L’anno del Casciavit

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Il pareggio di Firenze non è un pareggio normale, anzi non lo deve essere. La prestazione è stata sicuramente poco brillante ma, al contrario del recente passato, questa squadra ha dimostrato di cominciare a capire cosa vuol dire giocare e soffrire insieme.
Gattuso non ha fatto nulla per nascondere le condizioni fisiche precarie dei suoi ragazzi. Lo ha dichiarato fin dal post partita di Coppa Italia. Onestamente non immagino ancora oggi, come questa squadra che arrivava a Firenze con un score di 24 punti (7 vinte, 3 pareggiate e 8 perse), potesse giocare diversamente. Mi sono assuefatto alla mediocrità? No. Non l’ho mai fatto nè accettato. Ma una vittoria, un pareggio o una sconfitta possono assumere un valore diverso in base alla prestazione. Abbiamo più volte citato le vittorie contro Cagliari e Spal che avevano già dato dei segnali proccupanti di difficoltà. Abbiamo visto sconfitte drammatiche come a Napoli, dove si è andati per “prenderne pochi”. Il risultato di Firenze, per me, ha un valore importante. Ha dato seguito ad una buona prestazione vista mercoledì contro l’Inter. Non era mai successo quest’anno, ci sono stati segnali incoraggianti e soprattutto c’è stata una reazione ad un momento di difficoltà.

“C’e vita…”

Parliamoci chiaro, chi conosce il modo di far giocare le sue squadre, non può pretendere da Gattuso il bello ed efficace. Non lo farà mai. Gattuso bada al sodo, all’efficace. Quando si è in mezzo alla tormenta bisogna essere concreti e portare a casa la pellaccia. Questa partita giocata un mese fa sarebbe stata l’ennesima sconfitta. Squadra molle, abulica e sulle gambe. Scarica fisicamente e di testa. Ieri, invece, si è visto l’opposto. Una squadra che si è adattata all’avversario. Ma ben venga che qualcuno pensi anche a portare a casa il risultato. Non voglio rimarcare il passato, ma prima di Gattuso saremmo andati a fare il tiki-minchia a Firenze, avremmo preso il gol inevitabile e saremmo implosi. Invece ci siamo messi lì, consapevoli di non averne. Abbiamo giocato male ma abbiamo fatto giocare male l’avversario, abbiamo sofferto, abbiamo subito ma ci siamo rialzati subito e abbiamo reagito. Non succede mai nulla a caso. In tutta la stagione non avevamo mai rimontato da situazione di svantaggio. Gli episodi ti vengono incontro se tu fai qualcosa per farli accadere. Se Sportiello respinge male sul piede di Calhanoglu è perchè ti sei subito buttato nella metà campo avversaria per reagire. Ci hai provato. Se gli episodi “dubbi” non ti condannano (parate di Donnarumma, Romagnoli che fa l’ennesima cavolata difensiva ecc.) è perchè anche l’atteggiamento è diverso. Probabilmente tra un anno, la stessa identica partita la vinceremo, in rimonta e senza patemi ma oggi questo è quello che ci deve dare ancora più forza per ripartire. Mi sto accontendando di questa prestazione scialba? No. Figuratevi se mi accontento di pareggiare a Firenze facendo un primo tempo nella nostra metà campo. Ma se ho digerito il Giannino del “Ferguson de noartri” perchè devo fare lo schizzinoso adesso? Adesso abbiamo un futuro, abbiamo una speranza. Non dimentichiamoci come molti di noi erano al collasso quando le prestazioni erano le stesse ma la speranza era quella di prendere a parametro zero Honda per svoltare la stagione. A proposito, che fine ha fatto Honda? (repetita iuvant)

Non è lo stesso Milan. Non è lo stesso. Probabilmente i brindisi natalizi, iniziati il 22 dicembre a Radio Rossonera e non ancora conclusi, mi stanno facendo vedere del positivo dove magari non c’è. Ma questo Milan gattusiano sta dando dei segnali. Piccoli, flebili ma sono segnali che arrivano da una galassia lontanissima che si chiama “gioco di squadra”. Ci vuole tempo e pazienza. La stagione è abbastanza compromessa ma è il momento di costruire qualcosa per il futuro. Non solo per loro in campo ma anche per noi tifosi. Non distruggiamo tutto, chiediamo il massimo impegno e il sudore di ogni componente della rosa ma critichiamo quando è necessario, quando mancano lo spirito e la volontà. Questa squadra non giocherà mai bene, almeno quest’anno, ma preferisco rimanere al fianco di questo Milan che trovare una sola ragione per rimpiangere il recente passato.

Aver incontrato MilanNight è stato uno dei momenti più belli della mia vita rossonera, ho trovato ragazzi e ragazze competenti, tifosi e tifose ma soprattutto, persone che hanno nel cuore il Milan senza se e senza ma. Tutti liberi di esprimere il proprio pensiero senza pregiudizi e/o suggerimenti di ogni sorta. Il vostro sostegno, i vostri commenti, le vostre critiche non devono smettere mai di far crescere questo blog, sarete per sempre l’anima di questo piccolo “buco nero” che sta risucchiando tutto il finto giornalismo rossonero che lo circonda. Si è chiuso un anno con oltre 2 milioni di sessioni, questa squadra non perde. Mai.

Grazie a tutti voi per le emozioni che mi avete fatto vivere, sempre nel segno del Milan. Del Nostro Milan.

Che sia un 2018 ricco di soddisfazioni personali per tutti voi.

Che il 2018 possa essere l’anno della nostra rinascita ROSSONERA e che possa essere l’anno del Casciavit.

Buon Anno e

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.