Dal Milan “degli immortali” al Milan “de li mortacci”…

10266
"Li mortacci vostri" si puo dire ?

Il titolo del post me lo ha suggerito un caro amico mentre parlavamo del festival dello sport. Venerdì, a Trento, è sfilato il Milan degli immortali. Senza voler far torto a nessuno bastano quattro nomi tra i tanti intervenuti. Baresi, Van Basten, Rijkaard, Ancelotti. Il Milan degli immortali. Una squadra di campioni immensi che però avevano alle spalle una società, per quei tempi, super organizzata ed avanti a tutte le altre per modernità e visione e, perché no, disponibilità. Bello, bellissimo ed immagino l’emozione per i fortunati che hanno potuto essere presenti, che hanno potuto incontrare quegli immortali. Una coltellata al cuore se penso a come siamo ridotti oggi che siamo passati “al Milan de li mortacci”, quelli che evochiamo noi tifosi ad ogni partita e non solo… Come siamo arrivati al Milan “de li Mortacci” l’ha spiegato Max ieri in modo ineccepibile; non mi dilungherò oltre.

Quando, nelle ore successive a Genoa-Milan, è diventato chiaro che Giampy aveva le ore contate, la stampa nazionale ha sparato un pò nel mucchio facendo i nomi dei possibili sostituti. Praticamente hanno nominato qualsiasi allenatore fosse libero al momento. Il giorno dopo, per qualche ora, sembrava certo l’arrivo di Spalletti (ma non sono più tanto sicuro che una trattativa ci sia stata veramente). E’ durato poco e verso sera era ormai sicuro che il designato sarebbe stato Stefano Pioli. La rabbia tra la tifoseria è montata immediatamente tanto che l’Hashtag #PioliOut, diventato immediatamente virale, è stato twittato e ritwittato decine di migliaia di volte.

Lo dico adesso: qualsiasi cosa succederà non sarà colpa sua…

Gianclint ha molte ragioni quando afferma che non era il modo migliore per accogliere un nuovo allenatore al quale saremo legati, volenti o nolenti, per il prossimo futuro, che è controproducente visto che da quest’ultimo dipenderanno le nostre sorti e farlo iniziare in mezzo ad una dura contestazione, anche poco signorile lo ammetto (visto che quell’Hashtag l’ho usato anch’io) e sicuramente di pancia, non è un buon inizio. Voglio però spezzare una lancia se me lo permettete. Quell’Hashtag non era contro Pioli, ne l’uomo né il professionista. E’ sicuramente una persona seria e, al di là del nostro mal di pancia, meriterebbe rispetto (come peraltro Giampaolo e chi l’ha preceduto). Quell’Hashtag era, a mio modo di vedere, contro “la scelta” di Pioli e, questa piccola differenza, fa tutta la differenza del mondo. Era chiaramente contro la società. Contro chi l’ha scelto (o ha ingoiato una scelta imposta dall’alto per motivi di budget e l’ha sposata senza fiatare), e contro chi, eventualmente, l’ha imposta o quantomeno avallata. Insomma, contro l’establishment rossonero al completo. Pioli non c’entra nulla e non ha nessuna colpa. Solo la sfortuna di essere arrivato in questo modo ed in questo momento ed essere diventato per questo il “casus belli”. Credo, da come ha risposto in modo pacato ed intelligente durante la conferenza stampa a precisa domanda sulla contestazione dei tifosi, l’abbia capito anche Lui. Per quel poco che può valere gli faccio le mie scuse per il modo. Sui contenuti vedremo poi.

