Solo per il Milan

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L'amore per il Milan, unica linea editoriale

Caro Gennaro, non è colpa tua. La tua presa di responsabilità a fine gara, dopo l’ennesimo spettacolo mediocre contro l’Atalanta, è molto onorevole ma non è accettabile. La tua colpa semmai è stata quella di voler dare il tuo contributo ad una causa già ampiamente persa. L’analisi che deve fare questa società e questa squadra è profonda. Tanto profonda quanto preoccupante. Questa squadra non corre e se lo fa, lo fa male. Questa squadra non sa difendersi. Questa squadra non sa attaccare. Questa squadra è stata costruita male. Questa squadra non riesce mai in nessun modo ad innestare la marcia, rimane sempre, miseramente, tristemente, dannatamente ferma.

E’ ormai evidente che le responsabilità societarie stiano pian piano prendendo il sopravvento. Troppa superficialità nel pensare che i problemi fossero risolti con l’innesto di undici giocatori nuovi. Qui lo abbiamo gridato a gran voce per mesi, anzi per anni. Andava rasato al suolo tutto. Il problema non era Bacca, non era Kucka e non era Lapadula. Il problema era che solo questi giocatori di basso livello erano gli unici ad avere un minimo di mercato (Villareal, Antalyaspor e Genoa. Giusto per ricordare i fenomeni che ci ha lasciato l’Imperatore del mercato). Non si è voluto tagliare il cordone ombelicale con il Giannino e ora il problema è deflagrato in maniera importante. Non si torna indietro, ahimè. Fassone e Mirabelli non possono pensare di gestire una società come il Milan senza farsi dei nemici. Ma intendo nemici veri, non quella accozzaglia di persone che ogni giorno ne scrivono una, giusto per rimarcare il loro essere intellettualmente indipendenti. Fassone e Mirabelli devono capire che la strada che hanno intrapreso è in salita, piena di fossi e con una pendenza del 20%. Ci si deve arrampicare cazzuti. Se in settimana si sente dire che questa squadra ha solo tre giocatori di livello e, guarda caso, sono provenienti dalla vecchia gestione. Si alza il ditino e si rilascia una bella dichiarazione: “Se intendiamo il portiere che ci siamo dovuti ricomprare visto che era talmente forte da essere lasciato in scadenza. Se intendiamo che Bonaventura è di poco inferiore a Kakà, ci vengano portate le offerte dal suo procuratore dai miglior club mondiali”. Ovvio che si tratta di fantacalcio, ma si deve RIS-PON-DE-RE! Il territorio va marcato. Ho apprezzato le pacche sulle spalle di Mirabelli, ma non vorrei che rimanessero un’immagine fine a se stessa. Si porti avanti le proprie idee. Ripeto, si porti avanti le proprie idee. Ad oggi io non ho capito se si vuole dare una svegliata a questa squadra o se si vuole vivacchiare in attesa della prossima stagione. Se si decide ritiro “a data da destinarsi” lo si porta avanti, senza se e senza ma. Si fa trascorrere il Natale alla squadra in compagnia di Abate e Montolivo che è già di per sè una tragedia. Si deve dare una linea decisa e precisa. Questi ragazzi non sono in grado di capire nulla. Sono mal guidati, sono mal rappresentati e sono mal gestiti.

La soluzione dei nostri mali non può essere rappresentata da coloro che sono stati i protagonisti dell’ultimo lustro. Si devono mettere nell’angolo. Si provi a giocare alcune partite con i nuovi arrivati, li si metta davanti alle proprie responsabilità, chissà che poi non si inizi a fare meglio. Come i nostalgici hanno chiesto a gran voce l’ingresso in squadra di Montolivo, Abate e Bonaventura, adesso io chiedo il gentile accompagnamento al di fuori del rettangolo di gioco dei suddetti cattivi esempi. Martellerò fino alla morte su questo punto. Se questi giocatori possono solo raccontare la loro mediocrità, non possiamo pretendere un salto di qualità dagli altri. Questa è gente che “non poteva dominare l’Empoli in casa”, infatti a furor di popolo chiamati, ci hanno regalato un punto contro Benevento e Verona (la loro dimensione naturale). Mettiamo in campo i nuovi. Proviamoci. Almeno capiremo se saranno “fenomeni parastatali” o giocatori da Milan. Andrè Silva sarà l’erede di Cristiano Ronaldo o sarà l’erede di Jardel? Hakan Calhanoglu riuscirà a tirare una punizione in porta o continueremo a cercare i palloni in Piazzale Axum e zone limitrofe? Schieriamo subito un bel 4-4-2, che non è peccato. Ci si sistemi in modo da non prendere sempre gol alla prima azione avversaria e si provi a contrastare gli avversari a centrocampo. Sabato sera alcuni giocatori dell’Atalanta si sono allenati, hanno fatto una sgambata. Non hanno nemmeno sudato. Mettiamo una squadraccia in campo, priva della qualità e della forza pugnace del Giannino, ma ce ne faremo una ragione. Evitiamo altre figure imbarazzanti per noi tifosi. Anche perchè il problema è che non si può mettere in imbarazzo chi non sa cosa sia l’imbarazzo.
Storari; Calabria, Musacchio, Bonucci, Romagnoli; Kessie, Locatelli, Biglia, RRodriguez; Cutrone, ASilva.

Noi abbiamo bisogno di soluzioni, non di piagnistei e suicidi di massa. Non siamo quelli là. Ci vogliono far diventare come quelli là ma non lo siamo. Non credete alle fandonie che scrivono i “Lor Signori”, Fassone e Mirabelli nell’Inter morattiana non ci hanno nemmeno messo piede. Il primo ci ha lavorato dal 2012 al 2015, il secondo dal 2012 al 2016 con una pausa di alcuni mesi nel 2014 in Inghilterra. I tempi degli esoneri di Simoni e del 5 maggio sono molto lontani. Dobbiamo criticarli, dobbiamo dargli le indicazioni su cosa sia il Milan ma non pensiamo di spaccare tutto e rimontare come si faceva dall’altra parte. Io tifo Milan. Non tifo Mirabelli o il Condor. Tifo Milan e voglio solo ed esclusivamente il bene del Milan, quindi se devo lottare lotto per i nostri colori. Questa squadra è nata sbagliata è cresciuta peggio ma non può essere abbandonata. Non prima di un derby. Sabato sera ho visto dei ragazzi terrorizzati in campo, li ho visti negli occhi, da vicino, alcuni di loro sono veramente nel panico totale, aiutiamoli. Altri li ho visti veramente incazzati, vogliono reagire e, guarda caso, non sono i gianniniani ma sono dei giovani che a questo Milan ci tengono veramente. Cutrone, Locatelli e Calabria. Con i loro limiti ci credono e ci mettono le palle, cosa che non hanno certo imparato dai loro “maestri” ma ce l’hanno nel loro DNA.

Auguro a tutti voi, anche se in ritardo, per un sereno e felice Natale e Santo Stefano. Le feste ci danno sempre la possiblità di tornare un pò bambini quando si sognava ad occhi aperti. Proviamo a chiudere gli occhi e pensare a quando eravamo più piccoli, alcuni di noi vedono un Milan vincente, altri magari un pò zoppicante ma l’unico vero punto di unione sono il Rosso e il Nero. Tutto il resto è già passato, solo i colori son rimasti legati al nostro cuore.

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.