El Sciur Brambilla e’l Sciur Fumagalli…

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Premetto che la partita di Sabato mi è piaciuta e non solo per il risultato finale. Non un gioco scintillante, ma una partita vinta con la giusta carica agonistica, giocata con i nervi, la concentrazione e tanta determinazione prima che con il gioco. Una partita in cui ha vinto la maggior voglia di vincere. Magari non sarà stata un grande spettacolo calcistico ma si vince anche così. Un atteggiamento prudente ma mai rinunciatario con un Milan che ha mostrato attributi ed unità d’intenti, come peraltro aveva già fatto una settimana prima in quel di Torino. Tre punti, a mio modo di vedere, indiscutibilmente meritati. Dopo un primo tempo sostanzialmente pari per gioco ed occasioni la svolta avviene nel secondo quando, complice il doppio infortunio di Romagnoli e Calabria, Gattuso pensa bene di non limitarsi ai cambi “canonici”, centrale per centrale ed esterno per esterno, ma decide, tra lo sbigottimento di molti tifosi (mi ci metto per primo) di cambiare il modulo. Difesa a tre e centrocampo a quattro, il tutto per portare Calha e Suso più vicino alla punta quindi molto più nel vivo del gioco alzando nel contempo di 15 metri tutta la squadra che rimane sempre compatta. Risultato: un pressing portato ad intermittenza ma con intelligenza (non siamo la squadra che può reggere il pressing asfissiante per tutti i 90’) che dà i suoi frutti facendoci giocare molto più vicino alla loro area, facendoci recuperare prima e meglio il pallone ed impedendo di fatto alla Lazio di utilizzare le sue qualità di palleggio. Questa volta in contropiede viene colto Inzaghino che non capendoci granchè si fa prendere dal nervoso pensando bene di farsi espellere per la solita sceneggiata da comare isterica anziché guidare la squadra cercando qualche contromisura alle mosse di Gattuso.

Il gioco è quello che è ma la squadra l’abbiamo ritrovata

Pur creando di più però, questo va detto, non riusciamo quasi mai ad essere pericolosissimi e la sensazione che ci manchi sempre qualcosa c’è ma c’è anche il rigore, l’episodio che, una tantum, ci dice bene. Per il resto bene anche il finale. Da tifoso ho contato i secondi col cuore in gola ma tutto sommato non abbiamo rischiato più di tanto. Fine della storia, con tre punti preziosissimi in saccoccia che ci permettono di continuare la corsa al quarto posto.

Da oggi chiamatelo “Immensoko”

Il post di Larry di settimana scorsa mi ha fatto molto riflettere. Riassumo. Se dopo 32 giornate siamo ancora lì non può essere solo demerito degli avversari, il caso, le congiunzioni astrali o la “fortuna” (che peraltro fino ad ora non ci ha detto sto gran bene). E’ segno che in questa squadra ci sono dei valori e delle qualità. Magari non quelle, e sicuramente non tutte, che vorremmo ma qualcosa c’è. Ci aggiungo un pensiero. Dalla ripresa del campionato, dopo la sosta, in questa infinita corsa al ciapa no, si sono alternate come l’avversaria più pericolosa per  il quarto posto Roma, Lazio ed Atalanta. Ma quella contro cui giocarsela, quella su cui provare a fare la corsa, è sempre stata il Milan. Un pensiero confortante. Di contro non do nulla per scontato perché questa squadra ha oramai dimostrato di poter fare di tutto. Nel bene e nel male. Non fosse stato così, visto l’andamento delle altre, saremmo in una posizione molto più confortevole se non addirittura già di fatto certi della qualificazione. Inutile piangere sul latte versato e andiamo avanti sperando che la compattezza, riacquistata quando sembrava perduta, sia il carburante giusto per arrivare all’obiettivo.

scusate ma… Di che stiamo parlando ?

Non nascondo il fastidio per le polemiche del dopo partita. Sembra che la regola sia quella di fischiare (e VARizzare) contro il Milan. Laddove un arbitraggio è neutro, laddove dà (a detta dei più, anche quelli che un gran bene non ce lo vogliono) quello che deve a chi lo deve, è scandalo. Il paradosso è che la normalità è fischiarci contro e contro questa normalità non si può e non si deve andare. Se poi tale Tare si permette di contestare Sheva iniziando con un “chi ha giocato al calcio sa che…” siamo alla follia. A che avrebbe giocato Sheva nella sua carriera, a Flipper ? Lasciamo stare che è meglio. Del dopo partita preferisco non parlare. Se di fronte ad una rissa scatenata proditoriamente la notizia è la goliardata (per quanto di gusto parecchio discutibile, non lo nego) dell’esposizione della  maglia di Acerbi non commento limitandomi al canonico “tanto rumore per nulla”. Sarebbe meglio pensare alle cose importanti. A chiudere la cosa ci hanno pensato i protagonisti stessi (Acerbi; Chapeau !), dandosi appuntamento sul campo, l’unico posto che conta davvero per chi vive lo sport con passione.

serve aggiungere altro ?

