Defcon 2

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Allarme rosso. In stato di Defcon 2, di solito il presidente fa un discorso alla Nazione, avvisando tutti che sta per entrare in guerra. La partita di domenica a pranzo ha portato la nostra soglia di attenzione a livelli alti, anzi altissimi. Oggi, come mai negli ultimi anni, l’obbiettivo quarto posto è a portata di mano, pertanto si deve convergere tutte le forze e stringere le fila per non farsi trovare impreparati. Da domenica inizia un nuovo campionato. Il valore della rosa, dell’allenatore e della nuova società sarà messo a dura prova e solo davanti alla reazione, capiremo di che pasta saremo fatti.

 SQUADRA – Non mi stupisco dei risultati che sta ottenendo ma non sono nemmeno così tranquillo. Il gruppo è compatto, lo si vede. Nonostante esternamente si cerchi in ogni modo di minare le certezze chiamando a raccolta vedove e vedovelle di presunti centrocampisti bolliti e stracotti che si abbinano molto bene con il clima attuale. Magari ben accompagnati da una polenta e un bel fiaschetto di vino rosso. La moria che ha colpito la squadra avrebbe messo in difficoltà qualsiasi rosa, invece nel momento più difficile, sono venute fuori delle prestazioni, non eccelse, ma estremamente efficaci che hanno tenuto in piedi la stagione. Sugli scudi, a fasi alterne, nelle ultime settimane si sono succeduti uomini forse fin troppo presto bollati come “pacchi”. Questo perchè ormai siamo talmente tanto assuefatti al letame del Giannino che abbiamo la bocca ancora amara e non ci permette di vedere le cose con lucidità. Bakayoko e RRodriguez non saranno dei fenomeni ma sono dei buoni giocatori. Questo, per me, è già un punto di partenza non indifferente. Bollare questi due come dei Bertolacci qualsiasi e/o Traorè non è una buona scelta. In questo Milan ci stanno e sono anche discretamente importanti. Lo svizzero dimostra una duttilità e una sicurezza nel ruolo che non è così facile da trovare a cifre normali sul mercato. Il franco-ivoriano, anche per colpa di un utilizzo non propriamente corretto, ha avuto delle difficoltà a prendersi il centrocampo. Ma sfido chiunque ad arrivare in una squadra che ogni anno ha diversi problemi ed imporsi subito. Anche perchè se si imponesse subito, avrebbe delle qualità ed un valore per il quale il Chelsea non lo lascerebbe in prestito. Oggi, non possiamo avere “certi giocatori”, prima ce lo mettiamo in testa e meglio è. Però possiamo avere “dei giocatori” che è già un bel salto rispetto ad avere delle piaghe invereconde. Tutti, ora, devono continuare a remare dalla stessa parte per mantenere una posizione di classifica che è fondamentale per la crescita sportiva ed economica. Di certo possiamo sancire in maniera definitiva che gente come Bertolacci e Borini, non sono adeguati nemmeno a questo Milan. Sono di un’altra categoria, per motivi diversi sono due che dovrebbero essere inseriti nelle rose di squadre che lottano per la promozione in serie A. Il primo è un oggetto non identificato che pascola per il campo, riuscendo ad andare in apnea anche contro dei dopolavoristi come i ragazzi del Dudenlange che se lo sono mangiato, digerito e… L’altro, che vaga e corre per il campo senza un motivo preciso e che rappresenta quella che io definisco l’inutilità-duttile. Di tutto un pò ma niente di nulla. Chi mi sa dire che ruolo ha Borini?

