La serpe

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Troppo entusiasmo sul fronte Milan. Oddio non qui nel Night, dove nei commenti si balla fra pragmatismo, fiducia, perplessità e ahimè tiro al piccione, ma con una certa normalità. Tuttavia fra interviste, eventi e facce dei giocatori la sensazione è di troppa rilassatezza; fra un ‘il Milan gioca meglio’ e un ‘vogliamo la Champions’ c’è un po’ la corsa a dissolvere uno dei talenti nascosti del Milan gattusiano: il partire da underdog. E non è certo il momento di farlo perché domenica andiamo al cospetto di una delle peggiori serpi in circolazione.

L’Inter di Spalletti è una squadra di rara insopportabilità. Dalle supercazzole del Nosferatu di Certaldo a Maurito Icardi: è l’Internazionale perfetta, che ti fa incazzare.
La squadra è temibile, perché completa nell’11 titolare e nelle riserve: Handanovic fra i pali è esperto e capace, fra i tre migliori d’Italia in tutte le statistiche da almeno cinque anni; il nostro Gigio, al netto dei sempre copiosi complimenti, deve masticare ancora molta erba. Skriniar-De Vrij sono pezzi da novanta, e anche la batteria di terzini dopo anni diciamo così….folkloristici…è stata messa a posto. A centrocampo ci sono parecchie soluzioni, più di quelle che abbiamo noi; c’è più esperienza e tre i confronti con la nostra batteria di centrocampisti nel ’17-18 (invariata rispetto all’anno scorso) hanno sempre messo in evidenza una qualità maggiore del reparto nerazzurro. Nainggolan, poi, è il classico giocatore che può spaccare questo tipo di partite. Davanti Perisic-Icardi rappresenta un asse letale. Il capitano dell’Inter sente molto la partita, anche se prova a mantenere imperturbabile quella sua faccia da schiaffi, ma c’è comunque quella tripletta l’anno scorso che pesa più degli errori (tanti) commessi nei derby precedenti. Nei singoli è una grande squadra, superiore alla nostra, con un paio di anni di anni di acquisti/errori in più e si vede.
Il Milan gioca meglio”, citazione multipla. Ma cosa significa ‘giocare meglio’? Io lo intendo come realizzare meglio l’idea di calcio che ha in testa il tecnico, unitamente all’esprimersi al meglio dei singoli e a delle buone stats; penso che siamo ancora abbastanza lontani dal ‘bene’, ma in avvicinamento con un percorso iniziato a gennaio scorso. Aumentano i minuti a partita in cui il Milan da l’impressione di essere organizzato, l’efficienza al tiro, la precisione, e diminuisce lo squallido possesso di alleggerimento. Siamo ancora parecchio meccanici, ci piace ripetere fino a trovare l’esecuzione giusta, ma se gli interpreti sono di livello non è necessariamente un difetto; stiamo crescendo fisicamente e nello sfruttare gli errori avversari, ma quanto a fantasia, improvvisazione, adattamento al momento…San Gonzalo aiutaci tu. E la difesa, purtroppo, è in difficoltà. L’Inter è molto diversa; anche per via dell’esperienza di Spalletti, che avendo una lunga storia personale di…secondi posti…da di per se’ garanzie di capacità gestionale e non perde la bussola di fronte a qualche rovescio, pare che i nerazzurri siano meno afflitti dalla paranoia del ‘belgiuoco’ e concentrati sui risultati. E’ una squadra a tre volti: a volte pigra, sorniona, metodica nel giro palla; spesso così contro le piccole. A volte invece veloce, imprevedibile, temibile perché dotata di ali tecniche e pericolose ma anche del miglior uomo d’area, capace di trasformare situazioni poco pericolose (i cross) in gol, solida in difesa. Abbiamo visto quest’Inter nei due confronti in campionato l’anno scorso, nel ritorno finito 0-0 probabilmente è scesa in campo la miglior Inter per qualità insieme con quella ingiustamente sconfitta dalla juventus. Poi c’è il terzo volto: quello del killer silenzioso. E qua occorre un paragrafo a parte.

