La Monei Lick

1485

I fatti narrati nelle successive righe sono frutto della fantasia dell’autore ma sono basati su eventi realmente accaduti e che, se ce ne fosse bisogno, sottolineano la situazione di una categoria in totale decadenza che ha deciso di programmare il proprio futuro solo a tavola.

In una conferenza stampa come tante, in una stanza anonima ma ricca di colori sgargianti, tutto il gotha del giornalismo italiano, sportivo e non, si è radunato per intervistare il presidente e il suo braccio destro che si presentano al popolo che a breve deciderà le sorti del Paese.
C’è fermento e tanta attesa per un evento importantissimo e che promette di essere decisivo per gli ultimi indecisi.

Nella sala c’è movimento, il buffet è ricco e abbondante. Tutti prodotti selezionati con cura per dare il massimo del servizio ai propri ospiti. Qualcuno, non soddisfatto, sta utilizzando la propria applicazione di food delivery per aggiungere qualche portata al lauto banchetto. “Non capisco perchè non preparino mai delle belle orecchiette con le cime di rapa” pronuncia con un filo di voce un signore con una coppola blu e uno strano paio di occhiali, che da ormai circa mezz’ora sta facendo incetta del buffet. “Hai assaggiato quelle mozzarelle là?” chiede un signore paonazzo dalla grossa stazza. “Una vera delizia, mi ricordano gli assist di Cerci”, conclude prendendone altre tre. Un signore molto profumato, noto nell’ambiente per la sua indimenticabile fragranza sembra molto emozionato e nervoso, l’attesa di rivedere i due protagonisti non lo fa stare nella pelle.
Il tempo passa veloce e si aspetta di vedere arrivare i protagonisti di questa memorabile conferenza stampa, le luci si fanno un pò più soffuse ed ecco che magicamente i protagonisti entrano in scena accompagnati da una musica di sottofondo e da un paio di hostess molto avvenenti.
Sorrisone per entrambi e salutoni con le braccia alzate, come voler anticipare i festeggiamenti di una vittoria quasi certa. Applausi scroscianti accompagnano i due che prendono posto al tavolo, pronti a rispondere ai loro adoranti astanti. Sul tavolo oltre alle consuete bottigliette d’acqua sono state aggiunte delle immancabili bottiglie di vino rosso che accompagnano bene il delizioso brasato del buffet.

