Le fonti, gli insiders e le aspettative

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Mi sarebbe piaciuto poter scrivere della prima giornata di campionato, dell’esordio a San Siro e di una partita complicata come quella contro il Genoa. Purtroppo il destino ha voluto che la settimana di Ferragosto venisse scossa da un tragico evento di portata mondiale. La decisione della Lega di non giocare le partite delle due genovesi la ritengo un piccolo gesto, più per trovare consensi che altro, ma il rispetto per le vittime e per le loro famiglie è stato comunque calpestato dall’esordio irrinunciabile di Cristiano Ronaldo nel giorno del Lutto Nazionale. Tanto valeva giocare tutti.

Veniamo da una settima che ha visto la chiusura del mercato e che ha scatenato decine di migliaia di commenti nel mondo rossonero. Probabilmente uno dei difetti più grandi di noi tifosi è quello di avere la memoria corta. Forse non tutti si ricordano che poco più di un mesetto fa eravamo fuori dall’Europa, avevamo un presidente ectoplasmatico e abbiamo seriamente rischiato di non avere i fondi necessari per cominciare la stagione. La società era nello sbando più totale, la UEFA ci martellava a colpi di cannoni Dahlgren sul FFP e sulla credibilità del progetto. Mentre i nostri prodi andavano a cercare e/o trattare giocatori da stipendi impossibili come Fellaini o Depay e ostentavano sicurezza per il prossimo futuro. Il tutto con un cambio societario in atto che ha portato alla preparazione di svariati scatoloni pre-licenziamento nei piani alti dell’azienda. Questo è il quadretto che ha fatto da prologo al mercato rossonero, che di fatto è cominciato il 25 luglio. Giorno dell’annuncio ufficiale dell’arrivo di Leonardo come direttore tecnico dell’area sportiva. Il direttore sportivo (mascherato) è stato ufficializzato anche più tardi.

Fonti ed insiders al lavoro

Ufficialità. Una parola che ormai non viene più nè considerata nè valutata come fondamentale per una qualsiasi trattativa. Ormai il potere dei social network ha permesso a tutti di dare la loro versione su un’operazione di mercato. Insiders, giornalisti rampanti e/o semplici appassionati si sentono in diritto di raccontare la loro versione. Spesso la loro fonte ha detto che un amico del cugino del nipote della sorella ha sentito durante un aperitivo in riva al mare che uno al dodicesimo Jamaica Julep stava confermando l’arrivo di tal giocatore alla tal squadra. Via che parte il treno impazzito di Twitter e tutti danno lo “scoop” secondo la loro fonte personale. Io mi chiedo come sia possibile che nel 2018 solo intorno al Milan girino una quantità di pagliacci così ampia come quella attuale. Non esistono in nessun’altra tifoseria. Solo noi abbiamo questa piaga degli insider che sparano delle boiate immani. Solo noi dobbiamo stare a ragionare con gente che viene invasata da messaggi che hanno il solo scopo di un like e non di dare l’informazione. Mezze frasi, mezze parole. Ma basta! Sulla storia di Sergej Milinkovic-Savic (eh sì, perchè il ragazzo si chiama così e non quell’acronimo tipico anglosassone che fa molto “Un americano a Roma”), si è scritto e detto di tutto, cercando nella tifoseria rossonera, già rincoglionita di tweet da ormai un lustro, uno spiraglio per i proprio inutili interessi personali. Arrivavano le smentite dalla società e puntualmente l’amico dell’amico ne sapeva di più. Questo per sottolineare che se poi i tifosi si fanno strane idee e sparano sentenze sul webbe (sempre dietro ad una tastiera ovviamente) hanno poche colpe. Le aspettative devono essere tarate dalla realtà dei fatti, altrimenti anche quando acquisti Bakayoko e Higuain, ci sarà sempre qualcuno che rimpiangerà Milinkovic-Savic e Aubameyang perchè gli insider ci hanno raccontato che erano ad un passo. Mi chiedo chi, sano di mente, pensava che un mercante come Lotito avrebbe anche solo intavolato una trattativa per un suo giocatore a suon di contropartite e prestiti. È calcio non è finanza. È tutto molto semplice nonostante vogliano raccontarci il contrario. I mercati, le borse, i bond e tutti i tweet del Mondo non fanno una trattativa. Mi sembra che molti vogliano giocare a fare “Ferro azzurro ama Anacott Acciaio” ma poi si trovano a parlare della FinMor di Ricky Morandi.