No, non è Cornholio. E’ la ‘garra charrua’ alias OCCHIO CHE QUESTI NON SCHIATTANO MAI!!!!! (Vecino, nella fattispecie, potrebbe mancare)

Bologna espugnata con tre reti oltre il 65esimo; Tottenham sconfitto dopo partita o-sce-na con due reti all’85esimo e il 92esimo; Sampdoria fatta fuori al 94esimo; Fiorentina punita al 78esimo; SPAL freddata con due gol su tre tiri in porta. Le partite giocate finora: dieci, in tutte le competizioni, e questi gli episodi. E’ un trend, è una caratteristica, è un modo di stare in campo. Kulovic, che ha aiutato l’Inter nell’avvio della stagione 2016/17, è stato sostituito da qualcosa di più letale. Sono veramente serpi questi nerazzurri. In ben sei confronti su dieci gli xG dell’Inter sono stati inferiori a quelli dell’avversario, che quindi ha creato di più e meglio, e in ben quattro di questi i nerazzurri hanno vinto. C’è poco da dire: cinismo e concretezza sono doti da grande squadra, specie quando c’è una tendenza consolidata all’overperforming; questa squadra se la trascina dietro da mesi e non c’è più dubbio che si tratti di ‘caso’: non lo è. E’ capace di sfruttare i momenti, e anche questa è una caratteristica da big che a noi manca; dopo la juventus, che può toglierti dal campo con 3 minuti di forcing, l’Inter è la migliore italiana in questo. Aggiungiamoci anche la pericolosità, come detto, su situazioni di solito scarsamente efficienti (cross) e su calcio piazzato (già tre reti) e otteniamo un bel riassunto su quanto veleno possono contenere i denti del biscione.
Ma ancor più che l’efficienza offensiva c’è l’output della difesa: xGA medio concesso 1.38, gol subiti medi concessi 0.8. Solo contro il Torino sono stati concessi più gol (2) rispetto al volume/qualità di occasioni subite (1.47). Quello relativo alla difesa è il dato più significativo: quarta migliore difesa l’anno scorso, terza attualmente, in perenne overperforming; l’anno passato ha chiuso con 30 gol subiti a fronte di 37.33 xGA, seconda miglior overperformance dopo quella della Roma, quest’anno è a 6 contro 8.53 xGA quindi già ben indirizzata. Noi al contrario concediamo sempre più di quanto crea l’avversario (in media e in teoria, sia chiaro).

Quindi l’Inter “gioca male”? Non direi. Per le caratteristiche dei suoi giocatori, specie il migliore (Icardi) gioca benissimo. Sono finora le statistiche a non essere particolarmente eccitanti, e descrivono una squadra a volte statica e poco produttiva, molto fallosa, che concede occasioni. Ma guardiamo la classifica: sono terzi. Speriamo che l’Inter non si metta a ‘giocare meglio’, allora. Sicuramente alcuni ribaltoni e vittorie acciuffate col minimo sforzo sono frutto del livello degli avversari incontrati, il derby infatti sarà il primo confronto diretto stagionale per gli uomini di Spalletti; per noi sarà il terzo. Tuttavia i nerazzurri hanno costruito il loro percorso per il quarto posto l’anno passato proprio sulla vivacità nei big match, tutti positivi salvo quello di San Siro contro la juve, come detto immeritatamente perso (anche per l’Apparizione di San Gonzalo); nelle grandi partite quest’Inter non sbaglia.
Dovremo quindi vedere un Milan diverso in difesa, o meglio più attento sugli episodi; sarà questa la chiave di un derby verso cui spero che il livello di tensione e sfida cresca con l’approssimarsi dell’evento specie fra gli uomini chiave della retroguardia: Romagnoli, molto svagato, e Gigio Donnarumma che anche in questo avvio di stagione a me continua a convincere poco.

Comunque abbiamo un solido 11 titolare e un’identità forte, abbiamo fiducia visti i buoni risultati e per fortuna non sarà la solita ‘sfida della morte’ con merda nel pannolone dopo dieci minuti; se anche dovesse andare male questo Milan può sopravvivere lo stesso. Abbiamo alternative a partita in corso, abbiamo Suso e Higuain in forma, tutto questo è molto bello dopo anni di ‘speriamo che ce la caviamo’ (e tante volte ce la siamo anche cavata). Come possa però l’Inter non essere considerata favorita senza se e ma…mi rimane un mistero. Realismo e umiltè: questo deve essere il vero lascito del fu Grande Milan sacchiano e berlusconiano, di cui si fa un gran parlare del modulo e dell’atteggiamento, tralasciandone i valori. Per quanto riguarda il buon Rino sono certo che non metterà le due punte e imposterà la consueta gara di sacrificio affidandosi alle certezze e non agli esperimenti da tanti invocati. Non credo che metterà la zampa nella tana del serpente così alla leggera, a lui il compito di trasmetterlo ai ragazzi nonostante un clima un po’ troppo confident. Conosci il tuo nemico.
Forza Diavolo.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.