Parliamo dei Mondiali

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I Mondiali di Russia sono terminati in maniera scontata, ma sono stati strani. Un numero elevatissimo di gol da fermi, partite a tratti noiose poi preda di follie, tanti errori e pochi momenti da urlo. La sconfitta del tiki-taka e derivanti, il ritorno prepotente del ‘contropiede’ e del calcio verticale e fisico.
Partiamo dalla discutibile top 11 della FIFA per discutere dei giocatori che hanno animato il torneo:

Fra i pali, nonostante l’errore in finale, Hugo Lloris. Il portiere francese ha confermato tutta la sua reattività; è decisivo quando chiamato alla parata. Con i piedi, invece, e nelle uscite è stato poco più che normale ma è bastato ai bleus per vincere.
Avrebbe meritato forse qualche cosa di più Courtois. Clamoroso contro il Brasile, ha disputato un torneo costante condito da prodezze. La capacità del giocatore belga di chiudere lo specchio nell’1-vs-1 è quasi ineguagliabile; solo il Gigio ‘vergine’ dei primi due anni, senza minchiate per la testa, era paragonabile. Soltanto il giapponese Inui lo ha superato da fuori, anche dalla lunga distanza infatti il portiere è uno dei migliori al mondo.
Menzione particolare per Guillermo Ochoa, autore di ben 6.3 parate di media a partita nelle 4 gare disputate. Ormai al secondo Mondiale giocato a buon livello e con molti interventi ‘plastici’ e spettacolari, può prendere il posto di Jorge Campos nell’immaginario collettivo del ‘portiere messicano’. Anche il portiere coreano Cho Hyun-Woo merita un ricordo.

Come terzino destro è stato scelto Kieran Trippier, una delle rivelazioni del torneo. In realtà ha giocato da laterale alto siglando 1 assist, segnando 1 gol e creando 4 occasioni da rete per i compagni a partita. Atletico e tatticamente evoluto, lui più di Kane o la batteria di alette (Rashford, Lingard, Sterling ecc.) è stato il jolly che ha permesso all’Inghilterra di trovare equilibrio e sfiorare la finale.
Come terzino più puro avrei incluso nella best-11 il russo-brasiliano Mario Fernandes. Il laterale del CSKA ha mostrato caratteristiche da ‘vecchia scuola’: pulizia e determinazione nei tackle, abilità in anticipo, grande corsa a copertura di tutta la fascia, mai eccessi, grande abilità di testa. Ha esaltato la Russia con il 2-2 sulla Croazia ai supplementari, ma ha poi fallito perché totalmente bollito uno dei rigori. Peccato, comunque grande Mondiale.
Torneo di tutto rispetto per Meunier, a volte un po’ poco determinato, mentre le due finaliste hanno potuto contare su due buoni terzini. Da una parte Pavard, rivelazione, adattato dalla posizione di centrale e determinante in difesa, chiamato a grande corsa ed equillibrio ma anche autore di una rete clamorosa all’Argentina; dall’altra Vrsaljko, tatticamente e fisicamente impeccabile anche se impreciso al cross. Del croato una bella immagine: la troncata a Griezmann al 90esimo della finale; spiace per il francese, grandissimo giocatore e anche molto corretto, ma le corsette da fenomeno sul 4-2 a tempo scaduto son cose da evitare, e il buon Sime ha cercato di spiegarglielo.
Menzioni particolari: l’atletico peruviano Luis Advincula, prima sconosciuto, tutto fisico e corsa, e l’onestissimo giapponese Hiroki Sakai, un vero duro in copertura, il migliore di testa e determinato nei contrasti.

