Riassunto statistico dopo 12 giornate

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Aggiornamento statistiche dopo 12 giornate, quasi un terzo di campionato.

Attacco – Il Milan ha il sesto miglior attacco (21), è la squadra che segna maggiormente di sinistro (11) e da fuori area (8). La classifica degli xG ci vede noni con 18.05 gol attesi; rispetto alla scorsa stagione la nostra efficenza offensiva è decisamente aumentata avendo realizzato un numero maggiore di reti rispetto a quelle attese dalla qualità e quantità di occasioni create. Sicuramente incide la formidabile vena di Suso e la migliore qualità di Higuain rispetto a Silva e Kalinic; anche se l’argentino è lontano dai migliori performer del campionato (Icardi e al momento Piatek) si attesta su livelli alti con un pulitissimo 5 gol su 4.91 xG.
Siamo quarti per media tiri nei novanta minuti (15.47) dietro a juve, Napoli e Atalanta, e quarti anche per percentuale di tiri nello specchio (36.18%). In volume sono poche le conclusioni di testa (17 in tutta la stagione, contro ad esempio le 34 di Inter e juve), molte quelle da lontano (97) e da un’azione di gioco (200) piuttosto che da fermi. Generiamo 0.091 xG a tiro, quint’ultimo risultato della serie A, proprio per via della tipologia di conclusioni che più spesso andiamo a cercare.
Il deficitario dato dei dribbling provati e riusciti rispetto all’anno scorso è decisamente cambiato; con 28.21 dribbling nei 90 minuti siamo sesti in questa graduatoria, e col 78.79% di successo siamo straprimi con ben 3 punti di scarto a favore sulla juventus. Il principale artefice di questo maisucolo incremento è Suso. Con 121 dribbling ovvero 9.43 a partita, e con l’86.78% di precisione, sta registrando una performance stellare, che forse sottovalutiamo. Suso ha effettuato più dribbling di tutti in serie A, davanti a Chiesa, Lazzari e CR7, è il quarto per dribbling sui 90 minuti (primo Douglas Costa con 14.8), primo per percentuale di successo sopra Under e Perisic. Nessun altro giocatore del Milan entra nella top30 di ciascuna di queste graduatorie. Suso è anche il giocatore che ha subito più falli di tutti, ben 33. Tuttavia anche Castillejo, Calhanoglu, Bonaventura, Higuain e ora Bakayoko hanno contribuito ad elevare l’efficacia negli 1vs1 offensivi anche se resta ancora un punto da migliorare.
Sesti per tocchi in area a partita (17.95), anche qui è Suso il leader di squadra con 49 tocchi totali, sesto del torneo, 7 in più del Pipita. Nella top20 del campionato solo Chiesa, Perisic e Insigne oltre allo spagnolo non sono centravanti o seconde punte effettive.

Magari non è un problema, ma sicuramente non è un valore aggiunto

Difesa – Undicesima la nostra difesa per reti subite (16), a pari con il Cagliari. Va detto che a quota 15 ci sono ben 4 squadre, e 2 a 14 quindi il gruppo è abbastanza compatto con le sole juventus, Inter e Fiorentina ad avere difese nettamente meno perforate. Gli xGa ci vedono sesti con 14.63 gol attesi subiti, in lieve underperformance.
Abbiamo subito 10.49 tiri in media a partita, quarta migliore performance del campionato.
Donnarumma, l’unico portiere utilizzato in campionato, subisce 1.24 gol ogni novanta minuti e ha tenuto la propria porta inviolata solo 1 volta, l’8%, risultando ultimo della graduatoria della serie A fra i portieri più utilizzati; solo Seculin, Musso e Provedel sono ancora a 0 ma hanno giocato pochissimo, mentre Radu, Gollini e persino Sorrentino hanno 1 solo clean sheet ma con una percentuale migliore sul totale. Ma l’indice veramente inquietante che mi è capitato di osservare è quello degli Easy Conceded Goals, ovvero le reti concesse per errore diretto o facilmente; è davvero brutto da dirsi ma il 99 con 0.23 ECG ogni 90 minuti è sorpassato solo da Sorrentino e Radu ed in linea con le altre promesse del campionato meno chiaccherate (Cragno, Lafont), debuttanti (Terracciano) e mestieranti (Consigli), a qualche miglio di distanza dai top del campionato ma anche da Sirigu, Strakosha o le sorprese Sepe, Gomis, Audero, e in peggioramento rispetto all’anno scorso sia in questo che nella percentuale di tiri parati. Ovvio, come denota la parabola del portiere della Samp e dell’Under-21 che vanta 5 partite senza subire reti ma ben 11 gol nelle ultime 3 gare molto dipende anche dalla squadra. Ma non c’è dubbio che a fronte dei leggeri miglioramenti coi piedi (peraltro puramente statistici vista la scarsa rapidità di circolazione) Donnarumma sia ad oggi un portiere assolutamente di livello medio in tutto, perdipiù con l’errore in canna; Wyscout nel suo indice lo classifica al 13esimo posto fra i 20 più utilizzati, in mezzo a Consigli e Sportiello, che non prendono 6 milioni l’anno. Quel contratto comunque ci vincola a fornire a Donnarumma un lungo apprendistato. Portiamo pazienza, se il 99% del mondo calcistico lo ritiene un fenomeno in fasce probabilmente sarà così, sperando che si riveli tale prima dei 24 anni. Quando si libererà a zero.

