Back to Rogoredo …

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Sono le quattro del mattino nella piccola stanza bel B&B dove sto dormendo un sonno agitato quando un brusio indistinto  mi strappa dal sonno. Pensate, stavo sognando che avevamo perso la finale di Coppa Italia contro la Juve per quattro a zero. Quattro a zero ! potete immaginare che incubo ? In quei millisecondi che passano tra il sonno e la veglia mi si stampa un sorriso sul volto. Era solo un incubo per fortuna.  Finalmente riesco ad identificare quel fastidioso brusio.  E’ Johnson che mentre dorme recita il mantra della serata precedente “Non sono incazzato, sono frastornato, non sono incazzato sono frastornato, non sono incazzato, sono…”.   E’ un attimo e mi torna in mente tutto quanto. Incubo un cazzo è tutto vero purtroppo.

Larry non è con noi ma per quanto ho imparato a conoscerlo lo immagino nella sua stanzetta con il cellulare in mano, ben sveglio e con la mente affilata. Da quel grande milanista che è Larry non può accettare una sconfitta così ma allo stesso tempo la sua mente logica e razionale è già passata all’analisi e quei preziosi neuroni non smetteranno di lavorare fino a quando non sarà arrivato alle conclusioni. E come se lo vedessi mentre passa una  notte insonne riguardando gli highlights e leggendo tutto il leggibile su questa cocente sconfitta perché nulla può scappare al setaccio del suo fine cervello.

Nonostante l’umore funereo il viaggio di ritorno con due personaggi di questo calibro risulta almeno riposante. non ha molto senso sforzarsi. Non c’è nulla a cui possa pensare che non abbiano già valutato loro. Questo è il vantaggio di avere a che fare con persone  dall’intelligenza così spiccata. Ti risparmiano lo sforzo di elaborare pensiero evitandoti di gremare le poche sinapsi superstiti. Fatto salvo lo stato catatonico di John, che riesce a tornare alla realtà solo dopo aver superato Firenze, nel viaggio ci scambiamo pensieri e riflessioni. Cioè, i pensieri di Larry e le riflessioni di John perché io sono impegnato con le quotazioni della borsa di Brazzaville. Ero interessato al cambio con la “pizza de fango del Congo”. Al momento è estremamente favorevole e per un attimo mi cullo nell’idea di vendere moglie e cane ai beduini, cambiare il gruzzoletto di Euri in PDFDC ed emigrare. Compro una baracchetta sulla spiaggia a Point-Noire. Pesco due aragoste al giorno. Una la cucino l’altra la baratto con una bottiglia di champagne. Una vita semplice e serena con qualche piccolo lusso accessorio ma senza finali, senza calciomercato, senza bilanci e rifinanziamenti, senza la giornalaglia ad avvelenare i pensieri, senza gobbi e tristi, senza qui e senza là . Ma è solo un momento. Mi basta accarezzare la sciarpetta rossonera che imperterrito ostento ancora al collo che mi viene in mente che alle aragoste sono allergico, che senza Lady non potrei vivere, che al night non posso rinunciare e, sopra tutto, che non può finire così. Non può e non deve. Rossonero sono nato e rossonero devo morire (magari non subito) e poi sai che palle la vita senza tutti quei senza ?

Passiamo alle cose serie visto che quelle formali non sono più di moda. La mazzolata è stata pesante per il punteggio ed ancor di più per il modo.  E’ stata una serataccia che lascerà una brutta (l’ennesima della nostra storia) cicatrice e mi chiedo se si può trovare qualcosa di positivo. La soluzione me la da quel saggio signore di Marco Traverso. Paragona questa partita alla PET. Non ridete, non mi sono dimenticato una O. PET sta per Positron Emission Tomography. E’ una delle tecniche diagnostiche radiologiche più avanzate e permette di evidenziare la presenza di forme tumorali “illuminandole” e la loro esatta distribuzione nei processi fisiologici. La spiegazione è grossolana (scusate) ma dovrebbe rendere l’idea. Tanto quanto in alcune partite (es. contro la Roma) abbiamo visto il meglio che questa squadra può dare nella finale abbiamo visto il peggio. La metafora di Marco è illuminante come la PET. Gli esami però, per quanto avanzati, vanno ben interpretati altrimenti la cura potrebbe essere peggiore del male. Inoltre, nel caso specifico, nemmeno i Dottori sono esenti da responsabilità. Le cure prestate in precedenza hanno avuto efficacia solo parziale e dovranno ammettere a loro stessi di avere sbagliato e dove,  correggere gli errori e poi passare al resto.

