Il meglio ed il peggio

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Domani si gioca e sarà la prima partita dell’anno nuovo e del girone di ritorno ma anche l’ultima prima della sosta di questo calendario anomalo che  ci ha proposto campionato e coppa durante le feste natalizie posticipando la sosta. Contro il Crotone a San Siro mi aspetto di vincere ma ancora di più che la squadra cresca ulteriormente dopo le ultime discrete prestazioni contro l’Inda e la fiorentina. Siamo a metà del guado ed è il tempo di fare i primi  bilanci. Nei giorni scorsi durante un intervento a Radiorossonera l’argomento del giorno erano le cose migliori e peggiori di questi primi mesi. Le associo ad una serie di date corrispondenti agli eventi che a mio parere mostrano il meglio ed il peggio. Inizio dal meglio.

13 Aprile, closing. Tutto inizia lì. Senza voler rimestare il torrone con i soliti discorsi sul prima e sul dopo è certo che un’era durata 31 anni si chiude. Di quella gestione sapevamo ormai tutto nel bene e nel male. Come dice Larry avevamo il decoder e sapevamo interpretare bene. L’inizio della nuova era bella, brutta o bellissima che sia è una nuova avventura. Abbiamo aperto il libro e ci accingiamo a scoprire la storia pagina per pagina. E come per ogni storia che inizia ci sono aspettative e speranze seppur condite da timori ed incognite. Scoppia l’entusiasmo e ritorna la voglia di Milan che culminerà il 2 agosto con 62.000+ spettatori a San Siro per il preliminare di El. La tifoseria rossonera risponde come sempre e come nessun’altra sa fare. Eccitante !

11 e 14 Luglio. Due date che hanno lo stesso significato. L’11 Donnarumma rinnova. Non sappiamo cosa sia successo esattamente ma Raiola è stato messo in un angolo in quei giorni “ostilo e violende”. La prima grande vittoria di questa società che si impone sul desiderio del Pizzaiolo che avrebbe voluto traccheggiare sul rinnovo per portare via il cucciolo a fine campionato a zero scatenando l’asta sulle sue provvigioni. Il 14 Bonucci diventa un giocatore del Milan. Queste due date rappresentano la dichiarazione d’intenti del nuovo Milan. “Avviso ai naviganti, il Milan è tornato sapevatelo”. E’ anche la risposta alla boria di Marotta, ricordate ? “Se un top player è sul mercato la Juve ha il dovere di esserci”. “Beh, anche noi” la replica implicita. Risultato Donnarumma rimane a Milano (e se lo vorranno dovranno pagarlo a peso d’oro) e chi perde un top player è la Juve. La società cala gli assi dando un segno di forza persino inaspettato. Inebriante !

27 Dicembre. Vinciamo il derby di CI. AL di là della soddisfazione di vincere un derby e di passare il turno (che sono un godimento di per sé) per la prima volta dopo tante delusioni vedo in campo una squadra che gioca da squadra. Compatta e determinata. Non giochiamo un calcio champagne ed anche l’Inter ha le sue occasioni (va detto) ma la vinciamo sulla distanza dimostrando di averne di più (ed è la prima volta quest’anno) ma soprattutto di volerla vincere. Ripensandoci la partita seguente contro la Fiore è più importante ancora. Veniamo dal nostro personale Derby-Alamein una battaglia combattuta per 120 minuti coi nervi. In trasferta, con un giorno di recupero in meno contro una Viola a cui della CI non importava nulla e che per questi motivi è in condizioni psico-fisiche parecchio migliori. La squadra, a parte qualche svarione, non sbanda e, per la prima volta in questa stagione, rimonta lo svantaggio portando a casa un punto prezioso ed un’altra prestazione di carattere. Che qualcosa stia finalmente cambiando ?

Passiamo al lato oscuro.

Week end del 24 Settembre e del 17 Dicembre. Perdiamo contro Sampdoria prima ed Hellas poi. Sono la doccia fredda. Si può perdere con le grandi del campionato ma non contro una onesta squadra di metà classifica ed una provinciale che lotta per la salvezza. Non nel modo in cui lo fa il Milan almeno. Squadra scollata, senza idee, senza gioco e senza condizione. Senza niente insomma. Non a caso tra le varie ho preso queste due. Una con in panchina Monty e l’altra con Gattuso. Segno che, pur con tutti i limiti che imputo a Montella non era lui il solo problema. Questa squadra non gira e le rogne da risolvere sono parecchie. Per Mirabelli c’è ancora molto da fare e non solo per lui. La delusione monta.

