grande fascino”, come sostiene giustamente Larry, un fascino a cui il tifoso rossonero fa fatica a resistere ed infatti non ho resistito. Bene, questo è il momento di dimostrare che la fiducia è stata ben riposta. Questo è il momento dove deve prendere per mano un allenatore che difetta sul piano della personalità proteggendolo nei confronti dei tifosi, della stampa e, soprattutto, nei confronti dei giocatori. Rimango dell’idea che se i giocatori intravedono nel tecnico debolezze e titubanze, se lo percepiscono come debole o delegittimato, se lo mangiano in un attimo e lo spogliatoio scade nell’anarchia. E’ un lusso che non possiamo permetterci. Quindi, caro Zorro, sono qui in attesa di sentirti ribadire che l’allenatore non è stato un ripiego ma una scelta tecnica ben precisa, che per Voi era il migliore del mondo per il vostro progetto (magari, se ti avanzano quei cinque minuti, spiegaci bene qual’è il progetto), che, anche se l’esordio è stato brutto, credi nel suo modo di allenare e di giocare, che si va avanti imperterriti, che non sarà certo una partita “sfortunata” a cambiare le sue idee ed il suo credo calcistico, che le scelte tecniche saranno solo sue e Voi vi fiderete ciecamente. Mi aspetto pure, anche se non lo sapremo mai, che tu prenda i giocatori per le orecchie, dall’alto della tua immagine, e sia esplicito. “L’allenatore lo ha scelto la società, lui comanda e Voi ubbidite e se fate cagare, se non sputate sangue, se remate contro, son tutti cazzi vostri, la panchina e la tribuna sono sempre al loro posto e c’è spazio per tutti”. Se andrà male almeno si sarà preso anche lui le sue responsabilità, visto che il mercato l’hanno fatto lui stesso e Maldini e non mi vengano a raccontare che è stato condiviso. Forse in parte si, ma darei l’ultima Marlboro per sapere che giocatori avrebbe voluto, e probabilmente chiesto, Giampy. Quindi, comunque vada, abbiano almeno il coraggio di condividere le responsabilità e non solo i meriti se mai ce ne saranno. Ci mettano la faccia adesso prima che sia troppo tardi. Se hai le palle, come hai sempre tenuto a far intendere, le cose troppo facili non possono piacerti. Se, come ho sempre sostenuto, l’esito di una stagione dipende da tutto l’insieme di giocatori, allenatore, staff, società, dirigenza e non c’è mai un solo colpevole o un solo meritevole, questo è il momento di dimostrarlo. Questo è il momento di dimostrare che ci credete Voi per primi. Poi possiamo parlare del mercato (se si farà ancora mercato…), di mettere in campo questo giocatore anziché quell’altro, se usare o meno il trequartista (ammesso di trovarne uno ben adattabile), di schemi, di gioco, della preparazione e di tutto quello che volete. Ma poi…  Prima mi aspetto l’assunzione di responsabilità. Avete voluto la bicicletta ? Adesso dovete pedalare ed anche di buona lena e davanti al gruppo. Se lo farete noi tifosi, che siamo il gruppo,  Vi seguiremo, altrimenti sarà il solito refrein e pagherà la solita vittima sacrificale come successo troppe volte nel recente passato. I risultati li abbiamo visti, forse è il momento di cambiare sistema, altrimenti è…

Troppo facile…

PS: Mi scrive SEAL, uno che di calcio se ne intende per davvero. “Axel”, mi dice, “sai che questa squadra sarebbe perfetta per Gasperini ? prova ad immaginare: Donna – Musa, Caldara, Romagna – Conti, kessie, Benny, Paq, Theo – uno molto tecnico, Piatek. Al quarto ci arriva facile…”. Se lo dice SEAL gli credo sulla parola. Rispondo: “Manca quello molto tecnico ma hai ragione. Beh, poco male. Prima giampy studierà gli schemi di Gasp, poi riscriverà il nuovo manuale del calcio sulla base di queste innovative e rivoluzionarie idee. Manderà le bozze alla redazione della Treccani, che si periterà, dopo averlo passato ai correttori, di stamparlo in edizione lusso aggiungendo 26 volumi alla nota enciclopedia. Una volta ricevuta a Milanello una copia della seconda edizione (purtroppo la prima è andata a ruba), il buon Giampy, volumi alla mano, insegnerà ai suoi collaboratori che a loro volta terranno lezione ai giocatori. Una volta completate queste operazioni preliminari, quando gli studenti avranno imparato il credo a memoria, saremo finalmente pronti ad iniziare gli allenamenti. Dopo aver fatto ripetere 2.144 volte l’ingresso in campo, per avere la certezza che ognuno si posizioni nella matt…, ops casella, corretta, si inizierà con i movimenti. Per questo ci vuole poco. Solo 13.789 ripetizioni per ogni giocatore. Poi si passerà alle riserve che dovranno eseguirne 41.367 perchè potrebbero ricoprire ognuna tre ruoli diversi. OK, adesso ci siamo, basteranno quelle 3/400 amichevoli per mettere in pratica il tutto più una decina di tornei per acquisire il ritmo partita. E’ fatta ! pronti, partenza e via, verso la gloria imperitura… e siamo solo all’anno domini 2146. Facile nevvero ? troppo facile…”

FORZA MILAN

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.