Il bene più prezioso

Alla fin della fiera sta tutto li. Persone esperte di calcio (e di management ad alto livello) come reputo Fassone e Mirabelli dovrebbero ora avere un quadro completo della situazione e le idee chiare. Da li dovranno partire. Mi rendo conto che dovranno operare in una situazione obiettivamente difficile. Mirabelli dovrà saper vendere bene, smaltire qualche residuo bellico al minor costo possibile e comprare altrettanto bene secondo una logica che metta l’allenatore nella condizione di poter fare il suo gioco nel modo migliore ed il margine d’errore sarà limitato. Fassone dovrà fare far tornare i conti conciliando le esigenze tecniche con il bilancio. Senza contare i paletti che la UEFA deciderà di appiopparci e la necessità di sistemare la posizione finanziaria della società. In più ci sarà da ricostruire ambiente e spogliatoio perché questa stagione di transizione, con le sue tante aspettative deluse,  lascerà comunque scorie pesantucce da smaltire. Non so se avete notato. Ho scritto “l’allenatore” e non Gattuso. Sapete quanto ami quell’uomo, quanto stimi la sua serietà e l’attaccamento al Milan e quanto gli sia grato di aver accettato di prendersi delle responsabilità pesanti in un momento disperato, ma ho il timore che anche su di lui la società farà delle valutazioni. Per me difficile da accettare ma credo che anche le scelte dolorose facciano parte del processo di crescita. Se sarà lui l’importante e che dirigenza ed ambiente ne siano davvero convinti altrimenti sarà peggio per tutti. Per Ringhio in primis.

Anche le ultime due di campionato sono importanti. Certo, per leggere la parola ”obiettivo” di fianco al sesto posto ho dovuto usare un microscopio elettronico a scansione ma, per quanto microscopico, è comunque un obiettivo. Mi aspetto che almeno ci provino e non facciano finta con la testa già in vacanza.

Insomma non sarà un gioco facile ma, d’altra parte, è nelle difficoltà che bisogna tirare fuori i coglioni e fare valere le proprie capacità. Quando le cose vanno bene sono capaci quasi tutti.  Il vero banco di prova, dopo il primo anno di “ambientamento”, verrà adesso. Questa estate società e dirigenza si giocheranno molto, se non tutto, ed ho la netta sensazione che all’inizio della nuova stagione avremo anche noi le idee molto più chiare. Fassone è stato palese. Quest’anno poteva anche andare così così ma il prossimo non si potrà sbagliare.

Del mercato non parlo. Non perché non abbia idee e preferenze ma ho imparato a non dare retta alle voci che si leggono qua e la. Al momento sono tutte minkiate scritte da imbrattacarte che altrimenti non saprebbero come riempire le pagine. Inutile incazzarsi e litigare. Il mercato, de facto, inizierà dopo l’ultima di campionato (ufficialmente il 1° Luglio) e si chiuderà il 18 Agosto prima dell’inizio del campionato (Deo Gratia). Non dico sia un errore commentare arrivi e partenze di volta in volta ma credo che mai come quest’anno bisognerà valutarlo nella sua interezza per capire, oltre al  livello dei singoli giocatori che andranno e verranno, quale rosa e con quale logica sia stata pensata. Il singolo acquisto potrebbe di per sé dire poco. Una cosa è sicura. Questa società può contare sul supporto della tifoseria (diciamo della maggioranza almeno) come hanno dimostrato i 32.000 dell’olimpico ed i milioni davanti alle TV. Il credito è ancora aperto ma non durerà per sempre.  Mi auguro sappiano tenere da conto questo patrimonio prezioso. L’esempio del piccolo Pietro, come hanno descritto Larry e John, è indicativo. A proposito, non stupitevi se un giorno leggerete su Milannight un post titolato: “Quella sera all’Olimpico” firmato “Piotr” o “Peter”. Il ragazzino è talmente brillante che l’abbiamo già arruolato. Beh, che c’è di male, anche noi facciamo scouting…

Resto convinto che ci sia del buono anche se si è visto poco e che ci si possa lavorare sopra e … Ops, scusate, lo speaker annuncia l’arrivo a Rogoredo e tocca andare. A presto.

FORZA MILAN

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.