Si parte! La prima domanda è sempre la più importante e si cerca subito di stupire il presidente.
“Presidente, come va questo Milan di Gattuso?”
Il volto sorridente si imbruttisce e si parte subito con una precisazione “Io sono tifoso del Milan da quando sono bambino. Le rispondo perchè per me il Milan è sempre stato un affare di cuore ma oggi siamo qui per parlare di altro” sorriso compiacente e occhiata al suo fido scudiero che mostra a sua volta alla platea, il suo miglior sorriso. La cravatta gialla è quella delle grandi occasioni e anche lui ripone molta fiducia nel futuro.
“Non mi ascoltano. Questo Milan gioca male, non vogliono mettere Suso dietro le due punte. Poi il povero ragazzo, come si chiama?” e si gira verso il suo braccio destro per cercare un aiuto. “Dai, come si chiama? Quello là, quello dell’Atalanta, Donadoni?”. Imbarazzato il Condor risponde sottovoce dopo un veloce colpo di collo “Jack. Bonaventura, presidente”.
“Ah si, infatti. Il Bonaventura per me è forte come il Kakà. Quando lo vedo giocare a centrocampo, vabbè lasciamo perdere…. Quando Kakà si allenava con Sacchi io me lo ricordo come fosse ieri, spaccava le partite. Solo che Rino è una testa dura, non mi ascolta. Montolivo davanti alla difesa come playmaker sarebbe perfetto. Ma ormai mi dicono che devo pensare ad altro. Rimango il presidente più vincente della storia e non mi hanno nemmeno intestato uno stadio…”
Molte teste tra la platea annuiscono all’unisono in segno di approvazione con quanto pontificato. Dalle  prime file un’altra domanda dà il via al dibattito “Presidente, rimanendo sul Milan. Lei ha lasciato una base di squadra ricca di giovani italiani e ha lasciato giocatori importanti come Montolivo e Abate, come valuta il mercato fatto l’estate scorsa?”
“Mi consenta ma qui dovrei far rispondere il mio amico Adriano” dice guardando il Condor. Risata generale e grandi applausi. Il Condor prende la parola “Pensiamo di aver fatto sempre un buon lavoro per il Milan (colpo di collo). Personalmente credo che 3-4 innesti avrebbero permesso a questa squadra già competitivissima (ghigno) di fare un ulteriore salto. Vediamo, vediamo. Il calcio è strano. Ogni tanto sento il mio amico Mino (colpo di collo) ma non vi dico cosa ci diciamo (colpo di collo e risata)”.
Risate generali e qualcuno accenna un applauso subito fermato dall’incedere del presidente.
“Io” ricomincia “avrei preso Belotti, con Boban trequartista e quell’altro ragazzo biondo, quello giapponese, come si chiama?”
“Honda, presidente” suggeriscono dalla poltroncine.
“Si, esatto. Quello lì” chiude il presidente
“Dottor Galliani, nella sua nuova carriera farà come nel suo Milan, vorrà essere il re anche in questo nuovo mondo?”
“(colpo di collo) Sapete che quando il presidente chiama non si può dire di no (sorriso). (si tocca gli occhiali) Come nel 1986 quando abbiamo preso il Milan e siamo partiti dal nulla per diventare il Club più titolato del Mondo (colpo di collo). Ci proveremo.”
All’improvviso una mano si alza dal fondo della sala. Un signore vestito distinto, vestito in maniera elegante con i baffi ed uno strano accento, prende la parola. “Buongiorno” esordisce educatamente. Un brusio accompagna questo saluto, molti si girano per guardare in faccia questa presenza assolutamente non prevista e non particolarmente gradita. Alcuni rimangono a bocca aperta con il boccone a penzoloni, come se avessero visto un fantasma. Nelle prime file alcuni si danno di gomito per sottolineare la situazione di tensione e posano a terra il piatto di tartine al salmone e uova di lompo e il bicchiere di vino.
“Vorrei fare alcune domande ad entrambi. Come mai l’ultimo bilancio del Milan, quello nel quale voi eravate ancora i proprietari si è chiuso con un fatturato di 192mln di euro, quando nel 2008/09 chiudevate con 328mln? Come mai il Milan è ventiduesimo nella classifica della Money League stilata da Deloitte, quando era al terzo posto nel 2006, dietro solo a Real Madrid e Manchester United?”.

Un “oooooooh” seguito da un assordante silenzio fa eco nella stanza. Molti dei giornalisti presenti si guardano increduli e borbottano dopo essersi ripresi dallo shock.
“Ma, ma” alcuni pronunciano parole sconnesse, senza capire il senso di queste domande. Lo stupore è generale, nessuno si sarebbe immaginato un tale affronto, in una situazione così, poi.
Il presidente visibilmente contrariato guarda il proprio scudiero e non proferisce parola. La tensione di taglia con il coltello.
“Come ho detto più volte” ricomincia il presidente “l’avvento dei petroldollari e dei magnati russi ha cambiato il mondo del calcio. Io quando sono arrivato ho portato molti investimenti”.
“Mi scusi, presidente” lo interrompe il signore elegante. Molti non credono alle loro orecchie, gli sguardi di disapprovazione sono tutti rivolti a questo incomodo impudente. “Veramente nelle prime venti posizioni della Money League 2017 ci sono squadre come Arsenal, Borussia Dortmund e Leicester che non hanno proprietà mediorientali. Inoltre Napoli e Juventus sono davanti al Milan. Il Napoli nel 2006/07 era in serie B. Il presidente De Laurentiis non mi sembra di origine arabe o russe”.
Quest’ultima frase fa calare il gelo nella sala. Il Condor diventa paonazzo, sta per esplodere, ma la vista del buffet riesce a farlo ragionare e prontamente risponde con durezza “Le faccia a me questo tipo di domande (colpo di collo), ho un pò di esperienza in queste cose (ghigno). Noi abbiamo sempre costruito delle rose ultra competitive, e la proprietà ha investito molti soldi (scuro in volto si tocca il colletto della camicia cercando ossigeno)”.
La risposta sembra ringalluzzire il pubblico che si gira con fare orgoglioso verso l’ospite inadeguato a quella sala. Gli occhi ora, sono tutti su di lui.

CONTINUA..

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.