Un nuovo simbolo

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Non so che uomo sia Simon Kjaer, né più né meno di qualunque altro calciatore del presente e del passato. Tuttavia preferisco spendere due parole su di lui piuttosto che su Donnarumma, sul mercato, o sugli Europei che non sto seguendo.
Chiaramente Kjaer al pari dei suoi colleghi è un simbolo; i calciatori devono accettare questo. Quindi pur non conoscendolo, posso dire che la preparazione, la fermezza e l’umanità dei piccoli/grandi gesti del calciatore danese son cose belle. Ispirano valori e riportano il gioco su un terreno più alto ma anche più concreto.

Dopo il ritorno in Champions, il Milan deve anche tornare a ispirare i suoi tifosi. L’unione e il sostegno non si comprano al mercato né si improvvisano; i tifosi non si educano, ognuno vive le cose a modo suo. Ma sulla stessa barca di tutti gli altri. Alcune figure possono però rappresentare tutti. Sicuramente Maldini è uno di questi; io l’ho criticato spesso e volentieri ma ho anche sempre detto che sarebbe bastato anche solo un successo a cancellare la lavagna delle ‘cose brutte’, e infatti. Anche qui devo dire di non conoscere Maldini, però voglio dire, non serve.
Per ambire all’unità del suo popolo, ambizione secondo me più complessa di scudetti e coppe, al Milan manca un Capitano. Manca da anni, da Massimo Ambrosini.
Ad Ambro sono seguiti personaggi da poco, come simboli, a partire da Riccardo Montolivo. Anche di lui debbo dire: non lo conosco direttamente; ma in diversi conoscenti, per esempio, mi dicono essere persona a modo. Però io, noi, dobbiamo valutare il simbolo, l’ispirazione, e purtroppo c’è stato poco di buono e tanto di negativo nella sua esperienza. Si è anche esagerato, sul Monto, ma inevitabilmente. Diciamola nella maniera più morbida possibile: purtroppo (per lui anche) ha rappresentato un periodo dove anche un calciatore di discreto talento e professionalità passava per parassita e incapace.
Sullo sciacquatore di bocca glisso, salto proprio a piedi pari. Però, non sapendo certe cose, approvai il fatto di togliere la fascia al predecessore senza riserve ma anche senza ritegno per il clima dello spogliatoio. E senza, soprattutto, cedere il giocatore ma attendendo Gattuso per demansionarlo a sberle. Sono cose che non si fanno.
Romagnoli fu invece elevato per necessità, in un’estate transitiva e vagamente incomprensibile. La fascia l’ha portata dignitosamente, con qualche bell’acuto tipo i gol a Genoa e Udinese a tempo scaduto. I problemi sono sorti all’evolversi del progetto Milan: alzandosi l’asticella prima di tutto si alza il livello richiesto di prestazioni; poi si deve essere anche capaci di rappresentare questo balzo in avanti, se si porta la fascia. Ammetto di non aver mai sopportato il linguaggio del corpo di Alessio nelle proteste contro gli arbitri, o contro i giocatori avversari; e di non aver mai ricevuto ispirazione alcuna da lui e dal suo atteggiamento in campo e fuori. Se ci aggiungiamo la situazione contrattuale, procuratoriale e soprattutto il fatto che da marzo ha disputato da titolare tre partite, direi che siamo al punto in cui si può parlare di carica vacante. Anche perché penso sia palese l’intenzione di venderlo.

Simon Kjaer è un giocatore che ha sorpreso il mio scetticismo, un po’ come tutta la squadra. Anche in questo caso, come per Maldini, è bastato poco. Dopo il suo arrivo da Bergamo pensai boh…E lì festeggiavano, con qualche distinguo; mi capitò subito di leggere infatti, da un tifoso atalantino “il Vate (Gasp) quelli con personalità li fa fuori”. Dopo le prime due partite era già il mio preferito per via dello stile difensivo piratesco e deciso. A me piacciono di difensori che si fanno sentire, mi piaceva un roncolatore come Paletta (per dire) figuriamoci uno elegante come Kjaer. Simon è un difensore duro, furbo e con grande leadership di reparto, e nel corso di questo anno e mezzo ha offerto un rendimento costante e decisivo. Probabilmente, col senno di poi ovviamente, la miglior operazione di Maldini considerando costi, benefici, rendimento in campo e fuori. E’ vero che Caldara ci torna in casa, ma vuol fondamentalmente anche dire che uno come Simon lo abbiamo preso a 0.
Per me era già il candidato numero uno alla sostituzione del Romagna, insieme a Kessie, con dalla sua il fattore esperienza (mentre Franko ha quello delle presenze); poco sotto ovviamente Davide Calabria.
Dopo l’episodio di sabato credo che Kjaer sia diventato un simbolo ancora più importante, che può unire quindi. Gli estremismi fanno in fretta a rincorrersi, e si potrà facilmente passare da Eroe a Pippa al primo contrasto perso; però, insomma, penso che tutti abbiamo una memoria e una decenza.

Voi cosa ne pensate, siamo pronti per un nuovo Capitano e può essere il pirata danese? E’ lui che rappresenta il Nuovo Milan? Non vuol dire che lo debba fare per 18 anni eh, ma oggi è lui il simbolo? O meglio premiare la resistenza fisica e mentale dell’inesauribile Presidente Kessie, piuttosto che la parabola virtuosa del Davidino?

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.