ALLENATORE – Oltre a vederlo dimagrito in viso, il buon Rino sta facendo di necessità virtù e nelle difficoltà sappiamo che lui si esalta. Stiamo, finalmente direi, vedendo sempre meno questo possesso basso stucchevole e pericoloso che ci ha messo tante volte in difficoltà ad inizio stagione. Le assenze hanno obbligato delle scelte ma si sono rivelate azzeccate e il modulo in continuo cambiamento, per ora, non sta stravolgendo gli equilibri delicati di questa squadra. A me questo Milan inizia a piacere. Lo contestualizzo, per quello che non mi aspetto un gioco all Sarri e/o Klopp. Lo contestualizzo al periodo storico, alla rosa, all’allenatore e alle capacità di poter lottare per certi obbiettivi. Anche a me piacerebbe vedere il dominio delle partite per 95 minuti. Anche a me piacerebbe arrivare al 65° bello rilassato sul divano avanti di tre gol sull’avversario. Ma questo non è possibile, attualmente. Non si può chiedere la Luna ad una squadra che sta già facendo molto di più di quello che potrebbe. La rosa è da quarto/sesto posto. Non siete d’accordo? Le attuali concorrenti, Lazio e Roma, stanno attraversando un momento di difficoltà per diversi motivi. Ma non mi sembrano, soprattutto i biancocelesti, così superiori a noi. Gattuso deve essere bravo a tenere alta la tensione perchè, oggi raggiunto il quarto posto in solitario, ci sono probabilità che qualcuno si senta arrivato, è già successo in passato. Troppa gente non abituata a stare a certe altezze. Pertanto si continui con scelte, anche impopolari o rischiose ma la posizione va difesa fino alla fine.

SOCIETA’ – Non giudico ancora il lavoro di Leonardo e Maldini, visto che sono arrivati in corsa e con diverse difficoltà. Al posto di trovarsi CR7, già preso e quasi presentato dal magnifico duo MiraFax, si sono trovati con i soliti Lapadula & C. reduci dai sontuosi mercati del Condor, che nonostante gli anni rimangono invendibili, incedibili ed impresentabili. Stanno facendo un buon lavoro anche se mi piacerebbe che si iniziasse a guardare anche aldilà dei famosi “ritorni” che fanno sempre molto regime B&G. Il Milan ai Milanisti. Ecco, anche no. Stop. Bene Paquetà che sarà bello scoprire appena approderà a Milanello ma, soprattutto, bene iniziare a cercare centrocampisti, visto che il ruolo in casa è decisamente mal coperto. Anni di finti mercati ci hanno spolpato del centro nevralgico del gioco, bene focalizzare le forze (poche o tante che siano) su gente che porta mentalità, in primis, qualità e gamba di conseguenza. Adesso arriva il momento più difficile, inizia la battaglia. Su tutti i fronti. Sul mercato, in campo e fuori dal campo. Per tornare dobbiamo dare battaglia su tutti i i fronti, senza esclusione di colpi. Gli altri non ci regaleranno nulla e un Milan che può (piano piano) tornare non farà di certo felici parecchie persone. Siamo lontani, molto lontani ma oggi più che mai vanno unite le forze anche dagli USA, per dare a questa squadra quel qualcosa in più per ricominciare a vedere la luce. Due stagioni fa, un girone d’andata fatto bene ci portò a quello che è successo nelle ultime estati. Mezze decisioni, mezzi mercati, mezze scelte. Era il Giannino ma ora non si può più. La gente a San Siro è tornata con entusiasmo e voglia di Milan. Ora serve dare linfa a questo amore e la società deve lavorare proprio in quel senso.

CUTRONE Chiosa finale per un ragazzo che non ha bisogno di tante descrizioni. Ha il Milan nel cuore e lo mette in pratica sul campo e non sui social. È un ragazzo normale, che vive la sua vita da star in sordina, ma in campo non lascia mai nulla. Deve essere l’esempio per gran parte della squadra, corsa, voglia ed entusiasmo. Qualcuno che abita nella parte opposta del campo dovrebbe cominciare ad assomigliare di più a Patrick. Oggi più che mai l’esempio dal quale ripartire è lui, con o senza Ibra. Con o senza star. Il ragazzo si farà ma nel frattempo godiamoci questa scarica di adrenalina ogni volta che scende in campo.

Il Defcon è stato settato. Tutto l’ambiente lo deve rispettare, solo così metteremo un altro piccolo tassello nella ricostruzione di qualcosa che non c’è più. Allarme rosso, non si è fatto nulla. Ora comincia la guerra. Avanti tutta.

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.