Parola alla difesa

5564

Quindi tutto bene dopo tre partite? Macché. L’attacco è certamente un aspetto che nelle ultime partite ci sta dando delle soddisfazioni, ma l’approssimazione mostrata in fase difensiva e Biglia redux solo contro tutti a centrocampo sono dei campanelli d’allarme non da poco. Se andiamo a riguardare i gol presi è proprio la scarsa concentrazione il comune denominatore, errori individuali a cui spesso si aggiunge un centrocampo poco incline al sacrificio, ad eccezione di Biglia redux, in cui finora Bakayoko non ha rappresentato un punto di forza.”

Scrivevo così in si può fare e continuo a pensare che quel pezzo sia una sintesi del nostro status in cui oscilliamo tra speranze di rilancio e presagi di stagione piatta.
Potrei star qui a dirvi che Gattuso ha perso da solo il debbo, che non è possibile vedere Higuain a centrocampo nemmeno fosse il Poli di turno o che Abate è una sciagura, ma queste cose le sapete già e le avete sentite e lette in tutte le salse. Allora mi soffermo su qualcosa che per molti era (è) il nostro punto di forza: la difesa.
Nella nuova stagione il Milan ha subìto gol in tutte le partite disputate ad eccezione del proibitivo match contro il dudù solange, per farla breve abbiamo incassato 12 gol in 10 incontri. Chi subisce tanti gol non può credere di fare molta strada, non c’è speranza, è proprio un fatto statistico. La cosa anomala è che non siamo una squadra né offensiva né difensiva, il nostro unico modo per difenderci e attaccare è tenere la palla. Il nostro problema è quindi dovuto solo al gioco? A mio parere no.
Se andassimo ad analizzare i gol subiti ci accorgeremmo che Donnarumma, Romagnoli e Musacchio ad oggi presentano dei limiti evidenti che paghiamo caramente.

Partiamo dal portiere. Oggi è facile sparare su zizzo, ma per quanto mi riguarda quest’anno non gli avrei affidato la porta non tanto per alcuni limiti tecnici, quanto per la mancanza di una dote fondamentale per il suo ruolo: la testa. I grandi portieri nella stragrande maggioranza dei casi hanno un carattere particolare per usare un eufemismo. Premesso che di grandissime parate ne ha fatte poche durante tutto il 2018, di errori evidenti e grossolani invece ne ha accumulati parecchi. Per una squadra chiamata a lottare punto a punto per provare a raggiungere il quarto posto con le unghie e con i denti è un problema enorme perché deve costruirsi un futuro tramite il presente. In ogni squadra, non solo il Milan, i difensori sono i primi ad andare in paranoia quando hanno un estremo difensore di cui non possono fidarsi, perché non sanno se uscirà o meno, se respingerà al centro o di lato ecc. Non sono dettagli, ma momenti che possono fare la differenza nell’economia di una partita. Ho sempre sostenuto che ad una squadra basti un portiere normale, uno in grado di parare le cose normali senza fare cappelle enormi, se poi si ha un fuoriclasse tanto meglio, ma la prima cosa è dare tranquillità, cosa che noi non abbiamo in mezzo ai pali. Infine il nostro titolare manca di una dote ormai necessaria nel calcio moderno: saper giocare coi piedi. Fosse per me zizzo sarebbe in panca senza alcun dubbio per poi essere mandato in prestito. Si potrebbe obiettare che è il titolare della nazionale, ma vedendo le alternative a mio parere se ne capisce anche il motivo.

Se la porta non è sicura, con i difensori centrali non va molto meglio. Partiamo da Romagnoli. Il difensore di Anzio ha fatto una bella prestazione fino al cross da cui è scaturito il gol di Icardi. Potremmo definirlo un errore veniale quello di aver lasciato un po’ di spazio per un cross dove solo un grosso errore poteva far scaturire un gol. Ma c’è dell’altro.
Andiamo a rivedere il gol del 3-2 del Napoli e il gol del 1-1 dell’Atalanta e confrontiamoli con quello subìto nel derby. Ognuno di essi presenta un errore sistematico: Romagnoli lascia ampio spazio per permettere il cross. In pratica quando si defila e può essere puntato in velocità la sua opposizione all’eventuale palla in mezzo è all’acqua di rose. A questo punto mi sorge un dubbio: Rodriguez rimane sempre coperto solo per sua attitudine o anche per coprire il compagno in una situazione di gioco in cui non brilla affatto? In area e in situazione di lotta Romagnoli si comporta molto bene, non è facile fregarlo al centro dell’area, ma spinto poco fuori dal suo habitat palesa dei limiti necessari di correttivi perché i gol citati hanno tutti origine da un’opposizione a mio modo di vedere non corretta, quasi la sua unica preoccupazione fosse di non provocare un rigore per tocco di mano.
C’è poi Musacchio che ha il problema opposto, ossia quando subisce una finta (specie in area) va a farsi un giro in giostra. Non è scarso, ma non è affidabile.

Alla prova dei fatti la difesa non sembra essere quel punto di forza previsto, ma un reparto a cui cercare di portare dei correttivi. Il primo potrebbe essere l’avvicendamento in porta, il secondo potrebbe essere Caldara. Dico potrebbe perché pur avendo fatto due belle annate a Bergamo deve ancora confrontarsi con un grande palcoscenico dove ogni errore pesa come un macigno. L’altro aiuto potrebbe arrivare a gennaio da una vera mezzala capace non solo di offendere, ma dare anche copertura quando serve, non demandando così i compiti difensivi al solo Biglia.
L’allenatore ha sicuramente dei limiti non da poco, ma continuo a pensare che ai nostri occhi questa rosa appaia molto più forte di quanto sia realmente. Siamo una squadra in grado di lottare per il quarto posto, ma per farlo oltre ad una crescita dell’allenatore occorre una crescita in parecchie individualità altrimenti i calciatori vivranno sapendo che in panchina c’è sempre qualcuno di sacrificabile. Ricordiamoci che tolto Higuain questo è lo stesso undici titolare che si disse sorpreso dell’esonero di Montella. Ripeto la parola: sorpreso. E’ bene ricordarsene per capire la levatura generale (non del singolo specifico) della squadra.

Forza Milan

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.