Pensieri di una calda notte estiva

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Siccome di tutta questa situazione mi sono ampiamente stufato, ho deciso che oggi scriverò soprattutto dei pensieri sulla squadra, sul campo e sul mercato. Fa caldo e sono stanco di sentir parlare solo di bilanci, fatturati, plusvalenze e contorni vari. Quindi metto giù dei miei pensieri.
Solo una piccola premessa, dovuta, in merito a quella che è stata la fine del film prodotto dalla premiata ditta MIRAFAX. Il credito che era stato accumulato dopo i primi mesi roboanti, si è via via eroso con il passare del tempo. Mi sembra ormai evidente che la loro comparsata nel mondo rossonero è stata una fugace avventura nella quale hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza. Io, che per mesi avevo sposato questo nuovo progetto, mi sono reso conto che la fanfara fatta di libri, tweet e video aveva annebbiato la vista anche dei più illuminati. Succede ma servirà da lezione. Avanti il prossimo. Carissimi produttori della MIRAFAX, vi saluto come il vostro miglior comandante sul campo farebbe: “A mai più”.

SQUADRA – Ormai dal 9 luglio la squadra è al lavoro. La gran parte della preparazione alla stagione 2018/19 è stata fatta proprio in questi giorni pre-partenza per gli USA. Personalmente non sono un grande fan delle tournè, che lascerei volentieri agli artisti musicali, ma la necessità di aprire nuovi mercati per acquisti di materiale rossonero, rigorosamente originale, è tanta. Pertanto mi adeguo. Il lavoro a Milanello sembra essere stato duro fin dal primo giorno del raduno. Molto importante per mettere benzina nelle gambe dei giocatori per la stagione da gestire, con il doppio impegno settimanale (si spera il più lungo possibile). Quella benzina che proprio l’anno scorso ad inizio stagione era un miraggio ed è stata l’incipit della fine delle speranze di gloria. Tranne coloro che sono stati impegnati al Mondiale (il genio di Kalinic a parte…), tutti gli altri si sono ritrovati a lavorare sotto la carica di Gattuso che non ha fatto mancare fin dall’inizio il suo martello quotidiano fatto di intensità, impegno e professionalità. Inutile dire che, al momento, la rosa sia insufficientemente preparata a competere con le altre squadre per i primi quattro posti. La sola “grinta” di Gattuso non basta e non basterà. Le immagini degli allenamenti e la partita amichevole con il Novara hanno mostrato le solite cose, il mister che urla come un ossesso e la squadra che prova a mantenere l’intensità richiesta. Oltre al solito, palla a Suso e poi vediamo. Inutile dire che se queste sono le premesse, in attacco possiamo acquistare Benzema, Higuain, Goldrake e Ken il Guerriero, ma il risultato sarà sempre lo stesso degli ultimi anni. Aspettiamo miglioramenti importanti per crescere, oltre ad un mercato sensato che chiuderà tra meno di un mese. Probabilmente ci toccherà vedere una sessione in stile  “ultimi giorni del Condor”.

