La prefazione

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Come posso descrivere la prova contro la Roma con una sola parola? Corale. Il Milan contro i giallorossi ha offerto una prova che va oltre il merito dei singoli, ha prodotto un calcio frutto dell’abnegazione del gruppo, della voglia di anteporre il bene comune all’effimera gloria personale. Belli il tacco di Cutrone e il cucchiaio di Calabria vero? Bellissimi direi, ma ancor meglio è stato vedere come si è arrivati a quei gol. Primo gol: lancio cercato di Rodriguez su Kessié, sponda di testa per Cutrone che si muove dietro di lui e allarga per Suso, cross e gol con colpo di tacco. Azione corale da manuale. Se la guardate bene da un’inquadratura su lato lungo potrete notare lo scatto di Calabria (notevole) per andare in sovrapposizione a Suso, offrendo così una soluzione ulteriore, oltre ad allentare la pressione sullo spagnolo con il difensore preoccupato dal possibile scarico in fascia. Seconda rete: Calabria triangola con Suso, Kalinic arretra per dargli una soluzione di scarico, palla al croato che premia il suo movimento in verticale e gol con uno stupendo cucchiaio. Vere azioni da squadra che sa quel che vuole, in cui la finalizzazione è il frutto di movimenti e non eventi estemporanei.
Domenica dopo i primi minuti non ho mai avuto l’impressione che la Roma potesse batterci ed è una sensazione che ho provato rarissime volte negli ultimi anni, specie con una compagine come quella capitolina. I giallorossi ai miei occhi sembravano rimbalzare su un muro di gomma ed il numero di parate di Donnarumma è lì a dimostrarlo. Non so cosa ci riserverà il prossimo futuro, ma sicuramente questa squadra ha un’anima e crede nel suo allenatore, cosa che probabilmente non accadeva da molto tempo e qui c’è stato l’errore della società nell’aver tenuto Montella dopo la sfida di Marassi. Fortuna (bravura) che han pescato Rino, su cui francamente non facevo molto affidamento non avendo, tra l’altro, mai allenato in serie A. Complimenti a lui e capo cosparso di cenere per me. Non so quanto diventerà bravo, ma se questo cambiamento lo avesse portato Conte immaginatevi le reazioni. Adesso è tutto oro quel che luccica? E’ quello visto nel girone di ritorno il nostro reale valore? Aspettiamo, la prefazione è ottima, adesso vediamo se il libro saprà mantenere le aspettative.

Due parole su Patrick Cutrone. Come dice giustamente Gattuso, il ragazzo deve migliorare sotto molti aspetti, ma in questo scorcio di stagione si può dire tutto meno che non abbia il fiuto del gol: 32 partite giocate tra campionato e coppe con 14 reti realizzate, una ogni 130 minuti. Se ci soffermiamo al solo campionato parliamo di un gol ogni 154 minuti ossia una media gol migliore di Mbappe’ nel campionato francese, un altro classe 98 come la nostra punta.
Ma quanto vale Cutrogol? Molto, ma indefinibile al momento perché a differenza del francese è più acerbo, ancora tutto da scoprire, togliendo ovviamente la determinazione ed il fiuto per il gol.
E Calabria? Beh che dire, mi sta ampiamente sorprendendo. La grinta non gli è mai mancata, ma ritenevo non avesse il fisico per giocare a certi livelli. Quando a metà dicembre la società gli ha rinnovato il contratto ero dubbioso, in cuor mio mi chiedevo se potesse rappresentare una alternativa valida a Conti per il futuro o fosse solo un ripiego per “risparmiare”. Evidentemente se non faccio il DS nella vita un motivo ci deve essere. Calabria ha 21 anni, magari sta maturando in questa stagione oppure negli anni passati gli son stati preferiti troppo spesso Abate e De Sciglio senza un solo motivo valido.

Son passate 26 giornate dall’inizio del campionato ed è l’ora di tracciare un nuovo bilancio parziale cercando di analizzare quanto fatto e fin dove ci si può spingere.
Sono andato a rileggermi i due post precedenti a riguardo (pubblicati dopo la 13^ e 19^ giornata) e devo dire che soprattutto nell’ultimo ho commesso un errore di valutazione riguardo Lucas Biglia. Tralasciando il discorso preparazione atletica (fondamentale), sostenevo che la contemporanea presenza dell’argentino e Bonaventura non fornisse quell’interdizione necessaria per l’equilibrio della squadra. Mi sbagliavo. La capacità di Biglia in tal senso unita alla volontà di Jack e ai recuperi di Calhanoglu ha permesso al Milan di raggiungere ottimi risultati in fase di non possesso. Ovviamente non posso che essere felice del mio errore di valutazione perché un numero maggiore di piedi buoni in mezzo al campo aumenta di conseguenza la nostra pericolosità.
Che progressi abbiamo compiuto dall’ultima volta? Al termine del girone di andata eravamo undicesimi in classifica con l’undicesimo attacco, la nona difesa e una differenza reti negativa (-3), adesso siamo settimi col settimo attacco, la settima difesa e una differenza reti positiva (+7) . Rispetto all’anno passato abbiamo 3 punti in meno, occupiamo lo stesso posto in classifica con lo stesso numero di gol realizzati ed uno in più subito, si potrebbe pensare “tanta fatica per poco” ma non è così. Finalmente le statistiche incominciano a descrivere una realtà diversa in cui il Milan se la può giocare perché nel girone di ritorno ha numeri importanti, non da primi due posti ma di primissima fascia.
E in classifica fin dove possiamo spingerci? Premesso che sognare è lecito, la quota champions league è esattamente identica a quella dell’anno passato, così come il quinto posto (qualificazione diretta ai gironi di europa league) mentre il sesto posto (preliminari di europa league*) viaggia su numeri inferiori. In soldoni non è cambiato quasi nulla rispetto a quanto già scritto nei precedenti due bilanci stagionali: la quota per il quarto posto si attesterà presumibilmente attorno ai 72 punti raggiunti dall’Atalanta nella scorsa stagione. A meno di crolli straordinari di almeno due squadre tra roma, lazio e inter ciò significa totalizzare qualcosa come 28 punti in 12 giornate concludendo così il girone di ritorno a 47 punti (il Napoli ha concluso il girone di andata in testa con 48 punti). Direi che entrambe le opzioni sono di difficile realizzazione, ma mai dire mai.

Fra poche ore si disputerà la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Lazio, un traguardo da non buttare perché terminata la sfida ci si vede a maggio per la finale ossia si stacca e ci si concentra sul resto, risparmiando energie nervose con la consapevolezza di potersi giocare un titolo a fine stagione.
Simone Inzaghi ha applicato un turnover redditizio contro il Sassuolo ed una serie di giocatori arriveranno riposati alla sfida di questa sera. Se c’è una partita in cui potrebbe andarci bene un pareggio (con gol) è proprio questa perché ci garantirebbe comunque il passaggio del turno, un risultato insperato fino a un paio di mesi fa. La voglia di Gattuso è la nostra miglior garanzia sul massimo impegno in questa competizione per cui non mi rimane che una cosa in testa: prendiamoci questa finale!

Seal

* Da quest’anno l’Italia porterà 4 squadre in Champions League e 3 in Europa League ossia la quinta classificata e la vincitrice della Coppa Italia di diritto mentre la sesta affronterà i preliminari. Diciamoci la verità, quante speranze riponete nell’arrivo in finale dei bergamaschi? Io nemmeno una ed in questo caso con tutta probabilità anche la sesta classificata accederà direttamente all’europa league lasciando così alla settima l’onere dei preliminari.

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.