Chiudo riportandovi uno strano articolo che mi colpisce. Parla di due conoscenti (che per motivi di privacy chiamerò Sig. Brambilla e Sig. Fumagalli) che si trovano ambedue ad essere perseguiti per un presunto reato fiscale apparentemente simile. Al primo la finanza propone un patteggiamento. Il Sig. Brambilla ci pensa un attimo sopra poi decide di accettare, paga quanto concordato e la storia, per quanto non certo indolore, dopo il suo iter naturale, finisce li. Il Sig. Fumagalli invece, convinto delle proprie ragioni, decide di non accettare il multone che la gdf gli commina. Ricorre in tribunale e vince la prima causa in quanto il giudice considera sproporzionata la multa e rimanda il tutto alla gdf. Passa poco ed arriva la multa in versione un poco edulcorata. Il tizio ci ragiona e, dopo aver conferito con il suo avvocato, decide di ricorrere nuovamente. Mentre si attende che il nuovo ricorso arrivi nelle mani del giudice capita che arriva una nuova notifica. Nulla a che vedere con la prima, sostengono gli uomini in giacca azzurra, quando si presentano. Il Fumagalli questa volta è davvero spazientito e replica all’ufficiale: “senta, non so cosa vi abbia fatto per essere bersagliato in codesto modo. Ve l’ho già spiegato. L’azienda l’ho comprata in queste condizioni e non posso farci nulla se la precedente proprietà ha evaso l’IVA, fatevela con loro. L’IVA la pagherò tutta ma dovete lasciarmi il tempo minimo necessario. Le more, le multe non le pago, non sono cazzi miei. In ogni caso se mi comminate un verbalino “formale”, giusto perché non potete fare a meno di emetterne uno (dovete pararvi il culo anche voi, lo capisco) posso pure accettarlo ma se insistete col chiaro intento di dissanguarmi sappiate che non sono disposto a subire e darò immediatamente mandato al mio avvocato di ricorrere nuovamente e nel frattempo vi cito per abuso d’atti d’ufficio. Chiaro ? Inoltre, così, per togliermi lo sfizio, rendo pubblica la vicenda presso tele e giornali e vi sputtano a morte”. Fino a qui solo una delle tante storie di ordinaria follia e non si sa come andrà a finire. La cosa che mi incuriosisce non è  la faccenda in se ma il fatto che il sig. Brambilla, quello che ha accettato il patteggiamento, spalleggiato dalla pletora maleodorante di familiari ed amici, si è scagliato contro il Fumagalli. “Io ho pagato, duramente, e ne ho subito per anni le conseguenze, adesso devi pagare anche tu !”. Questo il tono dello sproloquio. “Scusa” replica il Fumagalli con calma olimpica ma con una decisione che non ammette replica. “Perché non hai rischiato e fatto ricorso anche tu ? Chi te lo impediva ? Forse avevi qualcos’altro da nascondere ? No, tutto sommato non lo credo, è solo che ti andava bene così. Hai fatto la tua scelta, quella di non rischiare, Io ho fatto la mia quindi, alla fin dei conti, da me che vuoi ? Non sarebbe meglio ti limitassi ai fatti tuoi anziché mettere il naso in cose che non ti competono ? o rode il culo dover ammettere che potevi fare le cose diversamente e magari era meglio ? o hai paura della mia concorrenza ?”. Non ho la più pallida idea di come finirà la storia. Vincerà il Fumagalli o la gdf ? saranno confermate le multe alle quali dovrà aggiungere i costi legali, le  more e tutto il cinema o se la caverà con una assoluzione o, al massimo, con una reprimenda del giudice ? sapete, di quelle tipo: “sei stato cattivo ma ti perdoniamo basta che non lo fai più…”. Spero finisca bene per il Fumagalli altrimenti per lui saranno guai seri ma, non so perché, questo articolo mi ricorda qualcosa. che dite ? sono uno spudorato mentitore ? fate Voi …

FORZA MILAN e, per oggi, FORZA AJAX

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.