Lo smarrimento

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Smarrimento. Il mio attuale stato d’animo non può essere spiegato in nessun altro modo che non sia un senso di smarrimento, dove anche quelle certezze che avevo incominciano a vacillare sotto i colpi di una stagione dai risultati sportivi troppo brutti per essere veri. Quest’anno ad ogni sconfitta ero un misto di rabbia e tensione, ma sabato ero svuotato perché mi son sentito tradito da quei calciatori che sembrano farti un piacere quando scendono in campo ormai rassegnati prima di testa che di gambe al piccolo cabotaggio del campionato italiano. Ma il Milan non è mica un lunapark, se non hai voglia di fare sacrifici sparisci più veloce della luce perché a noi occorrono prima di tutto uomini e poi atleti.
Mi hanno letteralmente svuotato perché ancora una volta ad obiettivo compromesso (approdo in champions league) i giocatori sembrano aver mollato gli ormeggi. Questi non sono atteggiamenti da professionisti, non sono atteggiamenti da persone che conoscono il valore della parola sacrificio, non sono atteggiamenti da calciatori con cui costruire qualcosa di importante. Bisogna cambiare testa e in fretta, altrimenti c’è la porta d’uscita.

Questo senso di smarrimento non mi molla, eppure dentro di me rimane la convinzione che una buona base da cui ripartire ci sia, un’ossatura che va per forza irrobustita con interventi precisi e mirati per non disgregare quel nucleo da cui si può e si deve ripartire. Non possiamo e non dobbiamo mandare al macero quel buono che si è visto, ma Milanello va anche liberato da una serie di figure inutili e dannose per far entrare gente con uno spirito vero, battagliero, gente che non alza la spalle quando si perde, gente che piuttosto appende al muro il compagno o un giocatore perché non ha capito che qui non si scherza.
Il mio stato passa dallo smarrimento al sentirsi vuoto in men che non si dica perché per noi tifosi la stagione non è affatto finita, mentre chi sta in campo sembra aver già levato le tende. Lo staff tecnico e la società devono fare qualcosa perché solo loro hanno il reale polso della situazione e dopo le frasi di scuse occorre passare ai fatti perché solo quelli possono far scomparire quello scoramento che mi pervade.
Ho visto circa 30 minuti di Liverpool-Roma e credo che partite di questo genere facciano capire quanta strada dobbiamo fare, quanto lungo è il percorso da affrontare e come la mentalità sparagnina non sia la strada tracciata per il futuro del calcio mondiale. Noi milanisti ne sappiamo qualcosa ma quasi avessimo una crisi di rigetto non vediamo più allenatori produrre un buon calcio da ormai troppo tempo.

A proposito di allenatori la società ha deciso di rinnovare Gattuso ben prima del termine della stagione e bene ha fatto se crede in lui, se ritiene che sia l’uomo giusto, se lo difenderà a spada tratta e costruirà la rosa futura in base alle scelte del mister. Se farà tutto ciò e non una virgola in meno avrà fatto bene, perché su Gattuso bisognerà essere sicuri e decisi se lo si vuole tenere soprattutto ricordando come Ringhio sia una scommessa e come tale se vincente sarà una mossa geniale, se perdente…beh lo sappiamo tutti.
Ora però direi di terminare con le scommesse perché a meno di trovarsi in qualche tabaccheria particolare è difficile avere un’alta percentuale di successi, meglio concentrarsi su certezze perché anche noi tifosi ne abbiamo bisogno, quei tifosi che hanno riempito lo stadio contro Craiova e Shkendija sotto un caldo insopportabile. Un tifoso può ammettere errori, un tifoso può aspettare, ma deve vedere un progetto tecnico chiaro, deve percepire che gli errori siano stati compresi ed eliminati, in una parola deve entusiasmarsi. Io non voglio buttare tutto al macero, ma santo cielo che tutti, nessuno escluso, si diano una svegliata ma di quelle serie.

A proposito di darsi una svegliata, credo sia chiaro a tutti che questa squadra abbia poca qualità in avanti oltre a mancare di giocatori rapidi capaci di ribaltare rapidamente l’azione. La nostra sterilità offensiva è cosa nota, ma i numeri descrivono qualcosa che non avevo minimamente immaginato.
A quattro turni dal termine il Milan con tutta probabilità concluderà con uno dei peggior score realizzativi degli ultimi 20 anni: i rossoneri hanno totalizzato meno di 50 gol nella serie A nelle stagioni 97/98 (37) 01/02 (47) e 15/16 (49). Se andiamo però a vedere le realizzazioni casalinghe in questo momento eguagliamo il peggior risultato degli ultimi 20 anni ossia i 16 gol fatti nella stagione 1997/98. In questo ventennio quella fu l’unica volta in cui a San Siro si segnarono meno di 20 gol e a dirla tutta solo in quattro occasioni si sono segnati meno di 30 gol. In pratica stiamo parlando di numeri imbarazzanti.
Come vi dicevo però i numeri descrivono anche dell’altro ossia 28 gol in trasferta (oltre il 70% in più rispetto a quelli realizzati a San Siro) che ad oggi, a stagione non ancora conclusa vale il settimo miglior risultato degli ultimi 20 anni.
Sarò sincero, io questa discrepanza non riesco a spiegarmela perché non siamo né una squadra di contropiedisti né una squadra che impone un gioco offensivo. Com’è possibile questa enorme disparità? Ho provato a rifletterci e non trovo una soluzione, vorrei dire che tutto sia dovuto al caso ma la differenza è troppo elevata e allora mi è venuta in mente la risposta più stupida, più banale…gambe che tremano davanti ai 50mila di San Siro? Non lo so, ma è bene che qualcuno in società valuti anche questo.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.