I muri sono saggi

Le aspettative di questa stagione devono essere rapportate a ciò che questa squadra può produrre in campo. Pertanto può oscillare dal quarto al sesto posto. Per andare oltre deve over-performare, di molto. Secondo me, sono stati fatti dei notevoli upgrade davanti e in difesa. Purtroppo il centrocampo rimane un settore del campo un pò troppo “inferiore” alla media ma se usiamo l’intelligenza e non gli insiders, ci possiamo facilmente rendere conto che le cifre che girano oggi per i ruoli chiave sono mostruose. Elliott non fa beneficenza. Sia chiaro. Se deve spendere 120 milioni per un giocatore ci pensa non una, non due ma trecento volte. Anzi forse neanche ci pensa a spenderli. Se proviamo a leggere il mercato rossonero senza le fette di insider sugli occhi, vedremo che le operazioni fatte hanno tutte un senso. Finalmente dopo tempo immemore. L’operazione Bonucci-Caldara-Higuain è un colpo di mercato che se fosse stato fatto in altre città sarebbe stato dipinto come un Monet. Eppure il Milan si è aggiudicato un attaccante vero. Forte e decisivo. Oltre ad un giovane che, non lo dico io, viene considerato uno dei tre centrali più forti d’Italia. Il tutto liberandosi di un giocatore che aveva manifestato la sua insofferenza. Le altre mosse sono state fatte provando ad accontentare le esigenze dell’allenatore e la sua idea di gioco. Piaccia o non piaccia. Io personalmente sono sempre contrario ad accontentare gli allenatori ma, d’altro canto, se fossi un dirigente avrei a portata di mano la scusa pronta in caso di mancati risultati. Abbiamo liberato alcune caselle dai vari inutili che avevamo in rosa, purtroppo alcuni parassiti sono difficili da debellare e, in pieno dibattito sui vaccini, speriamo di trovarne uno adatto a questi virus che infestano Milanello. Ci siamo liberati in maniera definitiva (vuol dire che l’estate prossima non ritornano a Milanello come già successo in passato…) di Bacca, Kalinic, Vergara, Antonelli, Gabriel. Andrè Silva è un caso a parte. Già mi vedo decine di vedove che dopo la tripletta contro il Rayo Vallecano cominceranno a sgranare il rosario per pregare un suo ritorno. Vedremo cosa succederà, per me rimane inadatto al calcio italiano. Comunque ribadisco quanto scritto qualche settimana fa, abbiamo il Milan degli Invendibili, pertanto dobbiamo solo pregare le scadenze di contratto e/o qualche miracolo.

La squadra nel complesso, per me, è più competitiva della scorsa stagione anche se a centrocampo, come detto, ha i giocatori contati. Abbiamo un attaccante vero e speriamo che venga messo nelle condizioni migliori per rendere al 100%. Spero che Rino sia più dinamico nelle sue scelte e non continui ad arroccarsi nel suo unico credo. Il monoschema è dannoso e non giova a nessuno, oltre a rendere la squadra prevedibile. E’ fondamentale che lui per primo voglia provare ad avere un atteggiamento più offensivo. Il contropiede non è nel DNA di questi giocatori, correre per 60 metri per andare verso la porta avversaria non è fattibile con Suso e Calhanoglu. Serve un pò più di coraggio. Spero di non vedere più (salvo casi di emergenza eccezionale) Borini nel tridente e Cutrone messo ad arare la fascia destra come a Madrid. I giocatori non si devono adattare agli schemi dell’allenatore ma l’allenatore deve costruire la squadra con i giocatori che ha. Speriamo che la stagione possa riservarci delle piacevoli sorprese ma sarà importante la voglia di tutti.

Intanto siamo a pari punti con quelli che infestano la città di Milano e dovevano arare il campionato. Accontentiamoci anche di questa piccola soddisfazione.

FORZA MILAN

Johnson

P.S. #DLTN è ad un passo da MilanNight, purtroppo Gianclint non è facile da convincere. Nelle prossime ore si attende l’ufficialità #fonte #insider #vivalaliga

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.