Tanti saluti

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Tanti saluti a Fassone e Mirabelli.
Di Fax ho già scritto tutto la settimana scorsa e le precedenti, le motivazioni che hanno portato al suo sollevamento dal cda sono gravissime e ridicole allo stesso tempo. L’ultimo mese del manager torinese è da manicomio, con la perla della sua intervista col Muezzin che pare abbia indispettito molto Elliott. A cui facciamo notare che avendo silurato il pirata, potrebbe fare finalmente lo stesso anche col suo pappagallo (inteso come volatile, sia mai che si offenda). Per quanto concerne Mirabelli anche il suo operato va analizzato dal fondo della sua esperienza, ancora non chiusa ufficialmente ma sul viale del tramonto. Purtroppo, anche qui, tante speranze mal riposte.
Non ha senso valutarlo per il ‘progetto tecnico’ che non è mai esistito. Abbiamo scoperto che non c’era un progetto finanziario e di sostenibilità credibile, figuriamoci il resto. Diciamo che il DS poteva non esserne del tutto consapevole, anche se ha marciato col resto della cricca promettendo la squadra da Champions. Mirabelli in definitiva ha cattato un tot di giocatori validi a caso. Attenzione bene: validi cioè non scarti, rotti (poi uno si è rotto ma capita), bolsi, moribondi, totalmente inutili, totalmente sconosciuti, invendibili, in terapia, morti, stramorti. Però li ha presi a caso, non rispondendo a delle esigenze del tecnico né a un qualcosa di ben chiaro nella sua testa. Ci va bene, perché secondo me parte di questi è già stata rimessa in un contesto credibile e comunque di grossi problemi nel gestire/vendere eventuali esuberi non ne vedo. Specie adesso che ha lasciato Mirabelli, che proprio nella gestione delle problematiche è stato magari piacevolmente diretto ma terribilmente provinciale.
Inutile esaltarsi per la ‘crescita di valore’ della rosa, poiché questa è secondo me funzione dei risultati. Se si arrivasse nuovamente sesti, o peggio, hai voglia a dire che la rosa ‘vale’ 400 milioni; dato più che i conticini visti in giro mi paiono un filino ottimistici. Il valore è anche funzione della forza oggettiva del progetto sportivo, che se non esiste non invoglia i giocatori a restare, e questi chiedono la cessione…e il prezzo non lo fa certo una società debole.

Insomma la verità è che Mirabelli il Direttore Sportivo alias ‘Sceriffo calabrese’, dopo 12 mesi è rimasto solo un calabrese. E stop. Se qualcuno mi chiedesse in definitiva: ma com’è Mirabelli? Io direi appunto che è calabrese. Se dobbiamo trovare un filo conduttore della gestione è la Calabria, la sua terra. Legittimo, per carità, attorniarsi di gente fidata che parla la stessa lingua; forse il progetto era questo: tutti calabresi. Un progetto adatto al Cosenza appena promosso in B. Pensate come ci deve essere rimasto male quando gli hanno detto che Davide Calabria è di Brescia.
A parte gli scherzi non mi pare purtroppo che Mirabelli abbia ricostruito l’area tecnica con logica, nonostante l’innesto di Luxoro ad esempio che è un grande nome; ma qui ci vuol clemenza perché dopo 10 anni di Galliani versione pac-man a fagocitare tutte le competenze, le conoscenze e le deleghe operative, e 5 anni di Rocco Mandarino come Direttore Spor-ahahahahah scusate, scusate, non riesco a scriverlo. La tastiera si rifiuta. Rocco Mandarino come cameriere, ecco dopo 10 anni così non era possibile pronti-via riprogrammare tutto.
Tuttavia è questa la mia delusione più grande. Si è riempito la bocca di tante belle cose, andando a raccontare a chi raccontava in giro poi, gli amici giornalisti, gli influencer ecc.: niente più commissioni, rifacciamo scouting di base, abbiamo progetti, Montella solo un incidente di percorso. Tante belle cose, davvero, ma i fatti a parte la carrettata di nuovi innesti e l’intuizione-Gattuso, che ha fatto bene, sono stati esigui. Specialmente tutto è stato gestito alla buona, da trattoria. Ricordo una gara di Europa League con Mirabelli a schiumare dietro la panchina, a ridosso dell’area tecnica, col telefonino, davanti a tutti mentre la squadra era in campo. Sono tornato bambino, quando col nonno andavo a vedere l’Inveruno e capitava che l’allora proprietario/factotum scalzasse il tecnico nelle indicazioni ai giocatori, o inveisse contro il portiere avversario.
Bisogna ancora anche capire perché Filippo Galli ha lasciato, con signorilità ed amarezza, e spero che la nuova proprietà lo richiami in qualche modo. Il settore giovanile dopo un quasi trentennio di nulla è tornato a dare frutti, grazie alla semina di qualche anno fa. Beretta non sembra un grande (nemmeno Galli, ma ha portato buoni risultati), e non sembrano buoni nemmeno la carrettata di stranieri lanciata dentro dal DS. A proposito, ma Bernardes Soares?

