Da Rangnick a Pirlo, l’informazione fino al confine

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Do you have a question?

Il paradiso terrestre è finalmente tra noi. Da sabato cherubini in ogni dove ci raccontano la magnificenza e santità dell’uomo pirlo sceso tra di noi per inviarci il suo messaggio messianico di pace e calcio con cui libererà il mondo pallonaro. Ovini saltellanti con un ramoscello d’ulivo in bocca varcano le redazioni sportive a destra e a manca e con le corde vocali donategli dall’uomo pirlo danno la lieta novella: “il maestro è giunto tra noi! Sia lodato!”. Unanime il coro in risposta: “Sempre sia lodato il maestro e gli ovini tutti, portatori di luce e santità!”.
Mi è bastato uscire dalla porta di casa per notare arcobaleni in bianco e nero con cui saltare le colonne di auto a cavallo di minipony ricoperti di lana. Unicorni volano in ogni dove disegnando con le loro scie il volto del maestro, dell’uomo pirlo, seguiti dalla scritta “questa è una capigliatura celestiale altro che il gatto agghiaggiande!”. Sono smarrito, mi devo esser perso qualcosa, tipo la realizzazione della nuova rete fognaria a cui lavorano alacremente leggiadre fate di lana vestite, guardo gli scoli e lo strano simbolo di un uomo occhialuto con un mozzicone di sigaretta in bocca. Lo smarrimento però passa subito perché il profumo di santità nell’aria è inebriante; putti corrono su un prato verde rettangolare abbracciando la loro pecora guida sempre pronta a raccontargli di un mondo fantastico privo di colori dove tutto è possibile, anche vincere trofei che non esistono come il trofeo per essere arrivati in finale.

Mi avete preso per matto? Beh, secondo me quanto scritto sopra è più realistico di quanto letto, sentito e visto da parte della stragrande maggioranza dell’informazione sportiva da venerdì notte ad oggi. E’ semplicemente imbarazzante (non sorprendente) vedere come sostanzialmente non siano state mosse reali critiche, anzi qualcuno nell’immediatezza dell’uscita dalla coppa contro la settima in classifica in Francia (una sola partita all’attivo dal lockdown) si è subito premunito di farci sapere che “per rispetto dei tifosi della juventus non faremo diventare questa trasmissione un processo”. Meraviglioso. Poi si lamentano quando qualche tifoso esacerbato parla di sistema e di un’informazione distorta.
Il culmine però viene raggiunto successivamente, ma non con l’esonero del demonio Sarri, piuttosto con la nomina a primo allenatore di Andrea Pirlo, dipinto come un rivoluzionario del calcio con delle idee semplicemente fenomenali! Peccato non abbia mai allenato in vita sua, ma questo dev’essere un dettaglio.
Eppure i peana piovuti da ogni parte dello stivale valgono fino al confine, perché all’estero non sono pochi quelli che si domandano del perché di tanta gioia e tripudio per un totale neofita descritto come un misto tra Guardiola, Klopp e la divina provvidenza. Se lo domandano all’estero con stupore, ma quasi nessuno in Italia e questa per molti tifosi di ogni colore è la prova del nove, quella che per i più benigni li descrive come incompetenti, mentre per i più complottisti come parte di un ingranaggio ben oliato. Memorabile anche il messaggio alla nazione nel pre partita di Barcellona-Napoli, roba da stropicciarsi gli occhi.
Io ricordo ancora Rangnick fatto passare quasi per un cretino depresso inadatto al calcio italiano nonostante qualcosa abbia fatto nella sua vita creando un modello sportivo/gestionale, vincendo altresì anche qualche trofeo. Qui siamo davanti a zero esperienza eppure sono solo lodi sperticate quasi compulsive.

