Voglio anche la Coppa

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Il bel Milan maturo e concentrato, visto venerdì sera induce all’ottimismo e alla speranza. Ormai sono diverse settimane che questa squadra sta cambiando registro e, di conseguenza, riesce a creare un clima positivo intorno a sè. Proprio per questo domani sera si deve giocare la semifinale di Coppa Italia al massimo, per provare subito ad indirizzare la qualificazione. La tanto attesa maturità di questa squadra sta crescendo ma passa anche da partite come quella di domani e da vittorie di trofei. A me la Coppa Italia è sempre piaciuta e quest’anno deve essere presa sul serio, come del resto è stato fatto anche la stagione scorsa, eccetto la finale.

La testa dei giocatori di questa squadra deve cominciare a ragionare da grande, non ci sono partite da “scegliere” o da sottovalutare, ci sono partite da giocare sempre per vincere e per conquistare punti/vittorie importanti per il club. La partita con la Lazio sarà difficile ma non impossibile, c’è un ritorno è vero ma sarà lontano nel tempo, potrebbero cambiare molte cose. Ora è il momento di impostare anche la semifinale di ritorno perchè noi stiamo meglio di loro. Di testa e di gambe. Nonostante il giochino del “rugby” che ha fatto riposare i biancocelesti dopo l’ennesima pessima figura in Europa, noi ci arriviamo meglio. Dalla nostra parte sta nascendo qualcosa di importante, questa volta i germogli stanno attecchendo e i frutti si vedranno, non subito ma si vedranno. Per questo non dobbiamo lasciare nulla indietro. Non possiamo permettercelo. La vittoria di un trofeo può dare tanto in termini di testa e di consapevolezza, una vittoria in Coppa Italia ci darebbe anche la possibilità di una rivincita contro la juve in Supercoppa. Tanti motivi per credere in questa competizione.

Al quarto posto si penserà da martedì dopo la mezzanotte, c’è spazio anche per quello ma la tensione e la concentrazione va tenuta alta sempre. Quest’anno, ad oggi, non arrivare in fondo a questa coppa sarebbe un peccato mortale, perchè per storia e per l’attuale classifica siamo i più attrezzati per poter fare bene. La lotta per il quarto posto invece è ancora lunga e può coinvolgere due avversarie che sono, ad oggi, più attrezzate ed abituate di noi a lottare per entrare in Champions League. Le prossime settimane saranno decisive ma ci si penserà partita dopo partita. Da troppo tempo siamo sempre stati tagliati fuori dalla “competizione” vera, sia per la CL che per la vittoria di un trofeo, per questo bisogna ritornare ad abituarsi a respirare quell’aria. L’ultima vittoria di un trofeo era la conclusione di un’era che stava crollando sotto i pesi dell’indifferenza e del delirio, una vittoria che non avrebbe mai portato a qualcosa di buono e di nuovo. Oggi invece una vittoria consentirebbe di confermare le cose buone viste fino ad oggi e permetterebbe di mettere in bacheca un trofeo che manca da sedici anni. Un’intera generazione di tifosi è passata. Il quarto posto è importante e va conquistato, un trofeo è per sempre.

Ci credo perchè vedo un clima diverso e un’aria diversa intorno a questa squadra, il gruppo è unito e rema da una parte, la stessa dell’allenatore. Questa è stata la prima grande conquista di questa stagione, la seconda è stata una compatezza e un’unione di intenti in campo che non si vedeva da tantissimo tempo, la terza deve essere la mentalità vincente. Quella che ti permette di giocare sempre ad alto livello, contro il Chievo e contro la juve, che sia una finale o che sia un semplice giornata di campionato. Gattuso è la nostra certezza in questo, sicuro non mollerà di un centimetro e con lui anche alcuni di quelli che stanno mettendo il seme. Romagnoli, Calabria, Kessie, Bakayoko, Paquetà e Piatek su tutti. Gente che non sta mollando nulla, gente che per vari motivi ha fame e voglia di fare, gente che nel Milan ci sta e ci deve stare per lungo tempo per ricominciare a sognare. Testa a Roma e testa alla semifinale, poi testa al Sassuolo e dopo testa al Chevio. Senza sosta e senza cali di tensione.

Voglio chiudere facendo i complimenti ad un ragazzo al quale non ho mai regalato nulla, anzi l’ho sempre martellato per bene. La maturità passa anche da momenti difficili, come quelli che ha vissuto, dipende sempre da come se ne esce da quei momenti e lui sta dimostrando di essere maturato tanto. Complimenti a Donnarumma che sta facendo vedere che il lavoro e il silenzio pagano più di un procuratore chiacchierone e dei proclami sui social network.

FORZA MILAN

Johnson

 

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.