Leonardo taaaac. Più Maldini? Taaaaaaaaaac. Non succede, ma se succede….

Non solo non resterà granchè della gestione Mira, ma ci sono pure fastidiosi danni da riparare. Il principale dei quali quello riguardante Donnarumma. Ci siamo tutti schierati col DS e contro Raiola l’estate scorsa, ma il risultato ottenuto col maldestro cazzu-iu senza adeguata copertura né potere né capacità è che ad oggi il miglior portiere under-20 al mondo, quello col maggiore richiamo mediatico e talento, è divenuto un costosissimo mezzo brocco totalmente rimbecillito dopo un anno di girandola mediatica, strapagato per l’età, non richiesto da nessuno tantomeno alle cifre che sbloccherebbero tutto il nostro mercato in entrata e risolverebbero i problemi col FPF. Visto anche l’amore che la Curva Sud (molto sud, magna grecia ionica diciamo) ha avuto per Massimiliano e il trattamento riservato a Donnarumma pare chiaro che il disegno era spingere all’addio; purtroppo ha solo spinto a fare cagate sul campo.
Il successore di Mirabelli dovrà ricucire con Jabba, che sarà pure insopportabilmente antipatico ma un mesetto fa ha dichiarato: “Gigio resterà al Milan a vita, rimarrà più lui dei cinesi”; frase che mi ha lasciato stupito per applombe e umorismo. Ecco, ha avuto ragione, adesso che si trovi un’uscita. Detto che il ragazzo con un po’ di serenità potrebbe anche restare e farci vedere il suo potenziale invertendo il trend che lo sta rendendo campione d’Europa delle papere.
In conclusione: Mirabelli ha preso in mano una situazione tecnica e ambientale non facile, dopo anni di schifo totale, e ha fatto cose e visto gente, ma si è mostrato non adatto. Ma a differenza di Fassone, qualche fruttino (con sprite) dal suo costoso lavoro magari verrà fuori col tempo.

L’impressione è che il vero gioco duro lo farà Elliott da ora e senza grandi proclami. Le tre mosse con cui si sono sbarazzati del fantasma cinese, succhiato dalla trappola come un poltergeist in Ghostbusters, di Fassone, e con cui hanno favorito la riammissione in Europa al TAS fanno impressione. Minchia, il livello di scafaggine di questi è fuori scala. Se poi abbiamo da guadagnarci come tifosi del Milan staremo a vedere, ma intanto dotiamoci di patatine (e sprite) che questi hanno il classico bidone dell’immondizia al posto del cuore.
Scaroni mi lascia tiepido, ben conscio del suo curriculum che a seconda di come lo giri ti restituisce la fotografia di un gran manager o un criminale da serie Netlifx. Nel tempo libero mi da l’idea di uno che abborda mercantili. Frank Tuil e gli altri manager della Blue Sky messi nel consiglio sono garanzia di successo. Per Elliott. Diciamo che da quest’anno per vedere gli squali non occorrerà andare all’Acquario di Genova.
Non mi aspetto pompini a noi tifosi. Dopo l’amara lezione delle minchiate formali, delle ‘insidate’ (da ‘insider’ che te lo mette inside) e degli ammiccamenti mi sta bene, ognuno al suo posto. Solo i risultati possono mettere d’accordo tutti. La mossa Leonardo è sulla carta adeguata; lascio volentieri da parte screzi di oltre un lustro fa, quando ancora avevamo la statura e la panza piena per dare del Giuda a qualcuno. Oggi dopo anni di pippe from Ibiza e un giro di sino-calabresi improvvisati i regurgiti curvaroli fanno ridere. L’augurio è che Leonardo e Gattuso lavorino insieme, senza congiure, senza dubbi reciproci. Fateci sto cazzo di favore, è dal primo Ancelotti (pre ‘albero di Natale’ che non piaceva al Presidente) che non abbiamo una squadra tecnica unita a cui la proprietà non rompe le scatole. Tutti gli anni un disastro: Mira-vs-Montella, Montella-vs-Berlusca, Mihajilovic-vs-Berlusca…a scendere troviamo proprio Leo-vs-Berlusca e Galliani. Gattuso magari non ha esperienza, ma ha capacità; per otto mesi ha tirato il carro nel fango, con le ruote sghembe, facendo tutto: campo, comunicazione, team managing (mentre Abbiati si occupava delle cerimonie funebri). Ci ha messo faccia e culo, sbagliando delle volte come settimana scorsa su Bonucci. Adesso va supportato senza pressioni né rotture di palle maggiori rispetto a quelle che già avrà sul campo. Si vocifera che il contratto che è stato rinnovato a Rino in fretta non sia piaciuto ad Elliott; che non divenga un problema, o un motivo per compiere gli ormai soliti casini che qualificano il Milan oggi (e a grande diritto) come un bordello.
Se invece non ci si trova cambiare subito, magari per Conte, altro profilo di alto livello di cui me ne sbatto letteralmente dei trascorsi sabaudi.

