Statistiche individuali 2017/18 – Difesa

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Gianluigi Donnarumma – 19 anni, l’aura del fenomeno, il contratto pesantissimo: tutto molto bello. Ma passare da ‘Gigio’ a Donnarumma è stata dura, e non è ancora finita.
A parimerito con Aban Lafont del Tolosa è stato l’under-23 più impiegato d’Europa: 3420 minuti. 53 le presenze stagionali (dietro a Kessie), 55 gol subiti. Rendimento: secondo Ultimouomo al 29 marzo 2018 il portiere non sta peggiorando, ma evidenziando qualche limite tecnico sulle uscite, i tiri da fuori, l’1-vs-1. Ma aggiornando ad oggi il confronto con i migliori portieri della serie A (Buffon, Handanovic e Alisson) e con sé stesso l’anno scorso bisogna porsi dei dubbi: è il portiere che usa di più i pugni e quello più statico fra i pali (con Buffon, che ha 40 anni), passando da 3.74 a 2.29 prese a partita. La media di distribuzione è 10 metri inferiore a quella degli altri, ma non più precisa. L’indice salvataggi per gol subiti dice 1.95 conto 3.70/3.76/3.41 dei big e 3.14 di sé stesso l’anno scorso. Con 12 clean sheets ha chiuso l’anno in linea coi due precedenti.
Donnarumma è insomma regredito a sé stesso esordiente, o se preferite alla normalità; anche se ancora leggermente sopra media rispetto agli altri della serie A, è lontano dai migliori, più vicino ad un Berisha che a Gigi Buffon e lontano pure da un Perin che ha scelto di fare il panchinaro a gobbilandia; prendendo 6 milioni l’anno (più fratello a carico) bisogna farsi (e fargli) domande e trovare risposte subito. Il talento c’è, il fisico anche, l’esperienza è unica perché non c’è altro 19enne a poter vantare 125 presenze da titolare e per questo deve essere grato al Milan. In un altro contesto non siamo certi avrebbe avuto le stesse chance; in un contesto più forte ed esigente da ogni punto di vista inoltre non avrebbe avuto paternale protezione del tecnico e della squadra. Ma la pressione lo sta bloccando comunque.
Whoscored.com gli assegna fra i punti deboli i passaggi lunghi e la concentrazione. Dall’anno scorso ad oggi è infatti il giocatore che ha causato direttamente più gol in Serie A per errori: 7, di cui 3 quest’anno, ma non sono però conteggiati alcuni come l’uscita al rallenty su De Silvestri in Toro-Milan o la respinta di burro su Masiello a Bergamo; a questi si assommano molte incertezze coi piedi e le papere di Londra e Roma, con l’agghiacciante prestazione in finale di Coppa Italia come punto esclamativo a una stagione negativa. Il ragazzo è perennemente al centro di intrighi di mercato, Raiola con lui si è dimostrato un pessimo manager. Ma anche il Milan ha gestito male se questi sono i risultati.
Gli farà bene avere un Reina? E’ una novità per Donnarumma avere un partner decente con cui confrontarsi, non è necessariamente un atto di guerra o un rimpiazzo. Vedremo.
Chi è davvero Donnarumma, è lui l’uomo simbolo di questo Milan? Per aspettative deluse e pari possibilità di riprendersi oppure fallire miseramente non riesco purtroppo a trovarne uno più perfetto.

Davide Calabria – L’infortunio di Conti non è spesso elencato fra le principali cause del mezzo fallimento della stagione, perché? Perché Davide Calabria lo ha degnamente sostituito. Il bresciano è uno dei migliori terzini destri della serie A secondo Whoscored.com, e il più giovane fra i titolari, con Pol Lirola del Sassuolo. Il suo gioco è equilibrato, non forza spesso il dribbling (0.7 riusciti a partita), cerca il dialogo con i compagni (36.3 passaggi a partita, 81% di precisione), perde pochi palloni (0.8 a partita), ne conquista tanti (1.8 a partita, terzo fra i terzini destri con più di 15 presenze). Le spazzate sono 3.6 a partita (quarto) ed il suo punto di forza sono stati i contrasti, ben 3.4 a partita riusciti (1.1 non riusciti), miglior performance assieme a Faragò del Cagliari; per questo è anche abbastanza falloso (1.4 a partita). Non completa molti cross ma ha fornito 3 assist, tanti quanti Cancelo, che però manda al tiro i suoi 1.7 volte a partita contro lo 0.9 di Davide; ha anche segnato il suo primo gol in serie A con un bellissimo inserimento a Roma. Il suo punto debole sono stati gli infortuni, che gli hanno impedito di disputare ben 10 partite fra problemi muscolari, alla caviglia e agli adduttori.
Calabria è equilibrio e molta sostanza, rispetto alla stagione precedente è cresciuto molto e può farlo ancora. Ha giovato molto non essere bollato come nuovo ____ (inserire nome di terzino famoso) e forse anche delle ‘pause’ dal pediatra che hanno forzato un impiego graduale. Ragazzo (quasi) affidabile.

