Il bene del calcio italiano 2019

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A luglio del 2018, dopo l’arrivo di Cristiano Ronaldo, tutta la comunicazione e la stampa italiana si sperticarono in lodi e festeggiamenti, imputando all’arrivo del portoghese un vero e proprio rinascimento italiano. Il sistema, ci dicevano, avrebbe avuto una spinta ed una visibilità fondamentali per la crescita del calcio in Italia. Insomma l’arrivo del pluri pallone d’oro era il bene del calcio italiano. In merito, mi sentii di scrivere un post che analizzava la reale situazione del calcio italiano, tra mancate iscrizioni ai campionati, processi per le fidejussioni e tutta la fauna che popolava, e popola, l’ambiente del calcio (leggi qui).

Oggi, passato poco più di un anno, nel silenzio generale dei principali media italiani (a parte le decine di insulti alla pagina twitter), è passata sottotraccia la campagna assurda e, mi permetto di dire, provocatoria, della Lega Calcio riguardo alla pirateria. Perchè provocatoria? Penso che sia molto facile da capire. Dopo aver fatto delle porcate indegne insieme a Sky, la Lega si erge ad entità onesta e pulita, chiedendo ai tifosi l’ennesimo sforzo economico per fare in modo che la baracca rimanga in piedi. Una provocazione tipica di chi ha potere, lo esercita e lo fa pesare a coloro che, secondo il pensiero dei potenti, dovrebbero azzerbinarsi ed eseguire le volontà. Come mai poco prima dell’inizio del campionato una campagna pubblicitaria tanto forte quanto inutile ha preso spazio, senza che nessuno aprisse il coperchio del vaso di Pandora? Fortunamente i dati e le informazioni sono facilmente reperibili su internet, pertanto si scoprono tanti interessanti spunti.

Partiamo con il dire che la scelta “politica” di tutelare Sky durante l’asta per i diritti televisivi ceduti la scorsa estate, ha portato ad un monopolio totale del calcio in televisione. La presenza, o meglio dire la comparsa, di DAZN non ha fatto altro che agevolare il guadagno delle pay-tv a discapito dei tifosi. Di fatto SKY e DAZN sono la stessa cosa, non possono essere considerate concorrenti, offrono prodotti e partite diverse, non sono interessate a portarsi via abbonati, anzi hanno fatto in modo di “condividerli” spartendosi la torta, vedremo dopo i dati. Anzi è notizia di pochi giorni fa che le due emittenti stanno cercando ulteriori partnership per “allargare” il bacino di utenza nel 2019/20. Discorso ben diverso rispetto a quello che erano SKY e Mediaset che invece concorrevano sul medesimo piano e offrivano, di fatto, lo stesso identico prodotto. Dando vita ad una continua asta al ribasso con gli abbonati per accaparrarsi anche un solo utente in più. Oggi tutto questo non esiste più. Quindi possiamo dire che in Italia esiste un monopolio sul calcio che obbliga, questo è il verbo corretto, ogni tifoso ad avere due abbonamenti per potere vedere tutta la Serie A.

Ha funzionato il gioco della Lega e delle televisioni? La risposta è no. Basta parlare con qualsiasi tifoso e la maggior parte di loro vi dirà che non ha sottoscritto il doppio abbonamento e soprattutto nel caso di DAZN ha usufruito spesso e volentieri del mese gratuito per poi disdire in tempo e non pagare i 10€ al mese. Non ha funzionato perchè i dati dicono che l’audience è crollata del 30%, sicuramente il monotematico campionato bianconero non aiuta la crescita degli abbonamenti, ma la fuga dei tifosi è evidente se si pensa che ai tempi del duo SKY-Premium il totale abbonati si aggirava sui 4-4,5 milioni e la stagione appena conclusa ha visto un totale di 3,3-3,5 milioni. Inoltre se si pensa che DAZN non ha mai rivelato i numeri delgi abbonati, qualcosa lascia pensare che l’avvento della tv in streaming sia stato tutt’altro che un successo. Il Fatto Quotidiano ha rivelato che fonti vicine a Perform (azienda proprietaria di DAZN) parlano di 1,3 milioni di abbonati, dei quali 1 milione condiviso con SKY, quindi poco più di un flop. A rendere più amari questi numeri ci si mette anche la Lega Calcio che pubblicando i dati della stagione conclusa ci racconta di un girone d’andata che ha visto toccare nel suo periodo peggiore il -57% (ottobre 2018, quindi campionato appena iniziato) di spettatori rispetto all’anno precedente. Un bagno di sangue.

La domanda che i pezzi grossi di SKY si sono fatti è una, molto semplice “Che fine hanno fatto gli abbonati Mediaset?”. Come spesso capita alle multinazionali si sottovaluta il libero arbitrio dei consumatori che sono tutto fuorchè caproni. Il 36% degli abbonati Mediaset è scomparso nel nulla, evaporato. Nessuno aveva calcolato che il doppio abbonamento avrebbe portato i tifosi ad una scelta, o aumentare la spesa per vedere il calcio o rinunciare ad esso. Ed in un contesto poco competitivo come l’attuale, ha prevalso la seconda strada. Se in tutto questo contesto ci mettiamo i 2 milioni di spettatori che utilizzano siti illegali, la frittata è fatta. Il calcio in televisione in Italia è diventato quasi un lusso e dove è stato possibile, alla passione ha prevalso il portafoglio.

Chi comanda il calcio in Italia è rimasto qui

Il futuro prevede che SKY dovrà andare a braccetto con DAZN ancora per un paio di anni, se l’emittente streaming reggerà ancora con questi numeri. Ma soprattutto, dovrà difendersi dal ritorno di Mediapro che, dopo l’assurda esclusione dell’anno precedente della quale la Lega Calcio è complice, sta rientrando in gioco in maniera importante, spingendo con la Lega per un canale unico tematizzato che porterebbe più introiti e che metterebbe SKY con le spalle al muro. Hanno paura a SKY? Direi di sì, lo scacchiere sta cambiando e se si pensa che uno dei grandi burattinai di Mediapro è quel Mammì (ex dirigente SKY ed ex di Diletta Leotta) che oggi siede dall’altra parte ed è pronto a dare battaglia, io starei poco allegro.

Concludendo è veramente fuori luogo che nell’agosto del 2019, dopo tutto quello che è successo in quest’anno, la Lega Calcio abbia il coraggio di mettere in piedi una campagna come quella citata all’inizio. La pirateria non va giustificata ma la Lega non può assolutamente ritenersi parte lesa, in quanto il problema l’ha creato lei insieme con i suoi partner. La parte lesa è solo quella del tifoso che ha dovuto sborsare più euro di prima per vedere di meno (e peggio nel caso di DAZN) rispetto alla stagione precedente. Inoltre il mondo dei media sta andando avanti a grandi passi e dopo Netflix che ha cambiato il mondo dell’entertainment on-demand, adesso Amazon ha fatto saltare il banco acquistando i diritti esclusivi del Roland Garros dal 2021 al 2023, per circa 90 milioni di euro. I colossi veri si stanno muovendo, Mediapro con BeIN Sports inclusa, la battaglia è solo all’inizio. In questo contesto di modernità e di efficenza manageriale, i politicanti vetusti che compongono la Lega Calcio e il CONI saranno in grado di fare il bene del calcio italiano?

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.