Restiamo concentrati

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Tornare dentro subito

Abbiamo perso l’occasione per convincere e convincerci. Non si ripresenterà più per quest’anno, amen. Questo non significa che l’obiettivo stagionale, che conta purtroppo visto il momento storico molto più che la supremazia del gioco e cittadina, sia divenuto irraggiungibile.
Nel post partita le critiche sono ovviamente sbilanciate sugli aspetti tattici con stillicidio dell’allenatore, è la prassi. E’ stato uno dei problemi. Spalletti, un cretino fino alle 20:29 di domenica, è tornato ad essere un fine stratega con la mossa Vecino; Gattuso non ha saputo rispondere, e ha inseguito la partita nella ripresa con una serie di contromosse confuse che non hanno cambiato l’inerzia della gara. La tattica ha dato un vantaggio essenziale all’Inter. L’allenatore milanista ha ancora tanta pasta da mangiare da questo punto di vista, non serve accanirsi a riguardo: è ovvio. L’esperienza pesa. Io non mi illudo comunque che possa migliorare; ma non illudiamoci nemmeno che certi atteggiamenti molli e confusi siano figli solo della sua direzione, come il nerbo dell’Inter frutto solo della ‘magia’ di Lucianone.

I giocatori forti fanno la differenza a prescindere dalle difficoltà tattiche

Assodate le difficoltà di approccio, con il gol di Vecino direi puntuale e simbolico, vediamo le prestazioni dei singoli. Prendiamo Bakayoko, in teoria l’uomo che Gattuso avrebbe con le sue scelte messo maggiormente in difficoltà. Sperduto sulla mediana a coprire una porzione enorme di campo, braccato da Vecino e Gagliardini, spinto in pressing offensivo spesso solitario e su ambo i lati del campo. Premesse da debacle personale. Invece il Baka ha giocato una partita per me di grandissimo spessore. Ha completato il 71% delle azioni tentate (59 su 83), in particolare nella fascia centrale del campo ne ha fallite solo 5; questo è un numero complessivo, che comprende sia fase offensiva che difensiva. 91% di precisione nel passaggio, 100% dribbling, cross e lancio. Ha vinto il 70% dei duelli, il 60% di quelli di testa, ha perso solo 6 palloni di cui 3 nella propria metacampo e recuperati 11 di cui ben 5 sulla trequarti campo interista. Il francese ha esibito una prestazione sopra la propria già buona media in una partita importante coronandola con una rete, un segnale significativo. E questo nonostante una collocazione tattica difficoltosa e i timori ispirati da un Gattuso incerto. Il giocatore è andato oltre, ha lasciato la mano tremula del paparino, dopo qualche minuto di difficoltà ha fatto pesare lo strapotere fisico e la tecnica ricollocandosi sul campo adeguatamente. Questo fanno i grandi giocatori.
Ma ahimè a bilanciare un Baka maiuscolo ci hanno pensato i suoi compagni di reparto. Paquetà ha pagato alla fine del primo tempo, rilevato perché poco brillante e prossimo alla bruciatura; scelta condivisibile sul momento. A freddo le statistiche restituiscono un’immagine lievemente diversa. Il Paque nel difficile primo tempo ha quantomeno effettuato 2 tiri, 2 dribbling, 1 colpo di testa, vinto 4 contrasti (6 persi). Mentre Frank Kessie è stato un fantasma per 70 minuti. 0 tiri, 0 dribbling, 1 duello vinto, 0 di testa. Ha effettuato solo 8 passaggi più di Paquetà, venendo stuprato da Gagliardini. La sua azione più significativa sono stati i porconi a Biglia. L’ivoriano è al ventordicesimo fallimento in un match importante e questo, francamente, è stato uno schianto; decisamente non ci siamo.
Per un Musacchio sicuro e complessivamente preciso, vincente nei duelli e autore di un gol, c’è stato un Romagnoli alla peggior prova dell’anno. Anche stavolta nessuno è riuscito a saltarlo, ma ha perso diversi contrasti e soprattutto fatto mancare la propria leadership. Per un Calhanoglu abbastanza disperso in una prima fase melmosa, ma comunque stabilizzatosi sulla normalità in corso gara, con tanto di assist da fermo, c’è stato un Suso nuovamente agghiacciante. Lo spagnolo per la cronaca ha completato 9 dribbling su 10 tentati: quando le statistiche non servono a un cazzo.

Per completare la disamina sui singoli, RR e Calabria hanno disputato entrambi le peggiori partite dell’anno. Purtroppo hanno scelto il momento peggiore, visto che l’Inter se ben arginata dai terzini avversari basa la propria fase offensiva su cross dai parcheggi dello stadio; se glielo concedi però entrano a limite area, e sono cazzi, come visto. Calabria in particolare non è stato in grado di chiudere un anticipo uno, né di stringere coi tempi giusti sul proprio uomo. Il suo possibile cambio, Conti, ahimè paga l’infortunio; non sono un esperto ma il rientro da questi lunghi stop è quasi sempre uguale: prime gare sontuose, poi tanta difficoltà. Ancelotti con Ghoulam sta avendo gli stessi problemi, a fine stagione farà una preparazione speciale; Andrea deve stringere i denti perché ci serve, ma dovrà fare purtroppo lo stesso percorso. Non aspettiamoci troppo da lui.
Su Samu Castillejo è invece opportuno che si interroghi Gattuso: merita più spazio? Secondo me assolutamente si, in primis per la vivacità che mette, secondo perché nella metacampo offensiva ha fatto molto bene sia nel derby che negli ultimi match. E’ stato un fesso nell’occasione del rigore, ma amen. Gioca troppo poco, quindi entra con foga eccessiva. Il piccolo diavolo malaguegno deve giocare, è in grande forma fisica e tecnica, deve avere più spazio per qualche gara; pena avere un giocatore incompleto, incerto per il rush finale. Quindi inutile, anche se positivo. E forse è già troppo tardi.

