Quando il gioco si fa duro…

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Sono passate poche ore dalla partita vincente contro la Lazio e mai come in questo momento mi rendo conto che quando non ci sono più argomenti, si tenta il tutto per tutto per affossarci. Domenica sera c’è stata una partita che ha segnato una linea di demarcazione tra l’inizio di stagione e quello che ci aspetta. Stiamo, finalmente, tornando ad essere una squadra. Grinta, sacrificio, corsa e qualità, sono tornate ad essere le nostre armi migliori, grazie a Gattuso e grazie al lavoro che tutta la squadra sta fecando sotto la sua guida.
Stiamo, finalmente, tornando e infatti, anzichè raccontare all’Italia che Calhanoglu non è quel fantasma visto per mesi ma è un 10 che merita di vestire quella maglia che fu del Genio, si racconta di una partita segnata da un gol “irregolare” di Cutrone. Anzichè sottolineare una prestazione maiuscola di Biglia, si preferisce ascoltare i piagnistei di Inzaghino.

Lunedì mattina, pronti e allineati, si sono presentati nelle edicole tutti i giornalai che hanno puntato il dito solo su una cosa, la mano di Cutrone.
“Il Milan alza la testa e il gomito” è il titolo della rosacea che prende tutta la prima pagina e che sottolinea “…la migliore gara della stagione ma l’1-0 di Cutrone è di braccio”. Innanzitutto facciamo pace con l’anatomia, perchè il braccio e il gomito sono due parti differenti dell’arto, poi diciamo anche che il primo tempo è stato ottimo ma in generale per quello visto il risultato sarebbe stato questo con o senza il gol di Cutrone. Abbiamo fatto tutto bene e con intelligenza, ovvio che poi il pallone ti premia. Non fa niente se qualcun altro non vince in campionato dal 3 dicembre, in prima pagina risulta che “…nel tunnel ma guadagna e va da Pastore”. Esempio tipico di quella prostituzione intellettuale che il loro profeta portoghese ha sempre dileggiato, esempio tipico di modifica della realtà, SONO FUORI DALLA COPPA ITALIA CONTRO UN MILAN MORTO E NON VINCONO DA 2 MESI IN CAMPIONATO, questa è la verità. Ma si sa, il Milan fa sempre più notizia.

A Roma seguono la crociata Inzaghiana che non vuole il VAR e titolano “Gol di mano, VAR, che flop!”. Peccato che nessuno si sia accorto della cosa per ben 50/55 minuti. Eh si, miei cari giornalai, perchè in tribuna la voce del gol “di mano” è arrivata nell’intervallo ma non si sapeva da che fonte venisse. Inoltre, in campo nessuno, e sottolineo, nessuno ha protestato, e lo stesso paladino della giustizia Inzaghino afferma di “non aver visto bene ma…”. Che la VAR sia stata “ridimensionata” non lo scopriamo domenica, basta andare un pò più indietro nel tempo, prendere un traghetto e andare a Cagliari. Peccato che poi siano spuntate immagini “inedite” e di “VAR alternative” che, guarda caso vengono analizzate al capello solo per questa situazione. Non sto neanche a dire che ci piacerebbe vedere le stesse immagini per le partite dei partenopei e dei bianconeri, per esempio. Comunque, anche qui, i cuginastri se la sfangano, nemmeno un trafiletto sul loro “punto d’oro” di Ferrara. Occhi puntati solo sul di noi.
In terra Sabauda vanno diretti al punto “Milan, colpo di mano”. Qui i commenti sono inutili. Sappiamo che questa è la stessa gente che festeggia il compleanno del loro capitano, facendo uno speciale anche in televisione. Ma la storia non si cancella, anche se la volete cambiare. Il vostro tanto amato ed onesto capitano è lo stesso dei diplomi acquistati, della “gestione” della Carrarese, del “Boia chi molla”, del “meglio due feriti che un morto”, “contro di noi si scansano” o del “anche se avessi visto non avrei aiutato l’arbitro”. Di che cosa stiamo parlando? Sportività? Esempio? Icona? Ma se le istituzioni del calcio sono allo sbando totale e hanno come esempio questo signore, di cosa ci dobbiamo lamentare? Un giornale nazionale poco tempo fa è riuscito anche a fargli alzare una Champions. Potere dell’onestà.  Ma il “Colpo di mano” si sa, è un colpo da villano, ma soprattutto è un colpo che comincia a dare fastidio. A fare paura. Meglio tenerlo a distanza quel povero Milan del cinesotto senza soldi che è ad un passo dal fallimento. Se alza la testa, subito si deve rimettere a posto. Non ci sono richiami di Piani Marshall, per noi! No, non ci sono proprio.

Domenica sera c’erano cinquantamila (50.000) persone allo stadio con una nebbia d’altri tempi, a vedere una squadra che si sta barcamenando tra il decimo e il sesto posto. Nemmeno in una finale di Europa League quello stadio là l’hanno riempito così, ma non diciamole queste cose. Il Milan ha vinto per il colpo di mano. Un oltraggio così grosso da chiamare il giudizio federale per Cutrone, comportamento antisportivo, dicono…Mamm mia, che ridere mi fate. Ma speriamo che lo squalifichino, la vostra figuraccia sarebbe ancora più colossale e questa squadra, con Gattuso in testa, si caricherebbe anche di più.
Che bello vedere questa smobilitazione nazionale, vuol dire che la paura comincia a farsi sentire. Stiamo ricominciando a correre, a giocare, non benissimo ma facciamo progressi, quindi qualcuno potrebbe aver cantato vittoria troppo presto.
Io non mi aspetto svolte, ha ragione il Mister, andiamo avanti passo dopo passo, vediamo dove saremo tra qualche settimana. Noi Gattuso lo conosciamo bene, più lo pungolano e più si carica e questa molla arriva anche alla squadra, quindi ben venga essere sotto assedio, anche solo per una vittoria con lo squadrone laziale.

Io aspetto, sia a gioire che a disperarmi, ma mi appunto tutto quello che sta succedendo e arriveremo ad un punto nel quale le carte dovranno essere scoperte, vedremo poi chi avrà il punto o chi ha bluffato. Voi continuate pure a sottolineare il gol di mano, fateci tutte le pagine che volete. Noi stiamo uniti e serriamo i ranghi, quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.