Come centrali la FIFA ha selezionato Varane e Lovren, i due ‘leader’ delle finaliste. Varane sta dimostrando di essere uno dei più forti al mondo, nonostante non sia irreprensibile nei duelli e talvolta impalpabile, probabilmente la sua grandezza sta proprio nella capacità di non dover mai duellare posizionandosi correttamente, anticipando senza andare in affanno; ha caratteristiche da ‘vecchio guru’ a soli 25 anni. Lovren è invece uno che si fa sentire di più, anche se in questi Mondiali ha mostrato un grado di maturità elevato e non ha sbavato quasi in nulla.
Mondiale da ricordare per Domagoj Vida, complementare a Lovren, più mobile. Alcune sue chiusure in finale sarebbero state ricordate come ‘eroiche’ se fosse andata diversamente. Anche l’altro partner, Umtiti, ha finalmente mostrato la qualità che tutti intravedevano in lui (oltre ad aver deciso la semifinale).
Menzione particolare per Harry Maguire, il colosso inglese con la faccia più inglese che si può, ovviamente devastante di testa anche in avanti. Da ricordare anche Yerry Mina il goleador della Colombia.
Fatto salvo il tandem Godin-Gimenez dell’Uruguay e il trio Verthongen-Alderweireld-Kompany nel Belgio che tutto sommato hanno fatto abbastanza bene, un po’ tutte le difese ‘storiche’, da Miranda-Thiago Silva a Boateng-Hummles e Pepe-Fonte hanno tradito le attese. Tralasciando poi Otamendi e il macello argentino.

Terzini sinistri di livello davvero significativo non se ne sono visti. La formazione ufficiale prevede Ashley Young, in realtà laterale alto, ma giusto perché gioca nel Manchester United. Qualità ed esperienza le ha tutte, ma in questo Mondiale a parte qualche galoppata equina non è che abbia mostrato granchè.
Probabilmente il migliore rimane il buon Marcelo, anche se il suo Brasile neymarcentrico lo ha valorizzato poco. Probabilmente Lucas Hernandez dei Campioni del Mondo è stato il più costante ed equilibrato, e ha siglato anche 2 assist.
Si sono viste buone cose anche da Diego Laxalt, vera garra uruguagia anche se spesso impreciso e propenso a perdere palla (come del resto in campionato). Il più vintage è stato Ludwig Augustinsson, spesso accostato al Milan di Mirabelli prima del default cinese, un laterale duro da tutta fascia.
Da menzionare anche i nostri. Strinic è stato finalista silenzioso e poco appariscente; buon difensore ma c’è da dire che non finisce una partita. E Ricardo Rodriguez? Lo svizzero riceve sempre tonnellate di critiche ma persino alla rassegna internazionale non si è visto granchè di meglio; qualche segnale di ‘ripresa’ dal ruolo statico occupato la scorsa stagione c’è stato, se non altro perché nella sua Nazionale gli fanno anche battere corner e punizioni.

