Non me lo posso permettere

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In questi giorni si è un po’ dibattuto su tutto, da una VAR depotenziata (aumentando così la discrezionalità arbitrale quando invece andrebbe ridotta) a una continua ricerca di cosa occorra per migliorare oltre al sempre verde “bastavano 3 o 4 acquisti” (e la marmotta confeziona la cioccolata). Sull’argomento VAR e pochi rinforzi chi mi ha preceduto ha già detto quanto necessario per cui passo oltre occupandomi di calciomercato, ma in senso lato.

L’affare Neymar ha letteralmente fatto esplodere i prezzi dei giocatori con quotazioni così fuori logica da vedere Dembelé e Coutinho indossare la maglia blaugrana per qualcosa come oltre 300 mln di euro ossia, tanto per intenderci, una somma nettamente superiore all’intero fatturato del Milan nell’anno solare 2016. Probabilmente in pochi hanno realmente riflettuto sulla portata di certi acquisti, ma analizzarli anche da questo punto di vista aiuta meglio a comprendere l’attuale situazione.
In pratica su certi prezzi dobbiamo metterci l’anima in pace: oggi ed almeno nell’immediato futuro per noi non ci sarà gara. Se Van Dijk può costare 85 mln e Mahrez può accasarsi sempre a Liverpool per 55 mln, per noi, e non solo, la questione passa dall’essere complicata a superflua perché non ci si può sedere nemmeno al tavolo di certe trattative. Certo a guardar bene tutto si riduce all’effetto domino Neymar (Barcellona ha reinvestito con deficit i soldi di Neymar, Liverpool ha reinvestito i soldi di Coutinho) ma difficilmente si tornerà alle cifre precedenti perché ognuno si sentirà in diritto di chiedere la luna. Sicuramente la discriminante la farà la domanda, ma l’affaire Alexis Sanchez, ossia un giocatore di 29 anni compiuti (forte chi lo nega) con contratto in scadenza a giugno che probabilmente passerà al City a breve con un ingaggio di 15 mln a stagione (oltre il doppio del nostro giocatore più pagato) ed un “bonus d’ingresso” di 10 mln (oltre ad un indennizzo per i gunners di 20 mln) dimostra come non siamo né competitivi sul mercato né attrattivi verso certi giocatori e questo vale per l’intera serie A.
Quindi ci spariamo? Direi che è ancora molto presto per farlo. Se da un lato questo può rappresentare un enorme problema per noi, dall’altro potrebbe rivelarsi come un’opportunità. Premesso che Milan China può davvero rappresentare una sorta di booster per aumentare il nostro fatturato, va detto che il cambio della proprietà, ma soprattutto il mercato estivo, si rivela oggi più che mai ancor più importante per non dire vitale.

La vecchia società aveva una squadra infarcita di prestiti e giocatori vecchi e/o scarsi e non intendeva investire sul mercato, quindi in un mercato con prezzi ormai inflazionati all’inverosimile saremmo diventati una succursale di qualche altro club, infarcita di prestiti. Per paradosso il dispendioso mercato estivo si potrebbe rivelare come un’arma importantissima per il futuro del club, un po’ come quando si erano fatte determinate spese con la lira e poi arrivò l’euro determinando una variazione notevole del potere di acquisto; il Milan avendo acquistato per la stragrande maggioranza giocatori futuribili prima che il mercato esplodesse potrebbe ricavarne benefici non previsti o preventivabili. Oggi stiamo vedendo dei giocatori che hanno reso poco (da Rodriguez a Calhanoglu passando per Silva), ma una loro crescita potrebbe portare a valutazioni per noi oggi impensabili. D’altro canto se un Van Dijk può essere venduto a 85 mln, gente come Bonucci e Romagnoli (stimati in Inghilterra) potrebbe raggiungere quotazioni assai elevate, in pratica un surplus eventualmente spendibile se si volesse aggiustare notevolmente il mercato in estate. Certo, poi il mercato sarebbe sottoposto sempre a prezzi elevati, ma ciò non toglie che la prima campagna acquisti della nuova società potrebbe davvero rivelarsi come un plusvalore non previsto né prevedibile rispetto alle dinamiche che conoscevamo.

Parlando sempre di futuro e possibili entrate, un altro tassello è rappresentato dallo stadio. Al di là della querelle tra il sindaco interista ed il Milan, ciò che è importante è quanto recita il comunicato sul sito della società rossonera ossia come “il Milan ritenga importante pensare per il proprio futuro di giocare in uno Stadio di proprietà, quindi non in co-abitazione con altre squadre”, come tra l’altro già dichiarato più volte da Fassone, a significare che questo capitolo rientra pienamente nel futuro rossonero e quindi in una visione strategica ad ampio raggio con tempi non brevi per noi tifosi e con cui dovremo convivere. Infine tralascio il mio giudizio sulle esternazioni del sindaco interista, perché le sue toppe sono peggio del buco e dissolvono i miei eventuali dubbi e la risposta della società, finalmente ferma e autorevole, dimostra come a Casa Milan siano stufi di determinate uscite che per noi tifosi rossoneri sono ormai troppe e ridondanti.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.