Milan, è l’unica parola che non dovete più pronunciare

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Il cerchio si chiude, sempre. La disfatta di Bergamo è destinata a rimanere nella storia rossonera per lungo tempo. Come anticipato da Max, il risultato umiliante di domenica a pranzo arriva da lontano, un progetto mai nato che si sta trascinando ormai da troppo tempo. Come un disperso nel deserto, questa società sta gattonando nella sabbia rovente senza acqua e con le forze ridotte a zero, purtroppo appena arriva una tempesta di sabbia, anche le residue forze vengono spazzate via e si crolla. Non si arriva a fare la scampagnata domenicale se si ha un minimo di dignità professionale, ma basterebbe solo quella personale, il problema che qui a Milano ormai il destino è tracciato. Fino a quando ci sarà questa proprietà fantasma, i risultati saranno un contorno ad uno degli affari immobiliari più importanti di Milano e gli attori mediocri che saremo costretti a vedere in campo ogni partita sono del livello degli attuali, ovvero il nulla. Tracotanti nella loro ignoranza, indifferenti a ciò succede, travolti dagli eventi come tutti i mediocri.

GIOCATORI – Credo che sia il materiale umano più scarso che abbiamo mai avuto. Peggio di Balotelli, Muntari, e Niang? Si, peggio. Perchè? Perchè questi hanno anche la faccia dei bravi ragazzi ma in realtà non hanno nessuna capacità mentale per reggere l’impatto di una maglia come quella del Milan. Questa è una squadra scarsa sotto tutti i punti di vista. Scarsa mentalmente, scarsa professionalmente, scarsa tatticamente, scarsa fisicamente e scarsa tecnicamente. E’ una squadra tendente allo svacco appena il professore si allontana dall’aula. Spero che nessuno voglia stare a fare ancora le guerre tra proveri sui pro Suso e contro Suso, e via dicendo. Questo è un concetto generale, sono ragazzi che non hanno minimamente a cuore quello che fanno, sono scarsi anche nei loro comportamenti quotidiani. Il Milan è un punto di passaggio o di arrivo, nel quale guadagnano un oceano di soldi in più rispetto al loro valore. Da quando è arrivato in panchina Pioli, sono già partiti dei missili terra aria che nessuno ha voluto prendere in considerazione. La fanfara è sempre stata troppo impegnata a piangere contro gli arbitri o a idolatrare la dirigenza per il loro standing, oppure semplicemente ci ha ricordato le “movenze” da top player di Leao. L’allenatore parmigiano, ha chiaramente detto dopo la partita con il Lecce che per questa banda di lavativi non c’è differenza tra vincere, pareggiare o perdere. Dichiarazione grave e pesante che fa il paio con quella di ieri post partita, quando si parla di risultato figlio di una settimana non fatta bene. Aggiungiamo il monito per il mercato di gennaio e il quadro diventa catastrofico. Qui dentro è un inferno, nessuno riesce a porvi rimedio e può solo andare peggio. La maggior parte di questi inetti, ieri sera aveva già l’aereo prenotato per le vacanze, dell’intoppo domenicale pre-cazzeggio balneare non ci sarà traccia al loro ritorno. D’altronde stiamo parlando di gente come Piatek che a Verona si permette di zittire chi lo criticava dopo una serie di nefandezze immani, di gente come Suso che non ha avuto paura di ricordare a tutti che qui a parametro zero e quindi cara grazia che muove il suo culone sulla fascia, di gente come Rebic che festeggia il Natale a Milano e poi a Francoforte durante la settimana pre-Atalanta, di gente come Kessie che non ha nemmeno il tatto di non usare i social nel post partita di Bergamo e non contento mette like ai post del Papu, di gente come Donnarumma che si presenta in neroazzurro alla festa del Milan, di gente che “studia” gli avversari sui telefonini e potremmo andare avanti per ore. Eppure qualcuno lo aveva anticipato mesi fa, “i ragazzi di oggi non hanno la testa di noi ex…”. Oggi a questi non serve neanche una mazzata in allenamento dell’Ibra di turno, a questo serve un corso base di etica. Questo è il contesto e ci stupiamo veramente delle sberle di Bergamo? Poppanti, indegni e senza attributi. 5 gol e 12 falli, sono una cosa raccapricciante solo da vedere. Penso solo a quando mio figlio chiederà “Papà ma è vero che una volta il Milan ha perso 5-0 con l’Atalanta?”. Quando qualcuno chiederà a questi buffoni dove hanno giocato, dovranno rispondere “a Milano”, non potranno infangare anche il nome della nostra squadra. Shame on you.