L’immagine più triste di Russia 2018

Arriviamo al centrocampo. La FIFA ha scelto Luka Modric, eletto anche miglior giocatore del torneo. Lo è stato indubbiamente, pur disputando una finale a ritmo ridotto rispetto alle sfide contro Danimarca, Russia e Inghilterra. Uno degli ultimi tuttocampisti, in grado di giocare con il cervello sempre attaccato, fuori dagli schemi ma senza disordinare la squadra, capace di pescare l’uomo oltre linee difensive ormai quasi impenetrabili.
Sorvoliamo sulla scelta di affiancargli Paulinho, autore di un Mondiale anonimo. Ma perché??? Se proprio brasiliano doveva essere allora dentro Casemiro, giocatore secondo me straordinario che ha confermato al Mondiale il suo livello. Appena costretto ai box dalla squalifica il Brasile, che era parso solidissimo ed equilibrato, è affondato miseramente in mezz’ora. Stratosferico nella fase difensiva, ma anche nella gestione del possesso e degli spazi sulla sua trequarti, dove spesso è rimasto dietro i centrali in costruzione, a guardia di tutto. E’ l’uomo-squadra, probabilmente uno dei più forti centrocampisti difensivi di tutti i tempi, ma senza gloria Mondiale per ora. E con lo smacco di essere stato sopravanzato da…Paulinho…sob.
Pogba è stato uno dei principali protagonisti della finale, e della rassegna in generale, giocando in maniera molto più essenziale del consueto. Le sue doti difensive e il suo fisico sono risultati concretissimi, uniti all’esplosività di cui è capace e che ha mostrato a Mosca contro la Croazia lo rendono probabilmente il miglior centrocampista del mondo nelle due fasi.
Ivan Rakitic abituato alla circolazione ragionata del Barcellona si è adattato alla grande alla maggiore verticalità richiesta da Dalic. Tutto il centrocampo croato, riserve incluse, ha giocato ad altissimo livello.
Sia De Bruyne che Coutinho sono partiti da posizioni di centrocampo per trasformarsi in letali incursori. Non è stato il ‘loro’ Mondiale ma entrambi hanno dimostrato qualità altissima. Il belga è una apparente delusione, probabilmente mancando di quell’indole da trascinatore che sarebbe servita nel momento dello svantaggio (immeritato) contro la Francia; per me ha però disputato un grande torneo. L’ex interista è invece pronto per il salto nei superbig nel prossimo anno; ha duttilità, concretezza, fisico, tiro dalla distanza, tempi, giocata (individuale e per la squadra, guardate il lob per la testa di Renato Augusto contro il Belgio) ed è determinante. A Liverpool era già fra i migliori, sei mesi al Barcellona lo hanno portato secondo me ancora più avanti.
Fra gli Under-23 più interessanti si sono notati i tre uruguagi Torreira, Betancur e Naithan Nandez, solo quest’ultimo rimasto ancora prendibile da qualcuno, a sottolineare la validità della scuola dei sudamericani che ormai non sfornano più solo cagnacci da riporto o talenti naive come Recoba. Dele Alli ha fatto esperienza, senza impressionare. Non male la coppia di interni della Nigeria, squadra che avrebbe potuto fare molto di più (e forse lo aveva fatto, prima del gol della disperazione di Rojo): Ndidi fra contrasti e intercetti ha fatto sentire il suo fisico; ma è Etebo il più interessante, perché ha sfoderato qualità in dribbling sopra ogni aspettativa. Un peccato che per lui abbia chiuso lo Stoke City, retrocesso in Championship, per una cifra ridicola. Chiaro, potrebbe essere un abbaglio Mondiale.
Da ricordare: Gaku Shibasaki, che ha giocato a un livello decisamente più alto dell’atteso un po’ come tutto il Giappone.

Come ala destra la FIFA ha scelto Eden Hazard. Che è un’ala sinistra. Ma siccome dalla top-11 non potevano lasciare fuori O’Ney allora si sono inventati questo switch per il tripudio dei non amanti delle ali dai piedi invertiti. A parte gli scherzi, Eden è stato stre-pi-to-so. Col maggior numero di dribbling riusciti a partita (6.7, e ben 20 -VENTI- in due match da esterno largo, 1 solo fallito), 2 assist, 3 gol, 4.5 falli guadagnati è stato in mia opinione il migliore giocatore del torneo. Contro il Brasile è stato superiore, nel senso totale del termine. E’ pronto anche lui per provare a diventare il migliore al mondo, forse più pronto di altri, ma gli manca ancora il colpo devastante (alla Cristiano Ronaldo per intenderci) e questa cosa si è vista contro la Francia nel momento più importante.
L’ala destra più efficace è comunque stata, ovviamente, Mbappè. Ha 19 anni e margini di miglioramento. Nessuno di noi ha mai visto un simile fisico e talento abbinato, la testa sembra leggerina ma ‘buona’. Ci sono le premesse per pensare che questo ragazzo andrà a toccare le vette di Messi/CR7, nei numeri quantomeno, o magari a superarle avendo già vinto un Mondiale da protagonista e senza eccessi.
Fra le sorprese del torneo Rebic, ex centravanti spostato all’ala dove ha giocato con un buon mix di talento offensivo e potenza difensiva; falloso al punto giusto. Shaqiri ha sfoderato le solite prestazioni sopra i propri standard, sorprendente lo svedese Viktor Claesson che gioca nel Krasnodar ed ha fornito insieme a tanta sostanza anche due assist. Honorable mention: Andrè Carrillo del Perù; un disastro in Premier ma il migliore dei suoi in Russia.