Ecco come guardiamo i campioni adesso. Dall’altezza di Halilovic

MERCATO – Ritengo che gran parte della credibilità sul progetto da parte di Elliott si valuterà sulle prime “grane” che si stanno manifestando. Il caso Bonucci, i mancati acquirenti di Donnarumma e le mancanze a centrocampo e in attacco. Su Bonucci ammetto di avere un parere di parte. Assecondare la sua volontà di addio sarebbe un grave errore, aldilà dell’ingaggio e dell’eventuale plusvalenza. Un giocatore (l’unico in rosa insieme a Reina) che ha giocato delle finali di Champions (perdendole, va detto) dovrebbe essere la chioccia per i giovani che si affacciano ora nel calcio che conta. Lui vuole vincere, come noi tifosi del resto e credo che abbia capito che in quel di Milanello, nell’ultima stagione ci sono stati troppi venditori di fumo, vediamo come si comporterà Elliott. Io sono per la linea ferma e decisa. Da qui non si parte. Ma dubito che alla fine si riuscirà a mantenere quello che, piaccia o non piaccia, è il primo capitano degno dopo Ambrosini. Su Donnarumma in una calda serata di Milano, tra birre e zanzare, ho detto che per me lui è solo un giocatore che deve portare soldi. Di fatto un oggetto di scambio. Il portiere è un ruolo così delicato che non possiamo permetterci un altro anno con il ragazzo pieno di problemi in testa. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Una persona della quale mi fido mi dice che non sta migliorando perchè non ha la testa libera. Quindi, si faccia in modo che arrivino quei milioni di euro che servono per liberare la casella e poi si vedrà. Reina mi va bene, in attesa di vedere la crescita dei giovani rossoneri come Plizzari e Guarnone. Per cedere Donnarumma si deve (ahimè) tentare un negoziato con Jabba the Pizza Hutt, ma se questa società deve mantenere dei paletti, deve cominciare a cedere a certi prezzi i suoi giocatori migliori. Inutile dire che Kalinic e Andrè Silva non possono essere presentati come attaccanti per la prossima stagione. Il primo è evidentemente andato fuori giri con la testa, il coro “Niko is on fire” intonato dai compagni sul pullman in direzione Linate, ci fa capire il suo stato. Ergo ciao e grazie per l’apparizione. Sul portoghese sarò diretto. Ha sbagliato sport. Prima era colpa di Enz Benz in panchina, poi era colpa di Gattuso, poi era colpa di Fernando Santos. Tra poco la colpa sarà del buco dell’ozono ma questo qui non gioca mai. Quando gioca lo fa in punta di piedi, vediamo se riusciamo a piazzarlo in qualche corpo di ballo. A chi mi dice “tra qualche farà 30 gol a stagione”, rispondo che aspetterò con ansia quel momento in cui giocherà contro il Vitoria Guimaraes (volevo scrivere Uniao Leiria ma è il paragone di un altro redattore che ne detiene le royalties) e farà una tripletta in rovesciata. Davanti ci serve gente forte e con le palle. Ovvio che anche lo schema dovrà essere adeguato ma dobbiamo prendere uno che davanti faccia la differenza. Tra i nomi l’unico che non credo farebbe al caso nostro è Morata. Troppo “pettinato” per quel ruolo.
La prossima dipartita del nostro ex capitano è una notizia che mi porta giubilo e tripudio. Dopo aver liberato la fascia di capitano, forse riusciremo a liberare anche la maglia numero 18 che fu di Leonardo (i ricorsi della storia) e Roberto Baggio. Un nota veloce, Kessie non è un robot e se dovesse uscire Locatelli, a centrocampo saremmo contatissimi. Serve gente anche qui. Sicuramente non Bertolacci.

ALLENATORE – L’amore che mi (e ci) lega a Gennarino è fuori discussione. Sta lavorando, per l’ennessima volta in carriera, in una situazione delicata. Quando lui è un underdog, tira fuori il 130% di se stesso per ribaltare il risultato ma i miracoli li fanno altri. Onestamente, impostare una stagione mono schematica come l’anno scorso è pericoloso. Il fatto che si stia sperticando in faccende non di sua competenza mi sta un pò preoccupando. Che faccia il portavoce dello spogliatoio non è un bel segnale. Lui la testa la deve tenere sul campo e basta. Che però stia lavorando in una situazione irreale è un dato di fatto, qui serve un intervento immediato ed efficace. Se lui si sente legato ai due produttori precedenti (MIRAFAX) è importante che non venga preso dalla nuova società come un gesto di sfida. Gli è stata data una possibilità (chissà le balle che gli hanno propinato per farlo firmare), ovvio che lui sia riconoscente. Ma se non si hanno le stesse idee si proceda con l’esonero. Non trasciniamo una storia per le lunghe senza motivo. L’anno scorso abbiamo assistito allo stesso film, con esiti nefasti. Cambiare prima che sia troppo tardi è un dovere. Altrimenti si lavori tutti dalla stessa parte. Gennarino ha il Milan nel cuore, questo è un dato di fatto ma non deve essere l’ennesimo parafulmine da sacrificare.

Lascio a voi ogni spunto in termini di mercato, squadra e allenatore. Ci vediamo, di nuovo, davanti ad una nuova era. Aspettiamo e vigiliamo ma sempre con il bene del Milan come priorità.

FORZA MILAN

Johnson

P.s. Il successo del “Premio Sconcerto” è grandissimo, invito tutti coloro che non lo hanno fatto a darci i propri voti per delineare le prossime eliminazioni dirette.

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.