I giocatori a Milanello durante gli allenamenti

DIRIGENZA – Cos’altro aggiungere alle decine di cose dette nei precedenti post? Inadeguati? Lo si sa. Incapaci? Lo si sa. Onesti? Lo dimostrino ora. Se è vero, e io non ho dubbi in merito, che sono costretti a lavorare tra paletti, regole e supercazzole, diano le dimissioni adesso. Subito, seduta stante. Facciano il primo vero gesto da milanisti, come lo ha fatto colui che è stato dileggiato, criticato ed insultato per una stagione intera ma che davanti ai (non) progetti del Fondo Elliott ha salutato, ringraziato e lasciato lì anche i soldi con 68 punti in cascina. Questa è storia, non propaganda. Stare sotto (o sottostare) questa proprietà e far credere che tutta questa merda è cioccolato Suissa, è collusione e complicità. Troppo facile sparare frasi qua e là durante le interviste e al 27 del mese contare i soldi in banca. Se non si è d’accordo con le linee guida di una società, si può uscirne senza fare tante manfrine. L’assemblea degli azionisti fu l’illuminazione per me. Lì mi resi conto dell’assoluto disinteresse intorno alla parte sportiva della società, i dirigenti non possono essere non a conoscenza di tutto questo. Qual è il progetto? Quali sono gli obiettivi reali? Hanno sperperato denaro? Si, ma va sotto i primi punti di questo paragrafo. Inadeguatezza ed incapacità. Alcuni amici di Maldini e Boban non perdono tempo a sottolineare l’acquisto di Theo, ma di chi è stato segnalato il ragazzo? Quando capiranno che “mettere le mani in pasta” significa sporcarsi il vestitino ed essere presenti nell’ambiente? L’ambiente non sono le cene e le feste con il loro giro di amici (su questo sono liberi di fare ciò che vogliono), purtroppo l’ambiente è quello del calcio e se non ci sei dentro “nel giro”, sei totalmente fuori. Come loro due che sono due che sapranno anche concludere una consecutio temporum ma quando si fa mercato serve essere dei figli di buona mamma e bisogna sapersi e volersi “sporcare”. Ci stupiamo veramente di Boban che parla a fine partita con Scaroni già in autostrada e Maldini disperso nei meandri dello stadio? Se vogliamo mantenere ancora un buon ricordo di loro due serve che che se ne vadano, altrimenti verranno triturati da questo circo a spese loro. Nessuno chiede il Milan di Berlusconi in sei mesi. Nessuno. Chiediamo una squadra e una società in grado di andare a Bergamo, Benevento, Frosinone, Empoli, Verona e vincere possibilmente. Il minimo sindacale anche senza lo stadio di proprietà e milioni di euro da sponsor internazionali. Siete voi miei cari a parlare di “riportare il Milan ai fasti del passato” senza avere un minimo il polso della situazione. Siete voi che blatervate di Europa dopo 6 sconfitte in campionato e oltre 10 punti di distacco dall’obiettivo. Siete voi che parlate di “fare” il Milan ma non vi rendete conto che il Milan è stato dilaniato da anni di incompetenze. Un progetto che nasce con Giampaolo, non può che finire così. Cada il silenzio intorno a tutti voi e quando sul CV scriverete le vostre esperienze lavorative, mettete “ho lavorato per un’importante brand italiano”, ma non azzardatevi a pronunciare la parola Milan. Shame on you.

Il nuovo stadio

PROPRIETA’ – Pensavano di fare il colpo, invece si trovano in mano un assett che gli sta portando più di un grattacapo. Poche balle, Elliott e Gordon Singer pensavano di regalare ai propri azionisti (non quelli del Milan, sia chiaro) un bel gruzzoletto. Non hanno capito che il calcio ed una società sportiva non sono assimilabili a nessuna S.p.A. del Mondo. Oggi, se solo arrivasse un pazzo con 700/800 milioni, credo che Elliott venderebbe all’istante, pur di liberarsi di quello che potrebbe diventare una macchina ciuccia denaro. Il Milan, sin da tempi di Berlusconi, brucia una quantità di soldi irreale. Parliamo di milioni al mese, senza mai portare utili, nè titoli sportivi (negli ultimi anni). Il Fondo è impreparato a gestire la parte più importante della società, cioè quella sportiva, infatti ha messo tutte le fiches sul tavolo dello stadio. L’unico interesse e l’unica fonte di vero guadagno per questa gente è il progetto immobiliare che sta dietro al Milan. Il player trading è roba da “esperti” non da fighetti. Forse alcuni di voi ricorderanno nel film “Wall Street” che Gordon Gekko decide di investire nella Blue Star Airlines, solo per smontarla e rivendere hangar e terreni in possesso della società a gruppi immobiliari, per fare una montagna di soldi insieme ai fondi pensionistici. Oggi a Milano non siamo a questo livello, ma Elliott andrà fino in fondo nella questione stadio, altrimenti dovrà rendere conto a centinaia di azionisti che non vedranno utili da questo investimento che notoriamente, nel calcio, è a perdere. Sono distaccati dal Mondo del calcio, questo lo abbiamo detto, ma oltre a questo hanno messo a capo di tutto due persone assolutamente non in grado di fare il loro lavoro. Scaroni è un presidente di “comodo” che serve a fare PR in comune per ammorbidire la posizione del sindaco Sala. Gazidis, il famoso esperto del FFP, guadagna come Gomez, Zapata e Malinosvki tutti insieme eppure non ha dato un segnale di vita da quando è arrivato. Ha patteggiato con la UEFA, ma gli avvocati squali di Elliott ancora oggi non sanno cosa è stato concordato. Parla di razzismo quando il nostro peso politico internazionale è lo stesso del Lesotho ai tempi dell’Apartheid. Non ha portato uno sponsor. No dico, uno, basterebbe attraversare la strada e chiedere alla Vittoria Assicurazioni che ha la sede di fronte a te. Neanche quello. Ha riempito l’azienda di dirigenti da stipendi d’oro che passano le giornate a dividere l’atomo e a crecare l’antimateria per poi vendere il brevetto al C.E.R.N.. Non parla italiano e ha imparato adesso la guida a destra grazie alla rotonda Kilpin appena inaugurata. Quando andrà via, perchè se ne andrà, si tenga lontano a questo nome e da questi colori, almeno per rispetto. Shame on you.

Adesso leggere gli editoriali e gli articoli dei frequentatori abusivi della sala stampa è uno spasso. Tutti a sdegnarsi, tutti a chiedere spiegazioni. Ma dov’eravate prima? Dove eravate quando vi sbrodolavate con le dichiarazioni blateranti del duo monzese? Dove eravate quando qui si alzava il livello di attenzione e voi pensavate a mangiare, a tesoretti e ai regali del presidente? Shame on you, anzi voi è già tanto che sapete l’italiano. Vergognatevi.

FORZA MILAN

Buon Natale a tutti voi e teniamo duro!

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.