19 Ottobre. Milan AEK. La terza di andata del girone di El. Tutti noi ci aspettiamo una vittoria facile che chiuderebbe di fatto il girone permettendo di non sprecare forze preziose nelle partite di ritorno e sarebbe una iniezione di fiducia di cui la squadra ha bisogno. Succede però qualcosa. La squadra manda un segnale chiaro. Alla società ? vuole mollare l’allenatore ? non crede nel progetto e sono demotivati ? Altro ? non ne ho la più pallida idea ma non avevo mai visto una compagine entrare in campo così scazzata e con la sola voglia che quei 90° finiscano il prima possibile per tornarsene a casa senza nemmeno dover fare la doccia. Uno spettacolo squallido, non da Milan. L’incazzatura è monumentale.

12 Dicembre. Scoppia il caso Donnarumma. Raiola scatena la stampa amica e “fa filtrare” la storia della richiesta di rescissione appellandosi, manco a dirlo, all’ambiente ostilo e violende che a kalashnikov puntato avrebbe obbligato il povero Zizzo alla firma per la miseria di 6+1 bomboloni all’anno. Anche se è solo una bolla scoppia fragorosa. La cosa è ridicola quanto fastidiosa ma il significato è pesante. Di Raiola si può dire tutto ma non che non sia dotato di una grande furbizia istintiva, quasi animalesca. Ed i furbi non si inimicano coloro che ritengono forti. Aveva dovuto mandare giù l’amaro boccone del rinnovo e come la società ha mostrato segni di debolezza è partita la rappresaglia. Riflettendoci, se anche la stampa nella sua quasi totalità, non perde occasione per darci addosso è perché gli squalotti dell’imbrattamento cartaceo e gli sproloquiatori del web hanno annusato il sangue e non mollano la presa.  Non sto dicendo che la società non sia forte, chi mi legge sa che ho molta fiducia sul nostro futuro, ma un fatto mi è chiaro. La nostra dirigenza non è riuscita a dare all’esterno l’impressione che lo sia e questo per me è un limite grave. Forse l’unica vera critica che mi sento di fare al di là delle singole scelte operative il cui giudizio è soggettivo. Mi fa ancora più male di aver perso a Verona.

Possiamo parlare del mercato, delle scelte, della tattica, degli allenatori, della condizione fisica ma volendo tracciare la storia di questi mesi ho trovato che queste immagini riassumano meglio la situazione di squadra e società nel bene e nel male e dicano molto di più di quanto possa sembrare a prima vista.  Ed ora cosa è lecito aspettarsi ? Preconizzare del futuro è molto più difficile che analizzare il passato. Mi ci sono già scottato abbastanza. Non nascondo che il sogno EL (con annessa qualificazione alla Champions) mi accarezza ma stando con i piedi per terra la vedo dura. Ci sono troppe partite e troppe squadre ben attrezzate ancora in lizza per farci conto. Anche la coppetta nazionale non mi dispiacerebbe. Un trofeo con cui concludere questa stagione che darebbe forza e morale per il futuro ma Lazio e (presumibilmente) Juve saranno ostacoli duri, meglio non farsi troppe illusioni. Una sola cosa chiedo, anzi pretendo. Che i mesi che restano alla fine della stagione servano perché in società ci si chiarisca le idee sul cosa fare e si arrivi a fine stagione con la lista pronta di chi deve fare le valige e di chi deve restare. A chi affidare la guida tecnica ed i giocatori da integrare per soddisfare le necessità dell’allenatore costruendo una rosa logica e sistemando definitivamente le cose in società. A priori non rinuncio a nulla e sogno che qualcosa di “ufficiale” arrivi ma al futuro non posso rinunciare e sono disposto al baratto dell’uovo oggi per la gallina domani. Nel frattempo qualche segno vorrei iniziare a vederlo . Meglio se già domani. La prima dell’anno si deve vincere e basta …

E’ il primo post dell’anno nuovo e ne approfitto per farvi nuovamente gli auguri. Che sia un anno di grandi soddisfazioni. Lo meritate tutti …

FORZA MILAN !

Axel  

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.