Tralasciando il pensiero che ogni tifoso potrebbe avere, i cali di vendite dei giornali sportivi nel mese di giugno rispetto all’anno precedente, descrive molto bene il malessere degli appassionati, ben visibili anche dai dati sulle trasmissioni sportive. Se lo meritano, perché la critica è una cosa sacrosanta e deve esserci.
Facciamo un esempio. Maldini calciatore è una cosa, una leggenda vivente, Maldini dirigente è tutto da scoprire e le perplessità sulla sua scelta ad inizio anno passato, avendo zero esperienza, restano sacrosante. Perché con Pirlo sembra lesa maestà? Potrà pure diventare Zidane o Guardiola, ma oggi non è un misto di questi, oggi semplicemente non è.

è all’aereoporto di Caselle da circa un anno

E’ un po’ il mondo del mulino bianco, quando in realtà un giornalismo ben fatto dovrebbe interrogarsi sul perché scegliere lui invece dell’osannato, e parcheggiato da un anno all’aereoporto Caselle, Pep Guardiola. E se fosse arrivato lui? Apriti cielo! Dirette h25 su Pep, ma almeno un minimo di logica ci sarebbe stata avendo preso un allenatore definito come fuoriclasse a livello internazionale insieme a Klopp e Zidane, i tre guru della panca. Invece a parer mio tutto questo battage mediatico serve a distrarre da due problemi ben evidenti e collegati: l’uscita agli ottavi di Champions League ed il bilancio. Se andiamo a vedere il conto economico degli ultimi cinque anni recita grossomodo così:

2014/15 +2 mln
2015/16 +9 mln
2016/17 +40 mln
2017/18 -22 mln
2018/19 -40 mln

L’uscita agli ottavi priva di risorse importanti un bilancio che nella semestrale di dicembre segnava -50 mln (+7 la semestrale di dicembre 2018). Certo poi ci sono le plusvalenze ed un bilancio “doppio” 2019/21 che aiuterà e non poco, ma basta vedere il trend degli ultimi anni per capire che l’andazzo permette più i Pirlo dei Guardiola per poter rispettare il ffp, anche a causa dell’impatto economico di Cristiano Ronaldo. Eppure nessuno si fa delle domande, solo beatificazioni…ma non la borsa che lunedì ha segnato un netto –7%. I media tacciono sulla debacle e i necessari processi, sarà un’usanza di moda fino al confine.

Dopo questo sfogo su quanto visto in questi giorni, due parole sul Milan. Beh due parole perché in fondo non è accaduto proprio nulla e francamente credevo si potesse chiudere più velocemente la faccenda relativa ai rinnovi di Ibra e Zizzo. Per quanto riguarda i nuovi acquisti invece posso anche capire, visto che ci sono ancora numerosi club impegnati nelle coppe, ma questi rinnovi come quelli eventuali di calha e kessie mi sembrano operazioni da concludere al più presto per dare progettualità al cammino post covid.
Il discorso a mio avviso è sempre lo stesso, cioè non adagiarsi sul mini campionato di 12 partite perché il Napoli, finito dietro di noi, ha preso Osimhen per recuperare terreno e la Lazio, finita davanti a noi di 12 punti, pare stia per chiudere con David Silva, che non sarà giovane ma non è bollito per niente. Parliamo di due titolari per rinforzare le rose di due dirette concorrenti mentre noi in questo momento non abbiamo ancora rinnovato due titolari (di cui uno a scadenza tra 20 giorni) seppur con procura complicata.
Ad oggi le uniche notizie in salsa rossonera sono il possibile ritorno di Bakayoko (sarà vero o è il nuovo Baselli di mercato?) e il ventilato interesse per Chiesa che a mio avviso per 40/50 mln sta bene dov’è. Sicuramente sbaglierò, ma impegnare 70 mln se non di più per acquistare loro due a me pare follia visto che a quel punto ci rimarrebbero le noccioline per sistemare il resto. Speriamo che i rinnovi arrivino prima di ferragosto e per il resto in bocca al lupo Paolo, sarà un mercato molto complicato.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.