Ignazio Abate – Stagione da riserva piena per il 32enne, giunto ormai alla soglia delle 300 presenze (282, gulp!) con la nostra maglia. Il ‘senatore’ conferma quanto visto negli ultimi 4/5 anni, per fortuna a scampoli: gioco corto scolastico, in difesa discreto sulla profondità; nei duelli aerei il suo punto debole (0.4 vinti a partita), oltre che nel piazzamento sui calci da fermo dove anche quest’anno è costato qualche gol. Sul gioco lungo sbaglia 3 lanci o cross ogni 5 tentativi, ha provato un singolo dribbling in tutta la stagione (perdendolo), ha comunque trovato la rete contro il Verona.
Un ronzino da tiro che comincia anche a invecchiare.

Ricardo Rodriguez – Detto RR o R2. A giugno tutti pensavamo che questa sigla indicasse un’auto da corsa, in realtà è l’abbreviazione di R2-D2, il robottino di Star Wars a forma di bidoncino: utile ma macchinoso, sempre presente tuttavia lento; coi suoi meccanismi ti toglie dai problemi, però te lo devi trascinare dietro.
Alla fine della stagione 2013/14 Ultimouomo scriveva di lui come il primo difensore d’Europa per dribbling e aggiungeva: “…durante l’ultima Bundesliga ha realizzato 5 goal (due su rigore) e 9 assist vincenti: ed è il difensore che ha effettuato più assist totali -occasioni create- nelle 5 migliori leghe europee: 77 (calci piazzati inclusi). […] Lo svizzero, stando ai numeri, pare una garanzia per chi voglia completare la rosa con un esterno sinistro giovane, ma già maturo”.
Nei Mondiali 2014 si mise in luce per 5 occasioni create e 2 assist in 4 partite; inoltre “molto attivo in fase di contrasto della manovra avversaria: con 14 tackle complessivi è secondo per contrasti effettuati tra i difensori”.
Nel 2015 in un pezzo sui sogni di mercato rossoneri: “Per rifondare la difesa compreremmo Ricardo Rodríguez a sinistra (è dai tempi di Serginho che non abbiamo un terzino sinistro veramente forte)”.
Nel 2017 dopo l’acquisto: “L’adattamento (a centrale nel suo ultimo periodo al Wolfsburg) non è stato semplice, soprattutto perché Rodríguez non è abbastanza pesante o scaltro nell’utilizzo del proprio corpo per reggere l’impatto contro attaccanti forti fisicamente, un limite che lo rende poco efficace in marcatura e nei duelli aerei […] l’esperienza da difensore centrale ha permesso allo svizzero di affinare scelte e qualità dei passaggi in impostazione […] ma Rodríguez può ovviamente giocare in posizione più avanzata garantendo ampiezza in zone profonde e cross”. Insomma ci attendevamo, anche per averlo visto ai Mondiali 2014 e nel Wolfsburg di De Bruyne, Luis Gustavo e Perisic, un terzino di spinta abile con la palla, micidiale nei cambi di gioco, pericoloso nelle punizioni, duro. Io, per quel che conta, su Radio Rossonera a luglio lo avevo definito il colpo dell’anno, e lo avrei preso a occhi chiusi in ogni singola sessione di mercato dal 2013.
Quest’anno Ricardo è stato fra i terzini sinistri più manovrieri e precisi (51.4 passaggi a partita e 87.6% giusti), con 3.2 passaggi lunghi a match è il secondo migliore dopo Kolarov ma molto più preciso. Il suo utilizzo in impostazione bassa ha garantito scarichi di qualità, poche apprensioni e più di una volta pur messo in difficoltà sul pressing dai palloni ‘zozzi’ di Donnarumma è uscito abilmente. Fine delle positività.
Con 0.7 dribbling tentati è il quartultimo in compagnia di Gobbi, Biraghi e il 34enne Peluso; teniamo conto che il migliore, Alex Sandro, ne tenta 3. Il nostro svizzero è però infallibile: mai perso un duello in tutto il campionato; ipotizzo un freno tattico ma anche suo mentale, motivo per cui fu richiamato da Gattuso a metterci più palle.
Terzultimo per contrasti (ma può anche voler dire che si posiziona bene), fra gli ultimi per intercetti, duelli aerei, cross che hanno generato tiri; 0 assist, 2 reti su rigore. Praticamente un terzo centrale distaccato sul lato più che un giocatore di fascia.
Le aspettative di un terzino al fulmicotone, frustrate, e il pesante errore nel derby di andata hanno contribuito a creare l’immagine di un giocatore ‘deprimente’. La sua utilità e calma sono passate in secondo piano. Certo se per punizioni e corner col mancino, con i quali ha firmato ben 17 assist al Wolfsburg, gli viene preferito Suso che non ha mai siglato un assist da fermo al Milan (e in carriera ci è riuscito solo 2 volte con l’Almeria) non è colpa sua.
Cosa aspettarsi ora da lui? Speriamo in un ritorno alle origini, al giocatore meno legnoso e più attivo di qualche tempo fa, in grado di puntare l’uomo, servire le punte e cambiare gioco senza sacrificare la difesa.
Il ‘clone’ dell’RR preciso e lentopede visto quest’anno lo avremo già: Strinic. Ci serve quello vero.

