Mercato e dintorni

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Archiviato l’ottavo di finale di Coppa Italia che ha visto ancora una volta un Cutrone in versione aspide, ci si immerge subito in una settimana che ci porterà a giocare prima a Jedda e poi, di nuovo, a Genova sponda rossoblu. Sembra quasi una settimana da “Vecchio Milan” quando si dovevano giocare diverse partite ravvicinate, grazie al numero di impegni e vittorie che si collezionavano. Oggi lo scenario è molto diverso, assolutamente diverso. La scena vera e propria è stata presa dal calciomercato che impazza sulle pagine dei giornali, in televisione e, ahimè, anche sui social network. L’unico punto in comune che hanno questi tre canali è dato dalla totale approssimazione delle informazioni date e condivise, nonchè la capacità del non dire nulla anche con diversi caratteri a disposizione per digitare la notizia, o presunta tale.

Fan in attesa di Fabregas

Se qualcuno ha un pò di memoria si ricorderà che già dalla metà di ottobre si parlava, anzi filtrava, di un ammiccamento tra il Milan e Ibrahimovic e Fabregas. Nonostante qualcuno fosse ancora con la tenda al terminal 1 di Malpensa in attesa dell’arrivo dello spagnolo, altri si sperticavano alla ricerca di tweet o like per confermare che l’interessamento fosse reale. Eh sì, perchè piuttosto che verificare la notizia è ben più facile dichiarare “…è comparso un like di Carrasco ad una foto del profilo instagram del Milan”. Giornalismo d’assalto.
Inutile raccontare che fine hanno fatto tutte queste notizie, conferme, smentite, filtri e canne. Il mondo del web intorno al Milan è ormai una fauna fuori controllo, nella quale basta che qualcuno racconti di una mezza voce udita durante una seduta spiritica tra le mura di Castel Sant’Angelo, che la notizia comincia ad impazzare per la rete. Con o senza SMS, che ormai sarà la nostra croce. Questa rimarrà la storia più bella. Oggi voglio darvi anche io una mia dritta, che preferivo non divulgare ma dopo essermi consultato con tutta la redazione, abbiamo deciso di condividerla con voi. Mi sembra giusto che si faccia un pò di chiarezza su un aspetto di queste ultime settimane.

Erano le 23.49 dello scorso 10 gennaio quando mi arriva un whatsapp sul cellulare. Non era quello privato ma quello aziendale. Di solito su quel numero, a quell’ora non arriva mai nulla. Guardo lo schermo, il nome della persona che me lo manda è affidabile. Però è da un pò che non la sentivo. Poche parole scritte ma che mi lasciano stupefatto e alla fine una domanda, alla quale io mi sento di rispondere così. “Al momento non ho sonno ma essendo quasi mezzanotte penso di andare a letto”.
Questo è di solito il tenore dei tweet che si leggono sul web. Bene così.

Gazidis che chiede una cortesia a Gattuso, senza incomodarlo, per gestire la situazione Higuain col Q

Tornando alla stretta attualità, ci troviamo ad affrontare una finale a distanza di pochi mesi dall’ultima, drammatica, giocata a Roma. Il clima che ci porta in Araba Saudita è quasi surreale, almeno per me. Quella che dovrebbe e potrebbe essere una partita e un trofeo da vincere, per provare a far scattare quella scintilla che continua a mancare nell’ambiente rossonero, si sta trasformando in un unico refrain, Higuain che va via. Su come la penso l’ho già scritto molte volte, perdere il Pipita è un altro ennesimo step per la strada verso l’appiattimento delle prestazioni di questa squadra che sempre di più si avvicinerà al centro classifica. Ma questa non è una novità.
Vorrei capire il senso dell’uscita di Leonardo prima di una finale. Vorrei capire le parole di Gattuso, che come succede dal mese di luglio sta facendo l’allenatore, il capo ufficio stampa, il comunicatore, il direttore sportivo e, parole sue, farebbe anche da mangiare a Higuain per farlo restare. Vorrei capire come mai dopo Milan-Juventus di campionato la dirigenza rossonera non ha mai nascosto che “i riscatti di Higuain e Bakayoko sono legati al raggiungimento della Champions”. Parliamo di due giocatori che sicuramente non avranno problemi a trovare una squadra a breve o a giugno, rispetto agli altri zombie che abbiamo in casa che sono invendibili e inappetibili. Vorrei capire, se è vero, perchè Higuain ha chiesto la cessione, perchè non è neanche una questione di soldi. Quindi per me, ben più grave. Questo è il clima nel quale questa squadra, che già di per sè non regge le pressioni, si presenta a giocare una finale contro una squadra più forte, più organizzata e più compatta. Sarà durissima.

Ho promesso a me stesso, visto che ci è stato dato dei prezzolati sull’argomento, che non avrei parlato nè di mercato nè della società fino alla fine del mercato di gennaio. Perchè? Perchè si dice di aspettare, di non arrivare a conclusioni affrettate. L’ho letto qui sul blog, molti ancora inebriati dalla potenza di Elliott, sono in attesa della luce che illuminerà il nostro cammino. Le battaglie alla UEFA, il portafoglio a fisarmonica, se vuole Elliott compra tutti… Io aspetto. D’altronde ho dato credito ad una società che senza soldi ha provato ad ingaggiare Cristiano Ronaldo e alla quale avevo anche dedicato un post “Trust the process”. Quindi posso aspettare. Però una cosa la voglio scrivere. Anzi è più una domanda che mi gira nella testa, “Ma per voi, quello che accade giornalmente al Milan, è normale?”

Aspettiamo, come sempre, l’esito del campo, d’altronde per richiamare le notizie di mercato con la loro scontatezza, “in campo si scende in undici, può succedere di tutto”.

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.