Buona la prima

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Buona la prima! Nonostante la scaramanzia sempre aleggiante durante ogni partita, la prova contro gli irlandesi è stata utile più che altro per mettere benzina nelle gambe e aumentare la concentrazione grazie a uno Shamrock che ce l’ha messa tutta non dandosi mai per vinto. C’era da aspettarselo perché il livello è sicuramente molto modesto, ma per una squadra irlandese giocare contro un club blasonato come il Milan può accadere al massimo una volta nella vita ed è normale provare a compiere un’impresa leggendaria.
Il valore tecnico dell’avversario lo ha certificato un dato ben preciso cioè quel clean sheet mai riuscito nelle precedenti amichevoli (grazie anche ad una parata per tempo di Donnarumma) mentre il livello ancora approssimativo della nostra forma fisica (e ci mancherebbe) lo dà il gran numero di errori/respinte sottoporta e solo per citare i più rilevanti ne conto tre di Pino (di cui due ciccate clamorose), due di Calabria (di cui una bella parata) e una di Castillejo subito dopo il vantaggio.

Come tutte le partite di inizio stagione anche questo match non offre grandissimi spunti di riflessione, ma alcune indicazioni le fornisce. Possiamo dire che la mole offensiva è sempre notevole, così come si ha sempre la sensazione di concedere qualcosa di più del fisiologico.
In particolar modo la fase difensiva non è apparsa ottimale con la coppia Kjaer-Gabbia davvero poco affiatata e ancor meno coadiuvata dai due terzini.
Dal mio punto di vista un centrale di esperienza è necessario, ma aspettando la guarigione di Romagnoli, qualche aiuto a Gabbia deve essere fornito e giovedì Kjaer ne ha dati ben pochi. Il danese è un giocatore navigato e proprio per questo in assenza di Romagnoli deve guidare la difesa aiutando il compagno di squadra, che di esperienza in partite ufficiali ne ha davvero pochissima.
Il primo tiro subìto dallo Shamrock assomiglia tanto a tutto ciò che non si deve fare, con il terzetto Calabria-Kjaer-Gabbia in evidente difficoltà, quasi non si fosse codificata una situazione per altro tipica in una partita come quella disputata ossia una transizione offensiva con un uomo che scappa chiamando la verticalizzazione. Diciamo che ad andar bene c’è da lavorare sul punto.
Gabbia oltre alla scarsa esperienza, allo scarso affiatamento con Kjaer e a prove ad oggi non eccelse, scontava anche il jolly Theo alla sua sinistra, che come sappiamo non è il massimo della vita in copertura. La cosiddetta prova provata sono il colpo di testa a centro area di Finn con il terzino e il centrale ad ortiche (senza parlarsi o comprendersi) e nel tiro pericoloso del secondo tempo nato dall’incursione sulla fascia di Watts con Calha a tentare una chiusura non riuscita.
Per dirla tutta non mi sento serenissimo con questa linea difensiva contro avversari più quotati e tanto per fare un esempio a noi vicino coi vari Barrow, Orsolini, Soriano ecc.

Parafrasando lo zio di Johnny Stecchino ci sono tre piaghe che affliggono la nostra rosa: il centrale difensivo, l’esterno destro e un terzino.
L’ultimo è a mio avviso decisamente meno importante, mentre i primi due sono dei tasselli fondamentali per permettere a questa rosa il salto di qualità.
Con Musacchio (avessi detto…) indisponibile per parecchio tempo e un Duarte sopravanzato nelle gerarchie anche da Gabbia non possiamo pensare di disputare un’intera stagione sperando che Romagnoli e Kjaer non abbiano mai un raffreddore o siano sempre in formissima. A mio parere sarebbe un azzardo davvero eccessivo capace di azzoppare le potenzialità di questa rosa. Tanto per fare un esempio il non cercare un vice Ibrahimovic è meno rischioso perché le possibilità di scelta in attacco sono maggiori spostando Rebic o inserendo Leao con Colombo come terza opzione dalla panchina, ben differente da avere Gabbia prima alternativa. Speriamo si muovano in fretta.
L’altro problema è l’esterno destro. Castillejo e Pino sono sicuramente dei giocatori che ce la mettono tutta, si sbattono e sono degli ottimi soldatini, ma quando si tratta di concludere sono quasi nulli e questo è un problema se giochi come esterno d’attacco. A mio parere se non facessero un salto di qualità sarebbero dei validi gregari, ma il posto di titolare dovrebbe andare ad altri maggiormente dotati o se volete più spietati negli ultimi metri. A me piacerebbe Thauvin ma ahimé credo che non arriverà mai.

Per il resto credo sia difficile ricavare ulteriori spunti da una partita con evidenti differenze tecniche e atletiche, di positivo c’è sicuramente lo stato mentale di Calhanoglu (chissà che non azzecchi finalmente una stagione fin dall’inizio) e la prosecuzione del modello di calcio visto nel post lockdown e per noi tutto ciò è molto positivo viste anche le assenze di due pedine importanti per questa squadra come Rebic e Romagnoli. A dirla tutta sembrerebbe anche il primo mercato dopo non si sa quanto tempo in cui la direzione sportiva (Maldini e Massara) quella del club (Gazidis) ed il mister siano riusciti a trovare una sintesi nonostante punti di vista differenti. Questa unità d’intenti è forse la cosa più importante e non era affatto scontata.

Oggi ritorna il campionato con una sfida tra due nostre vecchie conoscenze: da una parte jack bonaventura e dall’altra l’inventore del calcio giampagne. Il buon renegade si è già infortunato quindi non potremo ammirare le sue sgroppate nella sua metacampo ed è davvero un peccato perchè è sempre bello vederlo andare in retromarcia come Cricchetto, addirittura senza specchietti. Buon campionato a tutti e

Forza Milan

Seal

P.S: chi indovina il film da cui è tratta l’immagine di copertina riceverà le password di accesso al satellite che sta monitorando tutti gli spostamenti di Bakayoko!

E per concludere il primo sondaggione della nuova stagione!

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Quale sarà la sorpresa di questo campionato?

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.