Trequartista ovviamente è Griezmann, consacrato dal Mondiale. Giocatore determinante, moderno, che da la sensazione di poter fare ancora di più. La sua esultanza cretina fa a pugni con l’atteggiamento che è invece sempre serio e pro-squadra; da lodare la non esultanza sulla papera di Muslera, comportamento rispettoso.
Messi è funzionato a intermittenza, ma nel casino argentino con ci si poteva aspettare granchè. Se è difficile individuare il miglior allenatore ai Mondiali, il peggiore è certo stato il guru tatuato Sanpaoli che ha depresso Lionel oltre ogni limite. L’altro big europeo Christian Eriksen si è mostrato davvero a sprazzi, fuori contesto.
Divertenti, a spot ovviamente, Quintero della Colombia e il messicano Carlos Vela.
Attenzione a Golovin: World Champion’s trap oppure talento vero? Finchè sembrava preda della juve nessuno aveva dubbi, ma adesso che probabilmente non interessa più torna in discussione…

La FIFA non poteva esimersi dall’eleggere nella propria TOP11 Neymar, come ala sinistra. Il brasiliano è stato il Re dei dribbling in corsa in generale e uno dei più presenti al tiro. E’ un fuoriclasse, e giustamente molti impazziscono per il suo talento da funambolo; evidentemente il professor Tite non ha saputo creare quell’intesa speciale fra lui e gli altri. Indecenti le sue simulazioni, ma visto che tutto il mondo già ne ride inutile infierire.
Il messicano Lozano ha stupito in positivo, confermandosi una promessa vera dopo la buona annata al PSV. Ha dribbling, tiro e capacità di giocare in squadra, può diventare uno dei migliori sempre che Raiola gli scelga una squadra adatta nei modi giusti.
Perisic sarà antipatico, ma ha dimostrato di essere un grandissimo giocatore. Peccato per il fallo di mano in finale, che ha vanificato un suo supergol. Giocatore di qualità e fisico, anche se certamente incostante, con 3 gol e 1 assist è stato uno dei più determinanti del Mondiale. Se l’Inter lo vendesse ne avrebbe una grossa perdita: 29 gol e 25 assist in tre anni, dove ne trovano un altro a una cifra decente?
Fra i meno quotati bene Forsberg per la Svezia e Cheryshev per la Russia (lui chiaramente on fire, la World Champion’s trap più grossa, non lo prenderei nemmeno gratis).

E arriviamo al centravanti; siccome ce n’è sempre meno la FIFA ha scelto Mbappè. Ma io sto sul classico è voto un impressionante Edinson Cavani. Il flaco ha regalato scene di altri tempi specie contro il Portogallo, dove oltre ai due gol clamorosi ha compiuto un prestazione tuttocampo di una potenza esaltante. A me manca questo tipo d’attaccante. E’ probabilmente andato oltre se’ stesso con quella prova indelebile (uno dei pochi momenti da salto sul divano di questo Mondiale), strappandosi.
Cristiano Ronaldo ha fatto il suo prima di venire a segnare 40/45 gol in serie A (all’anno). E’ devastante a sprazzi, pochi minuti a partita, per il resto bastano l’esperienza, la nomea, il tiro dalla distanza.
Kane ha vinto la classifica cannonieri ma per me è stato una delusione. Non mi ha dato la sensazione d’essere dominante in nessun aspetto del gioco, sparendo letteralmente nelle seconde frazioni dei turni eliminatori
Lukaku è Lukaku: chi non si può permettere difensori forti e abili parte con uno/due gol sul groppo. Ma al Mondiale oltre le squadre nordafricane e le cenerentole, di difese male assortite non ne ha trovate. Fra i giganti si è ritagliato uno spazio anche Dzyuba, l’arrogante orso russo ha esaltato la sua Nazione con gollazzi di potenza.
In finale opachi sia Giroud che Mandzukic, due attaccanti centrali ‘moderni’, da lavoro sporco. Sono stati fondamentali per gli equilibri delle rispettive squadre. Entrambi in fase calante ma ancora in grado di sportellare adeguatamente e approfittare di qualche occasionale spazio.
Menzione d’onore per Diego Costa, che mi sarebbe piaciuto veder fare a mazzate in un quarto di fuoco contro la Croazia o magari anche più avanti.

E voi cosa ne pensate? Mi sono scordato qualcuno (sicuro)? Diteci la vostra, tanto per passare il tempo in attesa degli sviluppi della nostra situazione.

Larry

 

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.