Tra Coppa e Campionato

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Comincia oggi una settimana molto importante per i nostri colori. Tra la sfida al Napoli in Coppa Italia, replay del pareggio dello scorso sabato in campionato, e la sfida dell’Olimpico di domenica sera contro la Roma, avremo due bei test da affrontare che ci daranno un ulteriore segnale della crescita di questo gruppo. Già la partita di sabato ha messo in evidenza una personalità, in partite di questo calibro, incrementata rispetto al passato che può e deve migliorare per portare a risultati ancora più soddisfacenti. Ora serve mantenere continuità di prestazione e di rendimento. In partite come queste che ci troveremo a giocare, ci sarà la necessità da parte di tutti di ripetere le cose belle fatte contro il Napoli e iniziare a superare i propri limiti.

COPPA ITALIA – Nonostante sia un trofeo da sempre snobbato, inspiegabilmente per quanto mi riguarda, permette pur sempre di alzare una coppa alla fine della stagione. Ovviamente, non parliamo di un trionfo leggendario, ma in periodi di vacche magre, può rappresentare un viatico giusto per vittorie più importanti. La gestione della Coppa, come spesso capita in Federazione, è dozzinale con calendari che mettono in difficoltà i tifosi e, spesso, anche le squadre stesse. Comunque, per uno scherzo del destino, e non solo, tra domani e giovedì si affronteranno otto delle prime nove della classifica attuale, solo la Sampdoria, eliminata proprio dal Milan, starà ai box a guardare. Interessante anche per il turno di campionato successivo. Indubbiamente il nostro impegno con il Napoli non è dei più agevoli ma come dimostrato sabato, con impegno e costanza, il divario tra le due squadre può essere limato. Il vantaggio di giocare a San Siro, anche se potrebbe essere mezzo deserto, visto il clima rigido che si prevede a Milano nei prossimi giorni, è un fattore a nostro favore da sfruttare al meglio. Questo perchè i partenopei da sabato scorso, in 4 giorni faranno avanti e indietro tra Milano e Napoli, con trasferta, freddo e allenamenti “veloci”, che alla fine possono creare qualche problema. Mentre noi potremo lavorare a Milanello, preparando al meglio la partita, replicando le cose belle di sabato ed evitando le sbavature difensive che in alcuni casi hanno dovuto far scaldare le mani di Donnarumma. Superare il Napoli, ci proietterebbe in semifinale, la terza nelle ultime quattro stagioni, oltre a darci un’opportunità importante di incontrare la Lazio (replicando la sfida dell’anno scorso sempre in semifinale) o i cuginastri che l’anno scorso furono eliminati proprio da noi ai quarti, grazie ad un gol di Cutrone nei supplementari. Quindi, dentro i migliori, il turn-over non ci serve, anzi, bisogna iniziare a far capire a questi ragazzotti che in una grande squadra si gioca sempre, ogni 3 giorni e lo si fa per vincere. Se loro sono le basi per il futuro, devono abituarsi. Pertanto mi aspetto pochi cambi e vorrei evitare come la peste i supplementari. Vedremo cosa avrà in mente Gattuso che fino ad oggi ha dimostrato di aver sempre preparato al meglio le sfide. Intanto, per la cronaca, il capocannoniere della competizione è un certo Krzysztof Piątek, chissà che la sua titolarità e la sua fame non ci aiutino a superare l’ostacolo e aiutino anche lui a mantenere questa posizione privilegiata in testa alla classifica dei marcatori. Parola d’ordine: giocarsela.