Luca Antonelli – Anche quest’anno il figlio di Dustin è stato non convocabile per 14 partite, e arriviamo a 50 indisponibilità in 3 stagioni e mezza. Inutile ogni altro commento.

Leonardo Bonucci – Il suo acquisto sembrava aver segnato l’inizio di un nuovo corso, invece la strada da fare è ancora enorme. Leonardo è un professionista forte ed esperto, ma non determinante quanto pensava il 90% dell’Italia sportiva (specie quella gobba). Riemerso a fatica dal gorgo di inizio stagione, culminato con i fischi di San Siro e le pettinate contro Roma, Inter e juventus in sequenza, Leonardo non è stato il pezzo da novanta che ci saremmo aspettati. Per carità, avercene.
Meno coinvolto in manovra rispetto agli ultimi due anni alla juventus (54 passaggi a partita contro 63 e 62 rispettivamente), Bonucci ha mostrato la consueta propensione al lancio lungo (7.7 a partita), accuratezza sul breve, capacita anche di creare occasioni per i compagni (14, miglior difensore della serie A). Ben al di sotto delle sue medie in carriera i dribbling.
A livello difensivo è mancato il suo apporto decisivo in termini di intercetti, scendendo ben sotto gli standard degli ultimi tre anni in bianconero: da 2.3-2.4 a 1.5 a partita. Oltre che in anticipo, anche in contrasto si è fatto sentire meno, scendendo da una media di 2 in carriera a 1.1 a partita; come i suoi compagni di reparto interviene solo in sicurezza (solo 0.2 dribbling subiti a partita) rischiando poco la giocata difensiva determinante. Pochi anche i falli e i cartellini, meno che alla juventus. Nel gioco aereo si conferma non strabiliante (2.9 interventi tentati, 1.6 completati).
Caratterialmente ha fatto qualche ottimo gesto, come segnare ed esultare allo Stadium o abbracciare platealmente Kalinic subissato di fischi; ma anche qualche cazzata tipo la gomitata a Rosi. In generale non ha dato quella sensazione di forza e comando attesa, oltre a mancare quel determinante apporto di scaltrezza che un difensore come lui deve mettere avanti a tutto. L’anno prossimo meno tweet e più fatti: sono ancora convinto che questo giocatore possa darci soddisfazioni.

