Si stava meglio prima

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Si stava meglio un anno fa. Decisamente. Si stava meglio con Montolivo capitano. Si stava meglio con Honda numero 10. Si stava meglio con il Milan giovane e italiano. Si stava meglio con Brocchi in panchina e il suo calcio rivoluzionario. Si stava meglio senza cinesi. Si stava meglio senza dei dirigenti che sono riusciti a sbagliare undici acquisti. Si stava meglio quando non si avevano speranze. Si stava meglio quando l’Empoli era impossibile da dominare a S.Siro. Si stava meglio quando Rami e Bocchetti erano i centrali difensivi. Si stava meglio quando Maiorino scopriva talenti in giro per il Mondo. Si stava meglio quando si accumulavano oltre centosessanta punti dalla Juventus. Si stava meglio quando non si avevano i soldi per il pullman. Si stava meglio quando “siamo a posto così”.

Avrei potuto continuare per quindici pagine, ininterrottamente. È evidente che il paragone tra la nuova società e il passato debba essere costante. Mi chiedo come si possano mettere sulla bilancia cinque stagioni (almeno e stando schiscio) con una sola (ancora da finire). Mi chiedo anche come ci si possa definire “mirabelliani” o “nostalgici” quando si commenta i risultati di questa squadra. Dobbiamo cercare di uscire da questo “buco nero”. Criticare Mirabelli e Fassone è giusto, è sacrosanto, è corretto. Paragonarli e/o considerarli peggio di ciò che c’è stato in precedenza non è corretto. Di Mirabelli non mi interessa niente, probabilmente tra dieci anni neanche ci ricorderemo di lui come Direttore Sportivo. Ma ci ricorderemo di lui come dirigente di una società di calcio. Perchè è questa la sottile linea di differenza tra ciò che stiamo vivendo ora e quello che c’era circa dodici mesi fa. Ora, la dirigenza sta lavorando per creare e costruire una società. Prima, si lavorava (verbo usato erroneamente) per soddisfare le esigenze di quello o dell’altro che a turno passavano in quel di Milanello.

Il simbolo della decadenza © LaPresse

Continuo a leggere sparate su “eh ma non criticate mai Mirabelli…”. Anche qui mi chiedo se vengano letti i post che scriviamo nei ritagli di tempo tra lavoro, famiglia, sport, hobbies e tanto altro. Se ci si aspetta di leggere tra le mie righe “attacchi frontali” come quelli lanciati al Condor & C. si sbaglia. Quel sistema è stato combattuto dal Night dalla sua nascita. Dai ragazzi in redazione agli utenti, ben prima che io iniziassi ad essere un Nighter. Quel sistema era corrotto, era sbagliato, era deleterio, era sfiancante, era marcio, era schifoso, era disinteressato a noi. A voi. Andava smantellato, andava combattuto per una sola ragione. L’amore per il Milan. Chi se ne frega del Condor, di Fininvest, dei marcioni che scendevano in campo. Solo l’amore sfrenato per questi colori ci ha portati a combattere. Tutti. Ripeto, tutti. Ora, quando siamo ancora in gioco per un posto in Europa League, abbiamo una finale di Coppa Italia da giocare e abbiamo un piccolo obbiettivo, che è il quarto posto (mio parere, i-m-p-o-s-s-i-b-i-l-e), dovremmo spaccare tutto e tutti solo per? Boh, ditemelo voi. Per cosa?
Mirabelli e Fassone possono non stare simpatici ma lavorano, lavorano e lavorano per fare andare le cose al meglio. Se dovessero fare male, di certo verranno messi sul banco degli imputati. Personalmente la mancata qualificazione alla Champions League, passa anche da errori grossolani di Mirabelli. Conferma di Montella in primis (lo dice un ex montelliano) e la mancata cacciata dello stesso allenatore dopo Sampdoria-Milan. Ma sono errori. Errori di valutazione. Errori di inesperienza. Errori di strategia. Non sono errori fatti passare come l’unica verità. Oppure perculate fatte passare come legge, tipo “siamo ultra competitivi” detto ad agosto con Traorè, Constant e Acerbi presentati a Milanello…

Pensate che a me non piaccia fare il verso al Condor con decine di post dedicati ai suoi “tic” e alle sue “banfate”? Eppure non mi mancano quei tempi. Proprio per niente. Ora mi piace aspettare le partite, mi piace viverle nell’attesa che possa succedere qualcosa di positivo. Kalinic, Silva, Musacchio, giusto per citarne tre, sono l’emblema di errori che ci stanno penalizzando. Ma se le cose continueranno così, a giugno potranno essere ceduti. Di certo non in prestito con l’ingaggio pagato e/o la buona uscita per accontentare giocatore e procuratore. Sono queste le cose che ci facevano indignare. Non possiamo, adesso, dopo anni di melma fare gli schizzinosi con questa gente qui. Ma Menez, Honda, Muntari, Cerci, Destro. Ce li siamo dimenticati? Sbagliare alcuni giocatori dovendo costruire una squadra nuova è normale. Sbagliarli sapendo già di rifilare una sola non è normale. Anzi si chiama in un’altra maniera, si chiama truffa.

Secondo me dovremmo valutare ogni cosa con maggior equilibrio e attenzione. Personalmente era difficilissimo entrare in Champions già a luglio. Essere ora, ad otto punti dopo aver fatto vacanza per tre mesi, aver preso scoppole inaudite contro tutti nel girone d’andata, mi sembra già un miracolo e dovremmo esserne fieri. Stracciarsi le vesti ora, sostenendo che la stagione è da buttare mi sembra un filo autolesionista. Se alcuni di noi si sono dati dei traguardi impensabili, il problema non è di questa squadra (che rimane normale senza infamia e senza lode) ma delle aspettative che sono state riposte. Se questa sensazione di disfattismo continuo ce la portiamo con noi ancora a lungo, finirà che faremo la fine di quelli là. Quelli che ogni sei mesi buttavano i progetti nel cestino, perchè andava tutto bene. Poi facevano una rimonta e producevano i DVD per potersi sbrodolare con il loro bauscismo. Forse non è chiaro a tutti. Noi siamo il Milan, non abbiamo tempo per i DVD, dobbiamo ricominciare a scrivere la Storia. Tutti. Insieme.

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.