CAMPIONATO – Chiuso martedì sera il discorso sulla Coppa Italia, l’impegno successivo sarò ancor più determinante per il prosieguo del nostro Campionato. Nel girone di ritorno i punti pesano tanto, anche un pareggio a volte può essere un punto decisivo. L’ultima giornata di campionato ha dimostrato che in un turno complicato per le prime della classe, le uniche che hanno guadagnato punti, tra le dirette avversarie alla corsa Champions, sono state Milan e Roma (sulla Lazio e anche sull’inter). Proprio in virtù del fatto che i punti pesano di più, visto l’andamento delle partite, il pareggio di San Siro contro il Napoli ha sicuramente un peso diverso rispetto a quello di Bergamo, tra l’Atalanta e i giallorossi. Proprio partendo da questa situazione psicologica, va impostata la gara di domenica prossima. Dovrà essere un copia/incolla del match giocato lo scorso campionato, proprio all’Olimpico. Quella partita fu interpretata in maniera perfetta, mettendo in grande difficoltà la retroguardia giallorossa e evidenziando i loro limiti. La Roma subisce tanti gol (29), è la seconda peggior difesa delle prime dieci in classifica ma segna anche tanto (40), il terzo miglior attacco sempre delle prime dieci. Sono numeri che non vogliono dire molto ma che possono aiutarci ad interpretare l’andamento della gara. Sarà determinante sfruttare appieno le situazioni offensive che si verranno a creare. Esattamente come l’anno scorso. Dovremo difendere di squadra, soprattutto sugli esterni, per poi fare male proprio dove loro hanno più difficoltà. Quello che si è sbagliato contro il Napoli, non va fatto contro i giallorossi. I contropiedi e le transizioni dovranno essere gestite al meglio. Questo perchè se dovessero andare in svantaggio, il clima anche fuori dal campo di gioco, potrebbe aiutarci, non poco. Il secondo tempo di ieri della Roma è stato imbarazzante, al netto della forza dell’Atalanta che in questo momento, a tratti, è ingiocabile. La squadra giallorossa ha staccato la spina e si è trovata sulle gambe, due componenti che poi ti portano ad andare in affanno. Penso solo a cosa sarebbe successo se Gattuso avesse pareggiato una partita così, in vantaggio 3-0 fuori casa. Apriti cielo. Tornando a domenica prossima, credo che possa essere veramente importante per questo Milan, portare a casa il risultato. In termini di crescita del gruppo, di consapevolezza della propria forza e di esperienza. Vanno incrementate queste voci nel nostro nuovo DNA. Il famoso salto di qualità va fatto adesso, sono troppe le occasioni che sono andate perse e la Roma può essere un volano importante per le nostre ambizioni. Loro giocheranno anche a Firenze mercoledì pomeriggio, non un ostacolo insormontabile ma certo una partita tignosa, in trasferta, dopo la rimonta subita ieri. In testa qualche scoria rimarrà. Il fattore psicologico conta sempre molto nella prestazione delle squadre. Oggi stiamo meglio noi, rispetto a loro. Aldilà del risultato della Coppa Italia. Qualche sera fa ci siamo sentiti al telefono con il saggio Axel. Lui è la voce della ragione e parlando di Milan ci siamo trovati d’accordo su un punto. Su quel dannato rettangolo di gioco ci manca una scintilla. Anche piccola, ma una scintilla che accenda il potenziale di questa squadra che troppo spesso si ferma sul più bello. Adesso è il momento. Parola d’ordine: accendiamo il falò.

Un’ultima chiosa finale. E’ una cosa che mi dà enormemente fastidio fare ma che inizia a darmi parecchio sui nervi. Odio lamentarmi degli arbitri, non mi piace. Però anche sabato scorso l’atteggiamento da bullo del quartiere di Doveri non deve lasciarci tranquilli. L’ammonizione di Cutrone e il conseguente inutile richiamo a Gattuso, circa 2 minuti dopo, gridano vendetta. Su questo punto si deve lavorare tanto. Non è possibile che non sia concesso nemmeno una protesta del capitano, non è possibile che si affrontino i giocatori/allenatore a muso duro senza motivo. Banti, Doveri, Mazzoleni e Valeri sono gli esempi più evidenti di come ci sia un atteggiamento sbagliato. Teniamo monitorata la cosa, perchè la gestione dei cartellini e dei fischi in partita, spesso, fanno molti più danni di un gol di Muntari non visto.

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.