Già questa estate la scelta di Giampaolo era stata presa malino. Era sembrato che la società fosse andata al risparmio (CVSD) prendendo il primo low cost disponibile manco fosse un Ryanair “last minute” per Ibiza. Sembrava abbastanza chiaro, ma una piccola speranza, per quanto effimera, improbabile, aleatoria ed inconfessabile, la si poteva coltivare.  Una campagna acquisti a costo zero (sul bilancio corrente) carente sia in quantità (sarebbero serviti almeno altri due/tre titolari), in qualità (visto che erano tutte scommesse), in esperienza (visto che di giocatori esperti non ne sono arrivati in una rosa già di suo giovanissima) e per le scelte, visto che la rosa non sembrava adatta al tipo di gioco di Giampaolo indicava la via. Ma c’era almeno un ma. Questa rosa fatta di giovani di (supposte) belle speranze, da crescere, valorizzare, con la quale in parte fare trading per finanziare le campagne acquisti future ed in parte creare una base su cui costruire con un allenatore universalmente descritto (e pompato da stampa ed opinionisti di ogni genere) come un maestro di calcio e quindi adatto alla missione. Al di là delle valutazioni su Giampaolo e sui giocatori, al tifoso milanista rimaneva almeno questa speranza a cui aggrapparsi. Quella che ci fosse un progetto (bello, butto o bruttissimo che fosse), e che quanto successo in estate fosse frutto di un piano. Una scelta voluta e studiata, almeno in parte, e non un “alla meno peggio”.

Poi i fatti certificano che il piano è miseramente fallito e chi paga, strano ma vero, è l’allenatore. Non mi piacciono i cambi in corsa perché sono sinonimo di fallimento e spesso fanno peggio che meglio, ma in questo caso il rischio del disastro termonucleare globale era tangibile e non restava altro da fare, una scossa all’ambiente si doveva dare. Il tifoso si sarebbe aspettato che la società cambiasse rotta, almeno per quanto riguarda l’allenatore visto che è, de facto, l’unico cambiamento che puoi fare ad Ottobre. Il tifoso si aspettava un allenatore con una storia, un curricula degno di questo nome che desse garanzie sul medio e lungo termine. Si aspettava il segnale che la società lavorava per un futuro. Tra le opzioni disponibili il tifoso si aspettava Lucianone, credo non si possa negare. Invece, per l’ennesima volta, si è fatta la scelta meno costosa prendendo un allenatore reduce da esperienze quanto meno altalenanti (specie l’ultima a Firenze).  Un uomo sicuramente più malleabile e più gestibile del filosofo toscano, che ha accettato un contratto a corto respiro ed a basso costo, con clausoline e clausolette, che potrà essere facilmente rescisso a comando con poca o niente spesa. Con quella scelta hanno cancellato anche quella piccola speranziella residua e da lì la contestazione dura. Su twitter non c’è molto spazio per spiegarsi ed in quell’Hashtag c’era riassunto tutto. Sbagliato ? probabile, ma anche comprensibile e ci siamo caduti in molti. Li mortacci !

Li mortacci mia, che proprio non voglio capire

Eppure dovremmo essere felici e contenti perchè, come ha spiegato il nostro inarrivabile AD in perfetto Inglese oxfordiano, se non ci fosse stata Elliott saremmo ripartiti dalla serie D. Me cojoni, tanto per rimanere in tema. Quindi, in alto i cuori. Non dimentico anche che, in fase di ristrettezze, ha rinunciato dando il buon esempio. A parte dei suoi emolumenti ? Ehm… no, la vita a Milano costa il giusto e si sarebbe ridotto in miseria, ma, in compenso, ha iniziato a risparmiare duramente sul costo della traduttrice. Anziché prenderla allo IULM l’ha presa.. Non so esattamente dove ma certamente era anche Lei low cost in linea con la strategia aziendale. Me cojoni !

Ho sempre pensato che nulla avvenga per caso e che c’è sempre un motivo per qualsiasi cosa. Quanto sta avvenendo in casa nostra però è davvero surreale, talmente surreale e kafkiano da sfuggire ad ogni logica ed ogni spiegazione. O meglio, una ci sarebbe, ma mi fa talmente orrore che mi rifiuto di prenderla in considerazione… Li mortacci !

FORZA MILAN

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.