Stiamo sul pezzo…tutti

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Siamo nel bel mezzo di una rampicata. Difficile, ripida e complicata. Commentare oggi questo Milan, per me è molto facile. Stiamo cominciando un processo di crescita che ci servirà negli anni successivi. Stiamo iniziando ad avere un’idea di squadra e, finalmente, ci sono segnali evidenti di rinascita dello spirito Milanista che per troppo tempo è stato riposto in un cassetto.

EQUILIBRIO – Non solo in campo ma anche nei giudizi e nei commenti. Il passato non può e non deve essere mai dimenticato, né quando è stato positivo, né quando è stato altamente negativo. Arriviamo tutti, chi più e chi meno, da scorpacciate di successi che, per un lungo periodo, ci hanno fatto perdere il contatto con la realtà. Ma arriviamo anche da una distruzione sistematica e completa di quei successi, di quella mentalità e di quegli uomini che ci hanno regalato tanto. Non possiamo dimenticarci questo. Il Milan, di fatto, è stato sostituito dal Giannino F&K che ha distrutto completamente le fondamenta di quella mentalità vincente che era stata acquisita e che la storia ci aveva, giustamente, riconosciuto. Quando parlo di equilibrio nei giudizi, invito tutti a pensare a che oggi, 13 marzo 2018, abbiamo una speranza di rinascere. Non possono essere una sconfitta contro l’Arsenal a farci strappare le vesti o una vittoria con il Genoa al 94’ a farci storcere il naso. Attualmente abbiamo l’esperienza internazionale del Chievo, dimentichiamoci degli anni d’oro quando si dominava su ogni campo. Attualmente un Arsenal qualunque (perché non stiamo parlando di una delle top 10 squadre europee) ci viene a giocare in faccia, senza paura, senza timore davanti al nostro pubblico. Questo è imputabile alla squadra attuale che sta nascendo o ad anni nei quali nei salotti europei entravamo solo per mangiare dei menù luculliani? Questo è un Milan embrionale, prima ce lo mettiamo in testa e prima eviteremo di fare crociate contro Mirabelli, reo di aver acquistato solo pippe, o contro Gattuso, reo di non aver dato un gioco spumeggiante a questa squadra.

PROCESSO DI CRESCITA – Quando si costruisce una casa, usualmente, si parte dalle fondamenta. Qui si sta costruendo qualcosa di importante (finalmente dopo tanto tempo) e si devono accettare alcuni momenti negativi e/o difficili dai quali, però, si deve ripartire. Quando nel giro di quattro giorni, prendi una “bambola” in Europa League e poi vinci al 94esimo su un campo storicamente a noi avverso (ultime 4 trasferte, 4 sconfitte), qualcosa di buono sta nascendo.
Esperienze come Milan-Arsenal ti aiutano a capire quanto ancora devi lavorare per arrivare a certi livelli, esperienze come Genova ti aiutano a capire che lottando e provandoci fino alla fine, i risultati ti seguono. Ma vi ricordate quando al primo episodio negativo, questa squadra si scioglieva come neve al sole, ora, quanto meno, sta imparando a soffrire e sta imparando a vincere. Concordo al 100% con Gattuso quando sostiene che le scoppole fanno bene. Ma vanno anche prese con il giusto peso, non va fatto un dramma né un piagnisteo, anzi. Ci si deve rimboccarsi le maniche e si deve lavorare il doppio per evitare altri episodi simili. Questa squadra sta andando ad un ritmo mai visto negli ultimi anni, 2.75 punti di media a partita in campionato. Ha conquistato meritatamente una finale di Coppa Italia, eliminando i tristi e i loro amichetti. Proverà a rendere difficile la qualificazione agli inglesi in Europa League. Sta segnando poco ma subisce ancora meno. Vogliamo fasciarci la testa perché il gioco non è ancora spumeggiante?!? Sbaglio o contro la Sampdoria del vate Giampaolo e contro la Roma del nuovo trend Di Francesco, tatticamente li abbiamo piallati? Si, lo confermo. Li abbiamo piallati tatticamente, perché abbiamo un allenatore che prepara le partite con la sua testa. In Europa, al primo esame importante è andata male. Vero. Ma lo sapete quanti giocatori degli undici iniziali, avevano mai giocato prima una partita dentro/fuori così importante? Pensateci, cercatelo sul web. Vi do un aiutino, non c’è nemmeno un giocatore che arrivi dalla vecchia gestione. Vogliamo proprio andare dietro a quelli che parlavano dei tre innesti in una rosa “ultracompetitiva”?

PARERE PERSONALE – Io non sono nessuno, non ho Twitter, non sono un influencer. A malapena entro su Facebook e su Instagram ci vado solo per vedere profili che postano foto di Lego (beh…lo ammetto anche di qualche signorina). Però ci tengo a sottolineare una cosa importante. A me di difendere l’attuale società NON INTERESSA UNA BEATA MAZZA. Basta con questa storia che non si può criticare Mirabelli e Fassone. Nessuno dice il contrario, anzi. Vanno criticati per aver riconfermato un allenatore con la ridarella perenne (che avrei confermato anche io sbagliandomi), vanno criticati per aver atteso fin troppo a dargli il ben servito, ritardando, di fatto, il processo di crescita della squadra. Vanno criticati per molti motivi ma… c’è un MA grosso come una casa. Non possono essere paragonati a quello che c’era in precedenza. Non si può dire che stiano facendo le stesse cose. La sottile, ma importante, differenza è che oggi si fanno degli errori per provare a cambiare le cose nel bene del Milan. Prima si facevano scientemente, andando a prevaricare ogni idea del tifoso e mettendo in prima fila solo i propri interessi personali. Scusate se è poco. Quando qualcuno sostiene che sono state acquistate delle pippe, lo invito ad aspettare la fine della stagione per vedere queste “pippe” dove andranno a giocare. Chi scommette un euro che, di sicuro, non finiranno in Turchia o in Messico?

Stiamo vivendo un periodo da milanisti che tra anni ci ricoderemo come il nostro Rinascimento, a questo punto serve serrare i ranghi e stare vicino a questa squadra. La nuova società non piace? Ce ne si faccia una ragione, c’è un bene superiore da difendere e da aiutare. Stiamo sul pezzo, tutti. C’è sempre e solo il Milan, prima di tutto.

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.