OK il prezzo è giusto

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Sicuramente tutti voi ricorderete la mitica trasmissione televisiva degli anni ottanta che, all’epoca del boom delle televisioni private italiane, spopolava nei palinsesti pre-serali dando spazio e visibilità al pubblico presente in sala che fungeva sia da folklore che da concorrente. Una premessa per ricordare che quest’estate sarà importante anche per il Milan spendere e vendere al prezzo giusto, perchè il nuovo corso è cominciato, i bilanci chiedono pietà e se si vuole ritornare a provare ad essere competitivi in qualche maniera si devono sovvertire i danni economici del recente passato.

Valutazioni oltre i 50 milioni a testa

Sono d’accordo nel non svenarsi economicamente per giocatori che hanno un valore ben più basso delle richieste. Purtroppo in Italia, soprattutto, il prezzo dei giocatori viene spesso fatto dai procuratori e dalle società che espongono il cartellino del prezzo a loro piacimento. Cartellino che, a seconda dell’acquirente, viene limato verso l’alto o verso il basso seguendo le logiche del potere alle quali noi ormai siamo esclusi. Basti pensare alla nostra nazionale U21 che, a valori stimati di cartellini, avrebbe dovuto vincere a man bassa il campionato europeo, invece si è trovata a preparare le valigie già alla seconda giornata del girone di qualificazione. Ragazzi come Mandragora o Barella valutati dai loro club dai 25 ai 50 milioni di euro senza una giustificazione. Se posso quasi accettare di sedermi ad un tavolo delle trattative per il giovane sardo, provando a limare la richiesta, trovo inaccettabile che un modesto mestierante del centrocampo come il giocatore dell’Udinese possa solo arrivare a sfiorare delle cifre del genere. Ovvio che poi il banco salta. Purtroppo ci sono club che spendono questi soldi, direte voi. È vero, ma poi va anche spiegato alla gente come questi soldi girano e rigirano nei bilanci dei club. Soldi veri e soldi finti.

La trattativa abbandonata dal Milan per Sensi è un comportamento ragionevole e di responsabilità. Ma deve far riflettere su alcuni punti. È indubbio che per il centrocampista neroverde il prezzo fosse gonfiato ad hoc (guarda caso solo per le due milanesi), il fatto che sia finito nella sponda triste di Milano dimostra però che è fondamentale anche saper fare mercato con l’aria fritta. Il Condor ne è stato maestro per anni, ma solo ed esclusivamente a danni del Milan. Qui intendo invece saper vendere l’aria fritta a favore della propria società. Che i cuginastri stiano giocando con il fuoco da anni è indubbio, il gioco delle plusvalenze prima o poi arriverà ad un dunque. Però almeno riescono a piazzare dei giovani (per lo più sconosciuti) in trattative che poi generano belle plusvalenze a bilancio e fanno chiudere le trattative senza esborso di soldi. Non entro nel merito della correttezza o meno di queste operazioni, premesso anche che di Sensi ne possiamo tranquillamente fare a meno a quelle cifre, però mi preme sottolineare che è fondamentale fare un ulteriore step in avanti. Bisogna cominciare ad intavolare trattative “fantasiose” che però non causino perdite ma bensì che portino vantaggi. Non si può pensare di generare plusvalenze con soli “potenziali campioni” scovati in Gabon ma va allargato il discorso anche al nostro settore giovanile. Se c’è qualcuno di buono (se c’è, visti i risultati pessimi) lo si butti dentro come uno Zaniolo qualsiasi che poi non rimpiangeremo di certo. Bisogna muoversi da squali in questo ambiente di squali.

Lui ha fatto il giro d’Italia in prestito per poi andare a Foggia gratis. Chi lo riconosce?

Ad oggi, stiamo avendo difficoltà nella cessione dei giocatori da almeno una quindicina di  anni, anno più anno meno. Quando si decise di cedere Shevchenko al Chelsea per una cifra intorno ai 70 milioni di euro che ai tempi erano soldoni. Non siamo in grado di vendere, nè i campioni (vedere Kakà, TSilva e Ibra), nè i giovani (basti pensare ai mille prestiti in giro per l’Italia, di gente come Di Gennaro per citarne uno). Per ricominciare a far girare il grano in società dobbiamo migliorare in questo. Se Veretout vale dai 25 milioni in su, Kessie non può valere meno. Se Chiesa vale 70 milioni, Cutrone non può valerne meno di 40. Il prezzo giusto non deve essere solo per l’acquisto ma anche per la cessione. Non capendo praticamente nulla di bilanci non capisco perchè entro il 30 giugno non si stiano intavolando trattative in uscita ma tant’è, aspettiamo e vediamo. Ma se vogliamo dare respiro ai bilanci dobbiamo cominciare a vendere e non a svendere.

Sarà un’altra estate lunga in attesa di sentenze, in attesa di acquisti e in attesa di cessioni ma intanto il quadro dirigenziale è stato completato (spero, anche perchè di ex in giro ne rimangono pochi da assumere). Tra poco più di una settimana si riparte, vediamo se almeno ci saranno venti uomini arruolabili in quel di Milanello.

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.