Agitato non mescolato

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Uno dei cocktail più famosi della storia del cinema è sicuramente il Vesper, introdotto al grande pubblico nella saga di  James Bond. La sua composizione prevede tre parti di Gin Gordon’s, una parte di Vodka e mezza parte di China Lillet con l’aggiunta di ghiaccio e una scorza di limone. Agitato e non mescolato è sempre stata la richiesta della spia più famosa del Mondo. L’unione di tutti questi ingredienti ne fanno un cocktail unico e inimitabile, ma soprattutto vincente. “Una volta che l’hai assaggiato, non puoi più bere altro” dichiara l’agente segreto 007, a tavola con Vesper, una delle solite bellissime donne che gli fanno da contorno, e per la quale deciderà di battezzare con il suo nome il cocktail.

Noi tifosi rossoneri di Vesper ne abbiamo bevuti in abbondanza nel corso della nosta vita calcistica milanista. Anni di inebriante entusiasmo e di gioie continue. Proprio per questa ragione, adesso, dopo quasi un decennio di fiaschetti di vino andato a male, siamo in grado di riconoscere un Vesper originale da un cocktail d’imitazione.

GIN – Calcisticamente parlando possiamo considerare le tre parti di gin come la rosa dei giocatori a disposizione. La parte di vodka come la società che immette capitali e gestisce l’azienda. La mezza parte di Lillet, è l’allenatore. Le aggiunte di ghiaccio e limone sono gli sfizi che puoi toglierti nell’arco dell’anno, tra mercato e risultati, per completare il tuo cocktail.
La scorsa estate sono state fatte ricche scorte di gin di buona qualità, da tempo non si vedevano giocatori acquistati grazie ad un ragionamento e con trattative finalmente sensate, lontano dai soliti venditori di Grog di contrabbando. Ne sono arrivati diversi, molti neofiti del calcio italiano ma tendenzialmente di buone speranze e di ottima prospettiva. Nonostante ci fossero ancora diverse (car)casse di gin di qualità infima, rimaste da precedenti gestioni, la base generale è stata ricreata per rimpiazzare gli scaffali del bar con materiale di primo livello. Il rinnovo del locale comincia proprio dalla lista del gin che puoi servire al tavolo, ogni giorno. Le bottiglie appena arrivate sono da mettere subito in mostra, non basta solo il cartello “NUOVA GESTIONE”, il gin di pessima qualità va messo in cantina e lasciato andare a male.

VODKALa vodka è una base importante del cocktail ed è stata totalmente importata. Non viene più prodotta in cantine brianzole a basso costo. L’investimento fatto per importare la vodka migliore è stato ingente, un lungo percorso, estenuante ma che si è concluso nel migliore dei modi una mattinata di Aprile. Fin dal primo giorno, la vodka ha ricevuto apprezzamenti da parte dei tifosi che esaltati dall’alcool hanno trascorso un’estate ricca di feste, soprattutto durante i mesi di giugno e di luglio, quando ogni giorno era una festa e ogni sera era un evento. Con il passare dei mesi la vodka è stata assunta anche per dimenticare i vecchi tempi quando ci veniva servito un bel bicchierino di vino al metanolo all’osteria “Da Giannino”. La nuova vodka è piaciuta a tutti, anche se diversi “espertoni” di nightlife milanese, hanno espresso dei dubbi sulla sua provenienza. Ma questi beoni sono sempre stati scusati, vista la loro predilezione per le confezioni di vino in scatola, comprato al discount, che hanno sempre spacciato come Dom Perignon.

LILLET – Infine c’è il Lillet, un vermouth bianco francese, molto difficile da trovare in Italia. È una componente fondamentale per la riuscita del cocktail. Lo stesso cocktail che noi rossoneri siamo abituati a bere, quello di qualità. Non può essere un vermouth qualsiasi, deve essere necessariamente Lillet, è lui la chiave decisiva. Si deve ben sposare con gli altri due ingredienti, altrimenti rimarrà sempre un cocktail “vorrei ma non posso”. Non si può servire da solo, anzi, sarebbe uno spreco inutile. Il Lillet del nostro cocktail arrivava da un’annata particolare. E’ sembrata un’annata ottima, questo perchè gli ingredienti precedenti erano parecchio mediocri e il suo sapore sembrava coprire le imperfezioni. Si è gridato al miracolo, “ma quanto è buono questo Vesper!”. Lo si è detto per tutto l’anno. “Con l’arrivo degli ingredienti nuovi di prima qualità, sarà ancora meglio!”, lo abbiamo pensato in molti. Invece il Lillet, quella componente fondamentale per la riuscita del cocktail, si è dimostrata un vermouth di basso livello, buono al massimo per un Negroni preso in discoteca durante l’estate. Probabilmente la cantina dalla quale è stato importato è la stessa dalla quale si fornivano gli espertoni del vino in cartone.
Ma finalmente un nuovo Lillet d’annata è stato importato. Un Lillet raro, uno di quelli della vecchia stirpe, uno di quelli che con il vero Vesper ha festeggiato per notti intere. Ha un carattere deciso e forte ma è la chiave giusta per dare vita a questo cocktail. Non ha la ricetta esatta ma l’ha sentita per anni, l’ha assaporata. Sa che strada deve prendere.

Oggi questo Milan è finalmente un Vesper. Non so voi ma io mi sto inebriando del suo gusto. Non ricordo più da quanto tempo non mi capitava di attendere con ansia la prossima partita per poter assaggiare di nuovo questo gusto. Ho voglia di giocarla insieme ai ragazzi, sul divano o allo stadio. Ho voglia di urlare. Ho voglia di Milan. Non so quanto durerà questo effetto ma è bellissimo. Sono agitato (ma non mescolato). Ci manca ancora tanta strada da fare, siamo solo all’inizio ma questa stagione non è ancora da buttare. Stasera più che mai vi invito tutti ad alzarvi in piedi e cantare:

FORZA LOTTA, VINCERAI. NON TI LASCEREMO MAI. ALE’ ALE’ ALE’ IL MILAN ALE’

FORZA MILAN

Johnson

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"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.