Basta

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Credo che la sua immagine possa spiegare in maniera perfetta il mio stato d’animo. E’ un po’ come San Pietro sulla traversa in Fantozzi, un fotogramma in grado di raccontare tutto senza dire niente.
Nel giro di 24 ore il Milan ha perso coloro che insieme a Tomori sono attualmente i due giocatori determinanti della rosa ossia Theo Hernandez e Maignan. Theo non c’è nemmeno bisogno di descriverlo ed era in uno stato di forma invidiabile, Mike dà sicurezza al reparto e coi suoi piedi da centrocampista permette al Milan una soluzione offensiva in più. Per tutti e due possiamo parlare di sfiga (specie il primo) perché Theo è risultato positivo al covid (con tutta probabilità va ringraziato Rabiot) mentre Maignan non stava già bene e la brutta botta presa da Suarez non era preventivabile. Poteva essere curato meglio? Potevano operarlo subito per avere tempi di recupero più ridotti? Chi lo sa, l’unica cosa certa è che gli hanno anche applicato una vite e a questo punto direi che prima di gennaio non lo vediamo. Disastro vero.

Già disastro perché la sfiga c’è, poi esiste anche il resto perché i cambi hanno palesato più di un limite. Il flagello dei Carpazi non è mai stato un grande portiere (nemmeno un portieraccio a dire il vero) ma quanto fatto vedere quest’estate fa rabbrividire, nemmeno fossimo in transilvania. Avendo primo e terzo portiere rotti per svariati mesi la società è stata costretta a ripiegare sullo svincolato trentottenne Mirante giusto per non dover schierare il primavera Jungdal. A questo punto la mia speranza è quella di vedere Mike davvero pronto al 100% per gennaio, né Tatarusanu né Mirante mi danno garanzie e non possiamo permetterci di buttare tutto alle ortiche. L’altro ricambio è Billy Ballo, a mio parere un giocatore tre rampe di scale inferiore a Dalot. Billy Ballo è sicuramente molto più rapido dell’ex terzino rossonero, ma quando corre sembra che busto e gambe appartengano a due persone diverse e la sua intelligenza tattica è inferiore di netto a quella di un qualsiasi terzino con un minimo di sale in zucca. Ok la componente sfiga sarà pure abbondante, ma rimango dell’idea che la stessa possa essere rintuzzata se il resto delle cose va bene o è stata fatta bene, ma a guardare l’infermeria qualcosa mi dice di no.

Daje flagello dei Carpazi

Ok ci sono i giocatori vecchi, ok ci sono i giocatori fragili o soggetti a infortuni, ma la nostra condizione sembra eccedere la normale dose di imprevedibilità. Dei nostri giocatori non si conoscono mai i tempi di recupero certi (Maignan è un’eccezione), anzi la comunicazione a riguardo sta a zero o quasi ed è affidata ai giornalisti vicini alla società i quali parlano inizialmente di tempi di recupero abbastanza ridotti per poi allungarli sempre più con l’avvicinarsi della data di rientro da loro comunicata. Assurdo, alla fine è questo che fa incazzare.
Pensiamo solo a cosa han raccontato su Ibrahimovic o a una delle poche comunicazioni avute da un tesserato (Pioli) sul rivedere una serie di giocatori dopo la sosta. Fatto sta che Messias si è rotto nuovamente, Krunic svolge ancora lavoro personalizzato e di Bakayoko al 13 ottobre non si hanno notizie. Nel mentre oltre a Messias si è infortunato anche Florenzi e l’unico recuperato è Olivier Giroud. Nonostante qualche solone televisivo si erga a paladino di stocazzo è normale vedere dei tifosi imbestialirsi: non è voglia di rompere le palle, semplicemente quest’anno si può sognare.
Dopo tantissime stagioni infami dove abbiamo ingoiato di tutto (nonostante gli stessi soloni ci dicessero che andava tutto bene) non è strano vedere dei tifosi affranti perché i sogni sembrano infrangersi su un muro insormontabile i cui mattoni son quegli infortuni che non terminano mai, anzi aumentano facendo innalzare ancor di più questo muro.
Se si perde sul campo perché l’avversario è più forte lo si accetta, molto meno se giocando bene si è costretti a non schierare mai la formazione titolare e ogni volta bisogna far la conta sui reduci. La passione del tifoso sta tutta lì, altrimenti se bisogna vivere questo sport senza trasporto, senza gli alti e bassi dovuti alle emozioni che esso stesso genera, prepariamoci alla sua morte perché a quel punto tanto varrebbe guardarlo quando si hanno venti minuti liberi da riempire. A quel punto voglio vedere come questi soloni tiran fuori il pranzo con la cena.

C’è chi giustamente vuole rimanere positivo perché giochiamo bene, vede una bella classifica e crede che questo gruppo possa superare anche queste asperità puntando al bersaglio grosso; c’è chi dall’altra parte vede giocar bene ed è arrabbiato perché teme di perdere posizioni per una serie di infortuni infinita dopo aver incominciato a sognare il bersaglio grosso. Sono due facce della stessa medaglia chiamata passione ed è per questo che le rispetto: non sono emozioni all’acqua di rose, sono fuoco che arde.
Solo immaginare billy ballo sulla fascia sinistra come mi fa incazzare per dirla alla Pozzetto, ma questo non mi impedisce di sperare in una sua partita sontuosa per mandarmi a quel paese da solo. Questo è il calcio checché ne dicano i soloni arringa folle e per noi ricomincia sabato sera contro l’odiatissimo hellas che vorrei vedere piallato nonostante Drac in porta e billy ballo terzino, anzi sarebbe goduria doppia, per cui ragazzi stupitemi con una prestazione maiuscola così da meritarmi tutti i vostri insulti, datemi questa gioia.

Forza Milan

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.