Alessio RomagnoliUn rinnovo importante a seguito di una stagione importante. Ma quanto è stata buona la stagione del nostro 13? Nei numeri non si ritrova la sensazione di crescita avuta per tutto l’anno: come il suo compagno di ruolo effettua pochi tackle e intercetti intervenendo solo in sicurezza e pur essendo più efficace di testa (2.6 contrasti vinti a partita, 1.3 persi) e anche più falloso (1.1) e ha ricevuto più cartellini. Molto preciso nel breve con 52.1 passaggi e 91.4% di precisione, la sua impostazione sul lungo viene penalizzata a favore di quella di Bonucci (2.8 lanci giusti, 2.3 sbagliati).
Secondo Whoscored i suoi punti di forza sono passaggi, concentrazione, duelli aerei: da grande difensore; pecca in contrasti e disciplina. Alessio è un difensore elegante, fin troppo educato. A Gattuso il compito di inquadrare lui e Leo in maniera diversa la prossima stagione: non possono rimanere sempre nei pressi di Donnarumma a palleggiare, e devono essere più aggressivi. Certo la partenza shockante del campionato ha pesato molto sul rendimento della coppia, specie del più giovane difensore romano che nel trittico Roma-Inter-juve ha messo a segno 3 contrasti e 0 intercetti in tutto, e fu uno dei peggiori anche contro Benevento e Hellas. Impauriti a livello mentale ci hanno messo diverse partite per registrarsi.
Con Rino in panchina sono drasticamente diminuiti i numeri di fuorigioco vinti (15 nel girone di andata, 5 nel ritorno), chiaro segnale di cambio di sistema; sempre alto il numero di spazzate (72 andata, 76 ritorno), con Alessio che in qualche occasione come all’Olimpico contro la Roma ha dato l’impressione di essere assolutamente invalicabile quando in tranche agonistica (14 chiusure).
Dentro Romagnoli c’è un difensore fortissimo, che ogni tanto esce, fa un paio di partite clamorose poi torna a rintanarsi nel compitino. Quest’anno forse ha raggiunto dei picchi di eccellenza mai visti finora, ma è la continuità a mancare ancora parecchio.

Cristian Zapata – Non sono il fan numero 1 del colombiano. Tuttavia quest’anno è stato forse l’unico ‘residuato bellico’ ad essere sceso al livello di rincalzo con buona volontà, senza mai rompere, aiutando la squadra. Pare che a Milanello sia molto benvoluto, utile per lo spogliatoio. Il suo rendimento poi è stato pulito, salvo a Marassi quando favorì il successo della Samp servendo suo cugino Duvan a due passi dalla porta.
Il colombiano ha completato 2.1 contrasti, 1.3 intercetti, 4.1 spazzate e 2.7 duelli aerei a partita sbagliando davvero poco. E’ stato affidabile coi piedi (56.3 passaggi, 89.8% di precisione, 3.2 palle lunghe) e ha disputato alcune partite di grande livello, ad esempio contro il Napoli a San Siro. Bene così.
Contando che un giocatore così altalenante in carriera, spesso poco concentrato (come da lui stesso dichiarato), e molto fisico difficilmente sarà eterno, è opportuno comunque pensare alla sostituzione.

Mateo Musacchio – Me lo dimenticai elencando gli acquisti estivi, sinceramente me lo stavo dimenticando anche ora. L’argentino ha un difetto che me lo rende indigesto: non spicca nei duelli. Anche quest’anno è stato saltato 8 volte, contro le 7 di Bonucci e 5 di Romagnoli (che hanno giocato più del doppio); ha ingaggiato 41 duelli aerei vincendone solo 14. Il coinvolgimento in manovra è stato elevato come quello dei suoi compagni di ruolo, e l’argentino ha risposto con precisione con le migliori statistiche in carriera (e siglando anche un assist). Il rendimento difensivo è stato invece deprimente, con medie scarse se confrontante al suo storico: contrasti 1.5 (2.1 in carriera), intercetti 0.8 (2.8), spazzate 3.7 (4.4).
Gattuso lo ha impiegato per soli 478 minuti (su 1574 totali), di cui 208 nel girone di ritorno. Rimarrà come riserva oppure chiederà la cessione? Staremo a vedere.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.