Ecco dove è finito l’ectoplasma cinese

Se la conduzione sportiva avrà lo stesso stile di quella gestionale e finanziaria beh, ci sarà da ridere. Pronti-via e Montolivo fuori da coglioni. Il simbolo del Giannino a casa e invitato a cercarsi squadretta: SBEM! Così la finiamo con le vedove e anche coi giustificazionisti che “non si poteva rescindere/vendere ecc.”; tac, ramo secco tagliato. Mossa da fare da un triennio, da fare sicuramente l’anno scorso. Mai tenersi in casa la rogna: come giocatore serve a pochissimo, come senatore meglio non averlo. Vediamo se dall’anno prossimo lo spogliatoio avrà meno spifferi, io ne sono sicuro.
Le necessità sono chiare a tutti, si spera. Servono centrocampisti, tre e di buon livello, un’alternativa a Suso (anche definitiva, per carità…) e una punta. Proprio quest’ultimo ruolo, come ormai da un decennio, alimenta le voci più folli. Ma senza gli innesti al centro inutile illudersi. Centrocampo, centrocampo, centrocampo. Mantra da ripetere. Al Mondiale, rassegna ‘vetrina’ del calcio internazionale, la differenza l’hanno fatta i centrocampisti, le ali, la tecnica individuale e la preparazione fisica; in minima parte gli allenatori (che per le squadre di club hanno un peso però diverso) e le punte. Che ci vogliono, per carità, anche per ridare entusiasmo alla gente e un volto al progetto ma non sono così essenziali da sole.
Le cifre che girano sono poco indicative, si parla di centinaia di milioni, ma il FPF dovrà essere rispettato. E’ sicuro che Elliott punterà a realizzare nel medio periodo la vendita del club, per farlo senza mettere in piedi un circo come quello visto gli ultimi anni il bilancio va risanato ma soprattutto reso credibile.

Sperando che alcune mosse siano già state predisposte c’è bisogno anche che si lavori anche sul comparto ‘ricavi’ che è piantato al medioevo. Oltre ad aver fatto qualche spiccio con il tag ‘club più titolato al mondo’ (roba che personalmente ho odiato), aver aperto Casa Milan e aumentato il costo dei biglietti singoli non è stato fatto N I E N T E per quasi dieci anni. Perché non fregava un cazzo. Invece è fondamentale. Da questo step capiremo molto della nuova gestione Elliot.
Vediamola positiva: se lavorerà di potature e di fino, potrà essere una gestione magari importante anche se inutile sportivamente; a colpi di cessioni non si va da nessuna parte, solo la juventus senza avversari si è potuta permettere di cedere ogni anno un big e continuare a vincere (in Italia). Se invece torneranno a salire i ricavi, con un ritorno anche di credibilità essenziale, ci potranno essere soddisfazioni.
Ad ogni modo siamo sopravvissuti al Giannino e al ‘tarocco cinese’. Adesso nuotiamo nella vasca dei pesci grossi. Siamo già a posto così, sempre che non ci mangino.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.