Elmetto in testa e cuore oltre l’ostacolo

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Nel mio post di settimana scorsa ho sottolineato come una vittoria larga e comoda fosse sentita come impellente necessità, non solo da me ma dall’ambiente in generale, come mirabilmente raccontato anche nell’ottimo pezzo di ieri del buon Axel. Finalmente e fortunatamente il dimesso Cagliari di San Siro si è rivelato avversario perfetto per fare finalmente avverare questi desiderio, ovviamente anche grazie alla brillante prestazione dei ribaldi giovinotti in maglia rossonera che hanno da subito fatto capire l’antifona ad avversari e spettatori.

Una boccata d’aria utilissima per avere più certezze in vista di uno snodo fondamentale della stagione, che avrà luogo sabato sera a Bergamo allo stadio Atleti azzurri d’Italia: si andrà a sfidare la lanciatissima Atalanta di Gasperini che a mio parere, dopo la Roma, è la prima sfidante del nostro Milan per il quarto posto utile per la tanto agognata Champions League. Uscire indenni o meglio ancora vincere in terra bergamasca rappresenterebbe una importante svolta in vista del periodo decisivo della stagione, che storicamente va da marzo a maggio.

Dalla partita con Cagliari si esce con diverse certezze che si stanno consolidando di partita in partita pur nella dimensione, mai da dimenticare, di una squadra molto giovane e che quindi ahimè talvolta può inciampare appunto in errori di maturità di cui non bisognerà stupirsi e su cui non ci si dovrà accanire qualora capitassero.

Una certezza inizia ad essere, ma ho paura a sbilanciarmi troppo visto il soggetto e vista la mia innata scaramanzia, Gigio Donnarumma: sulla soglia dei vent’anni (che compirà tra un paio di settimane), il fratello di Antonio sembra ben avviato a compiere un salto di qualità importante nella propria carriera, assumendo un profilo di sicurezza sempre maggiore e fungendo da guida per i compagni che paiono fidarsi del proprio portiere in modo crescente. Anche contro i rossoblu di Maran ha sfoderato almeno un paio di interventi di grande profilo. Sabato prossimo anche per lui dovranno esserci elmetto, cuore caldo e mani fredde contro Zapata e compagni. L’ennesima prova di maturità per un predestinato che si avvicina alla primavera della definitiva fioritura.

Una parte delle critiche a Gattuso, spesso giustificate e in buona fede ma altrettanto spesso frutto di prevenzione e accanimento ingiustificato, si basa e si è basata sulla sua prudenza ad inserire nella squadra i giocatori appena arrivati in rossonero. I casi Bakayoko e Paquetà dimostrano invece che il buon senso di Rino e la sua profonda conoscenza del calcio e delle anime dei calciatori ha la meglio su una vulgata che lo accusa di pavidità sui neoacquisti.

Bakayoko per diverse ragioni aveva bisogno di tempo per capire come stare in campo, come muoversi, come inserirsi in un campionato sconosciuto, in un modulo poco frequentato nelle altre squadre presenti nel suo curriculum e in un calcio diversissimo da quello francese e inglese. Certamente l’infortunio di Biglia ha dato una mano sia a lui nel non avere concorrenti (e quindi nel potersi permettere qualche errore senza il fiato sul collo di un contender come l’argentino) sia a Gattuso nel lanciarlo ma è ormai solare come la strategia del mister sia stata vincente e come la pazienza predicata ad inizio campionato fosse davvero necessaria. Come sempre apprezzabile nel buon Rino anche la capacità di fare muro con le proprie parole e il proprio carisma difendendo a spada tratta i propri giocatori diventando per loro un punto di riferimento emozionale e carismatico. Proprio Timouè dovrà essere una guida nella trincea bergamasca di sabato sera, nell’intimidire i gasperiniani, controllarne le temibili folate e ripartire con strapotere fisico.

Quello di Paquetà è un caso totalmente diverso: le sue caratteristiche, la sua qualità, la sua capacità di essere un brasiliano molto europeo, la situazione della squadra molto più consolidata a gennaio rispetto ad agosto, gli hanno consentito di essere lanciato da titolare pronti via a Genova in Coppa Italia e di non uscire più dall’11. Il che dimostra come non si possano applicare strategie con la carta carbone da un caso all’altro, da un calciatore all’altro, da uno scenario all’altro, da una persona all’altra. Anche se da una prima occhiata distratta potrebbe non sembrare, il ragazzo è uno che la gamba non la toglie e che con l’elmetto in campo ci sa stare eccome. La sua capacità di tenere la palla, di cambiare il ritmo dell’azione e di giocare di prima saranno imprescindibili nell’arena nerazzurra, per portare a casa un risultato soddisfacente.

Non so se si sia vagamente intuito il fatto che ritenga la prossima partita di campionato come FONDAMENTALE per il prosieguo della nostra rincorsa a uno dei due obiettivi stagionali, probabilmente il più importante per la nuova proprietà del Milan. Parliamo senza dubbio di una sfida molto complicata, in uno stadio da sempre ‘bollente’, contro una ottima squadra che annovera nelle proprie fila un attaccante che definire in stagione di grazie risulta eufemistico. Detto ciò sono e rimango moderatamente ottimista ma fortemente scaramantico quindi non andrò oltre a raccontarvi le mie sensazioni. Vi dico soltanto che sto vivendo l’avvicinamento a questa partita in maniera molto ma molto intenso.

Devo dire che il moderato ottimismo deriva, tra le altre ragioni, anche dalla (apparente) grande unità del gruppo che traspare sia dagli atteggiamenti sul campo sia dai social, che ormai volenti o nolenti sono diventati una buona cartina tornasole su alcune situazioni extra campo. In più la dipartita dell’ingombrante (in tutti i sensi) Higuain sembra aver reso più omogenea la squadra e di conseguenza più compatta e capace di reagire anche ai periodi e agli episodi meno positivi, oltre che di andare sciabola in mano in una trasferta come quella in terra orobica (aridaje!) e farsi valere.

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO. LA NOSTRA LOTTA E’ COMINCIATA ORA

Raoul Duke

ps: per Empoli-Milan è in palio un biglietto del Secondo Verde per vedersi la partita a San Siro. Accorrete e scrivete come sempre una mail a raduno.milannight@gmail.com

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!