Nei duelli difensivi siamo quintultimi per volume (59.77) e sesti per percentuale di successo (22.37%), numeri simili a quelli di Inter e Roma. Come è normale le squadre con classifica migliore vengono meno sollecitate in difesa, ma devono essere più efficaci. Nei duelli difensivi la nostra eccellenza era Lucas Biglia. Come già scritto l’argentino stava affrontando la sua seconda stagione con piglio diverso dalla prima, da vero volante argentino; con 111 duelli ingaggiati era il sesto della serie A in compagnia di De Roon, Allan, Cionek, Leiva, quinto per duelli sui 90 minuti (12.05). Nella top30 della media su 90 minuti compaiono anche Laxalt, nono, e Castillejo, ventiquattresimo; i nuovi acquisti hanno temperamento. A breve si aggiungerà in graduatoria sicuramente Bakayoko, che nelle ultime gare ha dato dimostrazione efficacia in questo fondamentale. Nelle percentuali di successo spicca il solo Musacchio nella top30, e appunto Bakayoko se consideriamo solo le ultime partite.
So che tutti stavate aspettando la graduatoria delle palle recuperate, dove l’assenza di Montolivo pesa come un macigno (fra l’altro stando ai dati Wyscout della stagione 2015/16, quella delle megapippe a favore del numero 18 ‘Arsenio Lupin d’Europa’, beh finì 11esimo nella classifica). L’attuale numero uno è il futuro FIFA World Player Gagliolo, seguito da Izzo e Iacoponi; a parte gli scherzi, è Biglia di nuovo ad essere il miglior milanista.
Nei duelli aerei siamo terz’ultimi per volume (25.57), e visto che siamo in compagnia di Sassuolo, Napoli e juventus è probabile che sia per atteggiamento dell’avversario; ma siamo ultimissimi per efficacia con solo il 38.9% e questo è un dato preoccupante.
Il Milan commette pochissimi falli, 10 a partita, numero più basso del campionato; ed anche questo in qualche modo non è entusiasmante.
E veniamo a un’altra nota dolentissima. L’indice di passaggi concessi all’avversario per azione difensiva compiuta (PPDA) del Milan è 13.24, quinto della serie A e in linea con Chievo e Udinese. Descrivendo questo, in maniera sommaria, quanto viene ‘atteso’ l’avversario è chiaramente specchio di una prudenza troppo marcata, anche in considerazione che, a parte le romane che viaggiano fra 10 e 11 PPDA, Inter e juve ma anche Napoli, Atalanta, Fiorentina sono sotto i 10.

Costruzione – Il possesso palla è sceso dai picchi montelliani dell’anno scorso di oltre il 55% a una media di 51.7%. Siamo quarti per numero di passaggi e secondi per precisione. Facciamo poco uso del filtrante e lancio lungo, siamo quattordicesimi per numero di passaggi nella trequarti avversaria; il nostro gioco punta più sugli allunghi (15 a partita, sesti) e sull’attacco in profondità (10.34 a partita, sesti). Contro di noi la media del PPDA degli avversari è 13.44, gli avversari in genere ci attendono.
Il Milan è settimo per media cross nei 90 minuti (17.41), in equlibrio la provenienza destra-sinistra, ma sono pochi quelli direzionati nell’area piccola. Suso è il quarto crossatore del campionato con 65 cross, sopra al buon Di Lorenzo dell’Empoli e sotto a Lazzari (103), Perisic (72) e Alex Sandro (71) ed è anche nella top10 dei più precisi. Anche il nostro Ricardo Rodriguez con 38 cross è nella top20 del campionato, dato significativo visto che viene da un giocatore l’anno scorso fortemente criticato per la staticità; è il sesto crossatore mancino del torneo.
Abbiamo perso solo 1040 palloni dall’inizio della stagione, la migliore performance dopo quella del Sassuolo (981), sopra quella di juve, Spal e Lazio. Per partita sono 80.33, con le medie peggiori (comunque molto basse) a spettare a Laxalt, Borini, Calha e Abate a conferma che le sensazioni purtroppo spesso ci azzeccano.
Ultima nota: il Milan è la terza squadra per età media più bassa, 25 anni, dopo Udinese (24.6) e Fiorentina (23.7) che è anche la squadra più giovane d’Europa.