Fantasma sul campo, fenomeno da baraccone fuori. No comment.

Tattica incerta, strategia da rivedere, guida incapace di preparare i big match per vincere. Ma, in questo caso, anche nel modo solito (che sarebbe stato, col senno di poi, di gran lunga meglio). Tuttavia sono gli 11 in campo a determinare il match e la stagione. Nel derby è mancato qualcosa dagli uomini più importanti, incluso Piatek, disperso ma, e già si era visto contro la Lazio, poco coraggioso; non mi piace quando il centravanti con la squadra in affanno non da segno di vita alcuno rimanendo in standby. Anche lui deve crescere. Nel derby è mancata coesione. Dietro si sono riviste situazioni di imbarazzo con la palla, e poca comunicazione; a centrocampo se il leader è Baka bisogna seguire Baka, invece i suoi compagni non lo hanno mai supportato. La partite si preparano, ma si giocano anche. L’Inter ha più volte dimostrato in questa stagione, e nella precedente, di mancare di gruppo, di dignità in qualche momento, ma di avere carattere, solidità, talento nel risolvere i momenti chiave. Noi avremo anche più dignità ma il carattere non lo abbiamo, e il talento nei momenti clou è spesso venuto meno.
Ma ormai, questi siamo, e coesione e unione sono state finora fondamentali. Ecco perché lo scontro Biglia-Kessie è stato messo al centro delle attenzioni in Casa Milan. Non è solo un ‘trucco’ per distrarre l’attenzione, comunque valido, e le parole di Gattuso e quelle riferite di Leonardo non possono essere derubricate come retorica. Non possono perché l’accrocchio di tanti giovani e qualche meno giovane messo insieme da 4 DS diversi (o meglio 2 DS, un satrapo e un Rocco Mandarino) è stato cementato con lo sputo e con alcuni valori che possono suonare retorici, ma il trucco funziona finchè non lo diventano veramente. Se chi comanda ci crede allora non è fuffa, quindi giusto intervenire, giusto renderlo l’episodio negativo più importante del derby, giusto, se non abbiamo niente da nascondere, darlo in pasto ai media.
Ma cosa avrà davvero detto Biglia a Kessie per farlo sbroccare così? Ecco alcune ipotesi:

Frank! Stiamo perdendo 3-1!” “RRRRCODDUEEEEEE!”. Lucas comunica il risultato del match a Kessie, convinto che stessimo vincendo 3-0.
“Frank! Suso ha detto che non corri una sega!” “RRRRCODDUEEEEEE!”. Lucas riferisce a Kessie le impressioni di un compagno.
“Riccard-ah no, sei Kessie!” “RRRRCODDUEEEEEE!”. Lucas confonde Kessie con un altro.
“Frank! Sette per otto?” “RRRRCODDUEEEEEE!”. Lucas interroga Kessie sulle tabelline causandone il malfunzionamento.
“Frank! Forsa Lassio!” “RRRRCODDUEEEEEE!”. Lucas ce ricasca.
“Frank! Ma chi t’ha preso a te, Mirabelli???” “RRRRCODDUEEEEEE!”. Il bue da del cornuto all’asino.
“Frank! Io sono tuo padre!” “NOOOOOOOOOOOOOOORRCODDUEEEEEEE!”. Lucas rivela a Kessie un terribile segreto.

Quarto posto magari triste ma fondamentale. Non abbiamo compromesso nulla perdendo la prima partita del girone di ritorno, la seconda da inizio anno. Mancano 10 partite, abbiamo un jolly nei confronti della Lazio, più lo scontro diretto in casa, e due jolly verso la Roma. Entrambe dovranno affrontare l’Inter a Milano, perdendo punti oppure ributtando le serpi nel mucchio, entrambe la Samp a Genova. I giallorossi avranno anche Atalanta, Napoli e juventus, come anche l’Inter. Assunto che la Lazio batta l’Udinese nel recupero, gli uomini di Simone Inzaghi paiono in forma e in ripresa oltre che più vicini. La Roma, invece, al momento sembra sulle gambe e in difficoltà; il 442 di Ranieri può dare solidità difensiva (cosa però non vista né a Ferrara né contro l’Empoli) ma anche spegnere l’attacco giallorosso, in definitiva non sembra adattissimo a velleità di rimonta. L’Inter dovesse ricalcare la scorsa stagione, ahimè, potrebbe ora entrare nel periodo di massima forma; per fortuna, nel caso, frenerebbe le nostre concorrenti.
Inutile fare calcoli specifici. L’importante, visto che la squadra ha queste caratteristiche qua e l’allenatore va in difficoltà specialmente nel gestire la pressione, è tenersi i ‘jolly’ in mano il più a lungo possibile. Non mi aspetto nulla contro la juventus, il redde rationem 2 contro la Lazio spero sarà una partita di merda in trincea, campo nel quale eccelliamo. Teniamoci in mano la possibilità di sbagliare il più a lungo possibile, solo questo, per non trasformare alcune trasferte di fine anno sulla carta insidiose ma fattibili come Torino e Firenze in ‘pseudo’ big match tesissimi da dentro-fuori dove poi facciamo cagare.
Forza ragazzi, non è successo nulla. Il derby vale 3 punti come la Samp, come il Frosinone, come tutte le altre, per tutti. Per quest’anno soffriamo e lottiamo, centriamo l’obiettivo a calci in culo. Si può fare assolutamente.
Dall’anno prossimo, però, cambiare.

Larry

 

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.