Debbo

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Milan! Milan! Squatra grante, squatra mia, la domenica mi tieni cumpagnia…

Chi non ricorda la scena cult in cui Donato Cavallo sveglia tutta la famiglia con questo motivetto non prima di essersi rivolto a Cianni facendosi il segno della croce? Sono sincero, non avrò in camera l’altarino come il ras ma la vivo un po’ come lui nel senso che il clima partita è già dentro di me, tutto in un qualche modo incomincia ad essere legato a questo match, insomma incomincio a essere carico come una molla. La mattina mi sveglio canticchiando questo ritornello nemmeno fosse la suoneria della sveglia e non c’è spiegazione logica, al massimo si potrebbe “chiamare uno bravo” come si suol dire. Mia figlia quando vede qualcosa di rossonero esclama “papà!”, volete che il debbo non sia una partita speciale? Ecco, rispetto a Donato non arriva lo scappellotto da parte di mia moglie (è già sveglia e nell’altra stanza per fortuna) ma quando incrocia il mio sguardo la faccia è quella di chi pensa di vivere con una macchietta. Che ci posso fare? Il debbo è debbo! Vedo tutto a tinte rossonere, il resto è qualcosa da fare prima o dopo il debbo, in pratica a ridosso della partita ho istituito un nuovo calendario con la datazione stracittadina a.d. e d.d. perché il debbo è un concentrato di emozioni, una rivalità tra squadre della stessa città che condividono lo stesso stadio.
Paquetà, bilancio, mercato di gennaio, nuovo stadio, giochiamo bene, male, due punte, 433, 555…personalmente in questa settimana dico “ma chi se ne frega” perché guardo solo a domenica 21 ottobre alle ore 20:30. Ci sono tre punti in palio e una città da conquistare, il resto è accademia come lo sono le sensazioni della vigilia.
A me interessa solo che il maggior numero di calciatori si abile e arruolabile, poi il campo dirà il resto e spesso nei modi più disparati in questo genere di partite. Gol da azione meravigliosa o vittoria grazie ad un autogol fantozziano, domenica per me si arriva sempre alla medesima conclusione: fatemi esultare!
Per tutto il resto ci sono altre ventisette partite di campionato e spero il maggior numero possibile in Europa League perchè tutto il resto è importante, ma domenica verso le 22:30 sarà l’ultimo dei miei pensieri con gioia o rabbia come unici sentimenti che mi animeranno, privi ovviamente di un minimo senso di obiettività. Il calcio è passione, se poi la partita è il debbo allora il cuore va a mille.

Oggi però è il 5 a.d. quindi, tra una preghiera a San Patrizio prima di coricarsi ed un cero acceso affinché Calhanoglu si ripigli, qualche minimo e semplice ragionamento calcistico riesco ancora a farlo (forse). Higuain, Suso e Cutrone sono sicuramente le note migliori di questo inizio di campionato ed a loro sostanzialmente ci affideremo in questa sfida davvero complicata dove si affronteranno due squadre molto diverse tra di loro. Il Milan è sicuramente una squadra poco fisica, a cui piace fraseggiare, che non fa del pressing la propria arma migliore, viceversa l’inter sfrutta molto le proprie qualità atletiche cercando di ottimizzare al massimo le ripartenze ed i momenti di intensità agonistica. Per quanto vengano celebrate le buone prove di Musacchio ad oggi i numeri testimoniano come la coppia formata con Romagnoli non funzioni affatto bene ed è lì che dovremo stare molto attenti dando loro la maggior copertura possibile. Credo che le nostre chance di successo passino da una fase difensiva ben fatta, cosa finora latitante. Di contro le nostre speranze maggiori sono affidate all’asse offensivo di lingua spagnola Higuain-Suso, una coppia su cui ad inizio anno in pochi avrebbero scommesso, ma che giornata dopo giornata sembra voler smentire questi discorsi agostani.

Milan! Milan! Squatra grante, squatra mia, la domenica mi tieni cumpagnia…”
Eccolo. Il motivetto è tornato a riecheggiare nella mia testa. Direi che la fase dei ragionamenti si è già conclusa, d’altronde mentre scrivo è quasi il 4 a.d. e la partita si avvicina. Non mi resta che andare a dormire e risvegliarmi ciondolando per far colazione canticchiando queste semplici parole in attesa del debbo!

Il debbo si avvicina…Forza Milan!

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.