Road to Baku?

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Europa League sì o Europa League no? Potremmo dire che nelle ultime settimane questo sia stato l’argomento più gettonato con da una parte chi in campionato non vuole assolutamente rischiare di dover disputare i preliminari (e magari nemmeno fare i gironi) e chi li farebbe comunque.
Gli argomenti a supporto delle due tesi sono vari e ognuno meritevole di considerazione. I principali argomenti di chi non vuole correre il rischio di arrivare settimo sono la modifica della preparazione atletica (o una preparazione atletica non adeguata), stagione che inizia troppo presto, troppe partite nell’arco della stagione 2018/19 ed il rischio di perdere ancora una volta l’ingresso in champions league (con il prestigio ed i soldi che ne conseguono) perché lottando su due fronti anziché concentrarsi solo sul campionato si disperdono troppe energie mentali e fisiche.
Dall’altra parte c’è chi la coppa la vorrebbe disputare anche partendo dai preliminari se necessario, perché siamo il Milan, perché quella coppa manca nella nostra bacheca, perché può dare un posto in champions league ed infine perché se i giocatori han fatto schifo è colpa loro e ne pagano le conseguenze.
Tutte le argomentazioni a supporto delle due posizioni sono valide, a ciò aggiungo ulteriori considerazioni che a mio avviso dovrebbero far pendere la bilancia verso l’approdo alla piccola europa anche con i preliminari, ma so bene che potrebbe essere solo il mio personale punto di vista.

Unico obiettivo. In molti giustamente portano a supporto di questa tesi quelli dall’altra parte del naviglio. L’inter nonostante la sconfitta contro i gobbi è ancora in piena lotta per il quarto posto e rispetto all’anno passato ha totalizzato 10 punti in più in classifica. Tutto farebbe pensare che la scelta sia stata vincente, ma io dico nì o addirittura no se partiamo dal presupposto dell’unico obiettivo. Come sappiamo i nati dopo l’anno passato cambiarono allenatore in corsa (esattamente come noi quest’anno) per poi effettuare una rimonta che aveva del clamoroso salvo poi perdere in casa contro la Samp alla trentesima giornata e da lì dare la champions per spacciata retrocedendo fino a dove servisse per non disputare nessuna manifestazione europea. Ebbene, fino alla trentesima giornata (quindi sconfitta con la Samp compresa) l’inter di Spalletti aveva totalizzato solo 4 punti in più pur non dovendo scontare la sciagurata prima parte con De Boer e senza aver disputato l’europa league. A ciò aggiungiamoci che i nerazzurri hanno davanti non solo juventus, napoli e roma (organici migliori o pari nella migliore delle ipotesi) ma la stessa Lazio che dall’europa league è appena uscita. In parole povere se l’anno passato i nati dopo non si fossero scansati probabilmente sarebbero nella stessa posizione di classifica e con punti similari a quelli di questa stagione con buona pace dell’unico obiettivo. Certo lo possono ancora centrare, ma nel caso non sarà per una scelta strategica vincente del dosaggio di forze e allenamenti quanto per l’infortunio di Immobile contro il Torino.

Il mercato. C’è poi la questione organico migliore, una squadra senza coppe quanto è appetibile per i giocatori? L’Europa League è una vetrina minore, ma è pur sempre una vetrina. L’esempio di quelli sull’altra sponda ci viene ancora una volta in soccorso. L’inter tra skriniar, dalbert, vecino, gagliardini, borja valero ha speso quasi 100 milioni per giocatori provenienti quasi eclusivamente dalla serie A con l’unica eccezione rappresentata da Dalbert che ha lasciato un preliminare di champions league provenendo però da un club tutt’altro che prestigioso. Ovviamente l’ingaggio fa sempre la differenza per i calciatori, ma se non hai le disponibilità del city o del psg allora tutto cambia e la partecipazione alle coppe pesa e l’inter se n’è accorta.

Soldi. Quanto rende l’Europa League? Davvero poco rispetto alla champions league, ma il Milan ha estremo bisogno di aumentare il suo fatturato per poter far quadrare i conti ed investire.
Quest’anno il Milan ha ricavato circa 14 mln di euro dalla piccola europa (botteghino+premi) a cui andrà ad aggiungersi il market pool per una cifra totale che potrebbe aggirarsi verosimilmente attorno ai 18/19 mln di euro. Questa somma andrebbe poi depurata dell’entusiasmo per il ritorno in europa/cambio di proprietà che portò in dote oltre 3 mln di incassi da botteghino tra Craiova e Shkendija, un qualcosa di irripetibile.
Ma ci occorrono i due spicci dell’Europa League? Premesso che è una possibilità in più per andare in Champions, la mia risposta è sì dato che ci sarà qualche soldino in più. Per il nuovo triennio 2018/21 sono aumentate le somme a disposizione delle partecipanti alle coppe europee: per la stagione che si sta concludendo la distribuzione dei premi EL era di 400 mln (1,7 mld per la CL) ma dall’anno prossimo sarà di 500 mln (1,9 mld per la CL) con un aumento del 25%. Saranno sempre spiccioli, ma qualche soldo in più fa sempre comodo specie considerando la diminuzione della quota per il market pool andando così a premiare maggiormente chi vince le partite.

Ranking. Non partecipare sarebbe un problema perché ad oggi siamo in 53esima posizione (sotto club come Brugge, Viktoria Plzen e Paok tanto per intenderci) e se dovessimo saltare la prossima competizione avremmo con tutta probabilità un ranking peggiore di quello dei nati dopo (83esima posizione) per le coppe 2019/20. Magari per alcuni significa poco, ma un ranking sopra la 40esima posizione significa quasi certamente quarta fascia in champions league (la Roma 37esima era in terza fascia). Il Milan deve quindi cercare di risalire la china per avere sorteggi migliori non tanto per la stagione 2019/20 quanto per quelle immediatamente successive.

Preliminari. Se per disgrazia non riuscissimo a qualificarci direttamente, da quest’anno ci sarebbe da affrontare un turno preliminare in più iniziando dal 24/25 luglio (si giocherebbe tutti i martedì/mercoledì di agosto) saltando di fatto la partecipazione alla ICC negli Stati Uniti che dovrebbe portare in dote una cifra non troppo dissimile a quella percepita da chi si qualifica ai gironi di europa league. Questo giustamente è il vero scoglio anche se bisogna ricordare che la tournée americana di tre partite si disputerà dal 25 luglio al 4 agosto (escludendo i voli transoceanici) ed il campionato inizierà il 19 agosto. Sicuramente avremmo delle ripercussioni fisiche, ma con una panchina vera da cui attingere per i primi turni (sorteggi permettendo) sarebbe tutto molto più semplice.

Io personalmente vorrei evitare di stare fuori dalle coppe europee per 4 anni su 5, sarebbe un grande smacco per il blasone del Milan, che sarà pure impolverato e ammaccato ma ha ancora tanto da raccontare e si deve riabituare alle partite da dentro o fuori.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.