Il ritiro

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Dunque.
Un mese e mezzo fa, poche ore prima del derby, si stava al terzo posto. Come che si, come che no, sempre terzo era. Reduci da 10 risultati utili consecutivi, di cui 7 vittorie, 5 di fila e con una differenza reti di +18. La quinta, Roma, stava a quattro punti, con una partita in più.
Ebbene in questo mese e mezzo abbiamo vinto una partita su rigore, e perso il suddetto derby e contro Samp, juventus e Torino, oltre che con la Lazio in coppa Italia. Contro le peggiori squadre del finale di campionato, dopo di noi, Udinese e Parma abbiamo fatto due punti. Abbiamo perso la quarta piazza, scivolata a 3 lunghezze ma con ben 3 squadre in mezzo, e dichiarato la resa. Perchè ormai l’ambiente è cotto, esploso (o imploso), tanto che lo staff ha ordinato il ritiro. Provvedimento in linea con quanto visto sul campo: un ritiro appunto. Come ha perfettamente inquadrato Biasin tutto l’ambiente Milan è teso al futuro, la Terra Promessa che aspettiamo da anni e che anche quest’anno ammicca e allieta nel momento più turpe. Teso al futuro con mille voci di sirene ammalianti, ma intanto mancherebbero 4 partite, tutte abbordabilissime, che potrebbero anche non servire ma visto l’andazzo anche delle altre probabilmente si. 4 partite di cui probabilmente non fotte a nessuno.

Delle debacle tattiche di Gattuso hanno già illustrato tutti in settimana, inutile rimarcare. Mi limito a ciò: se la prossima conferenza stampa sarà sul tenore delle precedenti mi aspetto Gattuso nella vasca da bagno, coi polsi tagliati, ad annunciare che è tutto finito; così, per caricarci. Farebbe il pari con lo schierare un difensore in più contro la Lazio in coppa Italia, deprimendo nello spirito 60mila milanisti ancor prima dell’inizio del match. Non ci si può presentare a Torino in quel modo ignorante. Non si può annunciare che “il Torino ricorda l’Atalanta” perchè è una minchiata; avrebbe avuto più senso paragonarlo…boh…alla Reyer Venezia. Altro sport, ma almeno stessi colori sociali. Preparazione tattica, fisica e mentale incarnata da Conti che dopo 7 minuti sembrava uno di quei fanti senza addestramento gettati in prima linea nella Prima Guerra Mondiale; stesso sguardo perso come travolto dall’infernale macchina bellica. Ed era Ansaldi, cazzo!
Quando si giunge a “i giocatori non rendono nemmeno in allenamento” ci si dimette, o si reagisce con una veemenza diversa, e subito. Non con metodi drastici ma solo dopo il ritardo di Bakayoko, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, un vaso troppo grande evidentemente, poichè doveva traboccare prima al posto che continuare con finta fiducia in mezzi inesistenti.

Storia di debacle tattiche, ma non solo. Sampdoria: autorete del portiere a pochi secondi dall’inizio; Udinese: gol da contropiede su corner, tempi di intervento e posizionamento (fondamentali, non tattica) assurdi; juventus: ingenuità che causa rigore, errore in disimpegno; Lazio: idem come Udinese; Torino: idem come contro la juve. Una squadra triste e abulica ma vittima nella sostanza di errori tecnici e di concentrazione. Come detto: non frega un cazzo a nessuno. Da che professionisti è composta dunque questa rosa? L’amarezza è tantissima, ho creduto nel valore di questi giocatori e ho sbagliato.
A partire dal novello Iaschin, anche quest’anno il miglior portiere dell’anno prossimo. Per uscire fluidi dal basso con lui a dettare il primo passaggio servirebbero Pirlo, Rijkaard e Schiaffino davanti alla difesa. Un 16enne con quattro anni di titolarità indiscussa non lo trovate in nessuna divisione a nessun livello; ci ringrazierà di questa gavetta il suo prossimo club, che lo rileverà a parametro zero.
Mustafacchio lo cambierei domani con un Paletta. Almeno avrebbe levato un po’ di spocchia a qualche ‘fenomeno’ tipo Belotti, galletto dopo un rigorello, con qualche botta che incute rispetto. Col Bel Mateo invece tutti contenti.
Kessie. La prova che dovrei occuparmi di piante e giardinaggio, per cui sono pagato, lasciando stare il calcio di cui evidentemente non capisco una minchia. Ma anche Kessie stesso dovrebbe.
Biglia è il classico rottame che almeno Galliani prendeva a zero (guarda cosa mi tocca scrivere). In panchina con lui abbiamo Bertolacci e Josè Mauri, oltre a Borini. Poi ridiamo della panchina della Lazio o dell’Atalanta. Ma che cazzo abbiamo da ridere???
Bakayoko dovrebbe nuovamente chiedere scusa ad Acerbi. Non per la maglia, ma perchè aveva ragione.