Per puntare al quarto posto ci serve che siano più determinanti. L’usura per l’utilizzo obbligato sempre incide

I numeri descrivono una squadra più coerente della scorsa stagione, in lentissimo miglioramento su alcuni punti chiave come gli 1vs1 sia difensivi che offensivi e percentuale realizzativa, e stabile nella precisione e nella pulizia del palleggio, aspetti positivi; la difesa ha perso qualcosa, l’attacco ha guadagnato: lo scambio Bonucci-Higuain spiega molto. Gattuso ha fatto bene a insistere su Suso, che è uscito dal suo periodo di ‘adattamento’ (al lavoro di squadra) veramente da fuoriclasse. Purtroppo è l’unico trascinatore della squadra, con anche Gonzalone Higuain che negli ultimi match ha perso qualche colpo (oltre a farsi espellere in maniera inopportuna). Gli exploit offensivi di Romagnoli hanno poi risolto due questioni spinose in partite bloccate, non si può pensare che possa girare così tutto l’anno. Fondamentalmente siamo una squadra giovane che gioca in maniera prudente cercando di sbagliare il meno possibile, con giocatori molto più acerbi del previsto; ad esempio Kessie che non riesce a tradurre in risultati più concreti la sua resistenza, potenza e l’indiscutibile precisione nel gioco corto (85,7%), e che purtroppo al pari di Donnarumma non è un campione ma solo un giovane di 21 anni con buone potenzialità ma al momento assolutamente middle-class, con la propensione a perdere contrasti specie di testa. Ogni tanto segna, qualche volta sbaglia, non lo puoi togliere dal campo; ma la differenza spesso non la fa. Lo stesso discorso vale, in misura diversa, per Cutrone, hombre del partido ma anche 20enne da cui non attendersi (troppi) miracoli, e sostanzialmente per tutti gli altri.
Il Milan oggi conta molto sul difendersi con la palla, sbagliare il meno possibile e colpire attraverso poche giocate meccanicamente ripetute. Ho forti dubbi sulla tenuta nel lungo periodo di un gioco che non preveda un’aggressività organizzata, ‘piatto’, spesso statico e senza fantasia. Tuttavia Gattuso con molta prudenza e molto lavoro su aspetti poco appariscenti sta lo stesso riuscendo a tenere la rotta, e questo è ciò che conta. Non ha medie eccezionali ma è lì, e già da un po’. E se questo non pare abbastanza invito, senza polemica, a considerare che domenica a Roma nello ‘scontro diretto’ i dilemmi saranno: Abate terzo centrale, oppure far giocare Kessie centrale (4 presenze in quel ruolo da professionista; 2 in B e 2 in primavera), oppure far debuttare un ragazzo che faceva la riserva di Faraoni e Ajeti a Crotone. Siamo a volte troppo troppo troppo pretenziosi, e poi ci incazziamo; o ci esaltiamo. Per niente poichè il campionato è ancora davvero lungo. Con il 50% di vittorie ottenute in 12 gare, 4 dei quali big match, il risultato finora non può definirsi pessimo. E’ una discreta partenza, che lascia molte possibilità aperte. E’ chiaro, si tratta solo di teoria, perchè nella pratica il Milan resterà privo di molti titolari fino a gennaio, uomini chiave, cui si aggiungono una panchina di ripescati (giocatori scartati ormai da un biennio), il difficile recupero di Conti, la squalifica di Higuain, gli acciacchi di almeno altri 2 giocatori. Personalmente di squadre capaci di ammortizzare questo numero di infortuni in maniera indolore non ne conosco. Nelle prossime 9 gare l’obiettivo sarà minimizzare i possibili danni, senza velleità, partendo da Roma dove la Lazio parte stra-favorita.

La defezione di Bonaventura è gravissima. Il suo infortunio è una legnata forte. Con 11 reti dall’avvento di Gattuso c’è davvero da agitarsi chiedendosi chi mai le farà al posto suo. Le elucubrazioni tattiche le lasciamo a chi può scegliere fra Bernardeschi-Costa-Matuidi-Can-Pjanic-Betancur-ecc.ecc; senza Jack fino a gennaio dobbiamo pregare perché l’alternativa è un cambio di modulo o Bertolacci. Come anche per l’assenza di Biglia, che non era il cervello né il muscolo della squadra, ma ne era la coscienza, l’equilibrio. E’ l’ora dunque di Laxalt, un giocatore che non è mai stato in carriera preciso (anzi), bensì reattivo, aggressivo, energico; abbiamo visto poco finora e questi aspetti devono venir fuori. E’ l’ora di Castillejo, gran temperamento e discreto impatto a discapito del fisichino; ma deve essere più concreto. E’ l’ora di Bakayoko, fisico e tempi di intervento sottratti al parquet del basket ma ancora incostante. Quindi dentro ancora più giovani, con l’età media dell’11 titolare destinata probabilmente a divenire la più bassa d’Europa; dentro giocatori più fisici, veloci, ma meno precisi ed esperti. La fase offensiva, o meglio reattiva viste le caratteristiche dei giocatori, deve crescere; Rino si deve rendere conto che con questi uomini non si può giocare come visto finora. Va cercato un gioco più sintetico e verticale a scapito di qualche palla persa in più. Bisogna essere più aggressivi e rapidi; bisogna spendere più falli, correre più rischi in alcune fasi alzandosi di più. La difesa martoriata incasserà e soffrirà di più e questo a prescindere dalla prudenza; sono pronto a scommetterci. L’attacco di conseguenza deve rispondere con più cattiveria o sarà un bagno di sangue. Da qui passa la nostra sopravvivenza fino a gennaio.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.