Ennesimo abbaglio

Ma veniamo ai top players, quelli decisivi, gli ‘attaccanti’.
Una petroliera ci mette meno a virare e cambiare rotta di quanto Suso impiega a controllare un pallone in campo aperto. Fare un contropiede con Suso è penoso quanto scalare il Cevedale in infradito; ma fa più male, e le probabilità di riuscita sono più basse. Di situazioni anche negli ultimi match ce ne sono state in cui creare qualcosa, qua siamo allo zero totale, non riesce nemmeno a calciare forte. Perderebbe un duello fisico con Ricardo Rodriguez, e ho detto tutto. Se n’è accorto persino Costacurta che fa cagare, no, dico. Ci aspettiamo la plusvalenza? AAAAAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAH. Ma non scherziamo, i cretini che pagherebbero qualche cifrona per questo coso esistono solo a Milano, sponda nostra. Vedi alla voce ‘Castillejo’.
Chattanooga mi fa rimpiangere chiunque. Honda, Saponara, Taarabt. Mi fa invidiare chiunque. Berlinguer, De Paul, Kurtic, Ciano, Castrovilli, Ninkovic. Ho letto su l’Ultimouomo che alcuni dei sui errori deriverebbero dalla memoria muscolare degli anni con Schmidt. Secondo me derivano dalla memoria visiva di quest’estate passata a fotografare capre. Ha segnato 1 gol con 87 tiri; in pratica per segnare 5 gol avrebbe richiesto l’intera produzione offensiva del Barcellona. Con la sua media realizzativa Messi avrebbe segnato quest’anno 1.7 reti.
Cutrone, che è quello che mi fa rognare meno, contro il Torino ha stoppato il pallone con ogni parte del corpo tranne i piedi. Nkoulou lo guardava basito, come quando si gioca a tennis con uno che continua a prendere la pallina col manico o col bordo della racchetta.
Piatek ha la stessa voglia e garra che avrei io di estrarre la bauxite a mani nude per uno stipendio molto basso. Comprensibile? Uno che un anno fa giocava a Cracovia per il 10imo posto polacco e quattro spicci la uallera non la dovrebbe avere in nessun caso.
In ultimo Romagnoli. La tattica non supera la tecnica; la tecnica non supera la mentalità; la mentalità non supera l’uomo. Poi che nessuno lo superi in campo conta poco, è statistica, quando non centri gli obiettivi, non dimostri nulla e a quattro giornate dalla fine ti fai tirare le orecchie dalla curva perché (si dice) sei andato in disco dopo le bastonate contro Lazio e Toro, beh con i numerini ti ci puoi pulire il moccio.

Questa la compilation ‘ridotta’ dei miei eroi, gente per cui mi sono sgolato e ho spezzato lance, e mi sono sforzato di capire, ho difeso, esaltato, e che a un mese e mezzo dal traguardo ha mollato totalmente. Come già accaduto negli ultimi anni; d’altronde il ‘disastro di aprile’ al pari del rientro perdente dopo la sosta nazionali o del lunch match dove facciamo cagare non è responsabilità solo di Gattuso perchè ACCADE DA 6 ANNI. Fa parte della tradizione sportiva della squadra. E se mi stavano sul cazzo quelli di prima mi stanno sul cazzo quelli di adesso.

La società non sta mostrando granchè di diverso rispetto al passato. Troppe le cose rivedibili, a partire proprio da questo finale dove trapelano una certa insipienza oltre che confusione. Le luci della ribalta evidentemente non piacciono ai nostri. Meglio mandare allo sbaraglio Cutrone. Come già premesso la sensazione è che non ci creda nessuno ai piani alti, quindi ci devo credere io? Che schifezza questa. Tutti in fuga, tranne alla fine i due ‘nemici’ Leonardo e Gattuso, unici presenti. Maldini a quanto pare è in ferie a Ibiza, per dare l’esempio, per mantenere vive le tradizioni.
Ma meglio così, piuttosto che fare appelli all’ONU per quattro banane gonfiabili. Gazidis invece è troppo impegnato nel progetto Casa Milan su Marte nel 2049, un’idea che moltiplicherà gli sponsor: n x 0 = ?. E’ anche impegnato nelle conference call con Singer, a cui sta cercando di spiegare perché è più facile sequestrare mezzi militari argentini piuttosto che arrivare quarti col Milan.
Scaroni è apparso comunque sereno. L’oil&gas tira bene ultimamente, la corsa del petrolio nonostante un lieve arresto si prevede forte anche a maggio, le tensioni con la Libia non daranno input negativi. Il Milan ha un progetto medio-lungo. “La Champions è obbligatoria, guai a non arrivarci!!!” aveva tuonato a ottobre dopo un pareggio, mettendo una leggerissima pressione sull’ambiente. Ma non era vero eh, scherzava Scary. No problem, anche senza Champions sarà medio-lungo. Non ha precisato cosa, però.

La prova del nove se non altro sulle intenzioni comunque sarà quest’estate. E si chiama ‘tecnico’. Vediamo la capacità economica vera e l’attrattiva. Perché per tirare a Milano un allenatore come si deve visti i precedenti e le condizioni attuali richiederà l’esibizione di un po’ più che il rubizzo Scary a promettere mari e monti, o Maldini a dispensare ‘carisma’. Poi vediamo le capacità gestionali, con tutta l’estate per ‘programmare’, perché a quanto pare il problema è stato questo; così si dice. Vediamo senza alibi cosa combinano. Ai top e semi-top non credo proprio. Il Golem milanista non si sveglierà certo con un Di Francesco o un Giampaolo, ma entrambi con un mercato poco chiaccherato e scaricati dalla stessa pressione che è toccata a Gattuso fin dall’inizio potrebbero dar vita a progetti se non altro più coerenti del solito pattume spruzzato di acqua di rose.
Intanto la stanchezza avanza e il prossimo ritiro potrebbe anche non essere quello di squadra, ma quello di tanti tifosi con le palle a terra.
Oltre alla Storia luccicante di quindici/trent’anni fa la conosce Elliott quella degli ultimi cinque?

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.